Il “benessere animale” propugnato dagli allevatori


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maialini

Il filosofo statunitense Tom Regan, nel suo saggio Gabbie Vuote, ci fa notare come coloro che si trovano in situazioni di sfruttamento degli Animali, come ad esempio gli allevatori, una volta sottoposti a critiche o accuse riguardanti il loro trattamento, tentino di difendersi affermando che nelle loro attività viene rispettato il cosiddetto “Benessere Animale” (1). Secondo costoro, infatti, danneggiare un Animale significa ledere a una delle loro fonti di guadagno e quindi, per estensione, al guadagno stesso. Perché mai dunque, un allevatore che basa il proprio profitto economico sulla produttività di un Animale, dovrebbe volerlo maltrattare? In primis, teniamo ben presente che abusi extra-ordinari e violenze deliberate, come botte o bastonate, avvengono comunque all’interno degli allevamenti. Ecco che spesso ci si ritrova ad avere in mano notizie riguardanti eclatanti casi di maltrattamenti, magari ripresi di nascosto dalle videocamere degli attivisti. In secondo luogo, l’allevamento intensivo è finalizzato ad ottenere una produzione elevata, massimizzandola il più possibile. Dovendo però fare i conti con gli spazi limitati che si hanno a disposizione, è perfettamente normale per gli allevatori, sistemare gli Animali in strutture di contenimento molto piccole. Ovviamente gli allevatori non lo considerano maltrattamento. Inoltre, ciò è completamente consentito dalle leggi, che impongono quelli che dovrebbero essere i requisiti per il “Benessere Animale”. Il tema su cui però verte questo articolo, è un altro: negli allevamenti, gli Animali si trovano davvero in condizione di benessere? Per iniziare, forniamo una definizione al termine “Benessere Animale”.
Per poter essere considerato in stato di benessere, un Animale deve poter riuscire a soddisfare liberamente le richieste etologiche proprie della specie a cui appartiene. Senza ombra di dubbio, a specie diverse corrispondono caratteristiche etologiche diverse. Un Maiale, ad esempio, si trova in condizione di benessere quando possiede spazio sufficiente per muoversi liberamente, mangiare, dormire e defecare, quando può rotolarsi nel fango, grufolare per terra, scavare, giocare, fare insomma quello che un Maiale dovrebbe poter fare. Negli allevamenti, questo non può avvenire. E’ impossibile per un allevatore, assicurare benessere agli Animali allevati. Le Scrofe, per fornire un esempio, sono allevate rinchiuse in recinti metallici che le cingono da ogni lato, impedendo loro qualsiasi movimento. Le Galline vivono compresse in gabbie di filo di ferro ammassate in grandi capannoni.
I Vitelli sono legati in box di legno e costretti a nutrirsi di cibo liquido o semi-liquido povero di ferro. In simili condizioni, come si può pensare che questi Animali riescano a soddisfare le loro richieste etologiche? Il “Benessere Animale” propugnato dagli allevatori, quindi, non esiste, semplicemente per il fatto che non ci sono le condizioni per poterlo concretizzare e non potrà neanche mai esserci, poiché l’allevamento prevede il controllo totale degli allevati. Secondo gli allevatori, però, gli Animali sono trattati bene, con amore, rispettando i loro bisogni e nessuno si sognerebbe mai di fare loro del male. Non è dato sapere se ne siano seriamente convinti o se mentano sapendo di mentire.
Curioso inoltre notare, come questi fautori del “Benessere Animale”, siano dall’altro lato, contrari ai diritti degli Animali. Benessere sì, ma diritti no. Già, perché l’allevatore deve poter mantenere ben saldo il suo ruolo dominante e il suo controllo sulle vite altrui. Se agli Animali venissero riconosciuti dei diritti, questo farebbe di loro degli individui autonomi, con una propria vita, una propria libertà e una propria personale esistenza. L’allevatore non potrebbe quindi più sfruttarli. E questo, lui, non può permetterselo.

Samuele Strati

Note:

Tom Regan, Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2005, pp. 144

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/gX3XV

2 Commenti

  1. Bianca Zen ha scritto:

    Condivido x m’è sono mercenari senza scrupoli, l’unica grande importanza è il dio denaro…

    19 gennaio, 2017
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      L’unico benessere che sta a cuore a chi sfrutta gli Animali per profitto, è il proprio.

      19 gennaio, 2017
      Rispondi

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