Dal n° 4 / anno 2: Alieno in città : abbattuto


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alieno - Dal n° 4 / anno 2: Alieno in città : abbattuto

Un alieno disorientato e ferito ad un occhio ha sconvolto ieri mattina la vita dei cittadini, prima di essere ucciso con tre colpi di fucile.
Erano le 11 quando il grosso alieno ha fatto la sua comparsa nel centro cittadino.
Subito è iniziata la caccia. Dopo avere travolto e ferito lievemente un bambino e una donna, inseguito dalle forze di tutela dell’ordine, l’alieno ha cercato rifugio in un parcheggio sotterraneo. Lì è stato prima bloccato e poi abbattuto.>>

Un Cervo ha strappato il velo di mistificazione eretto attorno alle tane-urbane collettive umane.
Ed è stato ucciso da personale umano autorizzato, come un medico elimina un virus alieno ad un corpo.
Viviamo in città -fortezza le cui fondamenta affondano nel sangue.
La città  è il generatore dell’attuale civiltà  e lo sarà  sempre più nel prossimo futuro in cui la grande maggioranza degli Umani vivrà  in megalopoli.
Tra le invisibili mura mediatiche delle città  l’umanità  urbanizzata evolve verso diffuse sensibilità  compassionevoli verso gli altri.
La città  è il luogo dove la vicinanza tra gli individui genera un forte controllo sociale reciproco e una maggiore sensibilità , quantomeno apparente.
E la città  è anche il luogo dell’artificialità  suprema, dove il rapporto con la realtà  è sempre mediato e raramente diretto e carnale: filtrato dai mass media, dalle immagini finte che riscrivono periodicamente il paradigma di quello che gli Umani vorrebbero vedere attorno a loro, dalle automobili che annullano lo spazio e separano dall’aria e dalla terra, dalle case asettiche e insonorizzate, dagli ospedali in cui la sofferenza è normalizzata, dagli obitori in cui il contatto con la morte è delegato, tecnicizzato.
Perché?
Un paradosso può continuare ad essere il fondamento di uno stato di cose fintantoché nessuno lo percepisce profondamente e si ribella, facendo collassare il tutto attorno a questo germe di lucidissima follia / a-normalità 
Ed il paradosso fondante è questo: lo stesso luogo che ha generato numerosi aspetti positivi e piacevoli della civiltà  umana è anche la bocca insaziabile da sfamare che fagocita vittime Umane e Animali.
Questa situazione perdurerà  solo fino a quando l’Umano non vedrà  (se potrà  farlo) cosa vi è al di là  delle mura della città .
Egli vittima consenziente della possente mistificazione auto-prodotta, Golem delle lordure, il cui più grande successo è quello di aver creato Umani che coccolano il loro Cane o Gatto, riempiendosi la bocca sorridente delle carni sofferenti di un Agnello sgozzato.
La realtà  oltre le mura è allontanata indefinitamente come una piatta e grossolana scenografia. Finta, distante. Il ribaltamento è totale: attori su un palco auto-costruito che recitano sempre meno consapevoli, credendo che tutto quello che sta al di fuori del palco sia finto e irreale.
Uno specchio davanti agli occhi può assumere il sembiante di una foto di un Cervo tra i tavolini di un bar che sembra ovviamente un fotomontaggio, ma non lo è.

E.A. Kopernik

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