in galera per gli astici


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astici.jpgDa Il Messaggero (online):

Diciassettenne tenta di rubare quattro astici vivi da supermercato per salvarli: arrestata per rapina

MILANO (11 ottobre) – Una ragazza di 17 anni è stata arrestata a Milano per aver tentato di portare via quattro astici vivi da un supermercato. Un gesto di protesta contro le condizioni degli animali, venduti vivi. La minorenne è finita in manette mercoledì pomeriggio. L’accusa è rapina impropria.

S.C., 17 anni, studentessa milanese, è entrata in un supermercato della catena Pam di via Olona, nella centrale zona S.Ambrogio. Si è avvicinata al banco del pesce e ha cercato di portare via quattro Astici. Quando un commesso del bancone ha cercato di fermarla, lei lo ha spintonato e minacciato ma è stata trattenuta e alla fine bloccata dai carabineri.

Ai militari la ragazza ha proclamato di essere una militante dell’Animal Liberation Front e di aver compito il tentativo come gesto dimostrativo. Una giustificazione che però non le ha evitato le manette.

–< --@ S.C. rischia di pagare un prezzo molto alto per aver avuto il coraggio di compiere un atto di liberazione, un atto di compassione e di giustizia, che però va contro le leggi che la nostra società  specista ha decretato. Poco importa che tenere sul ghiaccio esseri senzienti e farli agonizzare lentamente solo per mantenerne le carni fresche sia stato riconosciuto ormai unanimemente come un atto di crudeltà , in fin dei conti loro sono solo Animali, pertanto destinati ad essere utilizzati in qualche maniera dalla specie umana. Poco importa che S.C. abbia avuto in pratica lo stesso trattamento (anzi a ben pensarci anche peggiore) dei due responsabili dell'uccisione del bimbo di tre anni investito da una motocicletta. I due oggi sono a piede libero, S.C. dopo un "soggiorno" presso il carcere minorile Beccaria di Milano, è agli arresti domiciliari. Certo non possiamo permettere che S.C. ritorni libera e magari sottragga ai palati dei "buongustai" di turno altri Astici tentando di ridare loro una libertà  negata da chi pretende di avere la completa egemonia sul pianeta che si è ritrovato ad abitare. Noi invece ci permettiamo, nel nostro piccolo, di esprimere la nostra solidarietà  ad S.C. perché con il suo gesto impulsivo e spontaneo, ha tentato di mettere in pratica i propri sogni, i propri ideali di giustizia e libertà . Ha tentato con il suo gesto donchisciottesco di salvare delle vite, al contrario di chi le spezza, di rendere giustizia a degli esseri innocenti e sfruttati, di arginare con le proprie forze la crudeltà  che contraddistingue la quotidianità  della nostra specie. La longa manus della “giustizia” non ha tardato a materializzarsi ed a punire il suo gesto di ribellione giovanile.
Guai a chi tenta di pensare con la propria testa, e peggio ancora, a chi tenta di far materializzare i propri sogni.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/amdzy

11 Commenti

  1. fightback ha scritto:

    Ciao, per prima cosa vorrei esprimere la mia solidarietà  a S.C. che con il suo gesto (che purtroppo quasi nessuno in quel supermercato avrà  capito) ha evidenziato l’importanza dell’azione diretta come lotta per la liberazione degli animali. La sua azione era mossa da una grande rabbia, quella rabbia che tante volte noi abbiamo accantonato. E’ vero il suo gesto è stato sicuramente ingenuo però altrettanto forte nella sua spinta più emotiva. Questo a volte è quello che manca all’interno del movimento animalista, troppe elucubrazioni mentali e poca istintività !! Siate sabbia non olio nell’ingranaggio del mondo!

    15 ottobre, 2007
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  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Fightback,
    Con questo articolo non si è voluto assolutamente dire che il gesto è stato inutile, serve sia la teoria che la pratica, questo è indubbio.

    15 ottobre, 2007
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  3. Piero Liberati ha scritto:

    Posso riportare articolo e commento sul nostro sito, citando le fonti?

    16 ottobre, 2007
    Rispondi
  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Caro Piero,

    Certamente, ci mancherebbe, diffondi pure come vuoi l’articolo se lo ritieni interessante.

    Un salutone e a presto.

    Adriano

    16 ottobre, 2007
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  5. meli ha scritto:

    Tutta tutta la mia solidarietà  a S.C. Hai fatto la cosa giusta!
    é triste pensare a quanti guai passerà  soltanto perchè voleva salvare delle creature viventi!!
    un saluto

    16 ottobre, 2007
    Rispondi
  6. pam ha scritto:

    In realtà  bisogna cercare di aggirare l’ostacolo,
    lo so io pure avrei reagito in modo analogo, probabilmente avrei discusso col personale e avrei chiamato la protezioni animali, l’asl, o la polizia.
    Comunque bisogna agire in modo corretto, tenere animali vivi in quella condizione è contro la legge, si poteva ottenere una denuncia per il super mercato, invece si è ottenuto il contrario.
    massima solidarietà  per questa ragazza, che così giovane e così determinata, ha cercato di salvare le vite di quegli animali.

    17 ottobre, 2007
    Rispondi
  7. Tamara ha scritto:

    Ciao! Vorrei postare questo articolo su altri siti. E’ possibile?
    Grazie.

    17 ottobre, 2007
    Rispondi
  8. marco ha scritto:

    non entro nel merito dell’opportunità  del gesto perchè se qualcosa c’è da rimproverare all’impulsività  le conseguenze le paga purtroppo la ragazza in questione. Massima solidarietà .

    17 ottobre, 2007
    Rispondi
  9. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Il post pubblicato è a disposizione di chiunque voglia linkarlo, copiarlo, utilizzarlo etc… per diffondere la notizia, vi preghiamo solo di non modificarne il contenuto e possibilmente di citarne la fonte

    18 ottobre, 2007
    Rispondi
  10. fightback ha scritto:

    Ciao,secondo me il problema si chiama coerenza!!!Tutti noi parliamo di liberazione animale,di diritti animali,di antispecismo,di veganesimo ecc.. ma quanto siamo disposti a pagare per questi nostri ideali?A parole siamo tutti molto bravi poi nei fatti le cose son ben diverse.Siamo disposti a perdere la nostra libertà  per dare la libertà  ad un fratello?Viviamo in una società  dove l’indifferenza la fà  da padrone,dove i più semplici valori vengono cancellati,dove la vita vale meno di 0,le uniche risposte sono repressione,controllo ecc..Penso che S.C. nel suo piccolo gesto racchiuda tutto questo,non credo che invocare polizia,asl o qualsiasi struttura legale possa dare libertà  a chi si trova dalla parte sbagliata.La lotta per la terra,per gli animali richede un impegno individuale costante,continuo,richiede un cambiamento del nostro stile di vita,non possiamo dare la nostra solidarietà  a S.C. per la sua azione e poi andare in un qualsiasi supermercato a fare la spesa.Creiamo gruppi d’acquisto,autoproduciamoci le nostre cose,la nostra vita è lotta!!Può essere utopia questo,non sò ma sinceramente non riesco a tornarmene a casa e tranquillamente preparare la cena

    18 ottobre, 2007
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  11. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Credo che questo sia il nocciolo del problema: la coerenza e l’uso dello stile di vita vegan in senso politico per un cambiamento del sistema a favore di una nuova società  liberata ed antispecista.
    Ciò che dici e che proponi è assolutamente valido. Ciascuno di noi ha il dovere di essere promotore di precise scelte non sterili o intese come personali, ma utili ad esprimere un nuovo modello di vita e di societò umana.
    Quando si parla di politica e di animalismo, molti trasalgono, sempre pronti a prendere le distanze da un termine che intutta evidenza NON conoscono. Fare politica significa agire per qualcosa che attiene la “polis”, la città , la comunità . Significa amministrare la cosa pubblica, ma anche influenzare con le proprie decisioni, i propri atti e le proprie scelte la collettività . Ecco quindi che lo stile di vita vegano diviene esso stesso una protesta quotidiana ed un esempio che altri possono seguire. La politica non ha nulla a che fare con il partitismo, non significa aderire a questa o quella formazione, è questo che molti non capiscono o non vogliono capire.
    Anche rifiutarsi di fare la spesa in un supermercato, acquistare prodotti di una multinazionale, o preparare la cena e non mangiare carne E’ un atto politico, con buona pace di chi si rifiuta di crederlo.

    19 ottobre, 2007
    Rispondi

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