Dal n° 1 / anno 2: La scienza della tortura


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La scienza della tortura

In tale articolo si propone la visione scientifica del problema della sperimentazione sugli Animali: è nota a molti la diatriba tra antivivisezionismo scientifico (inutilità  ed errore metodologico della sperimentazione sugli Animali) ed antivivisezionismo etico (rifiuto morale all’uso degli Animali a prescindere dalla validità  delle metodologie). Per motivi di spazio non si affronta il problema dal versante etico, ci riserviamo di affrontare tale trattazione in un prossimo articolo. Teniamo ad ogni modo a specificare che a prescindere dalla validità  di qualsiasi risultato proveniente dalla sperimentazione sugli Animali, noi siamo assolutamente contrari ad essa per motivi prettamente etici e morali.
La Redazione

Riguardo all’abbigliamento e l’alimentazione sempre più spesso riusciamo a motivare le scelte etiche vegane e antispeciste ma quando l’argomento ricade sulla sperimentazione “scientifica” spesso ci scontriamo contro muri difficilmente abbattibili (la scienza è sempre contornata da un’aura di rispetto e devozione. I problemi sorgono dal fatto che il suo operato si rivolge solo al “come” e mai al “perché”. Questo ha portato a scoperte che pur mantenendo importanza accademica, sono responsabili di terribili conseguenze etiche e ambientali, come ad esempio le armi nucleari).
Siamo sicuri che questi muri abbiano ragione di essere? Oppure bisogna, ancora una volta, cercare di capire più a fondo una realtà  abilmente nascosta e straordinariamente mascherata?
Quali verità  si nascondono dietro la bianca sterile etichetta di “sperimentazione scientifica?”

Perché l’uomo della strada è così fortemente favorevole alla sperimentazione scientifica che implica l’utilizzo e quindi la sofferenza degli Animali? Fondamentalmente perché è specista(**) e antropocentrico (***). Approva l’utilizzo di Animali per ricerche scientifiche che dovrebbero dare la possibilità  di salvare vite umane. Quindi considera la vita umana intrinsecamente superiore a quella degli Animali, tale valutazione deriva chiaramente dal fatto che chi la formula appartiene alla specie umana e pertanto è parte in causa.

L’informazione deformata ha causato la nascita di un assurdo luogo comune: la convinzione della necessità  e utilità  degli esperimenti sugli Animali. Ma questa convinzione è fondata? Oppure i veri interessi sono altri, in primis quelli economici, e talvolta la semplice curiosità  accademica?
Innanzi tutto bisognerebbe valutare che solo una piccolissima parte degli esperimenti su Animali ha come fine la ricerca medica. In secondo luogo, i risultati ottenuti con l’utilizzo di Animali sono difficilmente trasferibili agli studi sull’Uomo, a causa della sua evidente diversità  biologica rispetto alle altre specie di viventi.
Il ricercatore si imbatte in un paradosso difficilmente risolvibile.
Il suo compito è, semplificando, quello di fare test su Animali vivi (sperimentazione di medicinali, cosmetici, prove psicologiche, ecc.) per ottenere risultati da applicare all’Umano, garantendogli un beneficio.
Gli scienziati propongono la tesi della diversità  biologica tra Umano e Animale: questa comporterebbe la legittimità  delle sperimentazioni in ragione del fatto che gli Animali non avrebbero nemmeno la capacità  di provare dolore, o comunque il loro dolore sarebbe in qualche modo diverso e di minore importanza rispetto al nostro, o giustificabile (dal nostro punto di vista, ovviamente).
Ma la domanda è d’obbligo: se questi Animali sono diversi da noi, tanto da non provare dolore nemmeno quando li si obblighi a prove crudeli e sadiche che contemplano l’uso di scosse elettriche, iniezioni di veleni negli organi sensoriali e in quelli vitali, se sono quindi così diversi che cosa ci consente di adattare agli Umani i risultati ottenuti dalla sperimentazione su di essi?
«O l’animale non è come noi, nel qual caso non c’è ragione di eseguire l’esperimento; oppure l’animale è come noi, nel qual caso non dovremmo eseguire su di lui un esperimento che sarebbe considerato atroce se eseguito su uno di noi» (da “Animal Liberation” Peter Singer). In ogni caso l’assurdità  della sperimentazione sugli Animali è palese.
Questo paradosso ha portato molti ricercatori ad ammettere l’inutilità  dei loro esperimenti. In caso contrario avrebbero dovuto antropomorfizzare l’Animale, consentirgli di provare dolore; una sofferenza che sarebbero stati obbligati a considerare.

Ma qual è allora, cercando di semplificare il più possibile, la ragione (e il fine) della pratica della sperimentazione animale?
Nel mondo accademico la sperimentazione animale è il modo più semplice per ottenere finanziamenti per ricerche, proponendo infinite varianti di esperimenti gia fatti e producendo pubblicazioni utili per la carriera.
Nel mondo farmaceutico ogni nuovo medicinale per essere commercializzato deve essere prima testato, e la sperimentazione su Animali è la più economica e veloce; e quindi la più utilizzata anche se spesso si è dimostrata inutile e anzi pericolosa in quanto difficilmente da risultati su Animali è possibile estrapolare dati utili all’Umano (se la penicillina, fosse stata giudicata in base alla sua tossicità  per le Cavie, forse non sarebbe mai stata usata per l’uomo; la morfina è un calmante per gli Umani, ma ha effetti allucinogeni sui Topi; l’insulina può causare malformazioni nei piccoli dei Conigli e dei Topi, ma non negli Umani). E le sperimentazioni alternative? Esistono, e nella maggioranza dei casi sono già  possibili. Per esempio le sperimentazioni in vitro, più attendibili e sicure. Ma più costose, più lente, e innovative (quindi più difficilmente sovvenzionate). Meno produttive.
Non solo i prodotti farmaceutici sono testati su Animali, ma anche quelli domestici, i veleni, gli alimenti.
Per evitare facili quanto rincuoranti fraintendimenti è utile spendere qualche parola per precisare la realtà  di queste prove: per verificare quanto una sostanza possa essere velenosa si eseguono “test di tossicità  orale acuta”. Tali test, ideati negli anni venti consistono nel costringere gli Animali a ingerire le sostanze in esame. Il più noto di questi test è il DL50 (Dose Letale al 50%, la quantità  di sostanza che ucciderà  la metà  degli Animali dell’esperimento). Normalmente prima di arrivare al punto in cui la metà  di essi muore gli Animali si ammalano tutti gravemente e soffrono in modo evidente. Anche nel caso di sostanze relativamente innocue (gli alimenti) è considerata buona prassi individuare la concentrazione che farà  morire metà  degli Animali; di conseguenza la sostanza deve essere fatta ingerire loro forzatamente in dosi enormi, e la morte può essere provocata dalla grande quantità  o dall’elevata concentrazione somministrate. Tutto ciò non ha alcuna attinenza con le circostanze in cui gli Umani useranno il prodotto, non serve un camice bianco per capirlo.

L’assurdità  di queste migliaia di esperimenti sugli Animali è sempre più evidente, non solo alle persone che si sentono partecipi di un unico organismo vivente, la madre Terra, ma anche ai numerosi scienziati che hanno deciso di rifiutarsi di condurre esperimenti di questo tipo e di favorire altri tipi di ricerche.
Inoltre i fondi destinati alla ricerca medica provengono dalle nostre tasse, dalle nostre donazioni, dai nostri investimenti, dai nostri acquisti.
Se vogliamo agire insieme per un mondo migliore è necessario valutare bene le conseguenze (anche indirette) delle nostre scelte.
Siate voi stessi il cambiamento che volete avvenga nel mondo” (Mahatma Gandhi)

Andrea Landini

** Lo specismo è una filosofia nella concezione dei diritti degli Animali. Il termine si riferisce alla convinzione antropocentrica che gli godano di uno status morale superiore (e quindi di maggiori diritti) rispetto agli altri Animali.

*** L’antropocentrismo (dal greco anthropos, “uomo, essere umano”,  kentron, “centro”) è la tendenza – che può essere propria di una teoria, di una o di una semplice opinione – a considerare l’uomo, e tutto ciò che gli è proprio, come centrale nell’Universo.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/2x44b

10 Commenti

  1. Dorogh ha scritto:

    Nel mondo farmaceutico le sperimentazioni animali sono le più utilizzate perchè più economiche? Ma stiamo scherzando? Quanto sarebbe più economico uno studio in silico?
    Sono già possibili sperimentazioni alternative? Certo, prova a sottoporre all’AIFA, l’EMA o qualsiasi ente regolatorio una sperimentazione in silico, vediamo se ottieni l’autorizzazione? Sai cos’è una sperimentazione in vitro? Si usano organi (di animali) o recettori (provenienti da organi di animali).
    Sulla DL50 stendiamo un velo pietoso, è chiaro che chi scrive non è ne un farmacologo ne un chimico farmaceutico. L’individuazione della DL50 è di fondamentale importanza nell’uso di farmaci “pericolosi” cioè che hanno una bassa DL50 (dose letale che provoca la morte del 50% degli animali da esperimento) e una DE50 alta (dose efficace che provoca l’effetto terapeutico nel 50% degli animali da esperimento), senza questo dato farmaci oggi di largo uso come i digitalici cardiaci e antitumorali sarebbero ingestibili.
    Bisognerebbe rispettare le competenze degli altri e non propinare discorsi “pseudofarmaceutici” dopo aver letto qualcosa su wikipedia.

    29 settembre, 2013
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Cara/o Dorogh, pensi di aver studiato solo tu a questo mondo?
      Non venirci a raccontare balle perché come te tante altre persone sono state all’università in facoltà scientifiche e sanno di cosa parlano.
      Non si tratta di sottoporre assolutamente nulla, impiega un po’ del tuo tempo per acculturarti su questo sito: http://ihcp.jrc.ec.europa.eu/our_labs/eurl-ecvam
      Potrai trovare numerosi protocolli già approvati. Per inciso: il sito non è animalista, ma un istituto di ricerca europeo per la validazione di test alternativi a quelli che prevedono l’uso di Animali. Pure loro sono “pseudofarmacisti”?
      E per finire a prescindere dall’efficacia o meno (e non ci interessa discutere di questo), noi reputiamo la vivisezione un crimine dal punto di vista etico e morale, e come tale va eliminato.
      Non si può fondare il progresso sociale e morale di una società su dei massacri.

      30 settembre, 2013
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  2. Dorogh ha scritto:

    Questo linik non dice nulla. Dice solo che un gruppo di ricercatori sta provando a dimostrare che la sperimentazione animale può essere sostituita da metodi alternativi (massimo rispetto per loro, faccio i miei più sinceri auguri per il loro progetto).
    Ad oggi non è possibile effettuare studi tossicologici in vivo con quei protocolli e quelle metodiche, (ripeto) gli enti regolatori non permettono l’utilizzo di questi protocolli nel dossier di presentazione di un farmaco. Ne sarebbe giusto permetterne l’uso, sono metodiche che richiedono tempo, che devono essere messe a punto, di certo non si può rischiare sulla pelle della popolazione, quello si che sarebbe molto poco etico.
    Poi toglimi una curiosità, visto che io che ho frequentato l’università e racconto balle, allora chi può dire la sua su argomenti come questi? Filosofi frequentatori assidui di wikipedia? O bloggers in voga?
    Rispetto le vostre convinzioni, ma in questo modo mettete in pericolo la sicurezza nell’uso del farmaco che è stata costruita dopo anni di lavoro.

    30 settembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Forse no n ti è chiaro: nel sito proposto sono presenti numerosi protocolli già validati e accettati dalla comunità scientifica internazionale, basta volerli usare. Ovviamente “in vivo” non va testato nulla, altrimenti non sarebbero alternativi non ti pare?
      Tu stai parlando delle normali procedure attuali che prevedono l’uso di Animali, questa è la consuetudine, ma una scienza che non si mette in gioco e non si rinnova è una scienza ottusa e inutile nonché autoreferenziale.
      I metodi validati sono già messi a punto, non li si vuole usare perché altrimenti le pubblicazioni basate sul “tutto e nulla” derivante dall’uso degli Animali diminuirebbero di molto a scapito della carriera di persone senza alcuna base etica. Ogni metodo ha i suoi pro e i suoi contro, l’uso di Animali è inaccettabile sotto il profilo morale ed etico.
      Tutte/i hanno il diritto/dovere di dire la propria su questo argomento, in primis gli scienziati che dovrebbero interrogarsi sul fatto che tali metodi sono fonte di infinita sofferenza altrui, non sono i filosofi frequentatori di wikipedia ma gli stessi ricercatori che dovrebbero farsi un’esame di coscienza, ed inoltre la scienza è assolutamente legata alla filosofia senza la quale non potrebbe esistere, esistono codici deontologici, ed esiste l’epistemologia che dovrebbe permettere a chi si occupa di tali questioni di interrogarsi se torturare e ammazzare gli altri sia un buon metodo per il progresso umano.
      La sicurezza del farmaco è una pura chimera dato che siamo in mano a multinazionali che rincorrono il profitto e non la salute altrui come fine, basti pensare che la morte per assunzione di farmaci è la prima causa di decesso negli Stati Uniti.

      1 ottobre, 2013
      Rispondi
  3. Dorogh ha scritto:

    errata corrige

    intendevo dire studi “in vitro” non “in vivo”.

    1 ottobre, 2013
    Rispondi
  4. Dorogh ha scritto:

    Allora ti invito a citare il testo nel sito che dice:

    -che questi metodi funzionano
    -“possono” essere usati negli studi tossicologici per la presentazione del dossier nell’AIC
    – che sono “autorizzati” dagli enti regolatori

    1 ottobre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Rivolgiti all’istituto ECVAM e fai loro tutte le domande che vuoi: http://ihcp.jrc.ec.europa.eu/our_labs/eurl-ecvam
      Questo istituto non lo abbiamo inventato di certo noi.
      La tua polemica è sterile e inutile dato che ti stai intestadendo su questioni che non chiare e cristalline (i protocolli studiati e approvati in ambito europeo), e che ti stai rivolgendo a chi rifiuta la vivisezione dal punto di vista etico, e che quindi non è interessato alla sua utilità o inutilità, ma ne fa una questione morale.

      1 ottobre, 2013
      Rispondi
  5. Dorogh ha scritto:

    Ancora sbagliato, è l’EMA in ambito europeo, l’AIFA nell’ambito nazionale italiano e l’ICH nell’ambito internazionale a dover lasciare il benestare per l’uso di questo tipo di sperimentazione. Fino a quando queste non accetteranno i criteri spiegati nel sito da te linkato non ci sarà manifestazione, protesta o presidio che tenga. Volete fare veramente una cosa contro la sperimentazione animale? Organizzate associazioni benefiche che devolvono i loro proventi a gruppi di ricerca come l’ECVAM. Rubare gli animali da strutture di ricerca o dando dell’ignorante ad un ricercatore su un blog non è di certo la soluzione. Chi non ha chiare le cose sei proprio te che ancora generalizzi con vivisezione la sperimentazione animale, o te sei solamente contro la vivisezione e permetti il resto degli studi?
    Praticamente staresti dicendo “Non mi parlare di queste cose complicate io protesto e basta”, se così fosse la vostra ideologia perderebbe quel minimo di stima che prima avevo.

    1 ottobre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Vai a visitare il sito proposto e leggi di cosa si tratta, non far perdere altro tempo oltre a quello già speso. Se non vuoi capire non sei obbligato a farlo.
      L’ECVAM come altre strutture riguardano l’antivivisezionismo scientifico che, come già detto, può al limite interessare te ma non noi.
      La perdita della tua stima non ci farà di certo perdere il sonno.
      Gli Animali non si rubano, si liberano, non sono cose… sono individui senzienti e come tali vanno rispettati e non usati, è questo ciò che ci divide.
      Grazie lo stesso per il confronto.

      1 ottobre, 2013
      Rispondi

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