Il delirio della carne finta #1


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cadavere

Domande: Abbiamo davvero bisogno di ricordarci della forma, del sapore, dell’odore della carne? Che tipo di società potrà mai essere quella in cui si emula – rimpiangendolo – il passato attraverso la tecnologia? Nella Silicon Valley riprodurranno artificialmente anche la faccia devastata e fatta a pezzi di un Agnello, per venderla poi sul bancone di una finta macelleria vegan? Vogliamo proprio diventare ridicoli?

Fonte agenzia TMNews

Silicon Valley punta sulla “carne finta”

New York, 3 apr. (TMNews) – Anche negli Stati Uniti, dove hamburger, hot dog e pollo fritto sono elementi centrali della tradizione culinaria, aumenta sempre di più la domanda di “carne finta”, alimenti sostitutivi di quelli di origine animale che vanno ben oltre l’idea di apportare la stessa quantità di proteine, ma che puntano a non far rimpiangere il sapore dei chicken nugget e della maionese fatta con le uova fresche. E’ così che anche Silicon Valley ha deciso di puntare sul nuovo mercato. Dal fondatore di Microsoft Bill Gates, ad uno degli ideatori di Twitter, Biz Stone, passando per uno dei co-fondatori di Pay Pal, Peter Thiel, i grandi nomi della tecnologia stanno finanziando le start up impegnate a elaborare nuovi prodotti vegani, interamente composti da ingredienti derivati dalle piante.

Gates ha già investito in Beyond Meat – una società che punta a produrre i sostituti delle striscette di pollo grigliate e della carne macinata – e in Hampton Creek, una start up di San Francisco che intende trovare l’alternativa vegetale alle uova. Più che esperti del settore alimentare, entrambe le società impiegano scienziati biochimici che stanno studiando al struttura molecolare migliaia di piante e legumi provenienti da tutto il mondo. Hampton Creek ha già individuato una degna alternativa alle uova per la vegana Just Mayo, ma la ricerca continua: ci saranno Just Mayo 1.0 e 2.0. Come fosse un iPhone. (segue)

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/PzmOM

Un commento

  1. Roberto Contestabile ha scritto:

    Quello che si sospettava…è già in atto!
    Le grandi aziende leader del consumismo sono sorde e cieche di fronte ai loro grandi fatturati. Bisogno colpirli sul nervo per fargli capire che i consumatori non sono automi stupidi e condizionabili (purtroppo l’intento è questo…!) ma attenti e responsabili quando vengono informati correttamente ed eticamente. Solo allora i grossi brand e i loro principali distributori si ammalano di tremori esistenziali con la paura di perdere ulteriori risorse economiche, già peraltro in caduta libera. Il marketing è un potente strumento in mano a persone sbagliate che sta causando seri danni a biodiversità e consapevolezza etica umana. Il veganismo rischia seriamente di cadere in una trappola corporativa speculativa. Dobbiamo (oggi) stare molto attenti all’informazione e alla condivisione, per non raccogliere (domani) grossi frutti velenosi.

    26 ottobre, 2014
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