Essere vegani per salvare il mondo: ora lo dice anche l’ONU


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Potremmo definirla la scoperta dell’acqua calda, ma queste notizie le riteniamo ugualmente importanti.
Il rapporto citato è da considerarsi un ulteriore passo verso un inevitabile cambio di regime alimentare (e non solo) non più facoltativo, ma obbligatorio, pena la distruzione del pianeta.


http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/10/06/cambiamenti-climatici-poverta-onu-dieta-vegana.html

Cambiamenti climatici e povertà , l’Onu: “Per salvare il mondo seguire una dieta vegana”

Dieta vegana contro la fame nel mondo, gli effetti dei cambiamenti climatici e la povertà . Secondo quanto affermato dall’Onu, riportato dal Guardian, per salvare il mondo è necessario un minor consumo di prodotti animali: la cucina ricca di carne e latticini sarà  nel prossimo futuro “insostenibile”. “Gli impatti sull’agricoltura cresceranno sostanzialmente a causa dell’aumento della consumazione di prodotti animali da parte della popolazione – ha affermato il rapporto United Nations Environment Programme delle Nazioni Unite (Unep) – Contrariamente al combustibile fossile, è però difficile trovare alternative: la gente deve mangiare. Una notevole riduzione di questi tragici impatti sarebbe possibile solo con un cambiamento globale della dieta”.
Una dieta vegetariana appare essere la “migliore soluzione” per la sopravvivenza del nostro pianeta. Secondo gli autori del rapporto i prodotti animali causano più danni rispetto alla produzione di minerali, plastica o metalli: l’agricoltura, in particolare solo per la produzione di carne e latticini, rappresenta il 70% del consumo globale di acqua dolce, 38% dello sfruttamento delle terre e il 19% dell’emissioni di gas serra. Il gruppo di esperti ha inoltre classificato prodotti, risorse, attività  economiche e trasporto secondo il loro impatto sull’ambiente. Dai risultati è stato evidenziato che l’agricoltura risulta essere “al pari” con il consumo dei carburanti fossili in quanto il consumo di entrambi è aumentato drasticamente a fronte della crescita economica.
“I prodotti animali causano più danni che la produzione di minerali da costruzione come la sabbia o il cemento, la plastica o i metalli – ha commentato Edgar Hertwich, capo autore del rapporto -. La biomassa prodotta e i raccolti per gli animali sono tanto pericolosi quanto la fusione dei combustibili fossili”.
04 giugno 2010

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/b8dxs

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