Il Bradipo è “salvo”, ma a che prezzo?


Tempo di lettura stimato:
1 minuto

Tempo fa ci siamo occupati di divulgare una protesta pubblicata da Oltre la specie Onlus relativamente ad un Bradipo detenuto in un negozio per Animali.
La notizia si è sparsa velocemente sul web tanto da far intervenire un noto programma televisivo.
Il risultato è che il Bradipo è stato acquistato dall’associazione “Fondo Amici di Paco” grazie ad una colletta e poi ceduto al Parco Natura Viva di Bussolengo (VR).
Tutti i dettagli sono consultabili al seguente indirizzo: Link alla notizia

E’ tutto finito bene?

Alcune nostre considerazioni: Avremmo voluto un epilogo diverso per questa triste vicenda, ed invece chi deteneva il Bradipo ha avuto ciò che voleva (il denaro) e il Bradipo è finito (sicuramente in un ambiente molto più consono alle sue abitudini e necessità ) in una struttura che in realtà  è uno zoosafari…
Un concetto dovrebbe passare una volta per tutte: gli Animali NON si comprano, non si sfruttano, non si detengono in strutture per fini commerciali.
Questa vicenda ci insegna che anche se con tutte le buone intenzioni si possono compiere scelte sbagliate e deleterie. Il Bradipo andrà  a stare molto meglio (e di questo siamo felici), ma il messaggio che viene veicolato è che con il denaro tutto si può comprare, anche la vita di un povero infelice.

Dal nostro punto di vista il Bradipo doveva essere ceduto senza una controparte in denaro ad un vero rifugio per Animali, solo così la vicenda si sarebbe conclusa in modo davvero positivo.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/a88pg

11 Commenti

  1. Domitilla ha scritto:

    Tutto giusto, ma forse vi sfugge che da 6 mesi associazioni e privati facevano denunce e proteste senza ottenere nulla. Il bradipo, non essendo specie protetta dal CITES, poteva essere venduto. Il Fondo Amici di Paco ha valutato tutte le possibilità  ma non c’erano alternative all’acquisto. Il timore era che dopo che la vicenda era diventata nota a livello nazionale arrivasse chiunque ad acquistarlo. Non esistono “veri rifugi per animali” per accogliere un bradipo, ma ci vuole una struttura come il Parco Natura Viva che ha potuto riprodurre l’ambiente naturale del bradipo. Parlo con cognizione di causa perché sono una delle persone che ha partecipato alla raccolta di fondi per riscattare il bradipo e non l’avrei fatto se avessi saputo che c’erano altre vie. Ma non c’erano. Ho parlato a lungo con Diana Lanciotti che ha gestito personalmente l’operazione e che mi ha spiegato che prima di questa decisione sono state valutate tutte le possibilità . Questa era l’unica fattibile per evitare che il bradipo finisse in mani peggiori. E poi il negoziante si è impegnato a non acquistare più bradipi. Comunque tutto è spiegato per bene sul sito del Fondo Amici di Paco.

    17 gennaio, 2010
    Rispondi
  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Gentile Domitilla,

    Grazie per il suo commento.
    Non ci è sfuggito nulla, infatti noi facevamo parte di uno dei pochi siti web che ha riportato la notizia della protesta telematica di Oltre la specie che ha contribuito all’intervento della Forestale e del programma televisivo Striscia la notizia. Molti altri siti non l’hanno fatto.
    Di rifugi per Animali esotici ne esistono eccome ed anche molto specializzati, ve ne sono molti che non li sfruttano per fini commerciali: sono veri rifugi e non zoosafari. Basta fare una piccola ricerca anche su internet.
    Lei sicuramente ha fatto ciò che ha fatto in buona fede, ma alla fine se è vero che il Bradipo è andato a stare meglio, è anche vero che chi lo deteneva ha avuto ciò che voleva. Una semplice promessa non ha alcun valore: se fosse tutto così facile gli Animali non subirebbero tutto ciò che subiscono quotidianamente.

    18 gennaio, 2010
    Rispondi
  3. Domitilla ha scritto:

    C’è qualcosa che mi sfugge. Secondo voi che cosa bisognava fare, visto che il sequestro non era possibile? E come mai non è stato liberato prima, allora? Il Fondo Amici di Paco ne è venuto a conoscenza grazie a Striscia la notizia, ed è stato possibile per noi sostenitori attivarci subito.
    Per quanto riguarda le strutture da voi richiamate non ce n’erano disponibili, soprattutto in tempi brevi. Il bradipo stava per essere veduto a un privato e se non si acceleravano i tempi ora sarebbe in qualche casa. La trattativa con il negoziante contiene elementi che voi ovviamente non conoscete. Striscia e il Fondo vigileranno sul prosieguo. Sono sicura che si può star tranquilli, almeno per QUESTO bradipo. Non capisco perché criticare chi si è impegnato e ha ottenuto un risultato che nessuno era finora riuscito a ottenere. Non è questione di buona fede, è questione di agire quando è necessario accettando anche dei compromessi per il bene degli animali.
    Domitilla

    18 gennaio, 2010
    Rispondi
  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    La protesta è nata per segnalare e far cessare una situazione insostenibile sia per il Bradipo, sia per i numerosissimi altri Animali presenti in quel negozio.
    Strutture recettive: come già  detto ci sono strutture adeguate sul territorio che non utilizzano gli Animali per fini economici. C’era già  anche la disponibilità . Non serve dire altro a riguardo.

    Striscia e il Fondo vigileranno: benissimo.

    Risultati. chiunque può acquistare Animali, non è certo un risultato eccezionale, volendo basta andare in un allevamento e comprare Animali per poi liberarli, ciò ovviamente salverà  quegli Animali, e nel contempo permetterà  a chi li sfrutta di ricevere denaro per continuare in tutta tranquillità  a sfruttarne degli altri. Pertanto chi acquista Animali non fa altro che alimentare il mercato degli stessi.
    La critica è legittima e riguarda il metodo adottato (che comunque rispecchia anche la visione generale del problema), non si critica l’intenzione sincera e condivisibile di salvare quel Bradipo.

    18 gennaio, 2010
    Rispondi
  5. Domitilla ha scritto:

    Purtroppo sta diventando una discussione sterile che non porta a niente. Se c’erano già  strutture disponibili perché dopo 6 mesi il bradipo era ancora là  ed è dovuta intervenire Striscia la notizia? Sarebbe poi importante sapere quali erano, per una prossima volta. E dopo che è intervenuta Striscia c’era fretta di salvarlo perché come ho già  detto c’era chi stava per acquistarlo. Ho seguito passo passo, giorno dopo giorno, le “trattative” del Fondo, (ero in contatto diretto via mail con Diana Lanciotti) e so quali erano le prospettive e le difficoltà  di cui evidentemente da fuori non è facile rendersi conto. Come dice Diana Lanciotti, meglio salvarne uno subito e dopo passare agli altri. Questa vicenda infatti servirà  anche per far pressione sulle istituzioni affinché legiferino sulla detenzione degli animali esotici non protetti dal CITES. Il Fondo sta operando in tal senso. Finché non c’è una legge che tutela quegli animali, non ci sono altri modi. Ricordo che 6 mesi di proteste e denunce e verifiche da parte di ASL e Corpo Forestale avevano lasciato la situazione invariata. Se preferivate che restasse tale, noi no. Bisogna conoscerle fino in fondo le situazioni per poterle giudicare.
    Grazie comunque per l’attenzione auguri i buon lavoro

    Domitilla

    18 gennaio, 2010
    Rispondi
  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Come giustamente dici tu la discussione sta divenendo sterile.
    I presupposti si sono creati dopo l’ondata di protesta, e non prima chiaramente.
    Il programma televisivo è intervenuto proprio perché c’era gente che stava lavorando sul problema e non di sua spontanea iniziativa.
    Anche noi, come diverse altre persone, stavamo seguendo molto da vicino la questione e c’erano altre opzioni in cantiere (sul posto), ma poi c’è stato l’acquisto e quindi tutto è terminato.
    Non si fa pressione sugli altri e sulle istituzioni con raccolte di fondi per acquisti.
    Le nostre non sono state proteste di 6 mesi: il tutto è partito il 4 novembre 2009: http://www.veganzetta.org/?p=466

    Noi non preferiamo nulla se non la liberazione animale che non si ottiene a suon di quattrini. Ci risulta quindi difficile accettare lezioni di etica in questo frangente.
    Bisogna conoscerle fino in fondo le situazioni per poterle giudicare” è esattamente quello che pensiamo.

    Adriano

    18 gennaio, 2010
    Rispondi
  7. Domitilla ha scritto:

    Non parlavo di vostre proteste (che non conoscevo), ma di quelle su altri siti di altre associazioni. Qualcuno voleva fare un blitz per liberarlo… Erano 6 mesi esatti che se ne parlava. Striscia la notizia era in contatto con altre associazioni, che dopo 10 giorni dalla prima trasmissione si sono tirate indietro. All’inizio doveva essere un’operazione concertata, poi il Fondo si è ritrovato da solo, con l’urgenza di portare via il bradipo prima che fosse venduto a un privato. Il negoziante purtroppo poteva farlo e la legge non poteva impedirglielo.
    La liberazione animale passa a volte attraverso la liberazione di 1 animale, a cui ne seguono poi tante altre. O è meglio: o tutti o nessuno? Vi chiedo di nuovo: voi come avreste fatto? Come pensavate di liberarlo?
    In quanto alla pressione sugli organi politici, proprio due giorni fa la segreteria dell’onorevole Martini ha contattato il Fondo Amici di Paco dopo la lettera inviata da Diana Lanciotti, assicurando la propria attenzione al problema.
    Quello che ancora una volta spiace è vedere le associazioni che si danno addosso l’una all’altra invece di solidarizzare e collaborare. E tutto a scapito degli animali.
    Domitilla

    P.S. Vi chiedo la cortesia di indicarmi un link per conoscere l’elenco dei rifugi che accolgono animali esotici garantendo loro la riproduzione del necessario habitat tropicale.

    18 gennaio, 2010
    Rispondi
  8. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Non stiamo colpevolizzando il Fondo Amici di Paco, ma stiamo semplicemente dicendo che il metodo è sbagliato perché derivante da un principio sbagliato.
    Ogni Animale va liberato, ovviamente, ma comprarlo e darlo ad uno zoosafari non è esattamente una liberazione, Nè serve a dare un segnale preciso alle altre persone. L’attenzione sul caso avrebbe sortito i suoi effetti, ora invece chi voleva verdere il Bradipo lo ha fatto ed ha ottenuto ciò che voleva.

    Se e quando vi saranno novità  dalle istituzioni ne riparleremo.

    Noi non abbiamo dato addosso a nessuno: non stiamo boicottando il lavoro di nessuno e come sito informativo abbiamo dato la notizie sull’accaduto.

    Come già  detto di rifugi che si occupano di Animali selvatici e tropicali ce ne sono molti e sono reperibili in rete. Per quale motivo si dovrebbe “garantire” la riproduzione ad un Animale in gabbia? Il Bradipo dovrebbe riprodursi per generare altri suoi simili costretti a vivere dietro le sbarre tutta la vita? Questa non è liberazione animale.

    Grazie per il confronto.

    Adriano

    18 gennaio, 2010
    Rispondi
  9. Domitilla ha scritto:

    Mi dispiace che non si conoscano i fatti e non si diano informazioni corrette. Il bradipo non è in gabbia, ma in un’enorme serra tropicale che riproduce il suo habitat. Un luogo con un’umidità  dell’85%, proprio come nelle foreste in cui dovrebbe vivere. Io ho visto le fotografie scattate da Diana Lanciotti e il filmato di Striscia dove si vede chiaramente come è sistemato.
    Il Parco Natura Viva è un Centro per la tutela delle specie minacciate. Ospitano, accolgono e accudiscono tanti animai di specie protette (persino caimani…) sequestrati dalle autorità  competenti e affidati a loro in quanto Centro specializzato. Le vostre informazioni forse risalgono a tanti anni fa, prima che il Parco facesse questa scelta.
    Vi rinnovo la richiesta di conoscere queste fantomatiche strutture che potrebbero accogliere un animale così delicato come il bradipo.
    Infine, infine davvero, vi ricordo che il bradipo non essendo specie protetta dal CITES è attualmente oggetto di vendita (finché non arriverà  una nuova legge). Ora invece che in un grande spazio a lui idoneo sarebbe in qualche casa privata, senza il controllo di nessuno. O ancora chiuso in quella gabbia di quel negozio.
    Grazie definitivamente per l’attenzione
    Domitilla

    19 gennaio, 2010
    Rispondi
  10. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Cara Domitilla,
    Forse non hai visto il sito ufficiale del Parco Natura Viva di Bussolengo (VR), se lo avessi fatto avresti notato che è uno ZOO SAFARI (così si definiscono loro): http://www.parconaturaviva.it/

    Il sito è protetto da copyright aggiornato al 2010, quindi non è proprio un sito abbandonato, pertanto le notizie sono recenti.

    Che il Bradipo stia in un ambiente adeguato o no cambia poco: noi non siamo favorevoli agli zoo.
    Tutti gli zoo o quasi accudiscono Animali sequestrati, lo fa anche il “bioparco” di Roma.
    Fa parte della nuova strategia adottata a livello europeo per mantenerli aperti.
    Per quanto riguarda i centri di recupero di Animali esotici basta visitare un qualsiasi motore di ricerca web e cercare “recupero animali esotici”.

    Buona ricerca.

    19 gennaio, 2010
    Rispondi
  11. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Interessante storia che ci arriva da un amico che vive in Inghilterra:

    ——-

    Una storia di Trafford (Greater Manchester)

    La signora Higgins proprietaria del negozio di prodotti animali “Pet Shop Majors” vende un pesce a un bambino di 15 anni. il bimbo paga una sterlina e mezzo e se lo porta via

    Poco dopo arriva la polizia e informa la signora Higgins (66 anni) e suo figlio (47) che sono indagati

    La polizia dice che non è consentito vendere animali ai bambini sotto l’età  di 16 anni

    E spiega alla signora: giorni fa avete venduto un criceto a una bambina “downs”di 14 anni che lo ha

    fatto nuotare in una tazza di caffè bollente. E ovviamente il criceto è morto.

    Conclusione?

    La Signora Higgins deve pagare 1000 sterline ed è consegnata agli arresti domiciliari dalle 18,00 alle 7,00 per sette settimane e gira con un bracciale applicato alla caviglia

    Il figlio è multato di 750 sterline ed è obbligato ad aiutare una comunità  per 120 ore

    Ne viene fuori una buriana mediatica ma le autorità  di Trafford tengono duro.

    Arresti e multe non cambiano.

    Pensate al casino del bradipo….

    4 giugno, 2010
    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *