Dal n° 1 / anno 2: Uno sguardo dall’alto


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Possiamo affermare che ci sono voluti quattromila anni, ma alla fine l’umanità  ha imboccato la strada verso un importante traguardo degno di una civiltà  in evoluzione.

E’ stata, infatti, approvata il 19 dicembre 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU una moratoria* mondiale sulle esecuzioni capitali, in vista di un’auspicata abolizione dai codici penali delle varie nazioni della pena di morte.

Quattromila anni circa, partendo dalle prime forme statuali rette in qualche modo sulla Legge per iniziare ad affermare il principio secondo il quale neppure lo Stato può togliere la vita (uccidere) un individuo. Si riconosce insomma che la qualità  di “essere vivente” che ogni Umano possiede (il vivere senziente insomma, non la “razionalità ” o l'”anima” o una non meglio specificata “umanità “) non può subire la perdita della propria vita per causa di un altro soggetto, fosse anche lo Stato. Quello che si dice un “diritto inalienabile” in assoluto.

Questo principio aprirà , si auspica, la strada ad altri possibili dibattiti: ad esempio, come si colloca la guerra nel riconoscimento del sopraccitato diritto inalienabile alla vita?
Inoltre: è giusto considerare che la qualifica “essere vivente ” (nella accezione comune di vivere senzientemente) è una prerogativa comune a tutti gli Animali, non solo agli Umani? E se tale condizione rappresenta un diritto inalienabile per l’Umano, come valutare tale diritto riguardo ad altre specie animali senzienti?

Certo, questa domanda potrà  apparire ai più una stupidaggine, e la sua probabile risposta una follia utopistica.
Ma costoro dovrebbero guardare alla forza immane della Storia e del futuro, provando a lasciare per qualche istante la prigione della propria individualità  e provando a mettersi, ad esempio, nei panni di un capo Unno dell’ anno 450 d.c.: vi passerebbe mai per la testa che un giorno la pena di morte sarebbe stata consensualmente sospesa?

Andrea Furlan

*la risoluzione stabilisce “una moratoria sulle esecuzioni in prospettiva dell’abolizione della pena di morte”. Non è una risoluzione giuridicamente vincolante, ma ha un fondamentale peso morale in quanto rappresenta il consenso maggioritario dell’opinione pubblica mondiale, con cui ora ogni governo nazionale dovrà  confrontarsi, giustificarsi, argomentare. Inoltre la risoluzione prevede che nell’arco di un anno venga presentata una relazione riguardo allo stato della applicazione della moratoria da parte di tutte le nazioni del mondo.

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