I palestinesi sono animali


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I palestinesi sono animali, non sono umani, non hanno ragione di vivere“.

La frase non dovrebbe stupire per il semplice fatto che ci sono molte persone che la pensano esattamente così e il razzismo – conclamato, ostentato o strisciante – dell’epoca in cui viviamo, produce sempre più nell’opinione pubblica la crescita esponenziale di sentimenti come l’odio, la paura del “diverso” e la diffidenza, il tutto alimentato da politici e giornalisti che creano ad arte un infinito stillicidio di allarmi, causando un senso diffuso di insicurezza nella società civile.
Queste parole, però, assumono una valenza particolarmente rilevante in quanto sono state pronunciata da Eli Ben-Dahan viceministro della difesa di Isreaele e responsabile dell’amministrazione israeliana nei Territori occupati per il nuovo governo di Benjamin Netanyahu1: è facile intuire con quale spirito – e con quali obiettivi – questo personaggio svolgerà il suo pesante incarico.

E’ utile soffermarsi sull’analisi della frase del viceministro per comprenderne esattamente la portata. Ben-Dahan afferma che i palestinesi sono Animali. In effetti, se si fosse limitato solo a questo, avrebbe perfettamente ragione: i palestinesi in quanto Umani sono Animali, come lo è anche lui e come lo siamo tutte/i. E proprio perché i palestinesi sono Animali (in questo caso umani) andrebbero rispettati e dovrebbero poter vivere in libertà. Il solerte viceministro, però, è andato oltre e ha chiarito il suo pensiero: i palestinesi in quanto Animali non sono Umani e quindi (secondo la sua visione specista, razzista e fascista) non hanno ragione di vivere.
Oltre all’enorme ignoranza che Ben-Dahan palesa in fatto di biologia, si evidenzia chiaramente nel suo ragionamento uno dei pilastri teorici dello specismo umano: gli Animali in quanto tali non hanno diritto alla vita, anzi non hanno ragione di vivere. La gravità e la supponenza di una posizione del genere sono lampanti: le ragioni della vita degli altri non dovrebbe spettare a noi determinarle, come non dovrebbe spettare a noi decidere chi – in base alla specie di appartenenza – può vivere o deve morire. 
Tralasciando per un attimo la questione antispecista, appare scontato che Ben-Dahan utilizzi per propri fini politici la logica del dominio sugli Animali per traslarla ai palestinesi, che equiparati ad Animali non umani dovrebbero subirne la stessa sorte. L’atteggiamento di cui sopra non è purtroppo una novità: è il medesimo di quello tenuto dal regime nazista che decise le sorti di milioni di ebrei – e non solo – durante la Seconda Guerra Mondiale. Ciò che non è scontato –  ma vergognoso e preoccupante al contempo – è il fatto che un viceministro israeliano (ebreo), non abbia imparato assolutamente nulla dalla storia del suo popolo. Ma del resto la nostra specie e ben poco propensa a imparare dai propri errori.
La vicenda di Ben-Dahan racchiude in sé numerose tematiche care all’antispecismo: la volontà di dominio, il diritto ostentato del più forte nei confronti del più debole, l’autoproclamazione a giudici degli altri senzienti, il diverso considerato come inferiore, pericoloso o indegno di vivere… In definitiva Ben-Dahan in una frase concisa riassume la visione antropocentrica, gerarchica e fascista della vita e del ruolo che, secondo tale visione, l’Umano ricopre sul pianeta Terra.
A voler essere realisti la nomina di un personaggio del genere alla carica di viceministro della difesa di uno stato razzista non dovrebbe sconvolgere, è importante però sottolineare – se ve ne fosse ancora bisogno – che il paradigma specista che ci pervade è sempre più chiave di lettura universale per ogni rapporto intra ed extra umano e che è continua fonte di ispirazione per vecchie e nuove ingiustizie e tragedie, anche tra Umani. Siamo noi che creiamo, sosteniamo e legittimiamo (anche e soprattutto con il nostro silenzio colpevole) i sempre più numerosi Ben-Dahan che sono e saranno fonte di infinite sofferenze per Umani e non.

Adriano Fragano

Note:

1) La frase del viceministro israeliano alla difesa Eli Ben-Dahan è riportata dal giornalista Gideon Levy nel suo articolo dal titolo “Gli israeliani si meritano questo nuovo governo” pubblicato da Internazionale numero 1102 del 15 maggio 2015, pagina 38.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/oRAES

13 Commenti

  1. mak ha scritto:

    Veramente un ottimo articolo

    10 giugno, 2015
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  2. sergi ha scritto:

    Egregio Direttore,
    intanto vorrei cogliere questa occasione per esprimerle tutta la mia stima, in quanto sto leggendo in questo periodo alcune sue pubblicazioni che trovo di grande pregio e interesse.
    Fa davvero male leggere di queste dichiarazioni che lei ha citato nell’articolo, soprattutto da parte di un esponente di governo di un Paese democratico, quale Israele.
    Vorrei però invitarla a considerare questo signor viceministro quale realmente egli è: una mela marcia. Che per quanto in alto possa sedere, sempre tale rimane. Non che io abbia particolare ammirazione per l’attuale formazione di governo israeliana, però vorrei che si distinguesse la singola posizione da quella dell’intero parlamento e, soprattutto, da quella di un intero Stato. Nel 2004 feci una breve vacanza studio in Israele e, per quanto all’epoca avendo 21 anni fossi più interessata a locali notturni e bagni di fango nel Mar Morto che a questioni diplomatiche, di giorno partecipavo a numerosi convegni e seminari. Quello che già si respirava all’epoca, da entrambe le parti, era l’auspicata soluzione dei due stati. Sì perché le persone vere, che vivono la quotidianità vogliono la pace. Ma la risoluzione 67/19 del novembre 2012, lungi dall’aver portato qualche minimo beneficio, anzi. E questo semplicemente perché non è stata accordata dalle parti in causa, ma appoggiata da paesi o terroristi, o estremamente poveri (non che sia una colpa ovviamente ma nel senso di manipolabili) o, nella migliore delle ipotesi da Paesi ad (alto?) rischio terrorismo, come ad esempio il nostro. Ecco perché a mio avviso non ha funzionato. Non dimentichiamo che Israele si trova a combattere contro il fondamentalismo islamico e non contro il popolo palestinese, che è Hamas ad usare come scudo umano o come kamikaze a seconda, come tragicamente riportato dalla cronaca in questi anni.
    Mi è dispiaciuto leggere che gli ebrei avrebbero qualcosa da imparare dalla storia: che colpa ne hanno le pecore di essere condotte al macello? È esattamente ciò che è accaduto al loro popolo. Con questo non sto dicendo che la vittima debba trasformarsi in carnefice, altrimenti si entrerebbe in una spirale di violenza senza fine. Ho però personalmente riscontrato un pensiero abbastanza diffuso di questo tipo: ”Beh infondo se si sono fatti ammazzare così un motivo ci sarà…”. Se un motivo esiste è lo stesso per cui decine di miliardi di Animali ogni anno vengono macellati.
    Cordiali saluti, a presto

    10 giugno, 2015
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie sergi per le tue belle parole di apprezzamento e di stima. Grazie anche per i tuoi interessanti e stimolanti contributi a Veganzetta.

      Il viceministro in questione non è una “mela marcia”, non è un’eccezione, ma è un simbolo di continuità.
      Per meglio comprendere la questione sarebbe utile che tu leggessi questo articolo di Gideon Levy: http://www.lintellettualedissidente.it/rassegna-stampa/gli-israeliani-si-meritano-questo-governo/

      Le Pecore condotte al macello non hanno alcuna colpa, non si dovrebbe mai usare una similitudine tra ciò che noi Umani siamo capaci di fare e ciò che sono invece gli altri Animali. La frase pronunciata da un viceministro di Israele è lapidaria e lascia ben poco spazio a interpretazioni e non è certo la frase che potrebbe pronunciare una vittima, ma quella di un carnefice.

      10 giugno, 2015
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  3. sergi ha scritto:

    È solamente un piacere, Cereal, potermi confrontare con voi e vi ringrazio dell’opportunità.
    Sei sicuro di voler sapere la mia opinione sull’articolo in questione? Non ti piacerà.
    Capisco che il giornalista israeliano di sinistra Gideon Levy autore del pezzo, debba anche lui portare la pagnotta a casa, ma a tutto c’è un limite. Non condivido principalmente due cose a partire proprio dal titolo, ma prima vorrei ribadire il concetto che ho già espresso nel commento precedente, ovvero che non sono una particolare sostenitrice dell’attuale formazione di governo e che mi dissocio totalmente dalle insane esternazioni del viceministro. In più vorrei aggiungere che sicuramente il signor Gideon, che potrebbe essere mio padre e che scrive per Haaretz, è senza dubbio più informato di me.
    Dire che Israele si meriti un governo come quello attuale lo trovo alquanto pericoloso, soprattutto perché tale affermazione parte dal presupposto che la maggioranza dell’opinione pubblica israeliana, sia favorevole. Ora non ho ben chiari i risultati elettorali, ma a me risulta che Netanyahu abbia vinto le ultime elezioni con un margine molto esiguo e a fronte di ampie coalizioni. Senza contare che anche i rapporti diplomatici con un alleato storico come gli Stati Uniti ne abbiano risentito. Israele merita sicuramente di meglio e fare del sarcasmo su questo lo trovo fuori luogo. Parliamo allora anche dei governi passati: Sharon e soprattutto Rabin (entrambe premi Nobel per la pace nel 1994), firmatari insieme ad Arafat degli accordi di Oslo nel 1993 e Oslo 2 nel 1995. Tra l’altro io ero a Gerusalemme proprio nei giorni in cui morì Arafat e ricordo il cordoglio di arabi e israeliani insieme.
    Poi se volete potrei portarvi decine di esempi di come la gente comune abbia imparato a vivere in pace fra di loro. Di come amici d’infanzia siano costretti a salutarsi prima di entrare a Bet- Lechem perché la ragazza israeliana non vi poteva accedere, e non il contrario o semplicemente di come al mercato vengano reciprocamente scambiate le valute in shekel dollari e euro senza nessun problema. Non alimentiamo le divisioni, nessuno ne ha bisogno.
    Riguardo alla similitudine tra Pecore al macello e Ebrei ai campi di sterminio non capisco cosa è che non ti torni: è avvenuto esattamente lo stesso, con la sola differenza che le Pecore vi vengono condotte ancora oggi e da molto più tempo. E te lo dico da persona convintamente filo- israeliana – che non significa anti- palestinese, ma casomai “anti Hamas” e inviterei qui a non fare confusione tra vittime e carnefice – e avendo personalmente visitato Yad-Vashem. A questo proposito vorrei anche invitare a non utilizzare più il termine olocausto la cui etimologia greca non è appropriata, ma Shoà (di facile pronuncia anche per chi non avesse studiato l’ebraico), che significa devastazione, annientamento.
    Venendo a noi… sono consapevole che in molti ambienti intellettuali italiani soprattutto di sinistra, Israele non goda di ottima reputazione… però… Però da un movimento di liberazione Animale mi aspetterei che questo non avvenisse. Sull’antifascismo siamo tutti d’accordo e su questo non ci piove. Ma se questo equivale ad antisionismo, come spesso purtroppo accade, allora non posso che dissentire.
    Presumo che rimarremo entrambe delle nostre opinioni (io di certo) per cui non ritengo che replicherò ulteriormente, ma ti pregherei di farmi sapere se la mia posizione può essere compatibile con il movimento antispecista e mi saprò regolare di conseguenza. Grazie per le preziose riflessioni e la condivisione del tuo tempo con me.

    11 giugno, 2015
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Cara sergi,

      Far passare un governo legittimamente scelto mediante libere elezioni per un’anomalia è scorretto. Se non si crede in un sistema elettivo-rappresentativo è un conto, ma se lo si appoggia, allora vige la volontà della maggioranza (inutile in questa sede aprire una discussione sul fatto che ciò sia condivisibile o meno). Il governo Netanyahu ha avuto la maggioranza, è quindi il governo che la maggioranza di chi è andato a votare ha scelto, punto.
      Tu puoi portare tutti gli esempi che vuoi, sicuramente le persone israeliane che sono per la pace e per la giustizia sono moltissime, ma è evidente che chi non lo è pesa di più.
      Nessuno sta parlando di Hamas o di essere da una parte o dall’altra, di sicuro c’è da dire che come non tutti gli israeliani sono a favore di Netanyahu, anche non tutti i palestinesi sono pro Hamas. L’antispecismo è sempre dalla parte dei più deboli.
      Se sei d’accordo sull’antifascismo allora sarai anche d’accordo che i metodi posti in atto da Israele in questi decenni di occupazione dei Territori, sono metodi fascisti.
      Se così non è allora abbiamo concetti del fascismo diversi.
      Veganzetta non è la sede adatta per discutere queste questioni, ci si limita a evidenziare la frase terribile – che veicola posizioni speciste e razziste – di un viceministro di un governo legittimamente insediato in Israele.
      Veganzetta non ha alcun titolo per giudicare se una posizione sia compatibile con l’antispecismo o meno: è possibile solo esprimere un’opinione e dare un’interpretazione per cercare di chiarire il pensiero antispecista. Sul sionismo siamo in disaccordo, trai le conseguenze che credi opportune.
      Ciò che il popolo ebraico ha dovuto subire è mostruoso, ma questo non può giustificare ciò che Israele sta facendo subire ad altri.

      11 giugno, 2015
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  4. Roberto Contestabile ha scritto:

    “A questo proposito vorrei anche invitare a non utilizzare più il termine olocausto la cui etimologia greca non è appropriata, ma Shoà (di facile pronuncia anche per chi non avesse studiato l’ebraico), che significa devastazione, annientamento.”

    Giustissimo, le terminologie sono importanti…ma è anche vero che la maggior parte delle persone non sanno o non capiscono cosa vuol dire Shoà (non certamente è una giustificazione) e quindi è opportuno specificare e menzionare la parola olocausto in quanto più di uso comune e facilmente avvicinabile ad un contesto di genocidio, a maggior ragione se tale genocidio sia ad opera di Umani a danno di Animali…come può tranquillamente definirsi la sanguinaria mattanza che ogni anno avviene davanti (per modo di dire) agli occhi di tutti, o meglio tutti quelli che ingiustificamente si nutrono, si vestono ed abusano indirettamente di altri esseri viventi senzienti.

    Come già detto in questa sede non è opportuno fare tribuna politica o essere filo- Israeliani o filo-Palestinesi, ma è doveroso eticamente puntualizzare alcuni aspetti:

    – Le guerre tra Israele e i paesi arabi confinanti, del 1948 al 1973, hanno causato la morte di circa 100mila persone. La prima Intifada, dal 1987 al 1992, ha causato la morte di 2 mila persone, in massima parte palestinesi. Dall’inizio della seconda Intifada (settembre 2000) al 20 giugno 2007, hanno perso la vita 4626 palestinesi e 1050 israeliani. Almeno 214 palestinesi sono morti negli scontri tra le milizie di Hamas e Fatah. Il bilancio provvisorio della guerra nella Striscia di Gaza del dicembre2008/gennaio 2009 è di quasi 800 palestinesi morti, quasi metà dei quali civli, e 11 vittime israeliane.

    – A causa degli ingenti contributi e del supporto militare che gli U.S.A. elargiscono ad Israele in molti sostengono che questo andrebbe considerato il 51º Stato (anche se tutti noi possiamo considerarci purtroppo figli americani).

    – Gli interessi economici (tutti speculativi) che riguardano il Medio Oriente sono da decenni sostenuti e perseguiti da un sistema politico-capitalista (di origine americana) che non ha nulla di etico e profondamente pacifico (non bisogna mai dimenticare i fatti dell’11 settembre 2001 con le sue cause e conseguenze).

    Se si analizzano solo questi tre aspetti si capisce benissimo che c’è qualcosa che non va, sia nel numero delle vittime pesantamente rivolte a danno dei Palestinesi (e questo la dice lunga) sia nella proporzione di interessi socio-economici.
    Nel 1989 si riuscì ad abbattere un muro che divideva vergognosamente Umani da altri Umani, il muro della vergogna a Gaza non serve a nulla! E’ un opera politica!

    Il tema è lungo e laborioso e non è necessario trattarlo qui se non solamente criticando e ripudiando frasi così terribili e negative, peggio se pronunciate da un governante che dovrebbere rappresentare un popolo libero da pregiudizi:

    “I palestinesi sono animali, non sono umani, non hanno ragione di vivere.”

    Come al solito l’informazione e la condivisione sono strumenti molto forti ed utili solo da parte di chi decide come utilizzarli e per quale scopo.
    Indurre nelle persone simili convincimenti (la frase del viceministro della difesa di Isreaele) significa educarli verso odio ed intolleranza a danno dei più deboli, deboli esseri indifesi…sia Animali o Umani.

    E’ dovere di tutti essere sensibili ed attivi per la salvaguardia e la protezione dei deboli, in questo contesto specifico (quale è Veganzetta) Animali innocenti ed indifesi che non hanno nessuno colpa o diritto di essere torturati ed uccisi.

    12 giugno, 2015
    Rispondi
  5. sergi ha scritto:

    Hamas rappresenta la deriva terroristica di Fatah (inglobato, per così dire, nel 2006), forse intendevi dire Mossad. Le vittime di cui doverosamente hai riportato le stime, sono spaventosamente più numerose da parte palestinese per una semplice quanto agghiacciante ragione. Hamas al contrario di Israele, non ha scrupoli nell’utilizzare la popolazione civile a fini militari. Gli obbiettivi di Israele sono solo ed esclusivamente obbiettivi militari. I Territori occupati facevano parte fino al 1948, anno di costituzione dello Stato di Israele, del Mandato britannico della Palestina, occupati in origine non da Israele, ma da Egitto e Giordania (non esattamente due staterelli poveri e indifesi) e solamente in seguito conquistati da Israele nella guerra difensiva dei 6 giorni del 1967. Non vedo perché si debba riconoscere, come è legittimo che sia, a tutti il diritto di difesa tranne che a Israele. Mi sembra eufemisticamente di poter dire che secoli di antisemitismo abbiano lasciato il segno, non solo nella chiesa che ancora è convinta che gli Ebrei siano il popolo deicida, ma anche nelle coscienze più illuminate. Mia nonna paterna era prima anarchica poi apolitica e figlia di un massone. Mio nonno paterno un camerata. I miei nonni materni entrambe attivisti partigiani e infine mia madre democristiana. Ho l’arcobaleno nel sangue e il mio cuore batte a sinistra in tutti i sensi (anche perché anatomicamente parlando il cuore è più esattamente al centro che a sinistra). Per questo mi sforzo di non avere particolari preclusioni mentali, quello che mi fa soffrire però è questa ostilità diffusa (non mi riferisco a questo giornale anzi…) che per un motivo o per l’altro va a colpire sempre i soliti Capri espiatori, tanto per usare un’espressione specista particolarmente odiosa.

    13 giugno, 2015
    Rispondi
  6. paola ha scritto:

    l’affermazione del viceministro palestinese è tragica come la sorte della popolazione e dello stato palestinese, il diritto di esistere sembra loro negato come in fondo anche agli Animali se non in una logica dettata dalla sopraffazione. Gli Animali , solitamente non usurpano il territorio altrui, al più si limitano a difenderlo per la sopravvivenza. Pare che la logica della sopraffazione sia tipicamente umana, se questa sia così una “ragione” sufficiente per vivere, meglio allora limitarsi alla lotta per la sopravvivenza come fanno, gli Animali e in tale contesto, come estrema ratio, i Palestinesi . grazie a tutti ,
    paola

    14 giugno, 2015
    Rispondi
  7. sergi ha scritto:

    “l’affermazione del viceministro palestinese è tragica”: suppongo ci sia un errore, viceministro israeliano, non palestinese. Comunque, al di là di questa piccola doverosa correzione, non voglio ripertermi inutilmente. Se avete ben presente il fatto che si stia discutendo di un fazzoletto di terra grande quanto la Toscana (cioè geograficamente niente in confronto al resto del Medio Oriente arabo); che sia stata legittimamente concessa dall’allora Società delle Nazioni (l’attuale Nazioni Unite) al popolo ebraico a fronte di ciò che stava avvenendo durante la seconda guerra mondiale (detto in maniera un po semplicistica perché in realtà l’immigrazione ebraica nel Mandato britannico della Palestina era iniziata con la fine della grande guerra e la sconfitta dell’impero ottomano); che la religione ebraica sia l’unica religione monoteista che in tutta la storia dell’umanità non abbia mai convertito nessuno con la forza; dunque se avete ben chiare queste poche cose (potrei aggiungerne altre ma non lo farò) che mi limito a ricordare… allora va bene così. Gli unici sempre e completamente innocenti, sono solamente gli Animali non umani.

    15 giugno, 2015
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Sergi non è gradevole essere ripetitivi ma è opportuni ribadire che la tua posizione sul conflitto israelo-palestinese non è assolutamente condivisibile.
      Puoi elencare tutti i dati e le date che vuoi, il fatto incontestabile resta (per chi lo vuole vedere): Israele adotta da decenni una allucinante politica d’odio, aggressiva, violenta, repressiva, colonizzatrice e fascista nei confronti di una popolazione umana palesemente più debole. Non si intende difendere Hamas o giustificare atti di terrorismo, si stanno solo esponendo dei fatti oggettivi, fatti che continuano ad accadere per il semplice motivo che Israele ha l’appoggio degli USA membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché superpotenza militare ed economica.
      Come già detto l’antispecismo è sempre e solo dalla parte del più debole, che in questo caso non è di sicuro lo stato di Israele.
      Con questo commento si chiude il discorso su Israele perché (e anche questo è già stato detto) Veganzetta non è la sede adatta per affrontare tali discussioni. Grazie per tua partecipazione.

      15 giugno, 2015
      Rispondi
  8. paola ha scritto:

    si, certo, viceministro israeliano, mi scuso per l’errore e grazie per la precisazione, condivido comunque la conclusione di Sergi, gli Animali non umani sono sempre innocenti.
    buonasera

    Paola

    15 giugno, 2015
    Rispondi
  9. sergi ha scritto:

    Prego, Cereal Killer, non c’è di che.

    15 giugno, 2015
    Rispondi

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