Green Hill, facciamo il punto della situazione


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Riceviamo e pubblichiamo:

Green Hill, facciamo il punto della situazione

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Ripartiamo da Montichiari:

VENERDI 14 E SABATO 15 OTTOBRE
Presidio e veglia notturna davanti a Green Hill

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Questi mesi di silenzio o di pacata attività  non sono stati da parte nostra mesi improduttivi, ma di riflessione.
Alla luce dei fatti ci siamo trovati di fronte alla necessità  di rivedere la nostra strategia, di analizzare le mosse del nemico e preparare nuove contromosse. A volte è importante retrocedere e rivalutare la situazione piuttosto che avanzare a capofitto.

Ci teniamo dunque a dare prima di tutto una visione chiara e d’insieme di ciò che è successo, per chi ha perso dei passaggi o ha ancora poco chiara la situazione.

Questa campagna è nata nell’aprile 2010 per fermare l’imminente ampliamento di Green Hill, allevamento che conoscevamo da anni e che da 5 voleva passare a ben 10 capannoni, costruendone alcuni sotterranei in cui imprigionare altre migliaia di cani. La positiva risposta di attenzione e l’immediato successo su questo fronte, con il parere negativo del Comune di Montichiari che ha fermato l’ampliamento, ci hanno spinti a tentare una strada per la chiusura di questo immenso e orribile lager.
La lotta contro l’ampliamento non è però ancora vinta definitivamente, dato che Green Hill ha fatto nell’agosto scorso ricorso eccezionale al Capo dello Stato dopo aver perso quello al Tar.

Vista l’impossibilità  di combattere da un punto di vista di “danno economico” una multinazionale con un fondo cassa per ammanchi pari a 4 milioni di euro, e visto il suo essere così difficile da incrinare con la pressione sulla dirigenza, con persone che contano e decidono dall’altra parte d’Europa e dell’oceano, è stato pensato che fosse sensato provare un’altra possibilità  per chiudere questo luogo. Una possibilità  che ci ha portati a valutare una strada politica, puntata nello specifico a mettere in luce un vuoto legislativo riguardo l’allevamento di animali destinati alla vivisezione e una specie di limbo in cui un luogo come Green Hill può esistere senza rispettare le norme applicate a tutti gli altri allevamenti di cani nella regione, che di fatto ne renderebbero impossibile il profitto. Se abbiamo valutato di puntare i riflettori sulla Legge Regionale 33/2009 che obbliga tutti i canili e allevatori di cani ad un numero limite di 200 cani e a metrature e spazi all’aperto che Green Hill non potrebbe permettersi, per la sua gestione massificata, non è stato affatto perché pensiamo che con questi numeri sarebbe accettabile una fabbrica di cani per la vivisezione, ma solo per una scelta pragmaticamente strategica che avrebbe portato alla chiusura di questo lager.
Green Hill di fatto ancora oggi opera seguendo solo ed esclusivamente la Legge 116/92, legge nazionale che regola la vivisezione, sia i laboratori che in poche sintetiche e imprecise righe anche i fornitori di animali.
Agli allevamenti vengono date come norme da rispettare quelle stesse dei laboratori, nonostante in genere nei laboratori la presenza degli animali (si spera) sia breve, mentre per centinaia di riproduttori negli allevamenti questa dura molti anni.
Di fatto però Green Hill si trova a gestire un allevamento di cani in una regione in cui esiste una normativa che detta precise regole per chiunque detenga questi animali, sia a scopo di lucro che per accoglierli in attesa di affido.
Questa situazione è stata fatta presente alle varie Asl competenti, da quella locale a quella regionale. Ci sono stati colloqui con i vertici della Direzione Sanità  della Regione, c’è stata l’imponente manifestazione di Roma del 25 settembre scorso e l’immediata risposta del Ministero della Sanità  che ha scritto alla Regione chiedendo l’applicazione di tale Legge Regionale. C’è stata la speranza che qualcosa si stesse muovendo nella direzione giusta.

In seguito però un incontro tra vertici della Direzione Sanità  regionale e del Ministero ha portato alla decsione che la Legge Regionale non può essere applicata, perché di fatto un allevamento come Green Hill deve sottostare solo alla 116/92.
Ma nel frattempo il 15 marzo 2011 il Consiglio Regionale ha votato alla quasi unanimità  una mozione contro la vivisezione. Una mozione è in realtà  solo una dichiarazione di intenti, solo un insieme di belle parole e non di fatti, ma comunque il Consiglio Regionale si è impegnato pubblicamente sull’argomento e se ne è uscito allo scoperto chiedendo la chiusura di Green Hill e un divieto di apertura di altri allevamenti di animali per la vivisezione.

Poche settimane dopo arriva una proposta di legge, che vieterebbe l’allevamento di animali per la vivisezione su tutto il territorio regionale, nonché la vivisezione per scopo didattico.
Sembra essere una possibile svolta e visto l’interesse pubblico sull’argomento e quanto i consiglieri si fossero esposti in prima persona con la mozione, potrebbe esserci la possibilità  che questa legge passi i vari emendamenti e arrivi al traguardo, probabilmente rimodellata ma pur sempre efficace. Non che ci sia in noi molta fiducia nella politica, ma prendiamo questa semplicemente come una possibilità .
I fatti però ancora una volta mostrano quanto in questa società  gli interessi e le volontà  delle persone, figuriamoci quelli degli animali, siano subordinati a quelli del profitto e delle aziende: fin da subito da Confindustria e dal Pdl si alza una voce di sdegno che cerca di condannare gli antivivisezionisti come coloro che fermerebbero ogni forma di ricerca, chiamando a raccolta le menti e i portavoce della tortura legalizzata. Tra questi il più eminente torturatore di animali d’Italia, il prof Silvio Garattini, viene persino ascoltato in Consiglio Regionale nella sua difesa scientifica dell’uso di esseri viventi nei laboratori. E così nel mese di luglio la proposta di legge non viene nemmeno passata nella discussione e in Consiglio, ma bocciata immediatamente da un organo completamente separato, la Giunta Regionale.

La Regione e i suoi consiglieri hanno espresso facilmente tante parole, ma quando si è trattato di fare qualcosa di concreto sono tornati indietro sui loro passi. Ma noi non torniamo indietro sui nostri. Vogliamo che questo loro voltafaccia sia reso pubblico, così come vogliamo riaprire un dibattito pubblico sulla questione della vivisezione, che viene compiuta non solo sui cani di Green Hill, che non parte solo da Montichiari, ma che trova spazio in ben 600 laboratori in tutta Italia.

Da questo momento ripartiamo con la nostra campagna con nuove idee e un percorso che speriamo possa portarci al risultato che tutti noi abbiamo desiderato. La prima cosa da fare è mettere di nuovo sotto i riflettori questa fabbrica di cani che ha sede a Montichiari, mettere di nuovo sotto pressione chi ne permette l’operatività  e chi ha chiuso gli occhi e si è voltato dall’altra parte.

Molti hanno scoperto questo macabro mondo della vivisezione da poco, si sono infiammati e infervorati nel sapere di un allevamento che produce cani in serie, hanno sperato ottimisticamente di chiuderlo in breve tempo.
Ma la realtà  con cui ci si scontra in questi casi è dura. Nel nostro cuore sappiamo di essere dalla parte del giusto e ci sembra impossibile che di fronte alla tortura di esseri viventi ci sia così tanta apatia, diventa frustrante notare quanto potenti siano coloro che lucrano sulla pelle di altri animali e quanto lento sia il cambiamento.
Ma non deve questo essere un motivo per demoralizzarsi, per desistere, piuttosto un motivo in più per rimboccarsi le maniche, darsi da fare, mettersi in gioco ancora di più, fare la differenza. Perché è di ognuno di noi che quegli animali hanno bisogno, di ogni nostro piccolo contributo e di ogni nostra scelta.

Ripartiamo dunque da Montichiari, da Green Hill stesso, da quei capannoni che vogliamo diventino di nuovo visibili a tutti e simbolo di uno sterminio quotidiano perpetrato in nome della scienza:

VENERDI 14 E SABATO 15 OTTOBRE
Presidio e veglia notturna davanti al lager Green Hill
Via San Zeno, Montichiari (BS)
Appuntamento dalle ore 15.30 di venerdì 14 ottobre, per farci vedere e sentire dai dipendenti dell’allevamento che escono dal loro “lavoro”.
Presidio non-stop fino al pranzo di sabato 15!

Ulteriori informazioni a breve.

Chi volesse organizzare dei pullman è pregato di contattarci alla mail info@fermaregreenhill.net

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/rcy35

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