Intellettuali d’oggi, idioti di domani


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Lettera inviata a Veganzetta:

INTELLETTUALI D’OGGI, IDIOTI DI DOMANI

Il 10 maggio 2013 la Lista di Sinistra dell’Università di Trieste ha promosso la conferenza dal titolo “Sperimentazione animale FARSI UN’IDEA”. Iniziativa lodevole se dietro ad un velo di disgustosa neutralità di fronte alla tematica, non vi fosse una piu` o meno esplicita legittimazione dello status quo ed un attacco a chi si oppone alla sperimentazione animale.  Gia` la scelta dei relatori, tra i quali vi era un vivisettore tecnosophista ed una docente di legislazione veterinaria, e la totale assenza di posizioni contrarie alla sperimentazione animale mostravano una profonda legittimazione del sistema e l’assenza di ogni critica. L’idea da farsi era probabilmente quella degli apologeti della sperimentazione animale, che certamente visto il potere che detengono all’interno del sistema universitario, la Lista di Sinistra non voleva mettere in dubbio ed infastidire. 
Il prof. Giovanni Boniolo, ordinario di Filosofia della Scienza, chiamato come relatore per quanto riguada l’aspetto etico della sperimentazione animale, in modo falso e tendenzioso ha attaccato, anche se non dichiaratamente, l’antivivisezionismo etico. Giovanni Boniolo, con fare da intellettuale di regime, ha iniziato con l’equazione: opposizione ad un certo sistema uguale dogmatismo, violenza, imposizione. Ormai il ricorso a quest’equazione e` quasi quotidiano e precondizione necessaria alla successiva repressione. Sono violenti, dogmatici e impongono le loro scelte a tutto il paese i NO TAV della Val Susa quando si oppongono alla devastazione ambientale ed all’occupazione militare del loro territorio e lo e` anche il movimento di liberazione animale quando si oppone allo sfruttamento ed alla tortura di animali non-umani indifesi. L’argomento di quest’equazione sarebbe paradossale e ridicolo se non fosse alla base di pesanti repressioni.
Tutti i movimenti non partitici di opposizione e di lotta sono per loro genesi non dogmatici e mossi da un continuo dibattito interno legato anche alla notevole eterogeneita`. Come e` possibile parlare di imposizione vista la chiara disparita` di forze tra chi tenta di sovvertire un sistema ed il sistema stesso, che il piu` delle volte ha o e` appoggiato da apparati deputati all’imposizione? Inoltre i movimenti come quello ecologista e antispecista, con profonde radici antifasciste e libertarie, rifiutano l’imposizione. La violenza e` per noi quella a cui sono sottoposti migliaia di animali non umani per quello che la dottoressa Paola Fossati definiva male/dolore necessario nella sperimentazione. La violenza e`sempre giusta ed in molti casi giustizia quando e` monopolio del sistema.
Il secondo attacco all’antivivisezionismo etico riguarda la logica delle argomentazioni. Se si e`antivivisezionisti etici e dunque si considera tutti gli animali uguali sul piano morale, per il professore si deve essere anche contrari alla sperimentazione sull’uomo, che avviene nelle cure sperimentali e nella ricerca aereospaziale. Altrimenti, sempre secondo lui, si entra in totale contraddizione, mostrando il dogmatismo delle nostre posizioni. La sperimentazione animale e` solo l’espressione, la sovrastruttura di un’ideologia gerarchica contro la quale l’antispecismo combatte. Lo specismo permette che gli interessi di una specie prevalgano sugli interessi superiori dei membri di un’altra specie, lo stesso schema lo ritroviamo nel razzismo e nel sessismo. I pazienti che si sottopongono alla sperimentazione di una cura per il loro solo interesse non sono vittime di uno schema analogo allo specismo, al contrario lo sono le persone nei cosidetti paesi del terzo mondo, che sono sottoposte alla sperimentazione di farmaci in cambio di compensi economici o di cure. In questo caso siamo di fronte ad un analogo dello specismo che si fonda sul razzismo ed il classismo. Nel caso della ricerca aereospaziale sugli astronauti, a cui ovviamente vi e` la necessita` di opporsi per ragioni antimilitariste ed economico/sociali, non c’e` analogia con la sperimentazione animale come espressione dello specismo.
Giovanni Boniolo conclude il suo intervento accusando implicitamente il movimento antivivisezionista di incoerenza citando il libro “MALIGNANT- Medical Ethicists Confront Cancer” in cui diversi antivivisezionisti, contratto il cancro rivedono le loro posizioni riguardo alla sperimentazione animale. Ogni lotta ha visto persone tradire, abbandonare o cambiare opinione di fronte alla paura, questo non ha reso gli argomenti di quelle battaglie meno validi. Se e` vero che molte persone di fronte ad una difficile situazione fisica e psicologica e sottoposte ha forti pressioni possano abiurare e` altrettanto vero che per quelle stesse idee altri hanno rinunciato alla propria liberta` o alla propria vita.

Un individualità anarchica e antispecista

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