Green Hill: il vuoto spinto nella testa


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Che altro si potrebbe pensare di trovare se non il vuoto spinto nella testa di gente come quella descritta nell’articolo pubblicato su Bresciaoggi.it riguardante le persone che hanno “restituito” dei Cani beagle salvati dall’inferno di Green Hill?
E’ evidente che hanno voluto partecipare alla vicenda per avere qualcosa di cui vantarsi con amici e conoscenti, ed ora che l’ondata di notorietà e di attenzione mediatica è scemata, si liberano dei giocattoli che non desiderano più. Complimenti.

Fonte: www.bresciaoggi.it/stories/Home/402565_cani_in_fuga_da_green_hill_a_volte_ritornano

Cani in fuga da Green Hill: a volte ritornano

MONTICHIARI. A fare da contraltare alle migliaia di storie felici una piccolissima minoranza di adozioni sfumate. Evaporato l’entusiasmo, qualcuno ci ripensa. Dal beagle perso in tangenziale a quello reso perchè troppo irruente: il lieto fine non è sempre scontato Montichiari. Solo, smarrito, già orfano del nuovo padrone che l’aveva adottato una manciata di ore prima. Il cucciolo di beagle avrebbe dovuto abbracciare una libertà mai conosciuta, scoprire la vita lontano dall’orrore di Green Hill. LA POESIA DELL’AFFIDAMENTO, invece, si è sciolta al calore dell’asfalto agostano su cui è stato «dimenticato»: appena fuori dal centro di Montichiari, disperso a un palmo di zampa dalle automobili sfreccianti, triste come gli sguardi dei cani che campeggiano nella pubblicità progresso anti-abbandono. L’ha ritrovato una ragazza per caso – muso lungo e occhi languidi -, mettendolo in salvo subito dopo aver quasi rischiato di investirlo. Probabilmente sarà affidato ad un’altra persona. Intanto, zona colle San Zeno, fa capolino una coppia che aveva sgomitato per avere un cucciolo, giurandogli amore eterno e un trattamento da figlio primogenito… «Devo portare mia moglie a fare una visita in ospedale – sussurra lui -: il cucciolo non lo vogliamo più». Una mamma-adottiva meno fantasiosa, invece, per rendere al mittente il beagle ricorre all’intramontabile tecnica della mesta verità: «È insopportabile, mi mangia tutte le gambe del tavolo. Tenetevelo». Facce tristi di una stessa medaglia… già, perché svaniti i facili entusiasmi la campagna Sos Green Hill sta presentando l’altro volto: quello di padroni subitanei, reclutati cavalcando l’effimera onda mediatica, che si sono improvvisamente scoperti innamorati persi della razza beagle e che – altrettanto improvvisamente – decidono di fare retro-front, condannando i cuccioli all’abbandono più doloroso. Quello dell’uomo, quello di chi, mentre osservava le creature dentro alla gabbia, sfoggiava lacrime e proclami di fedeltà; quello che però poi incoccia nel trabocchetto della sottovalutata responsabilità di curare un animale. Allora ecco i ripensamenti istantanei e il mito della liberazione canina prontamente oscurato dallo spettro di un «paradiso perduto», chiazzato di bianco, nero e marrone. DAI SOCIAL NETWORK ai banconi del bar in centro, dai militanti anti-specisti ai cittadini mossi da pura passione cinofila, la domanda se la stanno facendo in molti: che fine faranno i 2500 beagle sfuggiti un mese fa allo spietato destino della vivisezione? Molti, anzi moltissimi, hanno già ritrovato l’ebbrezza della vita libera e l’affetto sconfinato di padroni responsabili: sono le storie dei vari Ulisse, Laika, Pepita e centinaia di altri beagle come loro. Quelle sorridenti, benedette dal lieto fine. Un lieto fine che ora, però, rischia di essere infettato da quella piccola fetta di insensibilità umana e cuccioli reietti, che è più amara d’una vivisezione di sentimenti.

Elia Zupelli

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/k2r6A

2 Commenti

  1. marilena ha scritto:

    Sono affidataria di un cucciolo beagle, liù, proveniente da green hill. Sicuramente la convivenza con un cucciolo può dare dei problemi all’inizio ma, se è stato preso con l’intenzione di dare una vita migliore ad un piccolo essere vivente, si cerca di superare ogni difficoltà. Penso questo, perché, per me e la mia famiglia, l’arrivo di liù non è stato molto semplice. Purtroppo, il cane che avevamo da 13 anni e che avrebbe dovuto vivere con la piccola, almeno così speravamo, si è ammalata con un tumore e se n’è andata in un paio di mesi. In quel periodo, vedendo la sofferenza del cane malato, ci siamo per così dire pentiti della scelta che avevamo preso al momento della liberazione dei beagle. lo confesso. oggi, però, ringrazio di aver superato quel momento difficile e ringrazio liù che, con la sua presenza, ci ha aiutato a superare la morte di laika. A volte ci fa arrabbiare, perché, come un bambino piccolo, è curiosa e si ficca nei pasticci ma poi finisce tutto con una risata. E’ troppo simpatica con il suo modo di fare. Non capisco come si possa tanto facilmente cambiare idea su una decisione tanto importante e che nessuno ci costringe a prendere se non noi stessi. Penso che, se si vuole, si possono superare tutte le difficoltà, prima di riportare indietro un cucciolo come un pacco. Ci vuole solo un po’ di pazienza!
    marilena

    18 aprile, 2013
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Cara Marilena,

      Ti ringraziamo di cuore per la tua bella e importante testimonianza.
      Liù è fortunata ad aver trovato una famiglia come la tua.
      Vi auguriamo tanta felicità.

      18 aprile, 2013
      Rispondi

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