Dal n° 2 – Biografia di una vittima: Navidad


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Non disponiamo di informazioni sulla sua infanzia, possiamo solo affermare che sicuramente ebbe una madre che gli fece conoscere l’affetto (anche se forse per troppo poco tempo) e che quasi sicuramente nacque in un povero barrio nella città  di Managua, in Nicaragua. La sua infanzia fu certamente caratterizzata dalle incertezze, da una vita di espedienti e pericoli da evitare: trovare il cibo, un posto dove dormire, lottare e scappare. Più di questo non possiamo ragionevolmente ipotizzare.

Siamo così costretti a far coincidere questa sua biografia con le ultime fasi della sua vita, verso la metà  di agosto 2007, in una barrio di Managua, ancora giovane ma già  provato dalla vita in strada, come milioni di altri come lui. L’incontro fatale della sua vita, quello che tragicamente gli avrebbe dato quei “quindici minuti di fama” di cui avrebbe volentieri fatto a meno, avvenne il pomeriggio del 15 agosto 2007. In questa data venne rapito dalla strada con la forza e con l’inganno: un facile sopruso contro chi è fiducioso nel prossimo e debole nel fisico… Alle 17.00 venne condotto in una galleria d’arte e qui legato per il collo ad una parete, su un nudo pavimento, senza acqua e senza cibo. Poi il giorno 16 delle persone iniziarono a sfilargli davanti, a decine, guardandolo. E lui le guardava a sua volta, muto. Poi si stancò di farlo e lasciò che fossero solo gli altri a guardare il suo corpo devastato dagli stenti e dalla fame.

Non aveva certamente le forze per far altro… il mortifero torpore dell’inedia. Era stato lì imprigionato con il preciso intento di essere lasciato morire di fame e sete* di fronte alle gente che guardava, per l’interesse di un assassino che gli diede un nome di vendetta, carico di odio: Natividad**. Lì stette per tre giorni, nella languida sofferenza della fame, della sete, della stanchezza e nell’abissale solitudine di decine di occhi che ti guardano, non curandosi del tuo dolore. Che poi Natividad sia morto o sia scappato nessuno lo saprà  mai, anzi ognuno crederà  ciò che lo farà  sentire arrabbiato o triste. L’unica cosa che conta è che, in un modo o nell’altro, Natividad alla fine è fuggito da questo inferno in terra.

Andrea Furlan

(ringrazio Grazia Cacciola per le indispensabili e documentate informazioni)

* las declaraciones brindadas por Habacuc, en las que sostenà­a que su intención era dejar morir al perro de inanición (Juanita Bermàºdez Directora Galerà­a Códice Managua, Nicaragua http://www.galeriacodice.com/index.php?id=30)
** fu chiamato così in omaggio al nicaraguense Natividad Canda Maizena (25 anni), persona indigente, morto divorato da due Cani in una fabbrica di San José, in Costa Rica, la mattina del giovedì 10 novembre 2005. http://www.aldia.co.cr/ad_ee/2005/noviembre/11/sucesos0.html

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/qd779

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