Il negozio con gli animali vivi in scatola


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bradi2 - Il negozio con gli animali vivi in scatola

Un luogo di tortura scoperto da una persona che ha scattato alcune fotografie.
Di seguito un testo descrittivo ed una protesta da inviare a chi può ma non fa per fare in modo che questa situazione allucinante cessi.

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Da Oltrelaspecie.org

IL NEGOZIO CON GLI ANIMALI VIVI IN SCATOLA DI MISTERBIANCO

Riceviamo e rigiriamo una protesta inerente ad un negozio di Misterbianco (CT) in cui vengono detenuti animali di tutti i tipi (anche esotici e protetti come un bradipo!) in condizioni allucinanti.

Di seguito il documento da scaricare con foto, descrizioni ed una serie di indirizzi a cui inviare una lettera di prostesta:

http://www.oltrelaspecie.org/download/il-negozio-con-gli-animali-vivi-in-scatola-di-misterbianco.doc

Aiutiamo il povero bradipo!

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/xc7r0

10 Commenti

  1. avv. giuseppe carnabuci ha scritto:

    In nome, per conto e nell’interesse del Sig. Agatino Prima, nato a Milano il 24.12.1968, legale rappresentante ed Amministratore unico della “SAPRIDOG & CAT s.r.l.”, con sede in Misterbianco (Ct), Via A. Moro n.57, espongo quanto segue.

    àˆ stata promossa una campagna denigratoria avente ad oggetto l’esercizio commerciale “La Jungla” con sede in Misterbianco (Ct), e ciò attraverso la diffusione sul Web di un articolo a firma della giornalista, Dott.ssa Anna Turnaturi, contenente notizie non rispondenti a verità .

    Nel corpo del suddetto articolo, infatti, viene espressamente citato l’esercizio commerciale “La Jungla” – facente capo alla SAPRIDOG & CAT s.r.l.- come luogo in cui si consumerebbero torture e maltrattamenti di animali, insinuando, altresì, collusioni con la malavita organizzata.

    A questo proposito, si segnala che con distinte operazioni condotte in data 4.11.2009 dal Corpo forestale dello Stato nonché in data 6.11.2009, dal Comando Carabinieri per la tutela della salute (N.A.S.), è stato accertato che tutti gli animali presenti all’interno del negozio non lamentano sintomi riferibili a malattie infettive o diffusive e si presentano in buono stato di nutrizione e di governo.

    Nel corso delle operazioni suddette è stata, altresì, accertata la sussistenza delle necessarie autorizzazioni di legge in ordine al possesso ed alla compravendita degli animali presenti nonché la dotazione dei microchip su tutti i cani ivi allocati.

    Tanto si doveva a rettifica di quanto indebitamente esposto e con riserva di tutelare il buon nome della Ditta mia rappresentata innanzi le competenti Sedi Giudiziarie.

    Distinti saluti
    Catania, 6.11.2009
    avv. Giuseppe Carnabuci

    7 novembre, 2009
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  2. linarena ha scritto:

    Vorrei segnalare all’avv. Carnabuci che la dr. Turnaturi ha constatato che proprio nel negozio la Jungla si trovava messo in mostra un bradipo, animale protetto, dentro una gabbietta che non consentiva il minimo movimento all’animale. La circostanza era ed è nota ai funzionari dell’ENPA ed in particolare al sig. Paradiso cui sono state mostrate le foto che ritraevano le penose condizioni in cui si trovava il bradipo nel negozio in questione.Se dopo la constatazione fatta dalla dr. Turnaturi il titolare del negozio abbia sostituito la cuccia del bradipo facendolo constare ai Carabinieri del NAS depone a suo vantaggio.E’ certo comunque che i fatti narrati dalla giornalista sono stati confermati dai funzionari ENPA ai quali purtroppo non viene accordato adeguato sostegno, financo dalle stesse istituzioni competenti,nell’opera di moralizzazione delle attività  commerciali aventi ad oggetto gli animali. In ogni caso, la dr. Turnaturi non intendeva compiere opera denigratoria in danno del negozio la Jungla ma voleva solo dare una testimonianza e lanciare un grido di allarme a tutela del mondo degli animali. avv. Lina Arena

    9 novembre, 2009
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  3. Antonio ha scritto:

    Bisogna essere gravemente ammalati nella mente per riuscire solo a concepire cose del genere e chi poi le mette in atto farebbe bene a scomparire dalla società . VERGOGNA!!

    15 novembre, 2009
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  4. Federico Bartolozzi ha scritto:

    Si tratta di un comportamento gravemente irresponsabile da parte di chi dovrebbe capire che non è etico sottoporre a sofferenza una creatura, umana e non umana.

    15 novembre, 2009
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  5. carmelo ha scritto:

    Mi chiamo Carmelo Balsamo, sono il rappresentante legale dell’Associazione Italiana Protezione Animali di Catania denominata A.I.P.A. sfogliando una pagina web. Noto Con tanto interesse e con tanta curiosità  la governabilità  delle vostre parole inerenti al caso di un bradipo detenuto all’interno del negozio la Jungla di Misterbianco provincia di Catania. E come voi vi concede i vostri quesiti, cosi io congedo i miei:
    Sicuramente non sapete che: il bradipo (Choloepus bidattico) è fuori CITES, non appartiene alla convenzione di Washington è un animale in libera vendita, proviene da allevamenti.
    Detto ciò adesso eseguiamo due somme traendo due risposte. 1) Per il bradipo della Jungla di Misterbianco non esiste nessuna detenzione illegale. 2) Per il bradipo della Jungla di Misterbianco non persiste nessun reato di importazione illecita.
    Sicuramente voi non sapete ancora o non vi è stato ancora riferito, che il bradipo non staziona perennemente all’interno di quella “tomba a forma di scatola” che (dalle Autorità  competenti è stata dichiarata idonea). Ma!!! lì soggiorna in momenti particolari quali: pulizia dell’ambiente e del soggetto stesso. Tali mansioni affidate a personale qualificato con anni e anni di esperienza maturata nella specifica professione e cioè addetti alle pulizia. Dopo di che, il bradipo è libero di spaziare in ambienti ampi. Detto ciò, adesso eseguiamo una somma questa volta però con una sola risposta. 1) Il bradipo della Jungla di Misterbianco non è sottoposto a maltrattamenti.
    Niente di personale
    Carmelo Balsamo

    19 novembre, 2009
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  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    1) Ammesso e non concesso che il Bradipo in questione appartenga ad una specie che si può vendere (e questo ce lo dice lei ora – e pare informatissimo), la questione per noi non cambierebbe di una virgola. Anche i Visoni possono essere allevati in scatole di rete strettissime ed uccisi per farne pellicce, e questo di certo non ci quieta la coscienza.
    2) Se ci dice lei che non sussiste alcun reato non possiamo che crederci, ma per quanto ci riguarda vale ciò che abbiamo detto al punto 1
    3) Siamo contenti che il Bradipo possa uscire dalla sua scatola, immaginiamo quindi che la persona che ha scattato le foto che ci ha fatto pervenire le abbia fatte quando il negozio era chiuso e durante un turno di pulizie eseguito da valenti esperti visto che il Bradipo nelle foto non è attaccato ad un ramo di un albero, ma è dentro una gabbia strettissima.

    Concludiamo ringraziandola per le sue precisazioni e la sua evidente imparzialità , e confortati anche dal fatto di sapere che ci sono persone come lei che hanno così a cuore le sorti degli Animali che non perdono occasione per difenderne i diritti.

    Niente di personale.

    19 novembre, 2009
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  7. linarena ha scritto:

    mi sorprende l’intervento interessato del sig. Balsamo cui preme difendere il titolare di un negozio di animali che espone la mercanzia viva nelle scatolette. E’ quanto ci è stato consentito ammirare grazie alla foto scattata da Anna Turnaturi. Vorrei consigliare al signor Balsamo un briciolo di furbizia nel sospettare l’interesse del titolare del negozio La Giungla a nascondere il malfatto.Chiamare la forestale o i NAS per far constatare che i cani ed il bradipo non versavano in condizioni pietose e che soprattutto il bradipo non era accartocciato o sistemato nella famosa scatoletta rientrava nella logica di difesa di chi vende cara la pelle degli animali. La verità  si è che troppi contributi vengono versati ad associazioni di animalisti di cui si sconosce la bontà  degli obbiettivi perseguiti.In ogni caso induce a sospetto ed è pericolosa l’aggressione alla giornalista che ha avuto il coraggio di denunciare.avv. Lina Arena

    19 novembre, 2009
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  8. carmelo ha scritto:

    Vede Sig. Avvocato il mio intervento non è a difesa del titolare del negozio la Jungla di Catania. La ringrazio tantissimo per il Suo consiglio ma la furbizia attraversa me giorno per giorno e da lunghissimi anni. Ed è proprio per questo che la mia persona ha imparato negli anni a non giudicare e a non condannare mai il prossimo solo perché suscita dei sospetti. In altre parole i “fatti sono fatti” è la “flagranza è la flagranza”. In verità  Le dico che lo scandalo è il mezzo più irresponsabile e crudele per raggiungere le vette.
    Carmelo Balsamo

    21 novembre, 2009
    Rispondi
  9. linarena ha scritto:

    per fortuna STRISCIA LA NOTIZIA ha commentato e fatto vedere lo stato di degrado dei cani ospitati in un canile di Acireale. La verità  si è che il randagismo e l’amore per gli animali è diventato un commercio ignobile a causa dei contributi che vengono versati dall’ente pubblico. L’eliminazione di questo tipo di intervento forse potrebbe favorire la partecipazione vera dei volontari. Comunque l’intervento della Turnaturi credo sia stato apprezzato. Debbo con rammarico rivelare che il quotidiano La Sicilia non ha dato spazio alla lettera di precisazioni che ho inviato a difesa della Turnaturi per cui in caso di aggressione o di ritorsioni o minacce riterrò responsabile anche il giornale che non ha dato spazio alla replica dell’accusata da parte di un operatore che vive sulla pelle degli animali. avv. Lina Arena

    26 novembre, 2009
    Rispondi

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