Dei delitti e delle pene


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1176168 393201250815913 509877870 n - Dei delitti e delle peneDei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria pubblicato nel 1763 è un testo famoso e spesso citato. Molti passaggi del libro sono ancora oggi di aiuto ed attuali. Un amico di Walter Giordano (collaboratore di Veganzetta) commenta la seguente frase estrapolata dal secondo capitolo del libro per avviare una considerazione di carattere generale sulla questione NO TAV:

“Ogni pena che non derivi dall’assoluta necessità, dice il grande Montesquieu, è tirannica; proposizione che si può rendere più generale così: ogni atto di autorità di uomo a uomo che non derivi dall’assoluta necessità è tirannico.”

Di seguito la risposta di Walter. Umanamente d’accordo, animalisticamente assai meno. Per coerenza bisogna sostituire “da uomo a uomo” con “da vivente a vivente”. Assoluta necessità non ce n’è mai, in nessun caso: Riva e Marchionne possono vivere senza sfruttare, l’Italia del TAV può stare senza e ognuno di noi può mangiare senza uccidere. Chiedere rispetto e giustizia quando da sopra ti schiacciano i diritti e la testa implica, almeno, il dovere di non tagliarla a chi sta sotto. Disattendere, dopo 250 anni, l’orientamento base, è probabilmente causato dall’aver sempre cominciato le rivoluzioni dal primo piano e mai dal pian terreno: quello delle stalle, delle gabbie, dei recinti e delle catene. Ciclicamente ristrutturiamo la nostra casa ma, in basso e nel frigorifero, c’è sempre la dimostrazione che, del più debole, puoi sempre abusare. Pene nelle stalle e delitti nei mattatoi. Ovunque. Non per caso. Ma per responsabilità precisa. Walter

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/7PQpw

2 Commenti

  1. Paola Re ha scritto:

    Chi lamenta l’oppressione dall’alto ma poi la esercita egli stesso su qualcuno più in basso di lui, perde di credibilità. Vale per tutti: associazioni, comitati e movimenti umanitari, solidali, ambientalisti, culturali, pacifisti, antifascisti, antimilitaristi, e via elencando… tutti impegnati nella difesa di diritti umani ma poi, senza andare necessariamente a vedere i loro frigoriferi, limitandosi alle cene di finanziamento e alle feste che propongono, viene il voltastomaco e il voltaanima. Pare che il diritto a consumare cibo animale sia il diritto umano più importante: il primo da difendere. Dovrebbero avere il coraggio a scriverlo nei fondamenti dei loro statuti e regolamenti, così sarebbe ufficializzato e avremmo tutti le idee più chiare sui loro valori etici.

    1 marzo, 2014
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      A prescindere dalla questione animalista ciò che dici è applicabile in ogni attività umana purtroppo: essendo la nostra una società piramidale che veicola una cultura piramidale, il più debole ha sempre qualcuno che è sotto di lui nei confronti del quale è più forte, e questo fino a spingersi ai margini estremi della società umana oltre i quali ci sono solo gli Animali che non appartenendo alla nostra società, ma essendone sfruttati, rappresentano forse l’ultimo gradino dove si accumula la maggior parte della sofferenza.

      1 marzo, 2014
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