Il Rapporto Europol sul Terrorismo del 2011 mette in guardia sugli attivisti per i diritti animali


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L’ultimo Rapporto sul terrorismo internazionale dell’Europol descrive gli attivisti per i diritti animali e gli ambientalisti come “terroristi” e avverte che le loro tattiche includono le indagini sotto copertura e “immagini di animali malati e maltrattati”.
Il “Rapporto sulla situazione e l’evoluzione del terrorismo nell’Unione Europea” del 2011 (https://www.europol.europa.eu/latest_publications/2)  inizia all’indomani dell’11 settembre 2001, e raccoglie informazioni sul terrorismo dagli Stati membri dell’Unione Europea e dall’Interpol. Lo scopo è quello di informare le forze dell’ordine internazionali sia sulle azioni terroristiche del passato sia come guida per le azioni future.
Il Rapporto 2011 è per la gran parte ciò che ci si aspetta da un documento del genere. Come ad esempio il piano di un attentato a Düsseldorf da parte di quattro uomini, ideato come più distruttivo di quelli della metropolitana di Londra del 2005 e della stazione di Madrid del 2004. Oppure l’individuazione in Spagna dei sette  responsabili di un attentato in cui morirono due persone e ne rimasero  gravemente  ferite quattro. Inoltre naturalmente  il Rapporto include una sezione dedicata ad Al Qaeda.
Ma il Rapporto annovera anche informazioni sulle attività degli ambientalisti e degli attivisti per i diritti animali (cfr. pp. 31 e 32 del Rapporto – NdT).
Il Rapporto recita:
“L’estremismo ambientale è in aumento” sottolineando che ci sono stati “un numero di incidenti nel settore petrolifero, accusato di inquinamento ambientale” e che “ “gli attivisti si oppongono alla costruzione di nuovi impianti nucleari e tentano di impedire il trasporto di scorie nucleari per la loro trasformazione”:
Inoltre gli attivisti per i diritti animali, continua l’Europol, usano “sia proteste autorizzate che metodi illegali” come la liberazione di animali dagli allevamenti per le pellicce.
“Oltre a queste azioni, sono attivisti (gli estremisti per i diritti animali) che utilizzano anche metodi di disinformazione sia per screditare i loro obiettivi di attacco sia per indebolirne l’approvazione da parte della gente. Video e foto di animali malati e maltrattati sono così rese pubbliche”
Recentemente negli Stati Uniti sono diventate argomento di discussione alcune indagini sotto copertura, come quelle negli allevamenti in Iowa, Florida e Minnesota (http://www.greenisthenewred.com/blog/minnesota-bill-factory-farm-photos/4626/), nei laboratori di vivisezione, e in altre strutture. Un disegno di legge dello stato del Minnesota propone la proibizione anche del semplice possesso di “immagini e suoni” che provengano da questi siti. In Florida, un deputato ha definito “terrorismo” le indagini sotto copertura di gruppi quale l’Humane Society and Mercy for Animals (http://www.greenisthenewred.com/blog/florida-undercover-investigators-bill-called-terrorism/4667/)
Quest’ultimo Rapporto dell’Europol chiarisce che tali priorità non si limitano a pochi Stati o a pochi politici fortemente influenzati dai loro sostenitori. Le campagne per la demonizzazione degli attivisti per i diritti animali e gli attivisti ambientalisti come “ecoterroristi”  sono di portata internazionale. Questo “Allarme Verde” (http://www.greenisthenewred.com/blog/green-scare/) è giunto sino ai vertici governativi sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo.
Nel frattempo il gruppo americano Mercy for Animals ha realizzato un’altra indagine che testimonia il maltrattamento di vitelli con dei picconi in una fattoria del Texas, su cui sta indagando anche la polizia locale (http://www.mercyforanimals.org/calves/). È chiaro che né gli attivisti americani né quelli europei si sono scoraggiati.
Il Rapporto dimostra che l’arma più pericolosa utilizzata da questi movimenti non sono le pistole, l’antrace o le bombe, ma l’informazione.

di Will Potter – http://www.greenisthenewred.com/blog/europol-undercover-investigations-terrorism/4714/

traduzione di strix

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