Iran: storie di frustate, Cani da abbandonare nel deserto, e capri espiatori


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“Le considerazioni religiose di Feuerbach si intrecciavano con quelle politiche: egli sottolineava, infatti, il carattere pericolosamente conservatore della religione; in essa, l’uomo tende a diventare schiavo, a sentirsi dipendente da un’entità superiore, e uno schiavo incatenato nel “mondo delle idee” diventa inevitabilmente anche schiavo nella realtà materiale, quasi come se oltre ad essere schiavo di Dio diventasse anche schiavo di un padrone materiale. Ne consegue che la liberazione politica dell’uomo dovrà per Feuerbach passare per l’eliminazione della religione: infatti, solo dopo la scomparsa della religione l’uomo cesserà di essere schiavo di Dio e, successivamente, dei padroni materiali. Diametralmente opposta è la concezione di Marx, secondo la quale ” la religione è l’oppio del popolo ” : secondo Marx, infatti, l’uomo ricorre alla religione perché materialmente insoddisfatto e trova in essa, quasi come in una droga (“oppio”), una condizione artificiale per poter meglio sopportare la situazione materiale in cui vive. Per Marx, dunque, non è la religione che fa sì che si attui lo sfruttamento sul piano materiale (come invece credeva Feuerbach), ma, al contrario, è lo sfruttamento capitalistico sul piano materiale che fa sì che l’uomo si crei, nella religione, una dimensione materiale migliore, nella quale poter continuare a vivere e a sperare. Ne consegue che se per Feuerbach per far sì che cessi l’oppressione materiale occorre abolire la religione, per Marx, invece, una volta eliminata l’oppressione, crollerà anche la religione, poiché l’uomo non avrà più bisogno di “drogarsi” per far fronte ad una situazione materiale invivibile.”

Così si scrive su Filosofico.net.
Due approcci diversi di critica alla religione che possono essere calati nella realtà quotidiana attraverso mille esempi. Uno di essi è senza dubbio la notizia che è stata presentata una proposta di legge al Parlamento iraniano in cui si chiede che chi possieda, compri, venda o porti a spasso un Cane o una Scimmia, sia punita/o con 74 frustate o con un’ammenda fino a 3000 dollari (U.S.A.).
I Cani e gli altri Animali considerati “impuri” secondo un’interpretazione del Corano, divengono oggetto di scontro politico. Ancora una volta oggetti, da vendere, comprare, usare, o ora da condannare (i Cani confiscati dovrebbero finire allo zoo o abbandonati nel deserto…).
Chi ha ragione tra Feuerbach o Marx? E’ l’Umano schiavo della religione che produce simili assurdità, o è l’Umano schiavo del sistema, e delle sue politiche in questo caso anti-occidentali, che trova sfogo della religione? A voi l’ardua sentenza. Di sicuro a prescindere dalle posizioni filosofiche, è possibile affermare che ancora una volta vige il principio del capro espiatorio (non per nulla il capro è un Animale), e saranno i Cani e gli altri Animali non umani a pagare più di tutti, ma lo faranno in ogni caso: sia che passi la proposta di legge (continueranno a essere venduti, comprati, usati nelle corse, combattimenti etc…), sia che non passi (finiranno in uno zoo, o a morire di sete e fame nel deserto). Il Cane, oltre che impuro, è divenuto un altro simbolo dell’occidente da distruggere: si potrebbe dire il “miglior amico dell’occidente”, questo secondo gli ayatollah, che evidentemente non sono mai stati in occidente per vedere come realmente trattiamo i nostri “migliori amici”: tra canili-lager, laboratori di vivisezione, torture, maltrattamenti, abbandoni e commercio.
Le prospettive che forniamo noi Umani (occidentali e orientali) agli altri Animali sono, come sempre, agghiaccianti.
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Fonte: Il Giornale

“I cani sono immondi”. In Iran 74 frustate a chi li porta a spasso

Il disegno di legge prevede anche multe fino a 3mila dollari contro chi vende e compra i quattrozampe. Salvi i gatti
Niente cani, siamo iraniani. Il miglior amico dell’uomo è il peggior nemico dei cittadini della Repubblica islamica dell’Iran.

Gaia Cesare

L’ultima conferma arriva da un disegno di legge messo a punto da 32 deputati del Majlis, il Parlamento iraniano. E prevede pene severissime, nello stile della dittatura teocratica di Teheran, contro i proprietari di cani e scimmie sorpresi in pubblico con i loro amici oppure impegnati nell’acquisto o nella vendita di animali domestici. «Chiunque porti in pubblico un animale domestico come una scimmia o un cane e danneggi la cultura islamica o la salute e la tranquillità della gente – in particolare di donne o bambini – oppure tenti di acquistare o vendere (animali domestici, ndr) e non ascolti gli ammonimenti della polizia riceverà una multa da 10 a 100 milioni di rial (da 300 a 3mila dollari) o 74 frustate, inoltre i cani saranno sequestrati», è scritto nel disegno di legge, stando a quanto riportato da Al-Arabiya. Frustate per gli uomini e il trasferimento negli zoo pubblici o nel deserto per gli animali, spiega il disegno di legge in cui viene precisato che saranno esentati dal divieto gli agenti di polizia, i proprietari di fattorie, pastori e pescatori.

Sono anni che gli ultraconservatori nella Repubblica islamica si battono contro il «miglior amico dell’uomo». Sulla base di un precetto islamico che definisce «impuro» il cane, alcuni religiosi hanno emesso fatwe che autorizzano le forze dell’ordine a multare chiunque si faccia vedere per la strada con l’animale domestico. La questione era tornata all’attenzione dei media alcuni anni fa, quando l’allora presidente, Mahmoud Ahmadinejad, ordinò l’acquisto di quattro cani da guardia dalla Germania per la sua sicurezza. L’episodio scatenò polemiche e si dovettero scomodare addirittura gli ayatollah della città santa di Qom per giustificare l’acquisto. I religiosi decretarono che l’utilizzo di un cane, «se ha solo l’obiettivo di garantire la sicurezza degli uomini, non infrange alcuna regola religiosa».

Eppure qualche tempo fa il grande ayatollah Nasser Makarem Shirazi ha emesso una fatwa contro i Fido di Iran. Il cane, secondo gli hadith (i detti del profeta Maometto), è da considerarsi un animale impuro, il cui possesso è peccato e viene invece ammesso esclusivamente per attività come la caccia o la pastorizia. Il grande ayatollah ha sentenziato che il cane è «indubbiamente» un «animale immondo» e pur ammettendo che il Corano non dice nulla in proposito la guida spirituale ha sostenuto che «i rapporti amichevoli con i cani sono una cieca imitazione dei costumi occidentali, che amano i propri cani più delle mogli e dei bambini».

Esibire un quattrozampe in Iran è dunque il segnale di una sfida aperta al regime. Secondo le ordinanze emesse tre anni fa, chi porta a spasso il proprio cane rischia il sequestro dell’animale da parte delle autorità, oltre che una pesante multa. Eppure non sempre le regole vengono fatte rispettare in maniera categorica e la rigidità o la maggiore apertura con cui le autorità supervisionano la questione dà agli iraniani il polso di come si stiano muovendo le libertà nel Paese. Non a caso i cani sono diventati abbastanza diffusi nell’upper class delle città iraniane. I gatti invece, amati da Maometto come attestato dal Corano, godono di migliore considerazione in Iran e altri paesi islamici, dove la loro indipendenza e fierezza viene contrapposta alla servile ubbidienza dei cani.

 

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/ei3Hc

4 Commenti

  1. wilma ha scritto:

    Ho più simpatia per Feuerbach…….
    e ritengo che la religione sia stata inventata e usata dal potere proprio per impedire la rivolta dei sottomessi, promettendo loro una ricompensa, una sorta di rivalsa nell’aldilà : ……gli ultimi saranno i primi…….beati i poveri di spirito………72 vergini in pasto ….
    e nello stesso tempo per intimidire e creare spauracchi punitivi in caso di disobbedienza.
    la religione è indubbiamente uno strumento del potere e non di chi da esso deve difendersi.
    E’ anche, in effetti, l’oppio dei popoli, ma nel senso che addormenta l’intelligenza e quindi rende servi del dogma.

    18 Novembre, 2014
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  2. wilma ha scritto:

    “Chi ha ragione tra Feuerbach o Marx? E’ l’Umano schiavo della religione che produce simili assurdità, o è l’Umano schiavo del sistema, e delle sue politiche in questo caso anti-occidentali, che trova sfogo nella religione? ”

    anche in questo caso è il sistema (potere) che si serve della religione per produrre e imporre assurdità

    18 Novembre, 2014
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  3. Cinzia ha scritto:

    Sembra il dilemma: chi e’ nato prima, l’uovo o la gallina?
    Forse la mia formazione mentale mi avvicina a Marx.
    Sembra che l’umano abbia bisogno di inventarsi religioni per darsi coraggio, e infatti nelle culture piu’ oppresse e povere ha sempre attecchito maggiormente.
    E sotto bandiere religiose si sono compiuti immani massacri.
    Le religioni danno regole morali e definiscono precisamente chi e’ puro e chi impuro.
    Definiscono chi e’ quindi sacrificabile al dio al di sopra di Tutto.
    E il sacrificabile e’ sempre la specie non umana.
    Chissa come mai…..
    Togliendo l’oppressione forse l’umano puo’ rendersi piu’ consapevole anche delle altre specie e liberarsi dall’oscurita’ delle religioni.
    Liberare la mente dall’ “oppio dei popoli”.

    18 Novembre, 2014
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  4. Paola Re ha scritto:

    Una cosa che non è chiara neppure nell’etimologia della sua parola è davvero poco affidabile. Mentre c’è chi si affanna ancora a capire se derivi da RE-LEGERE (scegliere) o da RE-LIGARE (unire), la religione continua a combinare i suoi disastri quotidiani, non solo indisturbata, ma con l’entusiasmo di miliardi di credenti ovunque, accecati più che illuminati dalla luce divina. Come in tutte le catastrofi naturali e artificiali, anche nella religione gli animali sono coloro che pagano il prezzo più alto.

    23 Novembre, 2014
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