Il fine non giustifica i mezzi: una risposta a Caterina Simonsen


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caterina-simonsen
Due esseri senzienti con la stessa voglia di vivere, riposano insieme

La fine del gennaio 2013 è stata caratterizzata da una forte polemica nata dalla notizia che sui social network, presunti animalisti hanno augurato la morte a una ragazza affetta da rare patologie, che pubblicamente si è espressa a favore della sperimentazione sugli Animali per fini medici. A prescindere da come finirà questa triste storia, Veganzetta ha voluto intervenire per fornire una chiave di lettura dell’accaduto in condivisione anche con altre realtà antispeciste. Di seguito il testo del comunicato con il quale si sono prese le distanze da metodi intimidatori e vergognosi, e da posizioni inaccettabili e strumentali a favore dello sfruttamento animale, anche se espresse da chi soffre, ma che non per questo può permettersi di dimenticare la sofferenza altrui.

Adriano Fragano

Vivere nonostante i problemi di salute che l’affliggono non deve essere facile per Caterina, e a lei, contrariamente a quello che è accaduto sul web, va la nostra solidarietà di antispecisti. Avere 25 anni e non poter godere appieno della vita, e dipendere da macchinari e farmaci è una tragedia personale, alla quale però Caterina Simonsen ha voluto rispondere avallando una tragedia collettiva.
La tragedia collettiva di cui parliamo è la vivisezione o sperimentazione animale, come preferiscono definirla coloro che la difendono, comunque la si voglia chiamare, facciamo riferimento a una vergogna per l’umanità tutta, una pratica a cui soggiace un concetto allucinante: il fine giustifica i mezzi; qualunque scelta o azione è lecita pur di ottenere un risultato utile o positivo per chi la compie. 
Caterina dice di amare gli Animali, è vegetariana (cosa lodevole), si fa fotografare abbracciata al suo compagno canino, studia per diventare una veterinaria, insomma la si potrebbe definire una persona a cui stanno a cuore gli Animali, allo stesso tempo per far fronte alla sua situazione difficilissima, e umanamente comprensibile, non esita a utilizzare metodologie derivanti dallo sfruttamento degli Animali. Ma chi non lo farebbe se fosse al suo posto? Ben pochi avrebbero il coraggio di spingere la propria coerenza personale sino a tali limiti. Se quindi di comprensione e di empatia si può parlare in questo caso, non possiamo, in tutta onestà, condividere il suo appello in favore della strage di milioni di Animali in nome di un “bene supremo” che sarebbe la salute umana (e nello specifico la sua).
Non possiamo e non vogliamo condividere un appello che trasforma una persona umana affetta da rare patologie in uno spot vivente pro-vivisezione, divenendo lei stessa strumento propagandistico (si spera del tutto inconsapevolmente, ma dubitare è lecito) nelle mani di chi gli altri è abituato a strumentalizzarli – a usarli – quotidianamente; e ciò perché siamo assolutamente convinte/i che mai i fini possano giustificare i mezzi. Perché se ciò accadesse, se tale paradigma divenisse consuetudine universalmente condivisa (ma forse lo è già), non ci sarebbe limite alla violenza, alla sofferenza e al dominio sull’altro. Molti in ambito animalista hanno accomunato le pratiche mediche naziste inflitte agli ebrei ai protocolli sperimentali con l’utilizzo di Animali, se il paragone può sembrare esagerato o retorico (ma del resto adeguato alla situazione visto e considerato che la stessa Caterina ha usato pubblicamente il termine “nazi-animalisti”), a sgombrare il campo dagli indugi basterebbe elencare le numerose conoscenze mediche, biochimiche e fisiologiche, le sostanze chimiche, che ancora oggi vengono utilizzate per il “bene supremo” umano, e che sono derivanti da torture inflitte agli ebrei nei campi di concentramento e sterminio nazisti: come il comune test di Clauberg sulla fertilità (per maggiori informazioni si legga: www.veganzetta.org/?p=3756), o sostanze di derivazione ormonale come il Progynon e il Proluton, largamente impiegate nei casi di sterilità e di rischio di aborto nella donne; sostanze che possono salvare la vita di un nascituro, o dare la gioia a una persona di avere un figlio. Chi siamo noi per giudicare delle persone che ricorrono a queste soluzioni nella speranza di guarire da una patologia che le ha colpite? Ma allo stesso modo chi siamo noi per giustificare i metodi raccapriccianti che hanno portato alla messa a punto di tali sostanze? Per Caterina le medicine che assume significano vivere, per molti altri esseri senzienti hanno significato dolore e morte. Caterina diviene vittima di malattie che possono, a oggi, essere curate solo con sostanze che hanno causato vittime non umane a migliaia: lei non ha colpa di tutto ciò. Ma ne diviene complice nel momento in cui decide di difendere pubblicamente tali metodi: non ne ha alcun diritto né come persona umana, né come malata. E’ questo il suo grande errore, ed è questo che non possiamo e non vogliamo condividere, e che anzi condanniamo fermamente. Nessun fine può giustificare i mezzi, nessuno oserebbe affermare ciò che afferma Caterina se le vittime sacrificali fossero i propri cari, la propria famiglia, o anche il proprio Cane (lo stesso della foto di cui si parlava prima, per esempio), questo perché saremmo colpiti nei nostri sentimenti, nei nostri affetti più profondi: meglio che accada ad altri, lontani, distanti da noi, diversi. In fin dei conti le vittime di Clauberg erano per i nazisti “solo ebrei”, quindi meno che umani, e le vittime dei farmaci che assume Caterina erano “solo animali”, quindi nemmeno umani.
Di sicuro molte persone si sentono più sicure perché protette da eserciti e da servizi segreti pronti a tutto pur di difendere un determinato modello di vita, anche a costo di torturare Umani, di imprigionarli, di ucciderli, di richiuderli ed espellerli come si fa con oggetti non desiderati. Ma ciò può essere sopportato solo da chi da queste vergogne trae giovamento, da chi ha la fortuna di trovarsi dalla parte del più forte. Ma a quale prezzo? Ci sarà mai fine a questo macello quotidiano che smembra Animali, Umani e il Pianeta stesso? E’ questo egoismo assurdo che abbiamo il dovere morale di sconfiggere, partendo da chi è l’ultimo degli ultimi: il non umano, vittima anche delle cure che salvano Caterina e in definitiva tutte/i noi.
Vorremmo vedere il sorriso di Caterina senza una maschera di plastica, ma allo stesso tempo vorremmo che tale sorriso non significasse lo strazio di milioni di altri esseri senzienti che hanno il suo stesso diritto a vivere una vita serena. Affermare che ora non si può fare altrimenti non può essere una giustificazione, sarebbe solo una resa ipocrita e una degradazione morale. Una scienza priva di un’adeguata riflessione etica è solo un’aberrazione della nostra propensione alla conoscenza, e può solo generare mostruosità, ingiustizie e dolore. La fine della sperimentazione sugli Animali non è una questione legata al superamento di necessità contingenti, ma è meramente una questione di volontà.
Per quanto esposto ci dissociamo da chi augura la morte a Caterina Simonsen, ma anche dalla sua presa di posizione a favore della tortura animale.

Saluti antispecisti.

Veganzetta
Campagne per gli animali
Dariavegan blog
Forumetici

Gallinae in Fabula
Ippoasi

Manifesto antispecista
Mappa Vegana Italiana
Progetto Vivere Vegan
Veganierranti


AGGIORNAMENTO 30/12/2013: Ippoasi – fattoria della pace, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Ippoasi


AGGIORNAMENTO 31/12/2013: Progetto Vivere Vegan Onlus, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Progetto Vivere Vegan


AGGIORNAMENTO 31/12/2013: Dariavegan blog, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore a Daria.


AGGIORNAMENTO 09/01/2014: Veganierranti, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Veganierranti.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/i1xDh

64 Commenti

  1. Paola Re ha scritto:

    E’ il miglior comunicato in circolazione su questa vicenda. Avete toccato tutti i punti che erano da toccare con la delicatezza e la competenza che vi contraddistinguono sempre.

    29 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Cara Paola, grazie per il tuo appoggio. Vedremo se i media saranno così corretti da dare spazio a questa replica e non solo a ciò che fa loro comodo

      29 dicembre, 2013
      Rispondi
  2. Paola Re ha scritto:

    Per la cronaca, oggi al TG delle ore 13 di RAInews24 è stato ritrasmesso per l’ennesima volta il video di Caterina, senza alcun contraddittorio, nemmeno un cenno alle parole di Susanna Penco apparse ieri sera al TG1 e al TG2. Sempre di RAI si tratta e spesso RAInews24 riprende i servizi delle altre reti RAI ma stavolta no. Sarà un caso? Forse come sarà anche un caso che nella recente settimana della maratona Telethon RAInews24 abbia tenuto la bandierina Telethon esposta in bella vista per tutta la settimana sul banco dei giornalisti, in modo che gli spettatori potessero essere ben farciti di quella persuasione occulta che li portasse a pensare che Telethon fa del gran bene a tutti proprio sperimentando sugli animali… per non parlare delle trasmissioni che hanno aderito alla maratona. E poi “I giorni della ricerca” di AIRC e poi mele, gardenie, azalee, stelle di Natale dei vari AISM, AIL… tutti aiutati dalla RAI con inviti a comprare, offrire… per finanziare la ricerca, ovviamente la ricerca di cui parla la povera Caterina. E sarà pure un caso che in RAI non sia mai passato lo spot di Almo Nature per sostenere Stopvivisection. E’ tutto drammaticamente collegato, ma noi al dramma siamo talmente abituati che supereremo anche questa.

    29 dicembre, 2013
    Rispondi
  3. Aristarco ha scritto:

    Mi spiace, ma non concordo con quanto è affermato in questo intervento. Io sento di avere il diritto di fare quanto è in mio potere per cercare di ridurre la sofferenza dei miei simili. E se ciò comporta l’effettuazione di ricerca sugli animali, io la perorerò e la finanzierò (con – ad esempio – contributi a Telethon, AIRC, Istituto Negri, ecc.). Non cercherò neppure di minimizzare il coinvolgimento degli animali in nessun modo, perché il fine è troppo importante. Ho una persona cara, proprio in questo momento, in balia di una malattia gravissima a probabilissimo esito infausto. E Lei mi chiede, di fronte alla ricerca per trovare una cura per la malattia che affligge la mia parente, di avere rispetto nei confronti di topolini? Ma vada ad indignarsi prima per le campagne di derattizzazione, e poi ne riparliamo!

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Lei pensa ai fatti suoi e fa bene: prima i nostri interessi, poi – se c’è tempo e voglia – quelli degli altri. Del resto c’è gente che per salvare il posto di lavoro, per curarsi, o semplicemente per parcheggiare l’auto non esiterebbe a usarle violenza o anche ad ammazzarla, e come biasimarli? Il concetto è lo stesso che lei tanto candidamente esprime, perché dovrebbe essere valido solo per i suoi interessi?
      In una società egoistica e votata al disimpegno etico ciascuno di noi è un ingranaggio, la “fine del topo” può toccare a tutti, nessuno escluso. Noi ci indignamo – e molto – anche per le derattizzazioni.

      30 dicembre, 2013
      Rispondi
  4. Dorogh ha scritto:

    @Aristarco: hai tutta la mia comprensione, ho subito una perdita recentemente per colpa di una malattia ancora incurabile. Tanti auguri, non so quale patologia affligge la tua persona cara, ma spero che tutto si risolva.

    @CK: Ti rendi conto che hai paragonato un’azione routinaria come il parcheggiare con un dramma quale una persona cara con una malattia incurabile o difficile da curare? Mi sembra di capire che non hai mai avuto un caso del genere altrimenti capiresti (auguro il massimo della salute a te tutti i tuoi cari, per carità) e in ogni caso penso tu debba delle scuse ad Aristarco. Inoltre se si trovasse una cura per la persona cara di Aristarco non pensi che magari potrebbe essere utile anche per altre persone che soffrono della stessa patologia? Allora non è più un interesse personale…

    L’articolo era partito bene peccato che poi l’avete fatta figurare come una povera scema. Caterina non fa una campagna pro-vivisezione, semplicemente dice che senza di essa la sua malattia l’avrebbe uccisa da tempo, quindi è una difesa, che è diverso. E lei non è l’unico esemplare con questa patologia, quindi sta difendendo la vita di una categoria di persone, e già non è più una difesa egoistica solo per se stessa.

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      @Dorogh tu cosa ne sai delle vicende personali e familiari di chi scrive?
      Pensi che animalisti e antispecisti vivano sotto una campana di vetro?
      Non si può confondere la malattia e la sofferenza con il disinteresse e l’egoismo, è troppo comodo. Noi non auguriamo la morte a nessuno, né ai malati Umani, né agli Animali, non vogliamo scegliere – contrariamente a chi è pro vivisezione – e chiediamo una società etica e giusta. Caterina Simonsen non fa campagna pro-vivisezione? Questa è un’affermazione semplicemente asurda, la fa eccome. E interviene anche in proposito del metodo stamina, ci si è mai chiesti il perché? La cosa triste è sfruttare la malattia di questa ragazza per perorare la causa delle multinazionali.

      30 dicembre, 2013
      Rispondi
  5. Dorogh ha scritto:

    @CK lo so perchè ci sono passato e so quello che si prova. Dire ad un gruppo di persone che non possono curarsi perchè non si può sperimentare su animali mi sembra veramente poco etico, soprattutto dopo che quelle persone hanno lavorato una vita e contribuito alla rete dei fabbisogni, ha contribuito con il pagamento delle tasse, hanno creato una famiglia etc. Chi esige delle cure non è egoista, fa semplicemente valere i propri diritti. Poi se vogliamo dire che un topo o un ratto che ha vita media di 1/2 anni che spesso infesta le città e porta anche infezioni ha gli stessi diritti di malato di SLA, allora faremmo meglio a tornare con la clava nelle caverne.

    La derattizzazione è un argomento che ho molto a cuore. Io vi proporrei (veramente non sono ironico), di ottenere prima l’abolizione della derattizzazione (anche se non condivido). Anche perchè la derattizzazione, parlando con un addetto di una ditta, produce molti più morti della SA e in modi molto più atroci. Adesso non posso darti dei valori precisi ma ti assicuro che muoiono più topi avvelenati che “””vivisezionati”””.
    Quando avrete ottenuto l’abolizione di tutti e derattizzatori eticamente più scorretti a mio avviso allora potrete cominciare la lotta all’abolizione della SA.

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    La liberazione animale procede di pari passo su moltissimi fronti, non esiste un “prima” e un “dopo” se non nelle menti delle persone che vogliono gerarchizzare ogni vicissitudine umana per meglio controllarla

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
  7. Aristarco ha scritto:

    @Cereal Killer del 30 dic 2013 alle 13:50. Esiste invece un “prima” e un “dopo”: è nella logica delle cose e…. ci mancherebbe altro! Io non se se l’Umanità sia in procinto di imboccare una strada che porterà all’abolizione di ogni sfruttamento animale. Però – ai miei occhi – appare chiaro che prima di abolire la sperimentazione animale, voglio vedere l’abolizione degli allevamenti, ma non di quelli intensivi. Ma di tutti gli allevamenti animali, compresi quelli che producono la materia prima per le scatolette di cibo per gatti. Voglio quindi, in altre parole, l’abolizione dei gatti domestici. Non è ammissibile che vi siano allevamenti per produrre carne per gli animaletti da compagnia. Ovviamente, anche il cane, amici dell’uomo, dovrà diventare vegano. Prima di abolire la sperimentazione animale, voglio vedere tutta l’Umanità diventare vegana. Prima di abolire la sperimentazione animale, voglio vedere aboliti tutti gli animali nei circhi, così pure nei cinodromi, negli ippodromi, e in tutte le sagre in cui compare un animale, a cominciare dalle corride per finire con il Palio di Siena e la corsa dei maiali di Bassiano. Prima di abolire la sperimentazione, voglio vedere, come già detto, la proibizione della derattizzazione e della disinfestazione da blatte, vespe, zanzare, pappataci, ecc. (non si vorranno fare delle discriminazioni fra animali, come avviene nella “Fattoria degli Animali”, nevvero?). Prima di abolire la sperimentazione animale, voglio vedere l’abolizione degli usi per i vestiti degli esseri umani e quindi non voglio vedere scarpe e cinture di cuoio o borsette di pelle, o pellicce o divani in pelle. Quando avrò visto realizzarsi tutte queste cose e qualsiasi altro impiego degli animali, allora si dovrà ovviamente prendere in considerazione l’abolizione della sperimentazione animale. Si ricordi comunque che l’utilizzo degli animali nell’ambito della sperimentazione medico-scientifica rappresenta certamente di gran lunga l’impiego degli animali più nobile e più irrinunciabile che esista.

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
  8. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    L’antispecismo prevede che non esistano più Animali “da” (compagnia, reddito, sperimentazione, lavoro…) e quindi il futuro antispecista sarà privo di Animali nelle case o nei giardini, ma ricco di Animali che si potranno incontrare liberi e coin cui ci si potrà relazionare in modo paritario. Essere antispecisti e dar da mangiare carne agli Animali con cui si convive è una contraddizione. Gli Animali ad ora presenti nelle case sono Animali ospitati e salvati da condizioni di disagio, dal pericolo o dalla morte. La situazione attuale, quindi, è assolutamente legata alla società in cui viviamo. Chiaramente la caccia, le feste con Animali, zoo ecc… sono tutte cose che dovrebbero scomparire, ma non esiste un prima e un dopo, non si può considerare un Animale che soffre in un laboratorio meno importante o meno “necessario” di un altro, c’è quindi chi si occupa di circhi, e chi di vivisezione. Non si può essere antischiavisti solo per coloro che sono meno necessari.

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
  9. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    AGGIORNAMENTO: Ippoasi – fattoria della pace, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Ippoasi.

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
  10. Aristarco ha scritto:

    @Cereal Killer
    Grazie, intanto, per le cortesi risposte, nonchè per l’ ospitalità nel Suo sito. Però, mi permetta alcune domande:
    1) Lei davvero pensa a un “tempo zero” dopo il quale tutta l’Umanità diventa improvvisamente animalista e – ad esempio – vegana? Tutto d’un colpo, dall’ oggi al domani? Ad esempio, il 23 ottobre 2019… tutti ad abbassare definitivamente le serrande delle macellerie, per non riaprirle più?
    2) Le assicuro che non voglio essere polemico, con questa domanda. Le assicuro che è pura curiosità.
    Comprendo che Lei voglia attribuire sostanzialmente pari dignità agli animali.
    Gli animali – se ho ben compreso il Suo pensiero – non devono essere “mezzo” dell’ uomo.
    Ma nella parola “animali” c’è dentro di tutto.
    L’ ombrello dei diritti sotto il quale vuole mettere a protezione gli animali, prevede eccezioni? Ad esempio, zanzare? Tenia saginata? Dracunculus medinensis? scarafaggi?
    3) Ammettiamo che la protezione assoluta degli animali possa favorire una esplosione demografica di animali pericolosi (lupi, tigri, leoni, ecc.) e che si assista ad attacchi ripetuti da parte di queste fiere nei confronti di esseri umani (cioè che si riproponga – ad esempio – ciò che – come è assai noto – è avvenuto nella zona del Gévaudan [oggi Lozère], tra il 1764 e il 1767, con centinaia di uccisioni e ferimenti di uomini e animali domestici), Lei che cosa suggerirebbe di fare?

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie a lei per il confronto che è sempre indispensabile.

      1) No, sarà un processo lungo e graduale, ma potrebbero esserci dei passaggi ben definiti come per esempio la chiusura di tutti i macelli, un fenomeno economicamente non impossibile a giudicare dalle famose riconversioni industriali operate dalle fabbriche di armi dopo le due guerre mondiali, e in definitiva anche in questo caso si tratta di chiudere lager e aziende che causano morte e sofferenza.
      2) Si tutti per quel che per noi è umanamente possibile, o perlomeno deve essere garantito il principio di uguale diritto a un’esistenza adeguata alle caratteristiche specie specifiche, questo anche se poi nel concreto sarà impossibile attuarlo del tutto. E’ chiaro che sarà necessaria una grande conoscenza della biologia, non finalizzata allo sfruttamento – come accade oggi – ma alla comprensione per instaurare un’adeguata convivenza.
      3) Gli altri Animali senza l’Umano si regolano benissimo, non siamo certo noi a fungere da regolatore ambientale, bensì ne causiamo la scomparsa o li spostiamo in luoghi diversi dal loro abituale areale di distribuzione con pesanti ricadute sull’ambiente. Del resto la nostra specie è presente sul pianeta da un lasso di tempo molto breve, prima i viventi riuscivano a regolarsi egregiamente a giudicare dai fossili rinvenuti.
      Per quanto riguarda i rapporti con gli altri Animali esiste già una proposta scritta con cinque semplici principi atti a regolare i rapporti interspecifici: http://www.manifestoantispecista.org/web/
      Uno di questi principi è quello dell’autodifesa che ovviamente dovrà essere proporzionale all’offesa.
      Buona lettura

      30 dicembre, 2013
      Rispondi
  11. Ezio ha scritto:

    Mi spiace ma su questo fronte, alcuni punti non li condivido assoluttamente.
    La ragazza, se ci fossero o sapesse di alternative, temo sarebbe la prima a rinunciare a certe situazioni.
    Come pure giocare con il lessico non è corretto: vivisezione e sperimentazione animale, non sono la stessa cosa…
    Davvero vorrei VEDERE con cosa tutti coloro che le hanno augurato la morte si curano, si vestono, CONSUMANO.

    Che già il solo fatto di essere qui, in questo luogo virtuale, per me almeno, ma spero anche per chi scrive, vuol dire portare a difesa degli animali, migliaia di bimbi congolesi ridotti a diventar guerrieri per il principale materiale usato e sacrificati per attaccare una ragazza che dal suo punto di vista, non ha alternative.
    Che qualcuno si presenti con la soluzione alla sua porta, documenti che l’offerta è rifiutata e poi si può essere pratici più che ideologici.
    Anche se alcune fonti son vecchie, se ne parla poco, troppi intaressi, in congo i bimbi continuano a morire per il nostro essere sociali, per apparire noi paladini di altri…

    Mi spiace i conti non mi tornano, in questi atteggiamenti non ci trovo nulla di molto evoluto…

    Proprio perchè “non si può considerare un Animale che soffre in un laboratorio meno importante o meno “necessario” di un altro” nemmeno se avviene in un territorio di guerra, per poratre avanti le nostre battaglie sociali.

    http://bit.ly/1fWaGq1

    http://bit.ly/18U3Hi8

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ci si batte per l’ideale antispecista si batte contro ogni forma di dominio, violenza e sopraffazione di esseri senzienti, ivi compresi gli Umani e quindi anche i bambini congolesi. Non siamo noi a fare differenze e categorie.

      30 dicembre, 2013
      Rispondi
  12. Leyla ha scritto:

    Questi sono gli antispecisti. Che differenza rispetto agli “animalari”. Che sollievo leggere parole così misurate, precise e consapevoli. Grazie!

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
  13. graziano ha scritto:

    Domando: ma i vegani si lavano i denti? Lo chiedo perche’ ogni volta che ci laviamo (i denti, e il resto) ammazziamo una miriade di esseri viventi (germi, batteri…) Che secondo quanto leggo avrebbero lo stesso diritto alla vita degli uomini. O ancora, le donne vegetarie e vegane si truccano? Chiedo questo perche l’industria che piu fa uso della ricerca tramite SA e’ quella dei cosmetici. Personalmente penso che farei di tutto per salvare una vita umana, se lo stesso non significa sacrificare altre vite umane. Saluti

    30 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      I batteri sono esseri viventi privi di un sistema nervoso, con questo non significa che non siano importanti, ma semplicemente che non sono esseri senzienti, l’antispecismo si occupa di esseri senzienti, ossia che possono provare sensazioni, paura, dolore ecc.. la differenza è sostanziale. le donne vegane che vogliono truccarsi usano già da molto tempo prodotti privi di sostanze animali e non testati.
      Leggendo questa guida potrai farti un’idea della questione: http://www.viverevegan.org/web/guida/

      30 dicembre, 2013
      Rispondi
  14. Betty ha scritto:

    Vivisezione e sperimentazione animale…non sono uguali…non trovo nulla di diverso!!! A voi che siete cosi legati alla sperimentazione animale ( =vivisezione) i farmaci che prima testano su animali poi prima di metterli sul mercato li testano sui poveracci dei paesi poveri! Quindi prima di parlare di essere a favore o no, vi prego informatevi, perchè x trovare una cura x voi non ci vanno di mezzo solo gli animali..

    31 dicembre, 2013
    Rispondi
  15. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    AGGIORNAMENTO 31/12/2013: Progetto Vivere Vegan Onlus, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore alle amiche e agli amici di Progetto Vivere Vegan

    31 dicembre, 2013
    Rispondi
  16. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Si riceve e si pubblica:

    ————————————————–

    Gentili giornalisti

    intendo commentare i vari servizi radio, TV e l’articolo del 30 dicembre apparso su La Nazione a favore della sperimentazione animale che offre ai vivisettori, su un piatto d’argento, la storia della loro cavia umana: Caterina.
    Cavia perchè buttata in pasto all’informazione, perchè subdolamente ricattata non per aiutare lei ma per sostenere, in un momento di feroce critica, quella pratica crudele che è la vivisezione. Quella pratica barbara, indegna dei più alti valori umani, che trova in altre vite, quelle deboli e indifese, la materia prima per alimentare interessi miliardari quando già è possibile studiare, promuovere, incrementare, utilizzare metodi moderni, tecnologici, e maggiormente predittivi perchè basati sulla certezza scientifica e non sull’approssimazione.

    Gli animali non hanno colpa delle quattro malattie genetiche di Caterina.
    Noi li utilizziamo perchè sono i nostri schiavi come prima lo erano gli africani. Gli animali sono oggetti anche se urlano, strumenti anche se si dibattono. Come gli schiavisti di un tempo che imponevano di non chiudere le fabbriche dove si fabbricavano fruste e catene perchè altrimenti i bravi padri di famiglia bianchi sarebbero rimasti senza lavoro, ora diciamo: non smettiamo di torturare, uccidere, sezionare, avvelenare, amputare, ustionare….. gli animali perchè altrimenti gli uomini non potranno più disporre di cavie per guarire delle loro malattie.
    Il risultato è lo stesso, stesso il principio alla base del comportamento: sono inferiori, noi superiori, loro non possono difendersi, noi possiamo sopraffarli, la loro vita è nelle nostre mani, noi siamo i loro padroni, possiamo fare di loro ciò che vogliamo.

    Questa mentalità di sopraffazione dell’uomo lo ha portato ai maggiori crimini, pensiamo al nazismo, pensiamo alle guerre di religione, pensiamo alle donne oggetto e preda, pensiamo a tutte le categorie deboli, anche umane, a cui abbiamo tolto la dignità e la vita.
    Lo ha detto Einstein: “Quando si tratta della verità e della giustizia non c’è distinzione fra i grandi problemi e i piccoli perchè i principi generali che riguardano l’azione dell’uomo sono indivisibili”.
    Lo dice il Vangelo – Matteo 13,1-23 “Una parte del seme cadde fra le spine; le spine crebbero e lo soffocarono, ed esso non fece frutto.” La vivisezione è il cattivo seme che cade tra le spine del dolore degli innocenti..

    Dovremmo dire basta allo sfruttamento e alla violenza nei confronti di ogni essere vivente, oltre che creare la vittima, creiamo il carnefice che, ipocritamente e “razionalmente”, non riconosciamo in noi. Sappiamo metterci nei panni di chi torturiamo, di coloro a cui strappiamo urla e angoscia? Di coloro che “sanno soffrire” a cui imponiamo secondi, giorni, mesi infiniti di tremendo strazio?
    Chi non prova empatia non può chiamarsi umano.
    Se umanità significa amore e compassione e vogliamo restare umani, chiamarci umani, vestirci di valori, cambiamo sistema, avanziamo verso una scienza che sposi l’etica altrimenti sarà come la scienza dei nazisti, muta il soggetto ma non lo spirito barbaro, crudele, indegno che la nutre.

    Susanna Penco ricercatrice, biologa, malata come Caterina, potrebbe dire la sua in merito alla vivisezione, razionalizzare il concetto di ricerca come, con tanta ingenuità, chiede Caterina. Ascoltiamola, contattatela per onestà di informazione, per quel pluralismo deontologico che vi impone di far parlare ogni opinione e non soltanto quella di Garattini e dell’ industria farmacologica i quali suggeriscono la loro verità all’orecchio di una ragazza malata e quindi fragile.
    Costoro riescono a spiegare come, nonostante decenni di sperimentazione, milioni di animali sacrificati, miliardi di euro sprecati, il cancro e altre gravi malattie siano sempre lì ad attendere le loro vittime? Non viene il dubbio a questi scienziati tanto razionali che potrebbe essere sbagliato il percorso, che la strada dell’approssimazione, del diversamente complesso, dell’ipotesi anzichè della certezza, sia una strada sbagliata? Un’allucinazione nel deserto?

    Riflettiamo senza pregiudizi. Una scienza etica è il massimo valore dell’uomo degno.

    Mariangela Corrieri
    e amici

    31 dicembre, 2013
    Rispondi
  17. Dariavegan ha scritto:

    Grazie di questo comunicato!!
    Anche il blog di “Dariavegan” aderisce a questo comunicato!
    Grazie ancora,
    Daria

    31 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie mille, aggiorniamo l’elenco delle adesioni al testo.

      31 dicembre, 2013
      Rispondi
  18. Aristarco ha scritto:

    @Cereal Killer del 30 dic 2013 alle 19:07
    Grazie per le risposte, che però ho trovato un tantinello elusive :-(
    Mi scusi, ma la sua prima risposta mi è sembrata incoerente.
    Certamente non sarò stato in grado di interpretarla correttamente.
    Lei scrive testualmente di un processo lungo e graduale e di passaggi ben definiti come per esempio la chiusura di tutti i macelli. Benissimo. Quindi asserisce la stessa cosa che afferma il sottoscritto. E cioè, che – ammesso e non concesso che l’Umanità stia imboccando un percorso a tappe forzate per abolire il concetto di animale come mezzo al servizio dell’uomo – vi siano obiettivi a corto raggio. E allora vi chiederei di concentrare i vostri sforzi su quei obiettivi. E invece vi vedo infervorarvi apparentemente solo contro la sperimentazione sugli animali. Questo mi dà disagio. La vostra visibilità arriva all’acme quando vi scagliate contro la Scienza. Non vi ho mai visto inscenare un sit-in davanti a una industria che produce divani in pelle (occhio: non ho nessun particolare pregiudizio contro proprio i divani in pelle: si tratta solo di un banale esempio, fra gli innumerevoli che posso fare). Come mai non vi vedo alzare la voce contro le ditte che producono divani in pelle? O scarpe do cuoio? O prosciutti e mortadelle? Senza offesa, ma mi sembra che ciò che fa perdere di credibilità – almeno ai miei occhi, s’intende – al movimento animalista fa riferimento al fatto che apparentemente il vostro sforzo massimo è indirizzato contro l’uso degli animali di gran lunga più nobile, elevato e utile, da ogni punto di vista.
    Anche alla seconda risposta mi è sembrata elusiva.
    Le ripropongo la domanda e Le chiedo di rispondere con un semplice si o con un semplice no: si devono tutelare, oltre a cani e gatti, anche zanzare? Tenia saginata? Dracunculus medinensis? scarafaggi?
    Anche la terza risposta non mi sembra chiara.
    E non dobbiamo sopravvalutare la nostra capacità di creare disordini ecologici ed estinzioni di specie animali.
    La stragrandissima maggioranza delle specie animali che si sono affacciate alla vita su questo pianeta si sono già estinte, e ciò è avvenuto in epoche in cui l’Uomo non era ancora apparso.
    Buon 2014 a tutti.
    Con un augurio di buona salute. Così che, tra l’altro, non vi sia la necessità di far riferimento a quella Scienza Medica che deve così tanto alla sperimentazione animale.

    31 dicembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      La prima risposta è del tutto ovvia, come ogni cambiamento culturale e sociale si potrà realizzare una società antispecista quando la massa di persone che aderiranno a questa nuova idea sarà considerevole, al momento non è così, pertanto siccome non si sta parlando di colpi di stato o di golpe militari, è chiaro che il tutto dovrà avvenire per gradi.
      La gradualità è quindi dovuta a mere questioni quantitative e non qualitative o riguardanti la tipologia di sfruttamento.
      Non ci sono obiettivi a corto raggio, né priorità, si avanza di pari passo, non è meno importante un Animale che soffre in un circo piuttosto che uno che soffre in un allevamento o un laboratorio.
      Non ha mai visto animalisti inscenare sit-in davanti a macelli, negozi di pelle e pellicce o altro? Faccia una piccola ricerca sul web e vi potrà trovare mille esempi.
      Come potrà facilmente immaginare gli ambiti di sfruttamento degli Animali sono numerosissimi, non è che si possa manifestare di fronte a ogni negozio, le attività svolte però sono moltissime e in ogni città.
      La seconda risposta è chiarissima rispondere con un SI o un NO sarebbe da stupidi, perché anche involontariamente si potrebbe uccidere un Animale (una Zanzara per esempio) e quindi non è possibile rispondere senza argomentare e porre dei distinguo dovuti dal nostro semplice stato di esseri animali viventi in un ambiente complesso che in gran parte ancora non conosciamo.
      La terza risposta è chiara e molto dettagliata, la prego di leggere il documento che è stato indicato e successivamente di porre delle domande se ne ha. Il documento in questione è esaustivo e frutto di un lungo lavoro.

      Buon 2014 antispecista a tutte/i

      Per quanto riguarda la salute si può con un simpatico aneddoto riguardante il famoso commediografo e scrittore irlandese George Bernard Shaw, premio Nobel per la letteratura nel 1925, vegetariano per scelta etica e morto all’età di 94 anni.

      Quando decise di diventare vegetariano i medici che consultò gli pronosticarono una vita di malattie e carenze dovute alla sua scelta alimentare.
      Come ulteriore minaccia gli predissero che senza carne non solo non avrebbe conservato la salute, ma non sarebbe neppure sopravvissuto a lungo. Ma Shaw, da buon irlandese cocciuto e convinto del valore della sua scelta, restò fermo nei suoi propositi.
      In tarda età gli fu chiesto se avesse poi informato questi medici così allarmisti del fatto che le cose non fossero andate affatto come gli avevano predetto.
      Allargando le braccia e alzando gli occhi al cielo egli rispose con la sua consueta prontezza di spirito: “Non ho potuto farlo, perché erano già tutti morti da tempo!”.

      “Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici”
      George Bernard Shaw

      31 dicembre, 2013
      Rispondi
  19. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    AGGIORNAMENTO 31/12/2013: Dariavegan blog, aderisce formalmente al comunicato. Un grazie di cuore a Daria.

    31 dicembre, 2013
    Rispondi
  20. Mario Bonica ha scritto:

    Concordo in pieno. Purtroppo la strumentalizzazione di Caterina ha dato adito anche a squallidi articoli di noti intellettuali come Michele Serra, di cui segnalo un’attenta analisi:

    ANIMALISTI FANATICI E VIOLENTI – ANALISI TESTUALE DELL’ARTICOLO DI SERRA SU REPUBBLICA.

    Già dall’incipit tutto è chiaro. Dichiarazione di principio visibilmente schematica e preconcetta: Caterina è stata massacrata dai “sedicenti” animalisti, secondo quanto “pubblicizzato” a suon di fanfare su tutti i media. Sposto le virgolette dal termine animalisti a quello di sedicenti non a caso: Serra premette l’attributo sedicenti alla fatidica parola animalisti virgolettata, quasi a sottolineare la motivazione della sua solidarietà immediata a santa Caterina martire della cattiveria e della violenza dei sedicenti animalisti, che, come scopriremo con chiarezza qualche rigo dopo, sono tutti fanatici e violenti, fatta eccezione di quei pochi animalisti non estremisti… che sarebbero ovviamente quelli che amano i cani e i gatti, mangiano i maiali e indossano le mucche (come direbbe Melanie Joy)… Chi siano costoro, a scanso d’equivoci, Serra ce lo dice chiaramente quasi alla fine dell’articolo (sia pur tra parentesi, per attutire lo spessore ideologico dell’inciso): sono gli amici di slow-food, quelli dei prosciutti doc e degli allevamenti biologici, i sostenitori dell’uccisione etica e della reificazione degli esseri senzienti in merce “carne”, in quanto da fanatici moderati dello specismo negano senza ombra di dubbio che gli animali siano soggetti portatori di individualità e di diritti. Ovviamente per Serra Michele fanatico moderato dello specismo non esiste alcun dubbio che di Caterine malate come la studentessa veterinaria bolognese ce ne stanno decine e decine in giro per l’Italia, magari ricercatrici pronte a testimoniare l’esistenza di metodi di ricerca alternativi, alle quali nessun media ha dato voce fino a farlo diventare un caso nazionale. E qui davvero non si sa se ridere o se piangere: il termine “veterinaria” diviene una testimonianza di verità (non un dettaglio!), sufficiente a dimostrare che Caterina santa e martire ha ragione ad affermare che la sperimentazione sugli animali è indispensabile a salvare gli umani malati di immunodeficienza… in parole povere, mors tua vita mea!
    L’unica domanda che Serra Michele riesce a porre (a se stesso) in questo contesto di miseria intellettuale è una affermazione di principio travestita ipocritamente da domanda retorica: ma perché tra i fanatici incapaci di affrontare qualunque discussione, i sedicenti animalisti occupino un posto così rilevante? Ovvero, tra tutti i fanatici del mondo, gli animalisti (sedicenti o non sedicenti) sono i più fanatici pericolosi, anche perché nella loro brutalità non sono in grado di comprendere la complessità della natura, che non è schematica né ideologica. E a questo punto si può tranquillamente sfoderare il manganello ideologico finale contro i portavoce più fanatici (ancora!) e sprovveduti del sedicente (ancora!) animalismo: quando Serra Michele li sente parlare non può fare a meno di pensare che costoro stiano creando nient’altro che un orribile tabù retrogrado e irrazionale, evidentemente da combattere e ostacolare in tutti i modi possibili, anche scrivendo articoli in cui domande retoriche e dichiarazioni di principio senza costrutto facciano entrare nella zucca del lettore già ben manipolata dai media che gli attributi da associare al termine animalismo sono, secondo il senso comune, fanatico, schematico, estremista. Un plauso al Serra Michele per il servizio reso ai sostenitori della vivisezione e delle multinazionali del farmaco e della carne, ovvero quegli “allevamenti intensivi” che lui sostiene di voler boicottare… ma senza esagerare!

    1 gennaio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie Mario per il tuo ottimo commento.
      Per chiarezza riportiamo il testo di Michele Serra a cui Mario fa riferimento:

      «L’AMACA» DEL 29 DICEMBRE 2013 (Michele Serra) 29 dicembre 2013

      Solidarietà e affetto per Caterina, la studentessa di Bologna (facoltà di Veterinaria, e non è un dettaglio) massacrata di insulti e minacce di morte da sedicenti “animalisti” per avere osato dire che senza la sperimentazione sugli animali non sarebbe sopravvissuta alla sua grave immunodeficienza. Mi domando spesso perché, tra i fanatici incapaci di affrontare qualunque discussione, i sedicenti animalisti occupino un posto così rilevante. Chi ama la natura, la frequenta, la ammira, ci vive in mezzo, cerca di sentirsene parte, sa che la natura è complessa; non è schematica, la natura, non è ideologica.
      Quando sento parlare i portavoce più fanatici e sprovveduti del sedicente animalismo mi viene da pensare che gli umani, dopo avere soggiogato e manipolato la natura con goffa avidità, oggi tendono a farne un nuovo tabù. Ma tutti i tabù sono retrogradi e irrazionali; e tutti i tabù nascono dal senso di colpa, che è sempre un pessimo consigliere. Il rispetto per gli animali (boicottando, per esempio, gli allevamenti intensivi) è una manifestazione di pensiero evoluto. L’animalismo isterico una devoluzione patologica della cultura umana.

      1 gennaio, 2014
      Rispondi

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