Europei di calcio 2012: dall’Ucraina con orrore


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Cucciolo dorso rubato alla madre in Ucraina - Europei di calcio 2012: dall'Ucraina con orrore

La kermesse calcistica avrà fine domani domenica 1 luglio con la finale che vede la nazionale italiana impegnata in campo contro la Spagna. Nessuno del clan azzurro ha detto nulla – nonostante i moltissimi appelli – per denunciare l’allucinante strage di Cani randagi perpetrata dalle autorità ucraine prima dell’europeo per “ripulire” le strade per i turisti del pallone.

Il commissario tecnico della nazionale italiana di calcio si è fatto fotografare tempo fa su un settimanale italiano con i braccio dei cuccioli, ma evidentemente era troppo spendere due parole per le decine di migliaia di altri Cani avvelenati e massacrati in Ucraina.
Ma per permettere lo svolgimento degli Europei di calcio il governo ucraino ha pensato bene anche di far sparire i numerosissimi bambini che solitamente mendicano per le strade di Kiev, e pare anche che siano stati sottratti fondi destinati al reparto di oncologia dell’ospedale di Kiev per poterli impiegare a copertura dei costi dell’Europeo di calcio. Insomma una catena di orrori senza fine ben chiaramente i media hanno quasi del tutto ignorato.

Mentre tutti i riflettori sono puntati sulla finale di domani, gli Animali (umani e non) in Ucraina soffrono: un esempio è un povero cucciolo di Orso venduto da uno zoo pubblico a un imprenditore per utilizzarlo come divertimento per i tifosi di calcio.
In Ucraia le sofferenze degli Orsi paiono essere senza fine, è tradizione, infatti, tenerli tutta la vita rinchiusi in piccolissime gabbie e ubriacarli con la birra per poi farli ballare in mezzo alla gente divertita.
Di seguito l’articolo sulla storia di Nastia, il cucciolo di Orso strappato all’affetto della Madre e venduto per divertire i turisti:

Dediciamo a Nastia la giornata del 1 luglio 2012 sperando che possa prestissimo ritornare da sua madre.

Fonte: http://all-4animals.com/2012/06/30/video-ucraina-il-cucciolo-di-orso-abusato-per-intrattenere-i-turisti-di-euro-2012

Ucraina: il cucciolo di orso abusato per intrattenere i turisti di Euro 2012

Ancora Ucraina, ancora abusi animali: stavolta a portare testimonianza dell’ennesimo atto di violenza ai danni delle creature non umane e l’affidabile associazione animalista austriaca Vier Pfoten, di cui abbiamo già parlato varie volte.

L’organizzazione ha infatti rilasciato il video che mostra gli abusi su un cucciolo di orso, chiamato Nastia, letteralmente rapito a sua madre e destinato a diventare “animale da fotografia” per i turisti che hanno invaso il Paese in occasione della sciagurata manifestazione Euro 2012.

L’immagine dolorosissima, che riportiamo in apertura di articolo, in cui il piccolo viene spinto senza tanti complimenti all’interno di una scatola da due uomini, stan piano piano facendo il giro del mondo per mettere in luce, per l’ennesima volta, il crudele trattamento degli animali in Ucraina.

Narnia è stato sigillato all’interno della scatola mentre ancora gridava terrorizzato. Il pacco è stato poi preso in consegna da un fotografo che da allora utilizza il cucciolo per scattare fotografie turistiche.

Il video reso pubblico da Vier Pfoten ha l’obiettivo di richiedere supporto nella richiesta allo zoo di Lutsk di riunire mamma orsa con il suo piccolo, che ha solamente quattro mesi di vita. Nelle riprese, mamma orsa gira come impazzita nella sua gabbia e si scaglia contro le sbarre mentre i lavoranti dello zoo le portano via il figlio.

Il portavoce di Vier Pfoten in Ucraina, il dottore Amir Khalil, ha dichiarato: “Le fotografie sono state scattate lo scorso maggio e sono state tra le più scioccanti che io abbia mai visto da quando lavoro in questa regione. In natura, un cucciolo di orso trascorre normalmente due anni con sua madre. Portarglielo via quando è ancora così piccolo significa traumatizzarlo. Inoltre, questo cucciolo viene utilizzato come attrazione turistica, con il risultato di ulteriore trauma permanente. La vendita di cuccioli d’orso a privati cittadini, in teoria, sarebbe anche vietata in Ucraina”.

L’intera galleria fotografica del rapimento del cucciolo può essere vista a questo link.

Di seguito: il video diffuso da Vier Pfoten.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/vE51h

8 Commenti

  1. marco ha scritto:

    .. per una societa’ che basa la sua alimentazione sul nutrirsi di animali, e’ difficile considerare come da evitare la sofferenza che questi lamentano: il soffrire del cucciolo e della madre, saranno stati considerati come sgradevoli complicazioni, comprese nel prezzo; del resto giocare con un orsacchiotto ubriaco puo’, da chi cio’ fa, essere considerato quasi un gesto d’affetto verso l’orsetto, rispetto al cacciarlo per la pelliccia da adulto.

    La nostra societa’ e’ troppo condizionante, soprattutto nell’indurci a ritenere come giuste le cose che altrimenti sentiremmo essere sbagliate.

    1 luglio, 2012
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  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Ora che tutto è finito anche questo dolore verrà presto dimenticato dalla massa, noi continueremo invece a ricordare e a denunciare.

    2 luglio, 2012
    Rispondi
  3. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Un ottimo articolo riassuntivo della situazione in Ucraina a cura di EssereAnimali:

    Fonte: http://www.essereanimali.org/ucraina-massacro-di-cani-per-gli-europei-di-calcio/

    Ucraina: massacro di cani per gli europei di calcio

    La mattanza dei cani e dei gatti in Ucraina non è affatto terminata, mentre questa operazione continua, il pallone pieno di euro ruzzola negli stadi da poco inaugurati.? Sembra che la UEFA (Union of European Football Associations) ed in modo particolare nella figura del suo presidente Michel Platini voglia scaricare le responsabilità al governo ucraino, che di fatto è l’esecutore di questo massacro, ma questo signore che ha consegnato ad una nazione 585 milioni di euro in modo che fosse in grado di ospitare una festa dello sport, in modo e maniera che riuscisse a costruire nuove infrastrutture e risanasse quelle deteriorate, conosce molto bene e meglio di noi la realtà dei fatti.

    E’ un fatto che una piccola parte di quei soldi sarebbe dovuta andare ai volontari per costruire soluzioni per accasare cani e gatti in buona parte già seguiti intenzionalmente da persone comuni e non pagate. Esistevano difatti comunità di randagi che vivevano in aree gestite da volontari che portavano loro tutte le cure necessarie per una sana condivisione delle aree urbane ed extra-urbane. Vi erano zone dove alcune persone avevano costruito cucce in legno con ciotole per l’acqua ed il cibo, dove i cani (tutti sterilizzati) avevano una vita tranquilla e potevano interagire tranquillamente tra di loro. Molte persone si curavano di animali pur non vivendo sotto lo stesso tetto.
    Queste realtà sono state barbaramente distrutte, le cucce sono state demolite, i cuccioli seppelliti vivi, molti altri avvelenati.? Quei volontari la cui vita era dedicata ai loro amici quadrupedi, oltre ad aver visto morire quei poveri animali (un cane avvelenato muore dopo moltissime ore di agonia) oltre a non aver ricevuto una lira (soldi che dovevano ricevere) sono stati bersaglio di ripetute percosse e minacce di morte, donne prese a pugni in faccia.
    Il signor Platini queste cose le sapeva bene e le sa ancora.

    E’ un fatto che impiegati comunali vengono ogni mattina impiegati dal governo come fossero killer spietati che girando per la città tentano di avvelenare qualsiasi creatura si muova a quattro zampe. Questa pratica indegna viene tollerata dalla stragrande maggioranza delle persone in quanto nessuno vuole avere a che fare con la polizia Ucraina. Gli impiegati comunali che decidono di accettare questi lavori sono poi quelle persone pescate a dichiarare più cani uccisi di quelli che sono perché i fondi stanziati dalle autorità sono stabiliti anche in base al numero di animali uccisi.

    E’ un fatto che dopo innumerevoli denunce arrivate da ogni parte del globo alcuni responsabili UEFA dichiaravano che il massacro dei randagi era terminato mentre invece qualsiasi semplice cittadino poteva ottenere un permesso cartaceo dal governo per uccidere cani e gatti, un permesso che li qualificava come Dog Hunter. E’ successo così che persone con problemi psichici cominciarono a giocare al tiro al bersaglio comodamente appoggiati al davanzale del loro balcone oppure al far west dalle auto in corsa come fossero cavalli. Un ragazzo ucraino intervistato dichiarò di aver ucciso oltre 100 cani come fossero trofei da esibire.

    E’ un fatto che il governo ucraino ha assunto persino a pagamento dei Dog Hunter Russi e che le uccisioni (non si sa come e perché) si moltiplicarono anche in quelle città dell’Ucraina dove non si sarebbero disputate partite. Cani (spesso cuccioli) torturati in ogni modo prima di essere uccisi (esistono diverse testimonianze, sia verbali che documentate con video) a bastonate, avvelenati, presi a fucilate, seppelliti vivi, chiusi in sacchi, in camere a gas artigianali, in forni crematori artigianali.

    E’ un fatto che sono stati uccisi migliaia di cani che da anni vivevano in perfetta armonia con la gente perché da essa erano nutriti e curati. Coesistevano in zone tipo cimiteri (ma anche aree verdi e di periferia) piccoli branchi di 8-10 cani dove le persone andavano a trovare i propri defunti e lasciavano un pezzo di pane agli animali. Testimonianze di persone che avevano adottato un cane nel parco davanti casa e che la mattina venivano accompagnati al lavoro da questi si sono visti avvelenare i propri amici senza alcun motivo. Moltissimi bambini che giocavano con cani di quartiere perfettamente integrati ora sono ancora in lacrime perché hanno visto morire i loro amici.

    E’ un fatto che il governo ucraino ha deliberatamente abbattuto in aree urbane dei bellissimi e monumentali castagni ultra centenari per aumentare spazi per chioschi di hot dog e patatine.

    E’ un fatto che gruppi di bambini orfani 8-9-10 anni sono stati allontanati dalla polizia Ucraina un mese prima dell’inizio delle partite per continuare la pulizia delle strade. Quindi oltre alla depredazione di specie anche quella etnica. Nessuno ancora sa dove sono stati portati questi bambini e quali siano le loro condizioni.
    Fonte: La Repubblica.it

    E’ un fatto che durante le uccisioni per avvelenamento moltissime persone tentarono in lacrime di salvare i loro amici precipitandosi dai veterinari e perfino in ospedali. Moltissimi veterinari si rifiutarono di curare i randagi. Nessuno ancora conosce i motivi di queste gravissime omissioni di soccorso condannate dalle leggi della comunità europea e perseguibili penalmente. Può essere possibile ma improbabile che un veterinario si rifiuti di soccorrere un paziente ma tanti veterinari è cosa inverosimile.

    E’ un fatto che comuni cittadini furono invitatati ad aiutare i Dog Hunter nel compiere uno dei più grandi genocidi di cani e gatti della storia, cittadini incoraggiati da un piccolo premio individuale: un biglietto per lo stadio.

    E’ un fatto che quei gruppi di cani catturati e lasciati vivere sono stati poi venduti e stabulati in laboratori che praticano la vivisezione.

    E’ un fatto che questi europei sarebbero dovuti costare 300 milioni di euro ma invece ne sono serviti 585 di milioni. Soldi che avrebbero dovuto preservare la vita degli animali ma che sono serviti solo a uccidere centinaia di migliaia di innocenti e ad abbattere alberi vecchi oltre un secolo. Soldi che sono serviti a far piangere donne, uomini e bambini che condividevano sentimenti con i loro simpatici amici quadrupedi.
    Soldi che hanno rotto costole a chi se ne occupava, che hanno fatto lividi a donne giovani e anziane, soldi che hanno permesso vandalismo ai danni di semplici cittadini. Soldi che dovevano servire a sterilizzare e sistemare in strutture consone animali sono serviti a uccidere e creare odio.

    E’ quindi è un fatto che la UEFA poteva fare tanto, tantissimo, ma non ha fatto nulla nonostante le migliaia di lettere di denuncia da parte della comunità di cittadini di Kiev, nonostante la denuncia degli attivisti italiani ed in particolare nella figura del fotoreporter Andrea Cisternino, nonostante la denuncia delle rappresentanze umanitarie e animaliste di tutto il mondo, nonostante le petizioni firmate da centinaia di migliaia di cittadini di tutto il mondo, nonostante la documentazione orale, cartacea, fotografica e video dei massacri quotidiani fornita da giornalisti, cittadini ucraini e attivisti di varie nazionalità, nonostante la presa di coscienza di tutti i governi europei, nonostante la divulgazione di notizie (seppur minima) di tutti i media europei, nonostante esistano precise leggi europee dei diritti degli animali.

    Ancora una volta gli animali vengono negoziati secondo leggi e interessi di mercato, per quanto le intenzioni della UEFA non erano il risultato che tutti conosciamo, secondo i loro piani i randagi andavano sistemati a tutti i costi ed entro i tempi stabiliti. Si dovevano costruire infrastrutture e intraprendere campagne di sterilizzazione già cominciate dai volontari, si dovevano attivare interventi di adozioni locali ed esterne, si doveva sensibilizzare l’opinione pubblica, si doveva preservare e non perseguitare.
    La desensibilizzazione nei confronti delle altre specie, il non riconoscimento dei diritti universali, la reificazione dell’individuo ad oggetto sono il chiaro movente di quello che è potuto accadere, l’irrefrenabile sete del massimo profitto a tutti i costi ha avviato quel dispotismo squilibrato che ha voluto scegliere l’uccisione piuttosto che la soluzione.

    Se fossero state persone sarebbe accaduto tutto questo?
    Se fossero stati esseri umani e non cani e gatti saremmo ancora seduti davanti al nostro schermo?

    2 luglio, 2012
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  4. marco ha scritto:

    questo rendiconto di “cereal killer” e’ talmente agghiacciante che sembra un testo horror, sembra impossibile che descriva una cosa vera, contestualizzata poi in un contesto che in teoria sarebbe di gioco.

    2 luglio, 2012
    Rispondi
  5. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Caro Marco,

    la cosa più agghiacciante è che si parla della realtà che la maggior parte delle persone non vuole vedere.

    2 luglio, 2012
    Rispondi
  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Buone notizie per l’orsetto Nastia e forse anche per sua madre!
    Di seguito l’articolo e il link dove poter vedere un video delle fasi del salvataggio.

    Fonte: http://all-4animals.com/2012/07/16/video-nastia-orsetto-abusato-in-ucraina-e-stato-salvato-da-vier-pfoten/

    Nastia, orsetto abusato in Ucraina, è stato salvato da Vier Pfoten

    Grazie all’intervento dei tanti animalisti ucraini e non solo, il cucciolo d’orso trafugato alla madre, rinchiusa in un zoo, per essere venduto ad un fotografo ed utilizzato come attrazione turistica è stato portato in salvo dall’associazione Vier Pfoten/Four Paws.

    Nastia era stato tolto alla mamma quando aveva solamente quattro mesi – un’età davvero troppo verde per una separazione del genere, seppure non esista un momento giusto per crudeltà di questo tipo.

    Grazie allo sconcerto massmediatico provocato dalle odiose immagini (che trovate in questo articolo) che mostravano il piccolo strappato alla mamma e chiuso in una scatola mentre urlava disperato, la questione si è fatta così spinosa da raccogliere proteste in tutto il mondo, soprattutto perché la vendita di orsi è illegale in Ucraina. Grazie ad una serie di donazioni a Vier Pfoten/Four Paws per assicurare sia a Nastia che alla sua mamma il trasporto, le cure veterinarie e una sistemazione, i volontari sono riusciti in breve tempo ad accordarsi con le autorità ucraine per rintracciare il piccolo.

    Vier Pfoten/Four Paws è quindi riuscita a ritrovare l’orsetto e il fotografo che lo aveva acquistato dallo zoo è stato costretto a cederlo. Disidratato e malnutrito, sofferente di diarrea, e pieno di lesioni in bocca, il piccolo Nastia è ora in terapia e dovrebbe riuscire a riprendersi.

    Il responsabile del progetto ucraino di Vier Pfoten/Four Paws, il dottor Amir Khalil, ha dichiarato al Daily Mail: “Ero orripilato nello scoprire il crudele trattamento riservato a Nastia e sono felice del suo soccorso”.

    Nel video che segue si vede chiaramente la preoccupazione e la compassione sui volti dei soccorritori di Nastia. La storia, ovviamente, non finisce qui perché l’orsetto avrà bisogno di molto tempo per guarire sia dalle ferite del corpo che da quelle dell’anima. Lentamente, lui e sua madre verranno riavvicinati.

    Il progetto a lungo termine prevede poi di trovar loro una sistemazione adeguata, lontana dallo zoo dove vivono ora. Il futuro di Nastia sarebbe stato segnato da dolore e paura – ora ha finalmente la possibilità di vivere una vita più consona alla sua natura e più felice.

    19 luglio, 2012
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