"La felicità non è trovare prodotti vegani nei supermercati, bensì non trovare supermercati"

Dal n° 4 / 2011: Confondere (appositamente) i movimenti con le azioni intenzionali

Pubblicato da Cereal Killer il 1 dicembre, 2012 11:53 AM

Obiezione piuttosto diffusa all’antispecismo, come teoria radicalmente non violenta, è quella secondo cui la coerenza sia una chimera irraggiungibile.
Se si diventa vegani, col fine ultimo di astenersi per scelta etica da tutte quelle attività e pratiche che possono provocare danno, sfruttamento o morte degli Animali, si sta compiendo – secondo coloro che muovono quest’obiezione – un madornale errore di valutazione. L’errore risiederebbe nella necessaria incoerenza cui sono soggette le nostre azioni, entro il sistema complesso in cui svolgiamo le nostre vite. Se certamente divenire vegani permette di “salvare” la vita a certi Animali, altri resterebbero comunque uccisi o danneggiati dalle nostre azioni e, se davvero l’antispecismo propone un rispetto senza confini, questo causerebbe una serie di contraddizioni interne agli obiettivi della teoria stessa. Utilizzando l’automobile, ad esempio, uccidiamo moltissimi Insetti che vengono senz’altro investiti “inavvertitamente” e, camminando su di un prato, potremmo schiacciare “involontariamente” dei piccoli Animali senza nemmeno farci caso. Certamente, il nostro elenco di esempi, potrebbe continuare fino a includere i batteri – sempre presenti nei discorsi di chi cerca le falle teoriche dell’antispecismo – che uccideremmo lavandoci le mani, usando dei farmaci, ecc.
Chi argomenta in questo modo contro l’antispecismo, tuttavia, confonde due entità teoriche ben distinte nel dibattito filosofico, ma senza dubbio la distinzione è ben presente anche nel senso comune. Le due entità incriminate sono “movimento” ed “azione”, legate fra loro da sottili, e spesso sfumati, confini ontologici. Un famoso esperimento mentale, tratteggiato per la prima volta dalla penna del filosofo statunitense Harry Frankfurt (1) espone, in modo evidente, il ruolo dell’intenzionalità per definire cosa sia un’azione, e cosa non lo sia. Immaginiamo che un serial killer, degno di un film di fantascienza, sia anche uno scienziato d’avanguardia che riesca ad inventare un chip cerebrale da impiantare nel cervello dei suoi ignari sicari per costringerli ad uccidere le sue vittime. Se a un povero innocente venisse impiantato uno di questi chip, perdendo dunque ogni tipo di controllo sulle proprie volontà, e venisse costretto ad uccidere qualcuno dal serial killer che controlla il tutto seduto in poltrona dal suo studio, saremmo disposti ad ammettere che sia davvero il sicario ad aver compiuto l’azione, e dunque, l’uccisione in questione? Ovvero, il solo fatto di aver compiuto i movimenti che compongono l’omicidio, rende assassino il sicario? Questo breve esperimento mentale fa proprio al caso nostro, mostrando l’importanza dell’intenzionalità per attribuire un’azione a un individuo. L’intenzione di uccidere sembrerebbe chiaramente del serial killer che tuttavia non compie alcun gesto diretto sulle sue vittime ed infatti, intuizione comune, è quella secondo cui l’esecutore materiale non sia colpevole perché non aveva alcuna intenzione di compiere l’insano gesto.

Riconsideriamo adesso l’obiezione all’antispecismo che abbiamo discusso, ed articoliamo una risposta servendoci della distinzione tra movimenti e azioni.
L’antispecismo nasce per contrasto alla specismo definibile, già da David Nibert in poi, come un’ideologia giustificazionista diffusa per legittimare l’uccisione e lo sfruttamento degli Animali in modo mirato e preciso, ovvero con degli obiettivi intenzionali specifici: ricerca scientifica, divertimento, vestiario e alimentazione. Chi partecipa allo sfruttamento e alla morte degli Animali, sia come “produttore” che come “consumatore”, compie delle azioni intenzionali che mai possono essere confuse con movimenti involontari, e dunque la colpa della morte, e dello sfruttamento degli Animali, è facilmente attribuibile a chi ha compiuto quelle stesse azioni. Gli antispecisti smettono di compiere queste azioni, e dunque la loro non partecipazione alla tragedia, che è quel sistema di sfruttamento chiamato specismo, è fuori discussione. Il fatto che un antispecista, come un qualsiasi altro individuo che vive in società, sia soggetto ad azioni composte da movimenti che possono causare degli eventi inaspettati è fuori discussione ed infatti, che l’azione generale “guidare la macchina”, possa comportare l’uccisione di qualche Insetto (cosa che, per inciso, crea spesso non pochi sensi di colpa ad un antispecista) non inficia assolutamente le condizioni di possibilità dell’antispecismo come teoria realizzabile e coerente che mira a contrastare le azioni, e soprattutto le intenzioni, che rendono lo specismo ciò che è, e non di certo tutti i movimenti involontari delle persone di questo mondo. Programmare e/o sostenere, intenzionalmente, uno sterminio con cadenze regolari d’individui senzienti, quali gli Animali, obiettando poi a coloro che si dissociano da questa pratica terribile che, forse, ed ogni tanto, anche loro uccidono qualcuno perché le patate che mangiano sono state coltivate entro l’habitat di altri Animali, morti a causa di quelle coltivazioni, è ingenuo. L’ingenuità risiede, non solo nel credere che gli antispecisti non siano consapevoli di vivere in un sistema che, di rado, permette una totale affinità tra idee e pratiche diffuse ma, come abbiamo visto, nel confondere ciò che si fa intenzionalmente, pur potendo evitare di farlo, e ciò che per sbaglio, o per necessità, possiamo provocare mentre agiamo con l’obiettivo di fare tutt’altro. Che poi un giorno, in un potenziale futuro possibile in cui la liberazione dallo specismo sia effettivamente avvenuta, dovremmo cominciare ad analizzare anche le incoerenze dei nostri movimenti involontari è cosa possibile, e addirittura auspicabile dai teorici dell’antispecismo ma, per adesso, preoccupiamoci di frenare le azioni intenzionali, eticamente scorrette ed evitabili che soggiacciono allo specismo.
Fino ad allora, possiamo serenamente dispensare la scorretta obiezione che qui abbiamo discusso.

Leonardo Caffo

Note:
1) Frankfurt Harry (1978). ‘The Problem of Action’, American Philosophical Quarterly, 15: 157-62

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Pubblicato in Antispecismo | Commenti (14)

14 Commenti a “Dal n° 4 / 2011: Confondere (appositamente) i movimenti con le azioni intenzionali”

  1. Bimbominkiail 01 dic 2012 alle 21:50

    questo Leonardo Caffo ke scrive qui è lo stesso che ha fondato la rivista Asinus Novus, cioè quella che accoglie in redazione gente legata a casa pound e la difende pure? tutto ciò non è molto antispecista… proprio qui ke è stato pubblicato un dossier sulle infiltrazioni di destra nell’antispecismo? state attenti a scegliervi gli amici, no?
    questo è il suo sito dove si intervistano allegramente personaggi come Alessandra Colla di Eurasia dandole spazio per sputare sentenze sul superamento di destra e sinistra e di quanto è una povera vittima dei compagni antifascisti:
    http://asinusnovus.wordpress.com/2012/11/24/antispecismo-mai-a-destra-intervista-ad-alessandra-colla/
    poi i redattori dl sito la difendono dando dei bimbominkia agli antifascisti….

  2. Cereal Killeril 03 dic 2012 alle 11:46

    Si è lo stesso Caffo della rivista Asinus Novus, ma è anche lo stesso che faceva parte della redazione di Liberazioni, e che ha scritto varie volte su Veganzetta ben prima che nascesse Asinus Novus.
    Veganzetta ha sempre fatto molta attenzione nella scelta dei collaboratori, questo proprio perché siamo del tutto indipendenti e dotati di spirito critico anche nei riguardi degli stessi autori antispecisti.
    Ti ringraziamo per la segnalazione dell’intervista, ma crediamo che tu debba rivolgerti direttamente agli interessati per chiedere spiegazioni, e non a noi. Per quanto ci riguarda la nostra linea editoriale è chiara e specchiata, e – purtroppo – siamo stati forse gli unici a evidenziare pericolose infiltrazioni di destra già diversi anni fa.
    Inoltre bisogna fare attenzione anche alla cronologia degli articoli: come ben potrai vedere l’articolo in questione è stato pubblicato nel numero 4 / 2011 di Veganzetta, numero chiuso il 15 novembre 2011, quindi ben prima della “questione” Colla dato che Asinus Novus nasce come rivista nel maggio 2012.
    Come è nostra abitudine ripubblichiamo online tutti gli articoli delle versioni cartacee per dare la possibilità alle persone di leggere e far circolare i testi proposti. Questo non per cercare giustificazioni, ma solo per amor di verità.

  3. Antifascistail 03 dic 2012 alle 16:21

    In effetti ti dimostri il bimbominkia che sei, le chiacchiere sulla “povera vittima degli antifascisti” fanno capire quanto sei serio. Quindi se Maurizi intervista la Colla la cui colpa è di non prendere le distanze da Eurasia, allora anche Caffo che non prende le distanze da Maurizi che non prende le distanze da Colla dovrebbe essere resettato da tutti i siti di questo pianeta? Non so, ci mettiamo pure la nonna di Caffo nel tuo anatema?
    Ma tu guarda che gente…

  4. Leonardo Caffoil 03 dic 2012 alle 16:22

    scusate, solo per essere chiaro. Io sono molte cose, come ha evidenziato il redattore di questo sito, tra cui ANCHE fondatore di asinus novus, dottorando, appassionato di cucina vegan, ciccione, terrone, ecc.. Non mi interessa fare ora l’elenco della altre proprietà contingenti che attraversano e hanno attraversato la mia vita ma su una, necessaria, vorrei soffermarmi: sono antifascista. Questo girare con pseudonimi che hanno tutti ip comune è anche divertente, intendiamoci, ma vorrei almeno non essere etichettato solo per aver difeso la libertà di opinione anche di chi non la pensa come me: esattamente come difendo la tua di darmi del fascista, ma ti prego di non farlo se ne hai voglia. So che mi commenterai mandandomi affanculo, ma io, che so chi sei, ti voglio bene lo stesso.

    ciao.

  5. Cereal Killeril 03 dic 2012 alle 19:30

    Ciao Leonardo,

    Grazie per il tuo commento, e soprattutto grazie per esserti firmato con il tuo nome e cognome senza celarti dietro comodi nickname.
    Vi chiediamo solo di non usare la veganzetta per alimentare scontri personali, siamo disponibili per un confronto come “campo neutro” se ci sono da evidenziare divergenze di opinione e/o impostazione. Ciò vale anche per Bimbominkia e Antifascista. La questione di Alessandra Colla può diventare un problema serio e sarebbe quindi utile risolverla in modo intelligente e non insultandosi.

  6. Leonardo Caffoil 03 dic 2012 alle 22:48

    non lo farei mai! anzi buon lavoro, e grazie come sempre per quello che fate. Un abbraccio!

  7. Antonio Volpeil 04 dic 2012 alle 10:21

    Vorrei capire: quindi se appare qualcosa di interessante su Asinus, da quando c’è la “questione Alessandra Colla”, non è più degno di essere ripreso qui?

    Qualcuno dovrebbe spiegarmi a che diavolo serve questo cordone sanitario intorno a chi dà parola a chi fascista non è mai stato e di certo non lo è ora.
    Se si è letto quel che dice nell’intervista, ovvio…

    Qualcuno crede davvero che Alessandra sia la testa di ponte dell’infiltrazione dell’estrema destra nel movimento?
    Ma qualcuno ha letto le risposte che hanno dato su Asinus i “camerati” che l’accusano di aver venduto il culo?
    Vi pare la condizione di possibilità di un’infiltrazione?

    Oppure c’è il rischio “contaminazione”?
    Di che?
    Del pensiero? A parte che se il pensiero non si contamina resta slogan e retorica.
    E comunque: bella fiducia nella battaglia delle idee, della critica puntuale, nel confronto. Della capacità critica e dell’autonomia di pensiero dei singoli.

    Tutti ingenui pronti a cadere nella rete del “terzoposizionismo”?

    E chi si erige a direttore delle coscienze “ingenue”?

    Chi si autolegittima all’intervento sanitario del cordone securitario?

    Vorrei sapere davvero chi non ha mai scagliato pietre, chi è abbastanza puro per
    permettersi questo ruolo… E come non si fa a vedere la convergenza fra questa purezza e l’identitarismo…

    Ciccione, mezzo terrone e antifascista pure io,
    Antonio

  8. Cereal Killeril 04 dic 2012 alle 10:58

    Per Antonio: sei davvero sicuro che vuoi capire? Perché dalle domande che tu hai posto traspare che forse non lo vuoi davvero. Qualcuno per caso ha scritto che non si pubblicherà più nulla che riguarda Asinus Novus?
    Anche se pare essere lo sport nazionale, ti chiediamo di non sparare giudizi senza prima aver ben chiara la situazione.
    Se fosse come dici tu non avremmo nemmeno pubblicato l’articolo di Caffo.

    Spereriamo di aver fugato i tuoi dubbi.

  9. Antonio Volpeil 04 dic 2012 alle 14:48

    No, i miei dubbi non sono stati fugati.

    Perché se dici: no guarda pubblichiamo ancora da Asinus, però ti giustifichi davanti a chi tira in ballo Asinus come luogo in cui si ospitano i fascisti, scrivi che l’articolo di Leo è stato pubblicato prima dell’avvento di Alessandra (con tanto di date), c’è quantomeno qualcosa di sospetto.

    Il cordone sanitario intorno ad Asinus è già cominciato, non sono io che sparo giudizi a caso.

    Mi sembra che sia tu ad aver alimentato confusione e ambiguità.

    E, sì: io vorrei capire come è possibile che rivendichi chiarezza e correttezza e poi ci si lanci in queste circonvoluzioni.

    Intanto io rispetto ad Alessandra e Asinus ho espresso *chiaramente* la mia posizione.

    Se sono andato troppo in là a immaginare che ruolo vogliate avere voi in questa vicenda, beh… non è solo “colpa” mia…

    Se ti va di chiarire la tua e la vostra posizione, qui o altrove, te/ve ne sarei grato.

    Ciao

  10. Cereal Killeril 04 dic 2012 alle 15:40

    Caro Antonio,

    Come è ormai palese continui a non voler capire.
    Noi non pubblichiamo nulla su Asinus Novus, né Asinus Novus pubblica qualcosa sul nostro giornale, non lo si è mai fatto, e non per una precisa volontà, ma solo perché non c’è stata occasione.
    Quindi non abbiamo interrotto o cambiato nulla.
    La precisazione che abbiamo fatto a chi avanzava dubbi sulla questione è solo per amor di verità e per correttezza: non abbiamo pubblicato l’articolo di Caffo ora per avviare polemiche o altro, lo abbiamo fatto perché da molti anni a questa parte, ben prima che nascessero Liberazioni e Asinus Novus, lo abbiamo sempre fatto, e continueremo a farlo.
    Quindi pubblicando l’articolo di Caffo abbiamo solo voluto compiere un gesto di consuetudine. A noi le tue crociate pro Colla non interessano, e nemmeno interessano le crociate contro Colla, semplicemente perché non riteniamo importante essere pro o contro questa persona. Ci sono stati articoli e chiarimenti, ciascuno si farà la propria idea, semplicemente non è un problema che ci tange.
    Non solo sei “andato troppo in là” ma hai del tutto sbagliato bersaglio, è per questo che si parlava di “campo neutro”: siamo totalmente estranei alla vicenda.
    Visto però che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, è meglio che la questione si chiuda qui, e che chi ha voglia e tempo di continuare questa polemica, vada a farlo altrove. La nostra linea editoriale è coerente, lo è sempre stata e continuerà ad esserlo.

  11. Antonio Volpeil 04 dic 2012 alle 23:19

    “La precisazione che abbiamo fatto a chi avanzava dubbi sulla questione è solo per amor di verità e per correttezza: non abbiamo pubblicato l’articolo di Caffo ora per avviare polemiche o altro, lo abbiamo fatto perché da molti anni a questa parte, ben prima che nascessero Liberazioni e Asinus Novus, lo abbiamo sempre fatto, e continueremo a farlo.”

    Infatti continuo a non capire come mai questo amor di verità sbocciato davanti a chi poteva accusarvi di collaborazionismo col nemico.

    “Sì, la verità. Ma qual è l’interesse a dire la verità?” Nietzsche.

    Che poi mi si dia del crociato, mentre mi si rimprovera ottusità e maleducazione, davanti a questa solida ambiguità mi pare un po’ osceno.

    Posso o non posso dire quello che penso in questo “campo neutro”, o il campo neutro è già “schierato”‘. Ed è possibile che io ottenga il nullaosta alla buona fede della mia autonomia di pensiero?

    A me pare abbiate lanciato il sasso e nascosto la mano, alla faccia della correttezza a cui richiamate.

    Ma se i miei interventi sono “importuni”, buona vita a tutti.

  12. Cereal Killeril 05 dic 2012 alle 11:03

    Antonio,

    Interrompiamo questo dialogo assurdo. Buona vita pure a te.

  13. miriuzzail 07 dic 2012 alle 09:21

    che ne direste di tornare all’articolo?
    sono antispecista intenzionalmente..
    ;)

  14. Cereal Killeril 07 dic 2012 alle 16:12

    Ottima idea Miriuzza

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