Dal n° 1 / anno 3: Ciò che non siamo


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cio che non siamo - Dal n° 1 / anno 3: Ciò che non siamo

Un articolo pubblicato di recente sul quotidiano Libero ci fornisce l’opportunità  di fare delle considerazioni che riteniamo possano essere interessanti. Nel testo Nell’orto del Grande Babbuino viene sostenuta una tesi a dir poco paranoica su ciò che il veganismo ed in generale l’antispecismo dovrebbe essere. Suggeriamo a chi ci segue di leggere tale testo, e poi di soffermarsi sulle nostre considerazioni. Tra le numerose farneticazioni che l’articolo ci propone, spiccano delle accuse che meritano la nostra attenzione: “Le punte assurde a cui è giunta l’ossessione contemporanea per i diritti degli animali è il segno più chiaro del desiderio di morte che affascina la civiltà  occidentale”.
Ed anche: “Commovente, eppure questa rivoluzione ha come fondamento l’odio per l’uomo, la distruzione della sua centralità  nella scala culturale, la differenza specifica e di specie. L’amore per gli animali è proporzionale al disprezzo per la persona umana”. Cosa si evince da tutto ciò, oltre alla disinformazione e malafede di chi scrive? Sostanzialmente un errore macroscopico di fondo: il veganismo antispecista NON è una cultura della morte, come NON è una cultura della vita in quanto valore assoluto, ma è una nuova visione etica centrata sulla compassione, sulla solidarietà  ed il rispetto dell’altro. Sempre più ci si rende conto di quanto la nostra società  abbia bisogno di un nuovo paradigma che ci permetta di reinterpretare la realtà  con occhi diversi, e non più come se ci trovassimo in un supermercato dove tutto si può acquistare, consumare e gettare; eppure c’è chi si ostina con veemenza, e contro ogni evidenza, ad ostacolare tutto ciò. Come viene asserito in apertura del film Earthlings (Terrestri)* ogni nuova proposta sociale umana deve sottostare ad un lungo processo di elaborazione che viene definito i tre stadi della verità : il ridicolo, l’opposizione violenta, l’accettazione. E’ palese che nel nostro caso ci si trova nel bel mezzo del secondo stadio. La cultura antispecista accusata di voler vedere la specie umana soccombere, è in realtà  ben altra cosa. Nessun vegano intende uccidere, torturare, sfruttare o sottomettere un altro essere senziente, un altro Animale, e, fino a prova contraria, anche l’Uomo lo è.

Pertanto alle grida di allarme che sempre più spesso si innalzano, noi rispondiamo con un “grazie”. Grazie per il semplice fatto che tutto ciò ci è di estremo aiuto, ci serve per capire, e per far capire, quanto diversi e lontani siano i nostri comportamenti, ed il nostro modo di concepire la realtà  ed il mondo che ci circonda, da quelli di chi penosamente continua ad aggrapparsi al concetto antropocentrico del primato dell’Uomo. A chi, e mai come oggi urge dirlo, ancora afferma addirittura che la vita non ci appartiene in virtù di una visione dogmatica religiosa che ci spinge verso l’isolamento dal resto della natura e verso il baratro dell’autodistruzione, noi diciamo “grazie”. Perché è ormai evidente a tutti il solco, la discontinuità  che si delinea tra la nuova visione antispecista e questa società  umana sempre più sola, ingiusta, crudele, e distruttiva. In sostanza, un “grazie” per ricordarci tutto ciò che non siamo più e che non vogliamo più essere.

Concludendo, se proprio si deve parlare di vita (e non di Vita), preferiamo farlo con le parole di Marco Lodoli. “Chi ha assistito in campagna allo scannamento di un maiale non potrà  mai più mangiare la sua carne: quegli strilli da bambino, quell’angoscia di fronte all’esecuzione imminente, quei suoi inutili tentativi di resistere, di opporsi puntando le zampe sulla terra, ci sono penetrati nella coscienza esattamente allo stesso modo che le immagini delle guerre e dei bombardamenti, delle sedie elettriche e dei campi di concentramento. Chi ama e rispetta la vita, la ama e la rispetta e la piange in ogni punto e a ogni livello, nel maiale come nell’uomo. Abbiamo tutti lo stesso fragile mondo, non lo imbrattiamo con il sangue degli innocenti e con l’indifferenza, approfittiamo di questo scandalo per promettere una volta per tutte amicizia infinita ai nostri fratelli animali. Chi tiene il coltello dalla parte del manico, abbia il coraggio di posarlo per sempre.”

Adriano Fragano

Note: *http://video.google.it/videoplay?docid=70141423682777 69502&q=Earthlings&ei=GLF OSMOhCoTw2QL8iLHBDA&hl =it

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/1z7nt

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