Dal n° 2: Concepito per soffrire


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stabulari.jpgUna reale navigazione su un sito web: “Guida all’acquisto > animali > cani/gatti > cani, provenienza varia > bastardi” e giungiamo a “Marshall BioResources è specializzata nella produzione di Beagle e Cani meticci”: siamo nell’allucinante e schietto mondo dell’allevamento di Animali da laboratorio, ove i Cani vengono “prodotti” e non nascono dalla loro madre (secondo tale visione distorta, non certo secondo la realtà …
almeno per ora, ma le tecniche di clonazione potrebbero presto aprire nuovi fronti etici). Il settore che rappresenta il peggio ma anche la più intima essenza, spogliata da ogni retorica e falsità , dello sfruttamento degli Animali: ovvero la trasformazione ideale di un essere senziente, capace di emozioni e di una socialità  complessa in una “cosa”, una sorta di macchina biologica al servizio del profitto, le cui caratteristiche di sensibilità  vengono sì riconosciute (si parla infatti di “trattamento etico per evitare sofferenze inutili”) ma nel contempo negate come suo diritto. Infatti un trattamento che prevede l’anestesia è definito “umanitario” perché è una concessione di ipocrita pietà  che fa l’Umano sfruttatore verso l’Animale vittima, e non ha nulla a che fare con la soggettività  delle persona animale e la sua volontà  di fuggire la sofferenza e di cercare il benessere e la perpetuazione della sua vita (sarebbe come dire che un neonato umano non ha diritto a non soffrire, ma può solo sperare nel buon cuore dei suoi genitori). Si tratta insomma del mondo sconosciuto ai più (e ben poco pubblicizzato) degli allevamenti forzati di Animali destinati ai laboratori di ricerca medica, cosmetica e scientifica e dei loro luoghi di reclusione, ovvero gli “stabulari” (Vocabolario della Lingua Italiana, Treccani, Roma 1994, “locale annesso a istituti o laboratori di ricerca e sperimentazione zoologica o biologica, in cui si allevano o si ospitano gli animali necessari per gli esperimenti”). Allevamenti e stabulari sono gestiti sia da istituti pubblici, come le Università  o il CNR-ENEA, sia da enti privati, come centri di ricerca biologica ed aziende biotech, che operano spesso in sinergia tra loro. Volendo tracciare un ritratto dei vari “attori”, vi sono gli allevamenti (come Morini), gli allevamenti specializzati che praticano anche interventi pre-sperimentazione e manipolazione genetica (come Harlan); istituti di ricerca con allevamenti, istituti / aziende di ricerca con stabulari (come le Università , le aziende farmaceutiche, ecc). In Italia le aziende di allevamento principali sono quattro (alcune appaiono prevalentemente con l’immagine di “allevamenti normali” e di aziende di servizi e prodotti per la ricerca medica: Charles River Laboratories Italia S.r.l; Allevamenti Plaisant Sas; Harlan Italy; Stefano Morini S.a.S.) mentre gli stabulari sono in grandissimo numero (quasi tutte i dipartimenti universitari di Medicina e Veterinaria ne dispongono) e contrariamente a quanto si ritiene comunemente non vengono imprigionati o allevati solamente Topi e Cavie ma anche Cani, Gatti e Scimmie (ecco ad esempio i numeri della fase finale della vita di queste vittime Animali, ovvero la sperimentazione: nel 2003 in Italia sono stati torturati 1044 Cani, 13 Gatti, 496 Scimmie, nonché circa 800.000 roditori, 31 Cavalli, 1680 Maiali, 566 Mucche e migliaia di uccelli, rettili e anfibi, pesci…). Per quanto sia oramai risaputo cosa significhi per questi Animali finire in un laboratorio (gli orrori della vivisezione sono oramai quasi di dominio comune) pochi immaginano che tale tragedia non abbia un attimo di tregua, dalla nascita alla morte, ed anzi si potrebbe dire da ancora prima della nascita, viste le frequenti manipolazioni genetiche. Alcune aziende che praticano l’allevamento forniscono ai loro clienti anche una serie di servizi per preparare l’Animale agli esperimenti, in maniera che arrivi già  “pronto”…tali servizi includono: impianto di cateteri vascolari, pre-operazioni al cervello ed al cuore, impianto di cateteri, impianti di sistemi vari, operazioni sui tessuti morbidi (come incisioni). Il Cane o il Gatto o il Topo così “preparato” viene letteralmente spedito (in contenitori igienici ed isolati) al cliente, pronto per essere sfruttato. Come se non bastasse tali aziende possono fornire ai loro clienti brandelli di pelle dei loro Cani, Gatti e Topi, sangue o anche Animali geneticamente modificati (i cosiddetti “modelli”) per ottenere individui malati di diabete, tumore, obesità  ed altro. Esiste anche un lato “illegale” di questo sfruttamento, ovvero una sorta di”mercato nero” degli Animali deportati nei laboratori. Negli USA (e in chissà  quanti altri paesi, in cui non vi sono mai state indagini a riguardo) una fonte continua di vittime sono i campi di concentramento per Cani, i “canili” (negli Stati federati in cui viene praticata l’uccisione dei Cani) mentre in Italia pare esservi un certo mercato di Cani e Gatti rapiti dalla strada se randagi e prelevati da canili illegali o semilegali compiacenti. Il perché di questa predilezione per i cosiddetti Animali da compagnia è motivato dal fatto che si tratta di Animali che sono abituati e si fidano degli Umani e che dunque sono più facili da trattare (dei prigionieri docili ed inconsapevoli), che sono di facile reperibilità  (randagi, giardini incustoditi, automobili) e di un certo “valore commerciale”. La tragedia biografica di questi Animali si conclude in un trionfo di umana ipocrisia e fredda crudeltà : (Intervistatrice di “Report”, Rai3) “Dopo che li avete sperimentati, cosa ne fate di questi animali?” (Risposta responsabile Istituto M. Negri di Milano) “Li sacrifichiamo con metodo umanitario, cioè portati a morte con anestesia”.

Andrea Furlan

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/y6g03

8 Commenti

  1. Laura ha scritto:

    Mi mancava solo di sapere che esiste una preparazione pre-vivisezione per questi poveri martiri. Io non posso fare a meno di provare odio e schifo per questo genere di persone, quelle che rendono possibile questa catena di tortura e morte, quelli che lavorano in questi ambiti….differenze tra loro e i volenterosi carnefici SS???? studierei la psicologia malata di questa gente.

    5 febbraio, 2008
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  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Sicuramente chi si occupa di queste torture direttamente ne è il diretto responsabile, ma non dobbiamo mai dimenticare che ciò che questa gente fa è dovuto al fatto che la società  in cui viviamo – quindi anche noi – glielo permette, anzi glielo chiede.
    Un esempio? Il macellaio ammazza gli Animali, ma difficilmente continuerebbe a farlo se non ci fosse qualcuno disposto a comprare i pezzi di cadavere.

    5 febbraio, 2008
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  3. Laura ha scritto:

    Dunque, quello che dici è indubbiamente vero e io sono d’accordo. Ma l’aspetto che sottolineavo è il fatto che il compimento di certe azioni non ha nulla di sano ed è di questo che ci dovremmo preoccupare. Per anni ci si è chiesti, dopo la guerra, come potessero i gerarchi nazisti commettere atroci torture e violenze nei campi di sterminio, come potessero dopo il normale turno di lavoro rientrare nelle loro casette limitrofe agli stessi luoghi di tortura e prestare attenzioni amorose e delicate verso mogli e figlie e animali domestici, senza risentimenti. Questi aspetti sono stati oggetto di attenti esami per tentare di capire che meccanismo scatta nel cervello umano, per classificare e studiare l’attitudine criminale di quella gente. Ma “questa” gente invece? loro sono si da analizzare e studiare, loro dovrebbero essere messi sotto osservazione e trovo che la criminologia avrebbe di che giovarne, per dare delle importanti risposte che non abbiamo ancora. Altra cosa: il macellaio ammazza, un colpo di pistola e via. Mi suscita pari sdegno ed è ovvio che esiste l’offerta a fronte della domanda. Ma chi strappa gli occhi ad un gatto, chi ustiona un cane senza usare alcuna anestesia, chi mutila una scimmia e assiste al dolore di quel povero essere…cosa c’è di orribilmente e diabolicamente sbagliato in loro? quale abberrazione terribile li domina??? ti paiono considerazioni di poca importanza?

    5 febbraio, 2008
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  4. anto ha scritto:

    Non riesco a comprendere come sia possibile per tutta la gente che ruota intorno alla vivisezione condurre una vita normale. Poi mi guardo intorno e vedo come l’altra gente tratta i “propri” animali e comprendo che la lotta è davvero lunga e dura. Il mio compagno gatto sta aspettando di trovare un’alternativa al cibo hill’s e jams per patologia renale perchè non POSSO comprarglielo per una questione etica. E so che lui non lo vorrebbe. Non è la stessa cosa che comprare una medicina che è comunque per legge (per ora) sperimentata su animali. Si tratta di cibo sperimentato per lucro su animali. Ci provo da dieci giorni ma non si trova niente perchè il monopolio è esteso oltre l’immaginabile. Lo scenario è agghiacciante. Milioni di animali continueranno a morire inutilmente.

    5 febbraio, 2008
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  5. Laura ha scritto:

    I miei due gatti seguono una dieta per problemi renali (non sono malati, ma hanno necessità  di quel bilanciamento alimentare)…le marche sono purtroppo quelle che hai citato…mi sento in colpa ad usarle ma davvero NON esiste alternativa…anzi..l’alternativa è la MALATTIA GRAVE per i miei animali e non me la sento. L’unica cosa che ti rimane è provare con le crocchette vegetali dell’AMI’, non testate e adatte a quel genere di problemi. I miei non le vogliono nemmeno vedere ma molti gatti le mangiano.

    7 febbraio, 2008
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  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Ciò di cui parla Laura è la famosa questione della “banalità  del male” tante volte citata quando si cerca di analizzare e di capire quali meccanismo scattavano nella mente degli aguzzininazisti. Ma non mi soffermerei solo sui nazisti, la sptria umana è piena di esempi di mostruosità  e di sadismo che a volte ha raggiunto livelli impensabili. Basti considerare le torture dell’inquisizione, o lo sterminio dei pololi sudamericani ad opera dei conquistadores, o le atrocità  perpetrate da popoli conquistatori come i romani, i mongoli i macedoni, gli ottomani e via discorrendo.. Ciò dimostra solo una cosa: che l’essere umano è capace di grandi slanci di bontà  e di amore, quanto è capace di incredibili atti di crudeltà , tale dualismo è enfatizzato dal contesto sociale in qui l’individuo cresce e si forma. Un giovane nato e cresciuto in una società  nazista avrebbe potuto facilmente divenire un aguzzino di ebrei e nel contempo un padre amorevole. Ritengo quindi che vi siano due elementi basilari da affrontare per cercare di capire i meccanismo che regolano le menti dei torturatori di Animali: la naturale predisposizione al dominio della nostra specie, ed il contesto sociale, familiare e culturale in cui è calato l’individuo.

    Detto ciò non ci potrà  chiaramente MAI essere una giustificazione morale di alcun genere per chi tortura e uccide un essere senziente.

    7 febbraio, 2008
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  7. anto ha scritto:

    Credo come milioni dipersone (spero almeno) che è ginta l’ora di rivalutare la questione poichè è decisamente sfuggita di mano a tutti tranne che alle multinazionali che ce l’hanno bene in pugno. Spesso le necessità  sono inventate. Se non nutrissimo mai i nostri animnali con i cibi maledetti probabilmente non arriverebbero ad ammalarsi da giovani. Noto con orrore che molti veterinari prescrivono medicinali pesantissimi a cuor leggero rifacendosi alle informazioni di informatori prezzolati. Alcuni hanno il coraggio di non vergognarsi di mostrare il prorpio studio ricoperto di gadget della hill’s , calendari, schede, ricettari, attrezzature. Le multinazionali non finiranno mai di uccidere perchè ci guadagnano. Come una maledizione causano le malattie per vendere il rimedio. Tutti dovremmo lottare perchè ciò smetta di accadere. Siamo sicuri che le analisi del mio gatto (fatte con reagenti fornite dalla Hill’S? Chissà !) siano così attendibili?

    7 febbraio, 2008
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  8. Laura ha scritto:

    Io mi sono accorta che il mio gatto aveva mutato le sue abitudini nel bere, quindi ho capito che poteva esserci qualcosa di storto…le analisi hanno solo confermato un valore un tantino alto. E’ ovvio che questa problematica è frutto di quello che il mio gatto mangiava, cioè scatolette….loro ci mettono scarti e loro creano il rimedio. E’ una strategia criminale, funziona così anche per la farmaceutica studiata per gli umani. Io dopo i cinque anni di età  faccio controllare i miei animali una volta all’anno con esame del sangue. Pochissime persone lo fanno e quando l’animale manifesta sintomi pesanti è ormai tardissimo.

    9 febbraio, 2008
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