Dal n° 1 / anno 2: La vera rinuncia


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La vera rinuncia

Chi prima, chi poi, tutte le persone vegane si sono trovate almeno una volta a confrontarsi con chi lo è stato per un certo periodo della propria vita, ed ha deciso di tornare a cibarsi di carne per le più svariate ragioni. Oppure a dover spiegare (a volte inutilmente) la propria scelta di vita, a chi perora la causa di una società  umana crudele, dispotica ed autodistruttiva come quella in cui viviamo. I motivi addotti più di frequente da chi è tornato sui propri passi sono in genere di carattere salutistico, altri ammettono difficoltà  di integrazione in famiglia, con il partner; in ogni caso la scelta vegana viene dipinta come un bel sogno, una scelta forse giusta, di sicuro però un grande sacrificio, uno stile di vita costellato di rinunce. I motivi addotti da chi si oppone ad una nuova idea di società  futura, sono essenzialmente di carattere pratico ed egoistico: “Come potrei rinunciare alla bistecca?” Ma almeno questi ultimi appaiono più schietti.

Chi ha deciso di abbracciare il veganismo etico con coerenza e convinzione, vive la propria esistenza nella consapevolezza delle immani sofferenze che la nostra specie infligge a se stessa ed agli altri: forse ciò può parere un pesante fardello, ma il tutto è mitigato dalla non magra consolazione che tutti (in primis noi) possiamo contribuire al cambiamento, cominciando con il rifiuto di partecipare alla quotidiana mattanza che lo stile di vita carnivoro ed antropocentrico esige. Chi continua ostinatamente ed ottusamente a chiederci perché lo facciamo, semplicemente non vuole vedere una verità  che evidentemente sarebbe troppo scomoda per la propria coscienza.

Chi si ostina ad enunciarci le mille delizie a cui rinunciamo, non ha capito (o non vuole capire) assolutamente nulla né della scelta vegan, né delle infinite possibilità  ed alternative che tale scelta offre a chi è disposto a considerarla. Perfettamente consapevoli, le persone vegane sanno fin troppo bene a cosa “rinunciano”: alla sopraffazione, all’ingiustizia, all’assurdo antropocentrismo che uccide, tortura e devasta, all’egoismo ed alla logica del diritto del più forte. Pare incredibile, ma a ben pensarci ogni volta che indossiamo un capo confezionato con pezzi di Animali, o un paio di scarpe in pelle, o mangiamo del cibo che in origine era un essere senziente, noi avalliamo l’ideologia del dominio dell’Umano sugli Animali ed il pianeta.

Tutto questo non è sufficiente per poter affermare che sappiamo benissimo a cosa rinunciamo? Ed in definitiva sorge spontanea una domanda: siamo noi a rinunciare, o la vera rinuncia è di chi si è affacciato dalla finestra, ha vissuto anche solo per poco la possibilità  di una nuova vita e poi si è ritratto per ritornare sui propri passi?

Chi è che rinuncia davvero?

Adriano Fragano

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/ndc5b

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