Filosofi, scienziati e veganismo etico


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dawkins cow harris - Filosofi, scienziati e veganismo etico

Un interessante articolo in inglese – tradotto dal laborioso team di traduzioni di Veganzetta – sul veganismo etico quale nuova frontiera morale per scienziati e pensatori.

I nuovi atei devono diventare i nuovi vegan: Sam Harris, Richard Dawkins e l’ingombrante fardello che pesa sui leader morali

Dati i progressi in ambito neuroscientifico, biologico ed evoluzionistico, chi vuole un mondo più compassionevole deve tenere conto anche degli animali?
di Steven Stankevicius

Fonte: Salon

Il filosofo e neuroscienziato Sam Harris, che ha ampiamente trattato la questione morale e il suo inscindibile legame col ben­essere delle creature coscienti, ha recentemente dichiarato di mangiar carne lui stesso. Conversando con lo psicologo Paul Blossom, in un podcast del 2015, ha ammesso:
…il fatto che io prenda parte a un sistema che fa ciò intenzionalmente (l’allevamento industriale di animali), mi rende più o meno un ipocrita. Entrambi abbiamo ammesso di prendere parte a un sistema che non è solo in un certo senso obiettivamente sbagliato, ma è forse così sbagliato da essere quel tipo di cosa che finirebbe nel breve elenco dei motivi di imbarazzo per i nostri discendenti”.

Fortunatamente, in un podcast rilasciato all’inizio di questo mese (gennaio 2016, N.d.T.), Harris ha raccontato che da quella dichiarazione è diventato “vegetariano … e aspirante vegan”. Data la sua posizione come schietto e perseverante paladino della ragione, ho sempre sospettato che questo giorno sarebbe arrivato. Piuttosto che fornire solamente un altro po’ di decibel ai miei piccoli e intermittenti sforzi atti a incoraggiare gli altri a considerare le conseguenze di ciò che hanno nel piatto, è entusiasmante constatare la volontà di approfondire senza remore le implicazioni etiche nella vita di ciascuno di noi.

Per cosa proveranno imbarazzo i nostri discendenti?

È ora che i colleghi scienziati di Sam Harris e gli intellettuali pubblici inizino a rendersi conto che le implicazioni etiche del mangiar carne sono un argomento importante. Dal momento che ognuno di loro sta a suo modo provando a contribuire alla costruzione di una civiltà globale equa e compassionevole, dovrebbero smetterla di fingere che gli animali non umani non ne siano cittadini. Dati i progressi in ambito scientifico, biologico ed evoluzionistico, sappiamo da anni che gli animali hanno la capacità di soffrire. Sommiamoci le abilità tecnologiche di rispondere ai fabbisogni alimentari senza dipendere dagli animali, la crescente conoscenza in materia di nutrizione e salute umana (incluso l’impatto dei prodotti animali sullo sviluppo di molte malattie croniche) e l’enorme impatto che la carne e l’industria casearia hanno sul surriscaldamento globale (forse la nostra sfida più grande), e dovrebbe sembrare abbastanza ovvio dov’è attualmente indirizzata la nostra bussola morale.

Come ho scritto ne “L’inquinamento delle buone idee“:

… purtroppo gli argomenti a sostegno dello stile di vita vegan sono mal rappresentati da guaritori quantici con cristalli, raccomandati da naturopati e omeopati, e sostenuti da chi afferma che i broccoli hanno una qualità vibrazionale che risulta in sincronia con il nostro corpo… Di conseguenza, la filosofia vegan tende a essere considerata carente di ragione e di logica e fortemente associata ai sentimenti della medicina antimoderna“.

Lo stile di vita vegan è stato traviato da hippy disinformati allo stesso modo in cui la meditazione è stata macchiata da una simile tendenza d’idiozia, rimanendo entrambe strangolate tra pseudo spiritualismo e pseudoscienza e quasi completamente offuscate dalla vista di persone razionali. Harris ha tentato di vaccinare (gioco di parole intenzionale) la spiritualità dal paranormale, e i suoi primi passi in difesa del veganismo ne sono la prova. Tuttavia ciò non lo può raggiungere da solo ed è ora che gli altri con una piattaforma adeguatamente dotata ne condividano il carico.

Come fu per il movimento dei Nuovi Atei all’inizio del 2000, sembra che siamo sull’orlo di una cascata simile per guadagnare l’attenzione e i megafoni degli intellettuali pubblici in merito alla questione del mangiar carne: il movimento dei “Nuovi Vegan”. Come specificherò più avanti, siamo allo stesso tempo vicini eppure parecchio lontani: molti, percorrendo la strada del progresso morale, sono arrivati alla destinazione del veganismo a livello intellettuale ma non pratico.

In un dibattito tra il biologo Richard Dawkins e il filosofo morale Peter Singer, Dawkins ha sottolineato:

Mi trovo in una posizione morale molto difficile… Penso tu abbia un punto di forza quando affermi che chiunque mangia carne abbia l’obbligo molto forte di rifletterci seriamente su, e non trovo una difesa valida. Mi ritrovo nella stessa esatta posizione in cui tu e io siamo stati, be’ forse tu non ci sei stato ma io potrei esserci stato, duecento anni fa […] parlando della schiavitù … Penso che quello che vorrei davvero vedere sono persone come te avere un effetto sempre maggiore, oserei dire, sulla presa di coscienza e che la facciate diffondere sempre più cosicché non mangiar carne diventi norma sociale“.

“Persone come te?” E invece persone come Richard Dawkins?

Michael Shermer, autore de “L’arco morale“, ha twittato, “Caspita! Ho guardato Earthlings l’altra sera cercando del progresso morale. Ma quando si parla di animali si assiste ad una grande involuzione morale” e ha anche scritto un articolo intitolato “Confessioni di uno specista“. Per quanto promettenti questi segni fossero, ha anche ammesso tristemente: “No, non sono vegetariano ma penso che dobbiamo espandere la sfera morale fino a includere, almeno per iniziare, i mammiferi marini e tutti i primati”.

Lawrence Krauss recentemente ha avuto Peter Singer sul palco con lui come parte del Progetto Origini all’università statale dell’Arizona. Sebbene avesse iniziato l’evento vantandosi di indossare scarpe vegan e avesse ampiamente discusso con Singer le implicazioni etiche del mangiar carne (descrivendo le argomentazioni per il vegetarianismo come “potenti”), ha solo accennato che potrebbe diventare vegetariano.

Questo tipo d’ipocrisia morale dovrebbe essere esaminata con attenzione e di conseguenza ridicolizzata – ridicolizzata al punto da risultare un suicidio per la carriera di qualunque intellettuale pubblico che con ostinazione decidesse di perseverare. Per assurdo, Harris è stato messo alla gogna solo per aver fatto presente che la tortura di esseri umani in circostanze molto rare ed estreme sarebbe giustificata (in buona parte è il risultato di una volgare e cattiva interpretazione delle sue argomentazioni) mentre i suoi colleghi, che hanno pubblicamente ammesso di supportare implicitamente la sistematica tortura di animali non umani, non subiscono un danno equivalente alla loro reputazione.

Lo psicologo Steven Pinker, uno dei miei eroi, ha scritto il brillante e intenso libro I migliori angeli della nostra natura: il declino della violenza nella storia e le sue cause“. Sebbene notevole, sia per lunghezza che densità, il libro di Pinker dedica poco più di cinque pagine al mangiar carne e all’allevamento industriale. Nonostante sia ottimista nel bilancio del declino della violenza uomo contro uomo, Pinker afferma, “Ritengo che fattori imponderabili prevengano il movimento per i diritti animali dal duplicare in maniera precisa la traiettoria delle altre rivoluzioni per i diritti. Ma per adesso la posizione del traguardo non è il punto”. Qual è il punto? Il ben­essere umano, immagino.

I portabandiera dell’ateismo, del secolarismo, della scienza e della ragione hanno fatto meraviglie in così tanti ambiti del dibattito pubblico. Mentre giustamente dicono la loro su molte questioni morali non circoscritte all’indottrinamento religioso e al suo impatto sui diritti umani, i diritti animali hanno finora suscitato poca attenzione. Ad ogni modo, la cosa importante della ragione è che è uno strumento. La ragione non implica risposte ma è piuttosto un processo tramite il quale le conclusioni germogliano sotto la luce della migliore evidenza disponibile. La migliore evidenza disponibile attualmente mostra che mangiare carne e prodotti animali è sbagliato per gli animali, per la nostra salute e per l’ambiente. Molti fra i Nuovi Atei e i loro affini colleghi se ne sono resi conto; devono solo avanzare verso la luce.

Traduzione a cura di Amalia Caracciuolo e Costanza Troini

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/61ES8

2 Commenti

  1. Amedeo ha scritto:

    Gary yourofsky porta argomenti fondamentali a sostegno dello stile di vita vegan, riuscendo a cambiare migliaia e migliaia di persone con le idee inquinate.

    21 febbraio, 2016
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      “Gary yourofsky porta argomenti fondamentali a sostegno dello stile di vita vegan, riuscendo a cambiare migliaia e migliaia di persone…”

      Dici bene ed è vero. Peccato che il veganismo non sia uno stile di vita e questo nemmeno lui lo ha ancora capito.

      21 febbraio, 2016
      Rispondi

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