Il fine non giustifica i mezzi: una risposta a Caterina Simonsen


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Due esseri senzienti con la stessa voglia di vivere, riposano insieme

La fine del gennaio 2013 è stata caratterizzata da una forte polemica nata dalla notizia che sui social network, presunti animalisti hanno augurato la morte a una ragazza affetta da rare patologie, che pubblicamente si è espressa a favore della sperimentazione sugli Animali per fini medici. A prescindere da come finirà questa triste storia, Veganzetta ha voluto intervenire per fornire una chiave di lettura dell’accaduto in condivisione anche con altre realtà antispeciste. Di seguito il testo del comunicato con il quale si sono prese le distanze da metodi intimidatori e vergognosi, e da posizioni inaccettabili e strumentali a favore dello sfruttamento animale, anche se espresse da chi soffre, ma che non per questo può permettersi di dimenticare la sofferenza altrui.

Adriano Fragano

Vivere nonostante i problemi di salute che l’affliggono non deve essere facile per Caterina, e a lei, contrariamente a quello che è accaduto sul web, va la nostra solidarietà di antispecisti. Avere 25 anni e non poter godere appieno della vita, e dipendere da macchinari e farmaci è una tragedia personale, alla quale però Caterina Simonsen ha voluto rispondere avallando una tragedia collettiva.
La tragedia collettiva di cui parliamo è la vivisezione o sperimentazione animale, come preferiscono definirla coloro che la difendono, comunque la si voglia chiamare, facciamo riferimento a una vergogna per l’umanità tutta, una pratica a cui soggiace un concetto allucinante: il fine giustifica i mezzi; qualunque scelta o azione è lecita pur di ottenere un risultato utile o positivo per chi la compie. 
Caterina dice di amare gli Animali, è vegetariana (cosa lodevole), si fa fotografare abbracciata al suo compagno canino, studia per diventare una veterinaria, insomma la si potrebbe definire una persona a cui stanno a cuore gli Animali, allo stesso tempo per far fronte alla sua situazione difficilissima, e umanamente comprensibile, non esita a utilizzare metodologie derivanti dallo sfruttamento degli Animali. Ma chi non lo farebbe se fosse al suo posto? Ben pochi avrebbero il coraggio di spingere la propria coerenza personale sino a tali limiti. Se quindi di comprensione e di empatia si può parlare in questo caso, non possiamo, in tutta onestà, condividere il suo appello in favore della strage di milioni di Animali in nome di un “bene supremo” che sarebbe la salute umana (e nello specifico la sua).
Non possiamo e non vogliamo condividere un appello che trasforma una persona umana affetta da rare patologie in uno spot vivente pro-vivisezione, divenendo lei stessa strumento propagandistico (si spera del tutto inconsapevolmente, ma dubitare è lecito) nelle mani di chi gli altri è abituato a strumentalizzarli – a usarli – quotidianamente; e ciò perché siamo assolutamente convinte/i che mai i fini possano giustificare i mezzi. Perché se ciò accadesse, se tale paradigma divenisse consuetudine universalmente condivisa (ma forse lo è già), non ci sarebbe limite alla violenza, alla sofferenza e al dominio sull’altro. Molti in ambito animalista hanno accomunato le pratiche mediche naziste inflitte agli ebrei ai protocolli sperimentali con l’utilizzo di Animali, se il paragone può sembrare esagerato o retorico (ma del resto adeguato alla situazione visto e considerato che la stessa Caterina ha usato pubblicamente il termine “nazi-animalisti”), a sgombrare il campo dagli indugi basterebbe elencare le numerose conoscenze mediche, biochimiche e fisiologiche, le sostanze chimiche, che ancora oggi vengono utilizzate per il “bene supremo” umano, e che sono derivanti da torture inflitte agli ebrei nei campi di concentramento e sterminio nazisti: come il comune test di Clauberg sulla fertilità (per maggiori informazioni si legga: www.veganzetta.org/?p=3756), o sostanze di derivazione ormonale come il Progynon e il Proluton, largamente impiegate nei casi di sterilità e di rischio di aborto nella donne; sostanze che possono salvare la vita di un nascituro, o dare la gioia a una persona di avere un figlio. Chi siamo noi per giudicare delle persone che ricorrono a queste soluzioni nella speranza di guarire da una patologia che le ha colpite? Ma allo stesso modo chi siamo noi per giustificare i metodi raccapriccianti che hanno portato alla messa a punto di tali sostanze? Per Caterina le medicine che assume significano vivere, per molti altri esseri senzienti hanno significato dolore e morte. Caterina diviene vittima di malattie che possono, a oggi, essere curate solo con sostanze che hanno causato vittime non umane a migliaia: lei non ha colpa di tutto ciò. Ma ne diviene complice nel momento in cui decide di difendere pubblicamente tali metodi: non ne ha alcun diritto né come persona umana, né come malata. E’ questo il suo grande errore, ed è questo che non possiamo e non vogliamo condividere, e che anzi condanniamo fermamente. Nessun fine può giustificare i mezzi, nessuno oserebbe affermare ciò che afferma Caterina se le vittime sacrificali fossero i propri cari, la propria famiglia, o anche il proprio Cane (lo stesso della foto di cui si parlava prima, per esempio), questo perché saremmo colpiti nei nostri sentimenti, nei nostri affetti più profondi: meglio che accada ad altri, lontani, distanti da noi, diversi. In fin dei conti le vittime di Clauberg erano per i nazisti “solo ebrei”, quindi meno che umani, e le vittime dei farmaci che assume Caterina erano “solo animali”, quindi nemmeno umani.
Di sicuro molte persone si sentono più sicure perché protette da eserciti e da servizi segreti pronti a tutto pur di difendere un determinato modello di vita, anche a costo di torturare Umani, di imprigionarli, di ucciderli, di richiuderli ed espellerli come si fa con oggetti non desiderati. Ma ciò può essere sopportato solo da chi da queste vergogne trae giovamento, da chi ha la fortuna di trovarsi dalla parte del più forte. Ma a quale prezzo? Ci sarà mai fine a questo macello quotidiano che smembra Animali, Umani e il Pianeta stesso? E’ questo egoismo assurdo che abbiamo il dovere morale di sconfiggere, partendo da chi è l’ultimo degli ultimi: il non umano, vittima anche delle cure che salvano Caterina e in definitiva tutte/i noi.
Vorremmo vedere il sorriso di Caterina senza una maschera di plastica, ma allo stesso tempo vorremmo che tale sorriso non significasse lo strazio di milioni di altri esseri senzienti che hanno il suo stesso diritto a vivere una vita serena. Affermare che ora non si può fare altrimenti non può essere una giustificazione, sarebbe solo una resa ipocrita e una degradazione morale. Una scienza priva di un’adeguata riflessione etica è solo un’aberrazione della nostra propensione alla conoscenza, e può solo generare mostruosità, ingiustizie e dolore. La fine della sperimentazione sugli Animali non è una questione legata al superamento di necessità contingenti, ma è meramente una questione di volontà.
Per quanto esposto ci dissociamo da chi augura la morte a Caterina Simonsen, ma anche dalla sua presa di posizione a favore della tortura animale.

Saluti antispecisti.

Veganzetta
Campagne per gli animali
Dariavegan blog
Forumetici

Gallinae in Fabula
Ippoasi

Manifesto antispecista
Mappa Vegana Italiana
Progetto Vivere Vegan
Veganierranti


AGGIORNAMENTO 30/12/2013: Ippoasi – fattoria della pace, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Ippoasi


AGGIORNAMENTO 31/12/2013: Progetto Vivere Vegan Onlus, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Progetto Vivere Vegan


AGGIORNAMENTO 31/12/2013: Dariavegan blog, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore a Daria.


AGGIORNAMENTO 09/01/2014: Veganierranti, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Veganierranti.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/i1xDh

64 Commenti

  1. Paola Re ha scritto:

    Ho letto anch’io l’articolo di Michele Serra. E’ disastroso, anzi, doppiamente disastroso, perché Michele Serra non è considerato solo un giornalista ma un “noto intellettuale”, come ha scritto Mario Bonica introducendolo. Non si capisce che genere di “esame” morale sia necessario superare per essere definito “intellettuale”. Siamo fortunati a vivere in un Paese in cui si gode di una buona libertà di espressione, garantita pure dalla Costituzione, ma esprimersi a vanvera, pur essendo una conseguenza di questa preziosa libertà, è profondamente nocivo. Sul “caso Caterina” si sono espressi in tanti, intellettuali e non intellettuali, ma la cosa che fa più riflettere è che si è dato pochissimi spazio a quelle persone competenti in medicina che alla vivisezione/sperimentazione animale dicono NO. Michele Serra può sciorinare i suoi pareri da “noto intellettuale” e sicuramente influenza chi si fa incantare da una certa intellighenzia snob come la sua, ma il suo pezzo non ha un briciolo di base scientifica e neppure etica. “Solidarietà a Caterina” è la frase più diffusa da chi ha commentato questa vicenda in questi giorni: è la cosa più di buon senso che si possa dire perché chiunque abbia buon senso non può che essere solidale con una ragazza che vede la morte in faccia tutti i giorni ma il noto intellettuale Michele Serra mette subito un bel paletto facendoci capire che tra gli animalisti non ci siano persone di buon senso, quindi solidali con la ragazza. Sostenere una diversa soluzione ai problemi di Caterina non significa non essere solidali con lei. E, come se non bastasse la “solidarietà”, aggiunge l’ “affetto”, per dare di sé un’immagine ancora più bonaria e soprattutto vicina alla ragazza, che moltissimi animalisti di buon senso hanno provato a vedere come una figlia o una nipote. Ed è interessante la sua sottolineatura sul fatto che Caterina studi veterinaria. Allora io sottolineo che nel 2013 la veterinaria Silvia Dotti ha ricevuto dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordine dei Veterinari Italiani) il premio “Il peso delle cose”: è stata premiata per i suoi studi sui metodi alternativi alla sperimentazione animale. Molti anni fa sarebbe stato impensabile, segno che anche nella medicina veterinaria qualcosa sta cambiando. Per la prima volta il presidente FNOVI (Gaetano Penocchio) è entrato di diritto nel Consiglio Superiore di Sanità e Massimo Castagnaro è l’unico veterinario nominato fra i 40 esperti. Gaetano Penocchio entra anche nel Comitato di bioetica (importante organo di consulenza del Governo sui problemi etici). Il noto intellettuale Michele Serra non deve dare per scontato che tutti i veterinari siano devoti alla vivisezione/sperimentazione animale, come per dire “Se dice queste cose proprio una studentessa di veterinaria, allora c’è da fidarsi”.
    Il noto intellettuale Michele Serra sottolinea l’incapacità degli animalisti di discutere. Gli animalisti non vedono l’ora che venga data loro la possibilità di discutere! E forse il noto intellettuale Michele Serra non sa che tra gli animalisti, termine che lui usa in maniera dispregiativa, ci sono medici, psicologi, etologi, nutrizionisti, commercianti, giornalisti, politici, eccetera… molti di loro largamente stimati per la professione che svolgono. Se qualche rete televisiva, per esempio, organizzasse qualche incontro sui grandi temi della questione animale come vivisezione/sperimentazione animale, spettacoli con animali, allevamento, macello, caccia, pesca, cibo, abbigliamento, giusto per citare i più spinosi, forse il noto intellettuale Michele Serra vedrebbe che gli animalisti saprebbero discutere perché a quegli incontri non parteciperebbero certo coloro che hanno commentato in modo vergognoso il “caso Caterina” ma le persone di buon senso.
    E quando, contro gli animalisti, afferma “la natura non è schematica, non è ideologica” dimostra proprio di dar loro ragione: sono gli animalisti che si indignano quando gli animali vengono ridotti a schemi, per esempio animali da macello, da pelliccia, da laboratorio, da caccia, da pesca, da cortile, da reddito, da circo, da zoo, da acquario eccetera. Non è forse questa una “natura schematica”? Non è forse questa una “natura ideologica”? A me pare che questa sia l’ideologia che regge un baraccone malato e obsoleto che è lo sfruttamento animale. Credo che il noto intellettuale Michele Serra usi parole da intellettuale buttate a caso ma purtroppo fanno un effetto positivo su molti lettori, proprio perché a pronunciarle è lui, un noto intellettuale.
    Il “tabù retrogrado e irrazionale” è proprio il suo perché lui non si è accorto che i tempi sono cambiati e gli animali hanno acquisito diritti e soprattutto un numero sempre crescente di persone dà loro quella voce che non hanno. Vedere che aderisce al boicottaggio degli allevamenti intensivi (specificando “intensivi”!) fa davvero sorridere perché ciò presuppone una sua adesione per esempio alla triade slowfoodiana del “buono pulito giusto” o a quella eatalyana del “mangiare comprare imparare”: il mito della carne felice.
    E concludendo con la sua chicca sull’ “animalismo isterico”, mi trova d’accordo sul fatto che esista una parte dell’animalismo definibile “animalismo isterico” perché esiste qualsiasi “ismo” isterico, compreso il giornalismo isterico di cui lui ha dato una prova eccellente.

    1 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Davvero un intervento ben strutturato! Grazie.
      Come conclusione di potrebbe asserire che il “il noto intellettuale” Michele Serra ha perso una buona occasione per tacere, e che l’amaca (il titolo delle sue esternazioni sulla stampa) potrebbe usarla per dormire, sarebbe più utile a tutte/i.

      3 gennaio, 2014
      Rispondi
  2. Paola Re ha scritto:

    Vi segnalo questo articolo di Margherita D’Amico che, oltre ad offrire alcuni spunti di riflessione, dà anche spazio a pareri scientifici.
    http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2013/12/31/vero-o-falso/#comments
    Per diversi giorni alcuni esponenti del mondo scientifico (e politico!) pro vivisezione hanno chiesto che le associazioni animaliste prendessero pubblicamente le distanze dalle offese che sono state rivolte a Caterina: alcune di loro lo hanno fatto e credo che lo avrebbero fatto anche senza l’invito di Caterina.
    Sarebbe cosa buona e giusta vedere quegli stessi esponenti prendere pubblicamente le distanze dalle affermazioni sui carcerati che si leggono su quella pagina Facebook.
    Sono un’imbranata telematica quindi non sono in grado di dire se quella pagina Facebook sia una truffa, insomma una cosa costruita ad hoc. Chi ha la competenza per farlo, probabilmente lo farà.
    Se fosse una truffa, come io mi auguro per la solidarietà e l’empatia che provo per Caterina, credo che lei avrebbe il dovere di dichiarare, magari in un videomessaggio, che quelle affermazioni non sono sue ma di qualcuno che le ha rubato/copiato l’account. E soprattutto, per il suo bene, dovrebbe denunciare questa truffa.
    Il sospetto della costruzione di una macchina del fango a suo discapito, è lo stesso sospetto che può venire per la costruzione della macchina del fango a discapito degli animalisti, prendendo in esame proprio quei commenti inaccettabili da cui le associazioni animaliste hanno preso doverosamente distanza, ma su cui ci si è scagliati per diversi giorni.
    Soprattutto vorrei che Caterina, mostrandosi vittima di un raggiro, esprimesse la sua “solidarietà”, parola gettonatissima in questi giorni nei suoi confronti, verso i carcerati. E’ disumano bollare i carcerati nel modo in cui sono bollati su quella pagina: chi lo fa, probabilmente non ha mai visitato un carcere e io lo invito a farlo.
    Farsi la guerra tra deboli è ancor peggio che farsela tra forti.
    Riguardo la presenza di un’azienda pro-vivisezione dietro il “caso Simonsen”, fin dall’inizio non ho avuto alcun dubbio che ve ne fosse almeno una.

    1 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie Paola per la segnalazione.
      L’impressione che pian piano va delineandosi di questa vicenda è che in definitiva nessuno è così sprovveduto e innocente come pareva al principio.

      3 gennaio, 2014
      Rispondi
  3. Obiettivo ha scritto:

    Davvero chi scrive ha la coerenza di non prendere un antibiotico? Perché anche quelli, sapete, sono stati perfezionati con sperimentazione animale.
    Se malato di diabete, rifiuta l’insulina?
    Rifiuterebbe, se necessario alla propria sopravvivenza o a quella di un proprio caro, un trapianto d’organi? Certo, hanno ucciso meno maiali per perfezionare il trapianto di cuore di quanti se ne uccide in un giorno per i fast food, ma coerenza vorrebbe…
    D’altronde come pretendere obiettività e onestà intellettuale, quando si parla di contrarietà alle derattizzazioni: davvero vi terreste i ratti, quelli di fogna grossi quanto un gatto, che girano per casa? Perché con quelli nelle case degli altri, è fin troppo facile essere contro la sterminazione.
    E la disinfestazione delle zanzare, ad esempio? Meglio far morire gente e bestiame di malaria?

    Ma poi, davvero, in questo mondo ideale, si insegnerà ai lupi a non mangiare gli agnelli? Si andrà in giro per la savana a dare del tofu alle iene???

    Guardate, qui non si tratta di essere pro o contro la sperimentazione animale.
    E’ scontato essere contro, in tutti quei casi in cui c’è un’alternativa.
    E’ il minimo pretendere che non sia effettuata alcuna sperimentazione per fini cosmetici (come per fortuna è legge da quest’estate), e allo stesso modo nessuna sperimentazione su specie “senzienti”, o meglio che abbiano sviluppato un apparato limbico – cani, gatti, primati ecc…
    Ed è anche giusto imporre dei limiti alla vivisezioni sulle altre cavie.

    Ma purtroppo la sperimentazione su alcuni animali è ad oggi indispensabile per la ricerca su alcune patologie.
    Il mondo non è bianco o nero, ci sono mille sfumature di grigio, e se devo scegliere se sacrificare uno, dieci, mille o un milione di topi per salvare un essere umano, topi che magari in natura verrebbero mangiati (ed uccisi CON dolore) da serpenti, gatti, rapaci o altri loro predatori, sinceramente non me la sento di essere così ipocrita da dire che non lo farei.

    Penso sia più utile prodigarsi a finanziare la ricerca di metodi alternativi di sperimentazione, piuttosto che ululare alla luna il proprio disgusto, aspettando che la luna risponda.
    Sicuramente è più utile che andare ad attaccare una ragazza malata, per quanto goffo e strumentale possa essere stato il suo intervento.

    E sicuramente da chi si permette di farlo, e di atteggairsi ad animalista, anti-specista o qualunque -ista scelga per categorizzarsi, è pretesa massima coerenza, fino alle estreme conseguenze – rifiutare, appunto, il 99% di farmaci e trattamenti medici. Altrimenti, si è solo ipocriti.

    3 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Caro obiettivo,
      Per prima cosa perché usi questo nick se non lo sei?
      Chi scrive questo post (ma è un caso personale che non può essere esteso alla totalità di chi si occupa e scrive di antispecismo) non usa antibiotici, ma la fitoterapia. Per quanto riguarda il trapianto d’organi e altri trattamenti le cose sono due: ti si potrebbe rispondere con il tuo stesso esempio, e chiederti se tu da un campanile se dovessi sopravvivere saresti disposto a gettare una persona a te cara. Quando ti capiterà questa evenienza? Ti capiterà? E se si come puoi ora decidere cosa farai? La seconda risposta che ti si potrebbe dare è che noi non siamo in grado di modificare il passato, e possiamo solo agire sul presente e sul futuro. Se c’è un ritrovato che ha significato la morte di molti esseri senzienti, ma può salvarne altri non è assurdo pensare di utilizzarlo, un altro conti è perseverare su questa via, e continuare a creare vittime sacrificali e dolore. Quindi come potrai ben vedere le cose non sono banche o nere nemmeno per noi. La storia dell’umanità è costellata di stragi e dolore, non si deve proprio mai imparare nulla dal passato?
      Inoltre ci sono persone (come chi ti scrive) che non danno per scontato lì’interesse assoluto alla vita anche a costo di rinunciare ai propri ideali che sono parte integrante e ragione della stessa, quindi qualcuno potrebbe stupirti magari rinunciando a farsi trapiantare un pezzo di un altro Animali, magari transgenico, per poter continuare a vivere.
      Ratti e Topi hanno lo stesso diritto a vivere che abbiamo noi, loro se attaccati si difendono, noi se attaccati dovremmo fare lo stesso, ma con una difesa proporzionale e non con stragi assurde. I Ratti e i Topi ci hanno accompagnato durante tutta la nostra esistenza sulla Terra, alcuni scienziati dicono che ci sopravviverebbero addirittura, e rimarrebbero in vita anche dopo un disastro nucleare globale, se noi non avessimo sfasciato l’equilibrio degli ambienti in cui viviamo, non ci sarebbero di questi problemi.
      Sempre chi ti scrive non uccide le Zanzare che al massimo pretendono una stilla di sangue per riprodursi: non tentano di ucciderci e non si capisce perché noi dovremmo uccidere loro solo perché sono fastidiose. Non si capisce dove tu vivi, ma in Italia la malaria non c’è più da molto tempo.
      I Lupi sono carnivori, la Iene anche, loro lottano per la vita e non possono fare altrimenti, tu, come chi scrive, sei un animale onnivoro e puoi permetterti di scegliere come e di cosa vivere, ci sono decine di migliaia di persone vegan in Italia che lo dimostrano quotidianamente.
      La sperimentazione sugli Animali è indispensabile al sistema di ricerca che si è deciso di supportare, ci sono ampie possibilità di cambiamento, ma alle multinazionali e agli istituti di ricerca non conviene.
      Un Topi può anche essere ucciso in natura, ma questo non ci solleva dalla responsabilità che noi abbiamo nei suoi confronti, non possiamo usare la natura a nostro piacimento come esempio da seguire, e poi stravolgerla se ciò ci porta un vantaggio. Questa è la vera ipocrisia.
      Veganzetta non ha attaccato nessun ragazza malata, sicuramente la ragazza in questione ha molti problemi, e vive grazie a delle cure sperimentate su Animali, questo è un fatto, un altro è prodigarsi a pubblicizzare la sperimentazione sugli Animali, e ad attaccare altri metodi (come quello Stamina per esempio) e chi fa “falsa” ricerca solo perché non usano Animali, questa non è una difesa della propria esistenza, è un attacco strumentale celato dietro al paravento del pietismo che il suo caso suscita.
      L’antispecismo è un’idea rivoluzionaria che permea ogni anfratto della vita di chi la seque, non venire a cercare tra di noi l’incoerenza perché rimarresti deluso.

      3 gennaio, 2014
      Rispondi
  4. la pego ha scritto:

    non entro nel merito, ho solo un’unica pratica domanda: come posso curare il diabete senza il ricorso a medicinali basati sulla sperimentazione animale? ho 30 anni, normo peso, non fumo, non bevo, seguo e dovrò seguire a vita un regime alimentare restrittivo, controllato, studiato, programmato e sano, pratico un’ intensa attività sportiva. mi impegno ogni giorno per mantenere basso il livello della glicemia, facendo tutto quello che è in mio potere fare, anche a costo di rinunce e sacrifici. eppure sono e resto diabetica e dipendo da farmaci. mi aiutate?

    3 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao la pego,
      Non siamo in grado di entrare nello specifico dei casi come i tuoi, perché questo non è un sito di medicina, è chiaro che tu con il tuo problema dovrai fare ricorso alle attuali soluzioni mediche per stare bene, ma non è questo il motivo del contendere, è se è giusto continuare su questa strada perseverando con un metodo crudele e ingiusto. Tutte/i (e non solo tu) dovremmo chiederci quali sono i costi in termini di sofferenze e di dolore pagati dagli Animali per i farmaci che sono in commercio, e dovremmo chiederci se tali stragi sono legittime, e se si potrebbe fare altrimenti. Chi dice che oggi non si può fare diversamente sta mentendo: ci sono già molti metodi alternativi, ma soprattutto è la direzione della ricerca scientifica che deve cambiare, e questo NON sta accadendo. Forse esiste una cura del tutto naturale al tuo problema, ma questo non lo si saprà mai se chi si occupa di questo settore continuerà a straziare esseri senzienti cercando di trarne vantaggi per noi. E in ogni caso anche se tali vantaggi ci fossero come Umani non dovremmo esserne né soddisfatti né contenti.

      3 gennaio, 2014
      Rispondi
  5. Aristarco ha scritto:

    Cara Cereal Killer, grazie per l’ospitalità e distintamente La saluto.
    Qui riporto le mie ultime considerazioni.
    Forse sono un po’ crude e mi scuso in anticipo se Le troverà un po’ ruvide, ma Le assicuro che non è mia intenzione che siano tali.
    Leggerò con attenzione le eventuali Sue controdeduzioni, ma non replicherò perché penso che sia il padrone di casa ad avere il diritto all’ultima parola.

    1) Il Manifesto Antispecista mi appare come il documento di intenti più utopico e irrealizzabile che abbia mai letto.
    Mi sembra alquanto superfluo esprimere un mio personale giudizio sul fatto che sia “giusto” o sia “non-giusto”, rispetto alla constatazione della totale irrealizzabilità.

    2) mi sembra vi sia sottotraccia, dietro a un apparente atteggiamento di “uguaglianza di tutti gli esseri viventi del Regno degli Animali”, una arroganza sconfinata e senza limite in cui ci si autoattribuisce il ruolo “Dei Benevoli”, in confronto alla quale il più arcigno antropocentrismo impallidisce.

    3) Ho capito che Lei attribuisce una importanza decisiva alla presenza di cellule nervose.
    Un po’ come nella “Fattoria degli Animali” di Orwelliana memoria: « All animals are equal but some animals are more equal than others » ci sono – ai Suoi occhi – animali che sono degni arbitrariamente di maggior tutela (ad esempio, platelminti) perché sono equipaggiati di qualche primitiva cellula nervosa e altri di minor tutela (ad esempio, poriferi).
    Francamente mi sembra di scorgere un vero e proprio atteggiamento di tipo superstizioso nei confronti di questa sorta di idolatria rispetto a un particolare tipo di cellule, in grado di generare potenziali elettrici bifasici (caratteristica, tra l’altro, presente anche in altre cellule e quindi non esclusiva delle cellule nervose).

    4) Sono giunto alla definizione di animalista etico e di animalaro, dopo aver letto il manifesto Antispecista, wikipedia alla voce “Veganismo” e anche la graffiante voce “Green Hill” di nonciclopedia ;-)
    A seguire propongo la mia definizione di animalaro e di vero animalista etico al fine di avere i Suoi commenti.
    Il vero animalista etico (rarissimo) è colui che oggi va a Green Hill a liberare i pucciosi cuccioli di Beagle, ma domani si incatena di fronte a una ditta che produce scatolette contenenti cibo per gatti e dopodomani si batte contro le industrie che fabbricano divani in pelle.
    Si tratta di una persona vegana con una solida cultura etica e radicati convincimenti morali.
    Quasi superfluo specificare che il vero animalista etico non augurerebbe sventura a Caterina Simonsen, pur non concordando assolutamente con quanto abbia sostenuto la 25enne padovana, studentessa di Veterinaria a Bologna.
    Poi c’è l’animalaro (che apparentemente compone la gran parte del popolo animalista) che oggi va a Green Hill a liberare i pucciosi cuccioli di Beagle. E basta. Anzi no. Augura ripetutamente ogni possibile sventura a Caterina Simonsen.
    Alcuni di loro possono anche essere vegetariani, ma è da notare che diversi di loro sono filo-omeopatia e/o preoccupati delle scie chimiche e/o a favore del Metodo Giuliani per prevenire i terremoti e/o a favore della “fusione a freddo” e/o contro la plutocratica industria farmaceutica che inventa dal nulla le malattie e/o paladini dell’agopuntura … insomma, il – più o meno – tipico individuo New Age, anti-sistema, anti-industriale, anti-scientifico, anti-imperialista, ecc.
    Due caratterizzazioni importanti:
    A] Come ho già detto, il primo lotta senza distinzioni contro tutti gli sfruttamenti animali.
    Il secondo lotta contro l’uso dei Beagle nelle sperimentazioni scientifiche e poco altro.
    B] Se si chiede al primo, cioè all’antispecista etico, il motivo di fondo per abolire la sperimentazione scientifica sugli animali, egli risponderebbe sfoderando il suo Valore Morale di Riferimento, la sua Etica. Egli risponderebbe che non ha dubbi sul fatto che la sperimentazione animale sia valida e che i metodi alternativi siano metodiche farlocche, ciò nondimeno egli è contrario alla sperimentazione animale, e a qualsiasi uso degli animali. Perché, come sembra abbia affermato G.B. Shaw, non si mangiano gli amici né si sottopongono a vivisezione. Egli risponderà insistendo sulla considerazione che non ha dubbi sul fatto che la vivisezione eseguita su negri, ebrei, omosessuali, zingari e altre minoranze apporterebbe importanti contributi al Sapere Umano. Ciò nonostante, Lui si batterebbe perché ciò non avvenga. Non avvenga con negri, ebrei, omosessuali, zingari, scimmie antropomorfe, cani, gatti, delfini, topi, ratti, lucertole, pesci, ecc.
    Se si chiede al secondo, cioè all’animalaro, il motivo di fondo per abolire la sperimentazione scientifica sugli animali, egli risponderebbe sfoderando il suo analfabetismo scientifico e il suo amore per gli occhioni del proprio puccioso barboncino o del proprio miagoloso micio. Comincerebbe a gridare ai quattro venti la esistenza dei metodi alternativi, tenuti nascosti negli scantinati delle Università e dei laboratori sotterranei delle Industrie Farmaceutiche, ad opera del Nuovo Ordine Mondiale, organizzato dai complottisti giudaici massonici e plutocratici.
    Cordialità.
    P.S. Non mi dica che esistono i metodi alternativi. Non esiste nulla di alternativo e di valido. Non esiste una medicina alternativa che sia valida. Non esiste una scienza geologica e sismologica alternativa che sia valida. Non esiste una fisica alternativa che sia valida. Non esistono metodi di sperimentazione alternativa all’impiego degli studi in vivo, che siano validi.

    3 gennaio, 2014
    Rispondi
  6. Aristarco ha scritto:

    P.P.S. Rileggendo il mio Post Scriptum, ho ritenuto opportuno aggiungere alcune righe di spiegazione per il mio tono apparentemente apodittico.
    Propongo i seguenti esempi, per chiarire cosa voglio dire, quando affermo che non esiste una tecnica, una procedura, una branca scientifico-tecnologica che possa essere definita “valida”.
    La bicicletta non è stata una vera alternativa della draisina.
    La bicicletta era intrinsecamente superiore alla draisina e l’ha soppiantata.
    L’automobile non è stata una vera alternativa della carrozza trainata da cavalli.
    L’automobile era intrinsecamente superiore alla carrozza trainata da cavalli e l’ha in pratica soppiantata.
    L’ecocardiografia non è stata una vera alternativa all’auscultazione dell’aia cardiaca con stetofonendoscopio.
    L’ecocardiografia era intrinsecamente superiore all’auscultazione dell’aia cardiaca con stetofonendoscopio e l’ha in pratica soppiantata.
    Tutto ciò (ovvero il passaggio da draisina, carrozza, stetoscopio a bicicletta, auto, ecocardio) si è realizzati senza la necessità di folle urlanti che sciamassero per le strade o su Facebook per sostenere un mezzo rispetto all’altro. Il test oculare di Draize – ad esempio – è l’equivalente della draisina e della carrozza trainata da cavalli e dello stetoscopio e come loro è considerato obsoleto. Ma se i mezzi alternativi sono validi, si impongono senza bisogno di gente che si sgoli e lanci contumelie, come quelle lanciate contro Caterina Simonsen.

    3 gennaio, 2014
    Rispondi
  7. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Caro Aristarco,

    1) Che il Manifesto antispecista sia un documento con una grande componente utopica è del tutto evidente, ma a ben pensarci se analizziamo le spinte ideali in ambito filosofico, morale e scientifico (alcune delle quali hanno causato i maggiori cambiamenti della storia dell’uomo, altre finite nel dimenticatorio) nessuna di essi pareva realizzabile nemmeno in minima parte. Non che il testo del manifesto possa essere paragonato a un codice vinciano o a un trattato di Galilei (ci mancherebbe altro, si tratta solo di una modestissima proposta frutto anche di lavoro di “incastro” di proposte altrui), ma se dobbiamo misurare con il metro pratico della possibilità di realizzazione di ogni singola aspirazione o progettualità umana (piccola o grande che sia), allora saremmo ancora in pieno medioevo, dove c’era molta gente con un sacco di certezze che si permetteva il lusso di pontificare su cosa era opportuno o meno, e ogni tanto accendeva un fuoco alimentandolo con il grasso di qualcuno che non la pensava come loro. Ci sono persone che già millenni fa sono riuscite a immaginare scenari futuri che ora si sono realizzati. Giordano Bruno aveva capito con il solo suo intuito cose sull’universo che ora grazie ai satelliti artificiali e ai telescopi sappiamo essere vere, e questo senza manco spostarsi da casa sua. Ovviamente pure lui è stato trasformato in combustibile. Ora per tornare alla nostra questione: per quale motivo non prendere seriamente una proposta – modestissima e per nulla geniale o eccezionale – per un diverso approccio con gli altri Animali? Solo perché ora è irrealizzabile? Non si capisce bene se tu ti chiami davvero Aristarco o se il tuo è solo un nickname. In ogni caso se tale nome è un omaggio all’astrofisico Aristarco di Samo (il primo a teorizzare che era la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa) non è che tu faccia molto onore a tale personaggio, che secondo i tuoi metri di giudizio sarebbe dovuto essere considerato un povero pazzo sognatore (e comunque venne accusato di empietà).
    2) I benevoli verso i più deboli sono i religiosi, i credenti e le gerarchie ecclesiastiche, o i seguaci delle grandi religioni laiche come lo scientismo. Costoro si possono permettere il lusso (dall’alto del loro piedistallo) di provare benevolenza e pietà nei confronti di chi sta sotto. L’antispecismo è esattamente il contrario, non si tratta di benevolenza e pietà, ma di compassione immedesimazione: il piano è lo stesso. Il piano terra.

    3) L’antispecismo è una filosofia sensiocentrica, ossia attribuisce grande importanza alla capacità di percepire sensazioni, emozioni, di provare gioia e dolore. Del resto è la stessa evoluzione dei viventi della Terra che ci fornisce degli indizi. Un essere vivente prova dolore perché in tal modo più fuggire da una situazione che gli sta arrecando danno. Se ciò non accadesse saremmo tutti morti o gravemente mutilati, perché la capacità di reazione (e di fuga) tipica degli Animali (il movimento) è innescata da queste possibilità (il dolore, la paura ecc..). Con questo non significa che l’antispecismo non consideri il resto dei viventi. Ci sono ampi dibattiti sulla questione. I più stupidi degli oppositori chiedono di continuo il perché non vengono considerate le sofferenze delle carote… Con molta pazienza spieghiamo loro che vengono considerate, dato che per quanto ci riguarda cerchiamo di impattare il meno possibile sugli altri. Chi si ciba di carne, si ciba di Animali perlopiù erbivori che a loro volta si sono cibati di vegetali (se gli Animali sono carnivori è pure peggio): la catena dell’impatto è molto più lunga, non ti pare? Detto questo si può tranquillamente affermare che siccome l’antispecismo è una filosofia in continua trasformazione, qualora si scoprisse che anche le piante (per esempio) sono in grado di percepire dolore (e non soffrono solo dal punto di vista biologico), allora di sicuro saremo i primi a metterci in discussione, e non è nemmeno detto che la teoria antispecista cambi considerando una visione cosmocentrica anche senza tali prove. Chi si definisce antispecista è come minimo vegano (e non vegetariano), ci sono però anche persone crudiste e fruttariane, di sicuro meno impattanti quindi delle persone vegan. Per ora ci limitiamo a occuparci di chi DI SICURO soffre e sente dolore, paura o angoscia. Ti pare poco? PS: dei potenziali elettrici bifasici o della pompa sodio-potassio non ci interessa nulla, è la capacità di sentire che a oggi è importante.
    4) Ciascuno si crea le proprie definizioni, sarebbe preferibile nei casi che tu esponi parlare di antispecisti e animalisti. Gli antispecisti sono anche animalisti, spesso però non è vero il contrario.
    La galassia animalista è enorme e variegata, molte volte ci si trova di fronte ad azioni e affermazioni che sono a dir poco vergognose.
    Per gli antispecisti non ha importanza che la sperimentazione di Animali porti a dei risultati: è da condannare e basta. E’ l’uso di Animali l’elemento da condannare. Che gli esperimenti per esempio sugli ebrei abbiano portato a benefici per la scienza e la medicina è stato scritto anche nel comunicato, non ci sono dubbi. E’ chiaro che anche se le torture sugli ebrei, neri ecc.. portassero a ritrovati capaci di risolvere molti dei problemi degli Umani, esse non sarebbero assolutamente accettabili. E’ l’uso di Animali (in questo caso l’Umano di qualunque colore, etnica, provenienza ecc…) l’elemento da condannare.
    Le persone antispeciste lottano per la liberazione animale e umana, quindi ovviamente sono contro tutto ciò che significa sfruttamento animale (divani in pelle, scatolette di cibo e macellerie, ma anche razzismo, fascismo, sessismo…), la lotta antispecista è a 360°, è evidente che tu non sei informato. Un esempio fra tanti https://www.facebook.com/media/set/?set=a.658785984173851.1073741831.296814373704349&type=3

    Chi decide cosa è valido? Tu? Noi? Le testate giornalistiche scientifiche? Chi decide se esiste o meno un’alternativa? Chi insiste sul fatto che non è tutto bianco o nero e poi afferma che nulla è valido tranne quello sancito dalla medicina ufficiale?
    Caro Aristarco, le tue considerazioni non sono crude, sono in gran parte tristi, e questo perché disegnano un mondo di certezze che ti sei costruito intorno per non essere scalfito dal dubbio.

    3 gennaio, 2014
    Rispondi
  8. Aristarco ha scritto:

    Mi risponda alla svelta, Cereal Killer, perché altrimenti continuo a prolungare il mio ultimissimo intervento ;-)
    Ri-rileggendo il mio post-post-scriptum ho notato che l’esempio carrozza trainata da cavalli/automobile è un esempio più calzante rispetto agli altri due.
    Risulta più calzante perché la carrozza trainata da cavalli è indubbiamente anche un mezzo di prevaricazione dell’uomo sull’animale (in particolare, sul cavallo).
    Orbene, voglio con esso ribadire che non è servito alcun movimento ideologico per far soppiantare lo sfruttamento rappresentato dalla carrozza trainata da cavalli; stesso discorso può essere applicato all’aratro trainato dai buoi e all’aratro trainato dal trattore. Insomma, quando si affaccia una alternativa che è più valida rispetto a quanto è disponibile al momento attuale, questa alternativa si impone come standard.
    Lei, Cereal Killer, si affida alla fitoterapia, che sarebbe una alternativa alla farmacoterapia tradizionale. Si tratta di una alternativa valida? Considerando ciò che afferma l’establishment medico-scientifico internazionale, la risposta è negativa. Mi creda: non esistono terapie alternative davvero valide, sistemi di sperimentazione alternativi davvero validi, mezzi di locomozione alternativi davvero validi. Vi sono solo mezzi molto validi (bicicletta, trattore, ecocardiografo, automobile, sperimentazione animale, ecc.) e mezzi meno validi (buoi che trainano un aratro, cavalli che trainano una carrozza, test di Draize, ecc.)

    3 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      @ Aristarco: hai fretta?
      Sbagli ancora una volta.
      I movimenti ideologici che si sono opposti alla meccanizzazione ci sono stati e sono stati molto forti. I luddisti hanno rappresentato una resistenza ideologica e pratica all’avanzamento della tecnologia che ha soppiantato il lavoro manuale. Ovviamente era una protesta indirizzata contro i macchinari industriali e per proteggere il proprio posto di lavoro, ma una opposizione ideologica contro le macchine c’è stata eccome.
      I tuoi esempi non servono e sono sostanzialmente sbagliati. Il punto non è se un’invenzione tecnologica o una soluzione è intrinsecamente superiore o no ad un’altra preesistente, ma se è moralmente accettabile o meno.
      Non si tratta di capire se il progresso tecnoscientifico ci porterà vantaggi, ma quali svantaggi e quali costi ci saranno. Il “mezzo” in questione, la carrozza trainata da Cavalli, non è un mero oggetto, ma è un metodo mediante il quale si schiavizza un essere senziente, lo stesso sarebbe per un carretto trainato da schiavi Umani. Il “mezzo” in questione va eliminato a prescindere dalla sua utilità e dalla presenza di un altro mezzo sostitutivo o alternativo che funzioni meglio.

      4 gennaio, 2014
      Rispondi
  9. la pego ha scritto:

    la mia risposta è: sì, è legittimo. la spiegazione è: non ho alternative. perché io vivo qui e adesso. e qui e adesso o assumo i farmaci, o muoio. certo, la ricerca e la sperimentazione potrebbero concentrare impegno e risorse verso altre direzioni. potenzialmente la soluzione cruelty free c’è, basta volerla cercare. and so on. ma oggi, qui ed adesso, l’alternativa non c’è. concreta, semplice, minimal realtà. e se io e un coccodrillo ci ritroviamo soli ed affamati, il coccodrillo mangia me. perché, qui e adesso, il coccodrillo non ha alternative. non è più crudele, nè illegittimo, nè violento di me, nè terrorista, nè mostro, nè omicida. semplicemente non ha alternative.

    3 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      @ la pego: le alternative si creano, non spuntano da sole come i funghi dopo la pioggia. Il mondo scientifico attuale NON ha alcuna volontà (salvo rari casi) di cambiare rotta, e se lo farà sarà per questioni economiche e pratiche, non certo etiche. Anche la medicina nella nostra società risponde alle logiche di mercato. Dire semplicemente che non ci sono soluzioni equivale a dire che non c’è soluzione all’ingiustizia, alla guerra, alla violenza, ai massacri, alla discriminazione. Significa arrendersi e vivere il quotidiano senza un minimo di progettualità. Sicuramente è facile per chi sta bene dire questo, lo è meno per chi soffre, ma in fin dei conti a ben pensarci c’è sempre un motivo per non pensare agli altri: se si soffre si pensa a se stessi, se si sta bene perché complicarsi la vita?

      4 gennaio, 2014
      Rispondi
  10. Aristarco ha scritto:

    “Il punto non è se un’invenzione tecnologica o una soluzione è intrinsecamente superiore o no ad un’altra preesistente, ma se è moralmente accettabile o meno.”
    RE: Ho capito.
    Ma avevo già compreso il Suo punto di vista, come ho scritto nel mio intervento del 03 gen 2014 alle 16:17, allorquando facevo riferimento all’animalismo o antispecismo etico, che, grazie a Lei, ora so cosa sia.

    Lasci comunque perdere i luddisti che se la prendevano SOLO con i telai meccanici e che non si sono mai sognati di andare ad attaccare trattori, automobili, e tutto ciò che portava a un minor sfruttamento animale: loro erano interessati al mantenimento del proprio posto di lavoro. Punto e stop.

    Il mio ultimo intervento era comunque solo polemico rispetto a uno slogan che si sente spesso provenire dalle file degli animalisti (e soprattutto dagli animalari).
    Lo slogan fa riferimento al fatto che si devono usare metodi alternativi alla sperimentazione animale, lasciando però intendere la concreta disponibilità di tali mezzi.
    Altri slogan animalisti invece puntano il dito sulla inutilità della sperimentazione animale.
    E’ su questi slogan che era ed è rivolta la mia polemica.
    In realtà, non vi sono metodi alternativi ed è falso che la sperimentazione animale sia inutile o fuorviante.
    Ciò nonostante, Lei legittimamente sostiene che la sperimentazione animale dovrebbe – su un piano etico – essere abolita.
    Non condivido il suo pensiero. Ma ha tutto il mio rispetto.

    Cordialità

    Post scriptum

    “Caro Aristarco, le tue considerazioni […] disegnano un mondo di certezze che ti sei costruito intorno per non essere scalfito dal dubbio.”
    Re: Certamente mi sbaglio, ma ho la netta impressione che la “graniticità” delle Sue certezze sia, nel suo insieme, moooolto meno scalfibile dal dubbio rispetto alla solidità delle mie certezze :-)

    4 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      @ Aristarco: Grazie per il tuo rispetto.
      Un antispecista che si rispetti non ha certezze (o ne ha ben poche), è la stessa idea antispecista a demolirle. Abbracciare l’antispecismo significa mettersi alla prova quotidianamente e fare un grande esercizio di autocritica. E’ difficile e doloroso a volte, ma necessario. Non si tratta pertanto di certezze ma di ferma volontà di cambiamento e di adesione a una lotta rivoluzionaria proprio perché del tutto relativista.
      Saluti antispecisti.

      4 gennaio, 2014
      Rispondi
  11. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Da Progetto Vivere Vegan: http://www.viverevegan.org/web/una-definizione-inaccettabile-lettera-aperta-a-la-repubblica/

    Lettera aperta a La Repubblica – Gennaio 2014 –

    Una definizione inaccettabile

    Faccio parte dell’associazione onlus Progetto Vivere Vegan che si occupa di diffondere i concetti di veganismo, antispecismo e animalismo e, sulla base di questi, incoraggiare e promuovere comportamenti virtuosi nella vita quotidiana.
    Questa associazione da anni propone iniziative – assolutamente prive di violenza di alcun tipo – rivolte a informare e a stimolare la riflessione sul veganismo.
    Essere Vegan significa condurre la propria esistenza attuando comportamenti che non abbiano ricadute negative – in termini di sfruttamento, crudeltà e mancanza di rispetto – nei confronti di tutti gli esseri viventi.
    Essere Antispecisti significa negare, nel modo più assoluto, che vi siano specie viventi la cui vita sia da ritenersi più degna di rispetto di altre; significa sostenere che, a qualsiasi essere senziente, debba essere riconosciuto il diritto di vivere, pienamente e piacevolmente, la propria esistenza.
    Essere Animalisti significa essere convinti e adoperarsi nella società civile, affinchè agli animali non umani vengano riconosciuti gli stessi diritti degli umani, e gli sia dovuto lo stesso rispetto.
    E’ comunemente ritenuto del tutto illecito approfittarsi di chi è svantaggiato, per fragilità fisica o mentale, o perchè molto giovane, anziano, o malato. Sentiamo il dovere morale ed etico di difendere e proteggere chi non può farlo da solo.
    Gli animali non umani appartengono a queste categorie di svantaggiati: sono completamente nelle nostre mani, come bambini, malati e anziani. Proprio perchè abbiamo il potere di decidere per loro, abbiamo il dovere di scegliere di rispettarli e amarli.
    Aver letto su “la Repubblica” di domenica 29 dicembre nel titolo dell’articolo in prima pagina e, a caratteri cubitali a pagina 22, il termine nazi animalisti, mi ha profondamente offeso e indignato.
    Come si può tacciare di nazismo chi si batte per il rispetto e i diritti di quelli che sono gli ultimi, i più indifesi, discriminati e fragili, i più sfruttati e violati sulla faccia della terra, quali sono gli animali non umani?
    Se il termine, del tutto inappropriato, è stato usato dall’ormai famosa Caterina per indicare quelli che l’hanno offesa e minacciata, poteva anche essere riportato, magari fra virgolette, nell’articolo; ma averlo scritto nel titolo dimostra chiaramente la scelta del vostro giornale di voler gettare fango sugli animalisti in generale e indurre, nei lettori, un’opinione negativa sugli stessi.
    Questa presa di posizione di “la Repubblica” non soltanto è molto scorretta, ma sopratutto dimostra quanto ignoranti si sia, o tali si voglia rimanere, su certi argomenti.

    Caterina Servi Scarselli
    Progetto Vivere Vegan Onlus

    8 gennaio, 2014
    Rispondi
  12. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    AGGIORNAMENTO 09/01/2014: Veganierranti, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Veganierranti.

    9 gennaio, 2014
    Rispondi
  13. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Si riceve e si pubblica:

    —————————————————-

    LA STRATEGIA DELL’ESTREMA DIFESA

    Gentili giornalisti

    dal 14 gennaio il Ministro della Salute dovrà emanare il decreto legislativo finale sull’art. 13 della legge europea 96/2013 relativo alla vivisezione.

    Non appare a tutti tempestivo e subdolo il ricatto immorale insito nella messa in scena delle vicissitudini della studentessa di veterinaria?
    Non appare meschino e ignobile l’utilizzo della sofferenza di una persona che non può difendersi perchè priva di difese? Aggrapparsi alla naturale pietà che suscita per contrabbandare un’opinione di parte? E’ lo stesso comportamento anaffettivo e gelido che i vivisettori usano per le loro cavie: http://www.youtube.com/watch?v=4oz4b6eOwiA http://laverabestia.org/play.php?vid=2937 http://amministrazione.lav.it/uploads/76/37931_Un_altra_ricerca_e_possibile.pdf

    E perchè non mettere in scena la vicenda, suffragata da esperienza, di ricercatori malati e/o contrari alla vivisezione? Perchè non aprire un dibattito, non esporre le ragioni degli altri, perchè favorire un clima di tirannica informazione? I vivisettori utilizzano la strategia dei pre-potenti: un peso e una misura in modo che chi non sa o non può sapere, non possa costruirsi un’opinione libera da pregiudizi. Perchè la libera e pluralista informazione deve fare altrettanto?

    L’articolo 13 della legge, anche se non elimina la sperimentazione sugli animali, introduce alcuni vincoli, piccoli cambiamenti (obbligo di anestesia, divieto di sperimentarazioni didattiche, alcool, droghe, tabacchi, incentivazione di metodi sostitutivi….) che rappresentano un passo avanti nell’etica e nella scienza, un passo verso quei metodi sofisticati, tecnologici, evoluti e maggiormente predittivi che la ricerca moderna sta già attivando contro la volontà della lobby vivisettoria e farmaceutica che invece mirano a lasciare tutto com’è.

    Perchè? Perchè difendono i loro interessi miliardari. Tutti abbiamo ascoltato le cifre paurose ricavate dalle indagini statistiche e tutti noi sappiamo, ma se non sappiamo possiamo comunque capire come la ricerca sugli animali sia un metodo approssimativo: gli animali non sono come noi, non hanno le nostre malattie, ciò che fa bene a loro fa male a noi e ciò che fa bene a noi fa male a loro. Basta scorrere la storia.

    Il facile ricatto che noi umani subiamo ci rende fragili. I vivisettori su questo fanno leva impedendoci di esplorare altre verità scientifiche, di emettere giudizi non condizionati che potrebbero affermarsi solo potessimo ascoltare le classiche due campane.
    L’oscurantismo di cui vengono accusati coloro che propugnano una ricerca d’avanguardia che, guarda caso, non prevede l’uso di animali, è il riflesso del loro stesso oscurantismo basato sulla difesa di un sistema arcaico, ancorato a strategie ottocentesche. Di un conformismo invalidante, incapace di spostare il proprio punto di vista, legato a modelli ormai obsoleti di cui lo stesso Consiglio Nazionale delle Ricerche (NRC) USA ne prevede il prossimo superamento.

    Riflettiamo senza pregiudizi, non facciamoci intrappolare nella rete del ricatto, affranchiamoci dal condizionamento e dal conformismo invalidante, diamo a tutti la possibilità di riflettere liberamente.
    Chi è più uguale a un uomo, la riproduzione di un organismo umano o un animale?

    Grazie.

    Mariangela Corrieri
    e amici

    9 gennaio, 2014
    Rispondi
  14. Aristarco ha scritto:

    Ancora una volta, nella lettera di Mariangela Corrieri, ecco emergere l’analfabetismo scientifico, di cui accusavo gli animalari.

    Argomentazioni – ahimè! – false e sciocche, quelle di Mariangela Corrieri, distanti anni-luce da quelle che – almeno mi pareva – erano – solo pochi giorni fa – declamate con passione ed eticità da Cereal Killer nonché contenute nel Manifesto Antispecista.
    Esempio di sciocchezza: Perché si difende la sperimentazione animale? Perché così le industrie farmaceutiche difendono i loro interessi miliardari.
    Come se i miliardi si facessero sottoponendo topolini al Barnes maze test :-(

    9 gennaio, 2014
    Rispondi
  15. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    @Aristarco: non vorrai rimettere di nuovo tutto in discussione vero? Ciò che è stato detto sulla questione per quanto riguarda il versante antispecista e del manifesto antispecista, rimane inalterato. Scindiamo i piani, così è più chiaro a tutte/i.

    10 gennaio, 2014
    Rispondi
  16. Aristarco ha scritto:

    @cereal killer
    TESI: concordo sulla necessità di scindere i piani.
    ANTITESI: ognuno è libero di pensarla come vuole.
    SINTESI: al sottoscritto piacerebbe un Cereal Killer che prende le distanze da Mariangela Corrieri.

    10 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      La linea di pensiero esposta in questo sito è limpida, non serve prendere le distanze ogni volta. I piani sono diversi.

      10 gennaio, 2014
      Rispondi
  17. mariangela ha scritto:

    Se gli animalisti per te, caro Aristarco sono animalari, tu che ammette la tortura su animali innocenti e vivi, come dovresti chiamarti? Lascio a te la scelta ragionata del sostantivo che potrebbe definirti.
    Sono contraria alla vivisezione perchè rappresenta un comportamento ignobile, tale e quale quello usato nel passato per gli schiavi (i bianchi erano padroni della loro vita, separavano le madri dai figli, privavano della libertà esseri liberi, li compravano e li vendevano, li torturavano e uccidevano. Come sai caro Aristarco, questo si fa ancora, con gli animali appunto e chi lo fa è un essere senza sentimenti, senza dignità, senza giustizia. Poi esistono gli scienziati non analfabeti e antivivisezionisti. Poi esistono le industrie miliardarie che, pur di riempire le loro casse, praticano un sistema di ricerca obsoleto, ormai antiquato se lo confrontiamo con la tecnologia avanzata di cui possiamo disporre. Insisto, cambiare paradigma per chi sostiene gli interessi e non i valori è difficile. Si è sordi seviziando topolini, cani, gatti, primati…ecc. mentre urlano e si dibattiono perchè, come si dice, il profumo dei soldi è inebriante! Prova per un attimo a sentirti tu la cavia!!!!!

    11 gennaio, 2014
    Rispondi
  18. Aristarco ha scritto:

    I piani sono diversi, dice Cereal Killer.
    Concordo, in linea di principio, con questa asserzione.
    Come ho già ripetuto più volte, non condivido ma rispetto e posso anche arrivare a stimare l’antispecista etico che afferma che è moralmente inaccettabile eseguire vivisezione su ebrei, negri, zingari, scimmie antropomorfe, cani, topolini, pesciolini, vermi perché siamo – in fondo in fondo – tutti parenti.
    Riconosco in ciò un afflato etico che è utopico, ma che ha anche una propria dignità.
    Se però la stessa bocca, o una bocca accanto, aggiunge che “le industrie [farmaceutiche] miliardarie che, pur di riempire le loro casse, praticano un sistema di ricerca [cioè, la sperimentazione animale] obsoleto, ormai antiquato se lo confrontiamo con la tecnologia avanzata di cui possiamo disporre”, ecco che la mia personale iniziale stima per questo utopico ideale etico è disintegrata dalla marcata sensazione di trovarmi di fronte ad arroganti paladini dell’analfabetismo scientifico.
    E allora, il manifesta antispecista e tutte le belle – anche se utopiche – parole di Cereal Killer vengono – ahimè – sommerse dal fango dell’ignoranza.

    12 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      @Aristarco: Visto che ti piacciono i ragionamenti logici segui questo:

      1) Posto che Cereal Killer e Mariangela sono due persone diverse, altrimenti si tratterebbe di un allarmante caso di sdoppiamento di personalità, cosa che fortunatamente non è.
      2) Posto che tu Aristarco nel pieno possesso delle tue facoltà mentali – si spera – hai scritto in un tuo post come antitesi che “ognuno è libero di pensarla come vuole”, e quindi – si aggiunge – di conseguenza anche di manifestare il proprio pensiero liberamente, essendo questo luogo virtuale pienamente democratico.
      3) Ne consegue che: sia Cereal Killer in rappresentanza di Veganzetta, sia Mariangela in rappresentanza di se stessa e/o anche di altre/i, sia Aristarco in rappresentanza di se stesso e/o di altre/i, hanno piena facoltà di esprimere il proprio parere senza che tu debba continuamente intervenire manifestando la tua delusione nei confronti non di chi fa pubblicamente un’affermazione, ma di altre persone.

      12 gennaio, 2014
      Rispondi
  19. Aristarco ha scritto:

    Cereal Killer
    Nel momento stesso che si apre un blog, si accetta implicitamente di ospitare pensieri, idee, opinioni, commenti, ecc. che non collimano con la propria ideologia e finanche con la propria sensibilità.

    Altrimenti, si fa un sito “pubblicitario-informativo” in cui si spiegano le proprie idee, ma senza spazio per i dibattiti.

    12 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Infatti è per questo che tu come le altre persone puoi scrivere su questo sito. Ed è anche per questo motivo che vengono riportate posizioni altrui, e questo non dovrebbe essere un problema per nessuna/o (nemmeno per te che hai la fastidiosa abitudine di fare di tutta l’erba un fascio).

      12 gennaio, 2014
      Rispondi

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