Fishlove


Tempo di lettura stimato:
1 minuto

Paola Maugeri - Fishlove
Paola Maugeri “indossa” un Astice morto

Non passa giorno senza che qualche volto noto parli di veganismo, a farlo è anche Paola Maugeri nota vj sensibile a tematiche animaliste e ambientaliste (è tra l’altro anche autrice dei libri “La mia vita a impatto zero” e “Las Vegans“, e ha tenuto dei seminari di cucina vegana).
Maugeri si professa vegana e pare molto attiva nel propagandarlo. Sarebbe però molto utile capire cosa intenda esattamente Maugeri per veganismo, visto e considerato che non troppo tempo fa si è fatta immortalare nuda con addosso un Astice morto fornito da un ristorante giapponese, il tutto per fungere da testimonial per una campagna denominata “Fishlove” mediante la quale si chiede al pubblico di consumare Pesce “sostenibile” (altro concetto da chiarire). 
Le cose sono due: o Maugeri non è vegana, oppure ha un’idea di veganismo tutta sua che non corrisponde affatto a quello che il veganismo è e rappresenta.
Di sicuro le persone vegane non si fanno fotografare con addosso Animali morti, e non suggeriscono agli altri di mangiare Pesce, seppur “sostenibile”.
Magari il libro di Paola Maugeri avrà successo, certamente però è necessario dire che la sua vita non è esattamente a “impatto zero”, l’Astice della foto di cui lo dimostra ampiamente.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/zj6PQ

58 Commenti

  1. Avatar Miriam ha scritto:

    Altre parole che vanno di moda: rabbia e pacifismo. Peccato che poi vengano sorrette da comportamenti ed atteggiamenti che fanno pensare a ben altro.

    16 Aprile, 2014
    Rispondi
  2. Avatar Parxifal ha scritto:

    Sposo in maniera totale il ragionamento di Cereal Killer: le parole sono convenzioni asettiche atte alla comprensione delle intenzioni. La forza delle parole è pertanto nella loro sostanza, se si svuotano di significato, come la società moderna cerca volontariamente di fare, allora perdono tutta la loro forza espressiva. Per questo è così importante usare le giuste parole nei giusti frangenti: “la prima via per la saggezza è infatti imparare a dare un nome alle cose”, dice più o meno un vecchio adagio orientale.
    Mi accosto meno serenamente, appunto, ai sorrisi e carezze che portano al concetto hippy-happyvegan, ma non posso non constatare per esperienza personale, che a causa del traboccante egocentrismo umano, per accostarsi e abbordare qualcuno “dall’altra parte della barricata”, non v’è altro modo che passare per il loro ego, fare leva sulla qualità migliore della loro vita etc etc e tutte le ovvie implicazioni dell’abbandono della proteina animale che tutti noi conosciamo bene. In questo, comprendo il discorso di Chiara e, azzardando la traduzione, credo che il suo fosse un tentativo di dire che in questo caso il fine giustifica i mezzi e che anche se uno lo sta facendo per moda, intanto lo sta facendo, hai visto mai che poi ci prende gusto?
    Tuttavia non si può non rimanere schifati dalla povertà d’animo che ci circonda e, cara Chiara, come Cereal Killer ha precisato con fermezza, questo ragionamento ci porterebbe solo ad una vittoria di Pirro: il VERO cambiamento si può ottenere solo attraverso un innalzamento delle coscienze e non attraverso il loro impoverimento. E questo perché solo chi ha aperto almeno un occhio può aiutare il suo vicino ad aprire il suo, altrimenti continuiamo tutti a giocare a mosca cieca.
    Scusate il dilungamento, ma ho trovato l’argomento (la discussione, non tanto l’articolo in sè) molto stimolante e e coinvolgente.
    Chiudo con una chiosa al buonismo di Schopenhauer, che secondo me inquadra alla perfezione il problema:

    “Chi si attende che nel mondo i diavoli vadano in giro con le corna e i buffoni con i campanelli, ne diventerà sempre preda e lo zimbello.”

    16 Aprile, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      La società moderna crea solchi tra significato e significante, e ci induce a non pensare a ciò che diciamo e facciamo. La lingua, le parole, creano immagini mentali e contribuiscono a formare la percezione che abbiamo del mondo. Ecco che chiunque dice cose scomode o in controtendenza è un estremista, e diviene un elemento negativo, perché noi abbiamo solo la percezione negativa del termine. Se ci fermiamo a pensare però ci si rende conto che anche molti famosi pensatori del passato, che oggi sono osannati perché considerati capostipiti di rivoluzioni sociali positive, lo erano visto e considerato che estremizzavano il loro pensiero e lo vivevano quotidianamente con coerenza, ma questo non ci viene suggerito: l’estremista è in odor di terrorismo, altro termine omnicomprensivo.
      Tornando al nostro discorso o sei felice e serena/o o sei rabbiosa/o, non c’è via di mezzo, non c’è scampo. Più dell’happyvegan bisognerebbe aver paura dell'”hipstervegan” che segue le mode, che compra prodotti di marca, che spende e avalla un sistema con la leggerezza di chi crede di aver fatto il giusto per essere eticamente accettabile: consumismo senza senso di colpa. La perfezione, lo stato dell’arte del capitalismo.

      Accostarsi agli altri, una piccola precisazione: fare leva su interessi personali significa ammettere di aver perso in partenza. L’antispecismo e la sua pratica quotidiana che è il veganismo etico, sono una filosofia altruistica, o quantomeno una filosofia la meno egoistica possibile. Non è quindi pensabile che si debba fare leva sul senso di egoismo personale per ottenere dei risultati considerabili altruistici.
      Essere vegan fa bene alla pelle, alla salute e mantiene giovani? Bene, ma è un dettaglio di poco conto, e un “di più” rispetto alla questione fondamentale e fondante: essere vegan è giusto, è compassionevole ed empatico.
      Per ottenere un vero cambiamento si deve puntare a una vera autocritica. Il fine non giustifica MAI i mezzi: attraverso la pratica e l’applicazioni dei mezzi si ottiene il fine che è esso stesso caratterizzante i mezzi.
      “Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c’è tra seme e albero”
      Gandhi

      Grazie Parxifal per la tua ottima analisi sulla povertà d’animo che ci circonda e ci permea: le tue parole confortano.

      16 Aprile, 2014
      Rispondi
  3. Avatar Chiara ha scritto:

    Parxifal,
    sono felice che questa discussione abbia dato i suoi frutti. :)
    Purtroppo, essendo stata una discussione molto lunga, si è forse perso il senso delle mie parole.
    Alla base del ragionamento c’è stato un errore di battitura da parte mia, dettato dalla fretta di esporre la mia tesi. Sono stata “condannata” per aver usato il termine “stile di vita” al posto di “filosofia di vita”.
    La verità è che sento così forte e radicata dentro di me la necessità di fare qualcosa, che non mi soffermo molto sulle parole. Io vivo così, non è nè stile, nè filosofia..E’ la mia vita e basta.

    Il comportamento di Paola Maugeri non è assolutamente nelle mie corde.
    Ma neanche arrivo al punto da condannarlo mettendolo “in prima pagina”, poichè penso che debba passare in secondo piano rispetto alle atrocità quotidiane o alle belle, ma ahimè ancora rare belle notizie.

    Ognuno di noi è diverso dall’altro. Ed esistono mille modi per arrivare al cuore della gente. Tutti validi, ma non tutti efficaci, a seconda del soggetto davanti al quale ci poniamo.
    Io AMO la determinazione con cui questi ragazzi lottano.
    Arrivano al cuore di tante persone, ma non possono arrivare al cuore di tutti, perchè non tutti ragioniamo con gli stessi schemi.

    Il mio comportamento sarà sempre dettato dalla situazione in cui mi trovo.
    Se sarà il caso potrò arrivare anche, in ultima istanza, a giustificare metodi non miei (di certo non sfrutterò un animale, sia chiaro! ).
    Perchè, come hai detto prontamente tu, il fine giustifica i mezzi.
    E mi sono stancata già molto tempo fa a stare davanti internet a guardare video atroci e piangere come una bambina.
    Ogni piccola vita salvata è una speranza in più. Non mi importa cosa sia stato fautore di questo salvataggio, purchè nel rispetto reciproco.

    Per farti un esempio, ho sentito di recente che il nuovo Papa ha “consigliato” di non mangiare agnelli e capretti a Pasqua.
    Secondo un onesto ragionamento, il suo “consiglio” è vuoto e povero, poichè avrebbe in potere di dire e fare molto molto di più.

    Eppure, non posso fare a meno di pesare i paragoni. Paragonando questa frase pronunciata da lui, all’oscurità del passato della Chiesa, a me sembra miracolosa.
    E ne ho avute le prove proprio ieri, durante una conferenza tenuta da mia sorella a riguardo. Per la prima volta abbiamo visto tante madri scuotere la testa in segno di approvazione!
    Queste donne probabilmente non mangeranno agnello, ma non perchè lo sentono nel loro animo, no. Lo faranno solo perchè lo ha detto Ipse dixit.

    Ma immagina potenzialmente questa scena fra tanti anni:

    1. Se un papa oggi dice questo, a un altro papa in futuro sembrerà meno pesante spingersi molto più lontano, se lo vorrà;
    2. Ai figli di queste donne che nel 2014 hanno rinunciato all’agnello, probabilmente non risulterà troppo pesante rinunciare ad un altro animale.
    3. C’è anche la possibilità che in qualche bambino la rinuncia dell’agnello instilli in lui mille domande, come: ” perchè l’agnello no, e la mucca sì? ” e scateni in lui un cambiamento.

    Inoltre, leggendo alcuni commenti un pò pesanti, mi rendo conto che questa determinazione rischia di sfociare nella rabbia. Alcuni commenti mi sono sembrati gli stessi che ricevetti da carnivori e onnivori assetati di rancore. E questo mi fa riflettere molto.

    Detto ciò, non sarà mai un mio obiettivo primario agire in modo subdolo pur di salvare una vita animaleo umana.
    Ho solo portato agli estremi dei ragionamenti, per analizzarli nel profondo.

    Quindi, spero si sia chiarito che non sono e non sarò mai felice di vedere un vegano diventarlo solo per moda o solo per fini salutistici.
    Ma sempre meglio che vedere gente addentare corpi che sanno di sofferenza e atrocità e che trasmettono altra sofferenza e atrocità.

    Grazie ancora per lo spazio,
    Chiara

    16 Aprile, 2014
    Rispondi
  4. Avatar Chiara ha scritto:

    E’ l’unica risposta che non andava data. Come può non essere capito un ragionamento così elementare? Credi che non ne fossi a conoscenza o che tu mi abbia scioccato?
    Con questa ultima risposta hai solo dato una perentoria conferma a quello che purtroppo temevo riguardo il vostro agire.

    A questo punto questa discussione, portata a questi termini è sterile.
    Non c’ è analisi, nè riflessione. Solo voglia di analizzare fatti puri e crudi. E necessità di avere ragione. Mi dispiace di cuore.
    Mi vedo costretta ad interromperne l’iscrizione.
    Salve a tutti e grazie per lo spazio accordatomi.
    E’ stata una discussione molto utile.

    Chiara Conti

    16 Aprile, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Chiara ci siamo già salutati qualche commento fa.
      Grazie di tutto.

      16 Aprile, 2014
      Rispondi
  5. Avatar Parxifal ha scritto:

    Peccato, proprio ora che si cominciava ad approfondire sul serio.
    Se stai ancora leggendo, comunque Chiara, mi premeva precisare che, per parafrasarti, temo di aver usato un linguaggio più consono a Cereal Killer e che pertanto lo abbia colto meglio: la mia disamina passava per l’autostrada dell’ego umano, ma non voleva soffermarvici ne tantomeno stazionare, ovvero, il fine non giustifica mai i mezzi.
    Incredibilmente hai tirato fuori anche l’esempio perfetto dell’applicazione di quanto avevo detto: “il Papa che dice che…bla bla”, ovvero l’ennesima abnegazione del proprio pensiero in vece del dettato di qualche entità superiore che imponga, appunto, la moda.
    Una moltitudine di zombie con il capo chino e a fare solo ciò che gli viene detto e mai a pensarlo con la propria testa. Sentirlo con il cuore, poi, diventa la Chimera che da il benvenuto ad Utopia.
    Questo non è cambiamento, non è salvezza, non è vincere la guerra. Questo è un palliativo di pezza, un ponte di legno costruito su una faglia sismica. Il Problema, il Nostro problema (come vegani), non è tanto come salvare il singolo fiocco di neve, ma trovare il modo di arrestare la valanga, ed essendo questo impossibile, converrai con me che l’unico modo è insegnare agli “sciatori” a non provocarle.
    Solo alzando la propria testa, attraverso la cultura del pensiero, del sentire, del provare, si può arrivare a capire ciò che si fa, liberi dai fili delle marionette re-ligiose (dal latino re-ligare: incatenare, imprigionare) dei crismi e delle imposizioni sociali.
    Solo attraverso questo PROFONDO cambiamento interiore si può tramandare agli altri e, riallacciandomi a te, ai figli la vera cono-scienza (la scienza di scoprire, conoscere), altrimenti si finisce come quei genitori vegani che danno la carne ai figli perché “è una scelta che devono fare da grandi”. E magari nel frattempo li hanno battezzati se non circoncisi.
    Ri-chiudo con Shopenhauer:

    “O si crede, o si pensa”

    16 Aprile, 2014
    Rispondi
  6. Avatar Roberto ha scritto:

    L’astice era vivo?
    Ma qualcuno di voi ha mai avuto a che fare con un astice vivo e di quelle dimensioni?
    E gli credete pure?

    18 Aprile, 2014
    Rispondi
  7. Avatar Paola Re ha scritto:

    Pesca sostenibile: a cominciare così male, non si può che finire peggio.
    E’ come la carne felice, gli allevamenti bio, i verdi pascoli paradisiaci che portano tutti all’inferno del macello (pesci compresi).
    I peggiori nemici degli animali sono coloro che cercano di migliorare (non abolire!) il loro sfruttamento.

    21 Aprile, 2014
    Rispondi
  8. Avatar Estrelle McCartney ha scritto:

    LA morte non è mai sostenibile! Tecnicamente la maugeri è una “zaudda, arrinisciuta da barrera”. Che tradotto per chi non è meridionale vuol dire: una volgarona, parvenu che proviene da un quartiere popolare di catania nord chiamato Barriera.

    5 Maggio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Estrelle,
      Come non lo è la sofferenza. Grazie per questa definizione sicula molto musicale :=)

      5 Maggio, 2014
      Rispondi
  9. Avatar Nino Pepe ha scritto:

    Ho letto alcuni commenti alla foto della povera Maugeri, tagliata s fettine da tanti commenti malevoli e rancori coma mai mi è capitato di leggere.
    Io sono uno che, per motivi salutistici mangia vegano, ma devo confessarsi che sto scoprendo, con orrore, un mondo di gente cattiva e inqualificabile, quello dei vegan per motivi etici, che si permettono di giudicare, di criticare, di offendere e di condannare. Scusate mi vorreste spiegare chi vi ha dato questa autorità, fanatici dei miei stivali? Fate schifo , il vostro è un mondo talebano che mi fa orrore, un mondo dove non c’è posto per l’intelligenza e il buon senso. Continuerò ad escludere i prodotti animali dalla mia alimentazione, ma non posso fare parte di un’accolita di fanatici come voi. Il mio plauso e la mia solidarietà a Paola Maugeri contro il fanatismo orrorifico e il moralismo da quattro soldi di chi ha commentato prima di me.

    4 Dicembre, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie Nino Pepe per il tuo commento che, contrariamente agli altri, spicca per intelligenza e tolleranza.
      Saluti fanatici e talebani.

      4 Dicembre, 2014
      Rispondi
  10. Avatar cristina beretta ha scritto:

    Caro Nino: fai bene a richiamare al buon senso e all’intelligenza. Ma quale sarebbe dunque il buon senso di farsi fotografare nuda con un astice addosso -che tutto avrebbe voluto fare tranne che starsene sotto i riflettori del fotografo-? Quale sarebbe il messaggio intelligente? Io fatico a coglierlo ma, se tu l’hai trovato, buon per te!

    4 Dicembre, 2014
    Rispondi
  11. Avatar Paola Re ha scritto:

    Gentile signor Nino Pepe, tollerante, sensibile, intelligente, comprensivo, benevolo, indignato da “tanti commenti malevoli e rancori”. Probabilmente lei è sul posto virtuale sbagliato. Se resta turbato da una cinquantina di commenti un po’… pepati… Suvvia! Uno che ha il pepe nel cognome, dovrebbe essere un po’ più sveglio a percepire i messaggi.
    E’ un bene che lei mangi vegan. Se lei non arriva a comprendere la sofferenza che c’è dietro il cibo animale ma arriva solo a comprendere il beneficio che il cibo vegan fa al suo organismo, le confesso che chiudo un occhio ma lei non sa che cosa si perde. Fare parte di un movimento di liberazione è un valore. E un valore è molto più importante di un regime dietetico. Se lei vede in questo movimento “un mondo di gente cattiva e inqualificabile, quello dei vegan per motivi etici, che si permettono di giudicare, di criticare, di offendere e di condannare”, credo che lei non sia tagliato per farne parte. Io faccio parte dei “fanatici dei suoi stivali” che “fanno schifo” e che vivono in un “mondo talebano che le fa orrore, un mondo dove non c’è posto per l’intelligenza e il buon senso”. Sono lieta di avere letto il suo commento perché rafforza la mia convinzione di fare parte di quel mondo, se non altro perché penso che lì non incontrerò mai lei e gente come lei . Comunque è un piacere vedere che lei sia un lettore di Veganzetta permeata dal “fanatismo orrorifico” e dal “moralismo da quattro soldi” dei commentatori. Il suo commento è un vero capolavoro di ars retorica.

    4 Dicembre, 2014
    Rispondi
  12. Avatar paola carletti ha scritto:

    la pesca sostenibile??????????????? mi fa venir voglia di omicidi biologici

    28 Febbraio, 2015
    Rispondi
  13. Avatar paola carletti ha scritto:

    poche idee ma confuse

    28 Febbraio, 2015
    Rispondi
  14. Avatar fallen ha scritto:

    bah, cosa pensava di concludere strumentalizzando il suo corpo e quello di un altro animale ? io preferisco dubitare della buona fede, anche se io credo che il fine ultimo del veganesimo sia ridurre la sofferenza ,ho smesso di mangiare derivati animali è stato facile , ma l’ 80 % delle persone non ha costanza o sensibilità, specie quando uccidere un animale è un’ attività che avviene lontano dai loro occhi e comprano inscatolato . purtroppo è vero che il corpo femminile è potente nelle pubblicità, e purtroppo è più facile spingere la gente a ridurre che a fermarsi….in effetti penso sia meglio avere 10 persone , nessuna vegana, ma mangiano tutti carne solo una volta l’ anno che 1 vegano e 9 persone che mangiano carne quotidianamente, però proprio non mi va giù sta pubblicità . PESSIMO gusto.

    24 Settembre, 2015
    Rispondi
  15. Avatar Cori ha scritto:

    vorrei proporre un nuovo termine “Egovegano” che è quel personaggio che si vanta di essere vegano per motivi salutistici, ecologici, bonistici, madaioli, chicosi, attuali, innovativi, fuori dalle masse, tutto fuorichè per aver maturato una coscienza libera. Egli/essa perpetua una vita concentrata e ripiegata su se stesso/a, sul proprio vantaggio personale adoperando dei criteri del tutto di parte, inventati di sana pianta o presi a prestito citando fittizi personaggi illustri o perchè glielo ha prescritto il medico, politico di turno a descapito di tutto il restante creato e il vivente.
    L’Egovegano sempre col sorrisi inebetito, gentile, politically correct, attento e comprensivo a non pestare i piedi agli altri (perchè non sa prendere una posizione e non vuole lui/lei per primis essere criticato)lamentoso della violenza altrui, altamante proiettivo e inconcludente. Mi ricorda tanto Heidi sulle sue montagne saltellante con le caprette che le facevano ciao…poi come finiva la storia? Chissà se Heidi a pasqua mangiava la capretta che il nonno “animalista” le aveva cucinato al forno? Chi ne sa niente!
    E’ incredibile l’uso improprio di termini e immagini che si fa in una società mediatica come la nostra, nella quale personaggi di veramente poco conto si credono onnipotenti perche vengono accreditati da 4 babbei avidi di denaro per scopi solamente pubblicitari. Chi è questa Paola Maugeri in un Universo infinito e inimmaginabile, domani arriva uno tsunami e spazza via ogni cosa, lei per prima così l’astice torna nel suo mare dal quale è stata rapita. Non dovremmo neanche spostare una pietra se non riusciamo a rimetterla esattamente nel posto dov’era. Noi non siamo nessuno, non possiamo salvare nessuno eppure se riuscissimo ad essere svegli, coscienti e un minimo coerenti cambieremmo la storia, come è successo molte volte. Quello che secondo me è proibitivo è sminuire e sottovalutare l’impatto di un azione, di una parola, di un esempio e di un immagine per quanto possa sembrare innocua e innocente. Bisogna smettere di abbellire e giustificare sempre tutto, siamo troppo clementi con noi stessi, troppo tesi a passare per brave persone. Il bonismo tipicamente new age del Egovegano è più pericoloso di una bomba atomica, perchè si insinua piano piano e in modo silente, quando te ne accorgi è troppo tardi. Come esiste l’egovegano esiste ovviamente anche l’altra faccia della medaglia l’egonnivoro, sono fatti della stessa pasta anche se sembrano diversi. Secondo il mio personale punto di vista un mondo di vegani adomesticati, addormentati e conformati per la “giusta causa” è un terreno scivoloso che non offre alcuna stabilità ne alcuna vera libertà ma è un mondo soggetto a continui sbalzi emotivi. Cito come esempio l’India per smitizzare la credenza titpicamente new age che chi non si nutre di animali ed è quindi vegetariano o vegano sia meno aggressivo, è una cagata pazzesca. Osserviamo la storia dell’India sono vegetariani da generazioni, la violenza su donne e bambini e sulle minoranze è inaudibile. Essere nonviolenti e liberi non dipende solamente da ciò che si mangia ma dipende dal riuscire ad abattere una serie di condizionamenti sociali e religiosi che l’attuale stato di cose a livello mondiale non riesce scrollarsi di dosso. Tutte quelle persone che diventono vegane perchè credono sia meglio per la salute o per pietismo bieco o perchè l’amica l’ha convinta non necessariamente cambiano la coscienza collettiva. Se qualcuno si sento preso in causa sono affari suoi non ne posso fare nulla, non sono politically correct nemmeno per finta. Non dispenso baci e abbracci ne buone cose per pura convenzione sociale, solo se lo sento veramente. Chi non ha il coraggio di guardare in faccia a se stesso e di comprendere che allo stato attuale delle cose siamo tutti quanti pieni zeppi di violenza e ipocrisia e si nasconde dietro a delle belle e dolci parole e auguri e saluti fittizi elargiti agli altri per far bella figura oppure continua a puntare il dito all’esterno, mi dispiace ma gli calza a penello la veste dell’Egovegano o dell’Egonnivoro.

    24 Settembre, 2015
    Rispondi
  16. Avatar Paola ha scritto:

    chissà com’è fatto un pesce sostenibile…. bisognerebbe sapere cosa ne pensa lui…. ma poverino è muto e ci sono i cosiddetti umani che chiacchierano per lui, molte volte a sproposito

    7 Gennaio, 2017
    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *