Dalla conference in Lussemburgo uno stimolo a migliorare


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Fonte: Nemesi Animale

Dal 12 al 15 settembre si è tenuta in Lussemburgo la terza edizione della International Animal Rights Conference, una serie di conferenze, incontri e dibattiti con persone di tutto il mondo.

E’ stato un vero piacere avere la possibiltà di conoscere persone provenienti da molti paesi europei, dagli Stati Uniti, dal Brasile, dalla Cina e persino dalla Palestina. In un clima di sincero interesse per la liberazione animale e su come sviluppare le migliori strategie e percorsi per arrivare al nostro comune obiettivo, abbiamo ritrovato spinta e energie nuove per continuare con il nostro lavoro. Abbiamo incontrato persone capaci di trasmettere entusiasmo e che comunicano attraverso il loro essere e le loro parole un genuino interesse per qualcosa che molto spesso rimane solo uno slogan: liberazione animale, liberazione umana. 

La forza di questo evento è stata la molteplicità degli interventi in un clima di rispetto e attenzione per le posizioni e l’espressione delle idee degli altri partecipanti, anche se diverse dalle proprie.  L’energia che si sprigiona da chi è onestamente e sinceramente impegnato in progetti finalizzati a raggiungere ciò che si dichiara di volere è qualcosa che irradia e dà nuova vita facendo dimenticare ciò che non merita attenzione e che causa solo indebolimento e spreco di energie.

Questo è potuto succedere perché organizzatori, relatori e partecipanti partivano da un terreno comune, condividendo profondamente e solidamente l’idea che la liberazione animale è indissolubilamente legata a pratiche quotidiane che non lascino spazio a attitudini discriminatorie di alcun tipo. Definiti i presupposti con cui le persone si sono incontrate, si è potuto procedere in modo sereno all’analisi di idee e strategie con cui portare avanti progetti e istanze di liberazione di tutti gli animali, noi compresi, dalla soggiogazione e dalla schiavitù che attanaglia questo mondo.

Tra le tante presentazioni, alcune ci hanno particolarmente ispirato e dato nuova spinta: si tratta di situazioni molto diverse tra loro e anche di piani d’azione differenti.

Tra le proposte culturali e di spinta alla riflessione, segnaliamo un’autrice statunitense che si chiama pattrice jones (nome e cognome volutamente scritti da lei in minuscolo). Attiva nel movimento contro la discriminazione ai danni di omosessuali e donne sin dagli anni settanta, pattrice ha fondato un rifugio per animali salvati dall’industria della carne che viene gestito in un’ottica ecofemminista.

Il suo lavoro culturale è fondamentale per il moviemnto di liberazione animale perché incentrato sull’analisi delle intersezioni tra le varie oppressioni esistenti. pattrice ha tenuto due conferenze: “Intersectionality in theory and practice” e “What’s wrong with rights”. Prima di inziare la sua esposizione, pattrice è solita parlare di uno degli animali ospiti del suo rifugio, lo fa conoscere alla platea, racconta la sua storia e quello che lei impara da lui o lei.

Troppo spesso le proposte culturali e quelle filosofiche non sono accompagnate da una reale presenza e influenza degli animali nella vita di chi ritiene di poter parlare di antispecismo e liberazione animale, perciò vedere come molto semplicemente e umilmente una persona si rivolga non solo al pubblico ma anche ad animali reali, è davvero confortante.

Chris de Rose, fondatore dell’organizzazione Last chance for Animals è una persona che ha avuto un ruolo fondamentale e che viene ritenuta a buon diritto uno dei padri del movimento di liberazione animale. Grazie al suo lavoro di infiltrazione e documentazione nei laboratori di vivisezione ha reso possibili molteplici liberazioni portate avanti da cellule anonime dell’ALF (animal liberation front).

La sua storia è piena di incredibili vicende e la sua vita è stata completamente dedicata a uno scopo, quello della fine della schiavitù degli animali, che troppo spesso rimane solo una dichiarazione di intenti. Consigliamo la lettura del suo libro “In your face”, tradotto in italiano con il titolo di “A muso duro”.

Sempre più persone in tanti paesi scelgono di dedicarsi alla questione dello sfruttamento degli animali e in Lussemburgo abbiamo fatto la conoscenza di attivisti meravigliosi provenienti da paesi come Brasile, Cina, Moldova e poi da altri dove c’è una storia di atttivismo già più consolidata come la Polonia. In questo paese, terzo produttore di animali da pelliccia, ha ricevuto molta attenzione la sollevazione di un intero villaggio contro la costruzione di un allevamento di visoni, progetto che è stato bloccato grazie all’occupazione dei terreni, al blocco del tir che portava gli animali e alla distruzione delle strade intorno all’allevamento per non permettere a nessuno di far arrivare i visoni nelle gabbie. Come ci ha detto l’attivista polacca fondatrice dell’associazione Otwarte Klatki, che segue le proteste e aiuta gli abitanti, questo è un esempio di femminismo in pratica, con le donne del posto impegnate in prima fila e promotrici di incontri, iniziative, capaci di trascinare e di essere il vero motore della protesta.

Particolare attenzione merita la presenza di due ragazzi provenienti da un campo profughi palestinese alle porte di Ramallah che hanno presentato la loro associazione: Palestinian Animal League, una delle due associazioni palestinesi impegnate nella salvaguardia degli animali ma che alla tutela degli animali selvatici aggiunge anche il rispetto e la considerazione per gli animali cosiddetti da reddito e per quelli che ancora abitano le martoriate terre palestinesi, costretti a subire non solo molteplici violenze da parte della forza militare israeliana in quanto animali che vivono in una zona di guerra, ma anche sfruttamento, maltrattamento e crudeltà da parte della popolazione palestinese.

Igualdad Animal/Animal Equality come sempre ha dimostrato come professionalità e serietà siano condizioni indispensabili per chi vuole fare attivismo e vedere i risultati del proprio impegno. Le loro investigazioni stanno raggiungendo tantissime persone tramite un ottimo utilizzo dei media e la più recente, sul commercio di carne di cani e gatti in Cina, sta aiutando concretamente il crescente movimento per i diritti animali di quel paese, che  affronta coraggiosamente difficoltà culturali e repressione politica.

Un contributo importante è stato quello di Nick Cooney, autore di “Change of heart, what psichology can teach us about spreading social change”. Se vogliamo vedere dei cambiamenti sociali non possiamo ignorare quanto siano importanti il modo in cui si presentano le questioni e l’atteggiamento che si ha nei confronti di coloro che vorremmo coinvolgere o che vorremmo far diventare parte di una rivoluzione, anche se solo di ciò che si mangia. Cooney ha analizzato studi e ricerche di socio-psicologia per applicarle all’attivismo e offre interessanti spunti pratici e di riflessione. Nei prossimi giorni sarà a Roma e Bologna per altre conferenze.

Da notare inoltre l’interesse per la lotta alla vivisezione portata avanti in Italia negli ultimi anni dalCoordinamento Fermare Green Hill, che ha saputo rimodellare stili di campagne utilizzati in tutto il mondo per avere maggiore consenso e ottenere un cambiamento culturale non indifferente. La storia a lieto fine dei beagle di Green Hill e l’occupazione di Farmacologia a Milano hanno ispirato attivisti di ogni parte del mondo.

Bisogna sapersi impegnare e lavorare quotidianemente perché non riusciremo mai ad arrivare alla realizzazione dei nostri obiettivi se prima non dipaniamo la zona appannata che c’è tra dove siamo e dove vogliamo arrivare.E questi 4 giorni in Lussemburgo hanno offerto molti spunti per saperci arrivare meglio.

–> Per vedere tutti i video delle conferenze clicca QUI

–> Per maggiori informazioni sulla IARC vedi il SITO

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/1egxB

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