Da Veganzetta n° 1: Metti un cadavere nel tuo motore


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v1 animaldiesel - Da Veganzetta n° 1: Metti un cadavere nel tuo motoreUna multinazionale petrolifera texana (il gigante ConocoPhillips) ed una grande azienda americana del settore alimentare (la Tyson Foods) hanno raggiunto un accordo per produrre carburante diesel dal grasso di Polli, Maiali e Mucche macellati. Il concetto è semplice: la Tyson Foods massacra Animali nei suoi centri di sterminio, li fa a pezzi, e le parti dei loro cadaveri che non riesce a sfruttare industrialmente, le mette a disposizione del secondo gigante industriale che provvede a trasformarle in biodiesel battezzato “animaldiesel”. La realtà  supera sempre, e di gran lunga, la più fervida immaginazione, in questo caso si è pensato di attuare questo allucinante riciclo per ovviare allo smaltimento delle tonnellate di scarti di cadaveri di Animali uccisi negli scannatoi, e per porre un freno all’impoverimento delle risorse non rinnovabili petrolifere, nonché (e questo pare essere il fiore all’occhiello del progetto dei due protagonisti della vicenda) per abbattere le emissioni di gas nocivi all’atmosfera: “àˆ chimicamente equivalente al diesel – ha spiegato Geoff Webster, della Tyson Foods, alla BBC – Ha meno anidride carbonica, zero zolfo e molti aspetti positivi per l’ambiente”.

Vi sono però anche altri risvolti da considerare, molto più interessanti per gli ideatori dell’animaldiesel, infatti un articolo di Repubblica (“Diesel dal grasso di polli e maiali arriva un nuovo biocombustibile”, di Giovanni Gagliardi, del 25 aprile 2007) asserisce: “In due anni, la ConocoPhillips, prevede di produrre 800 milioni di litri di questo tipo di diesel, che rappresenterà  il 3% della sua produzione di carburante totale. Il grasso animale viene già  usato nella produzione di sapone e cosmetici e non porterebbe all’aumento dei costi della materia prima da cui è realizzato, com’è invece accaduto col grano. L’azienda texana ha destinato al progetto circa 100 milioni di dollari, ma probabilmente godrà  di un abbattimento delle imposte. Dal 2005, infatti, le compagnie petrolifere degli Stati Uniti possono beneficiare di un incentivo fiscale per la produzione di combustibile rinnovabile dalle carcasse animali e da altri scarti dell’industria alimentare. Il nuovo diesel una volta prodotto sarà  messo in commercio mescolato con altri tipi di diesel. Non sarà  possibile dire alle stazioni di benzina se si desidera fare il pieno con il carburante tradizionale o con quello ricavato da grasso animale.”. Le considerazioni di carattere etico di questa spaventosa operazione commerciale sono numerose ed evidenti a tutti. Ci piace soffermarci però, tralasciando le ovvie riflessioni sui provvedimenti fiscali varati dall’amministrazione americana a favore di chi riesce meglio a sfruttare i cadaveri degli Animali, su un concetto che riteniamo della massima gravità : una volta ancora gli Animali sono considerati una infinita risorsa di reddito, una sterminata massa di esseri inermi da sfruttare, torturare, uccidere, smembrare e trasformare come materia inerte per raggiungere traguardi industriali e commerciali sempre maggiori. All’estrema gravità  di tale considerazione, si deve aggiungere anche un ulteriore elemento di riflessione: gli Animali sono per gli Umani una delle più importanti risorse rinnovabili del Pianeta. Il loro sfruttamento potrebbe, in questo caso, soppiantare in futuro la produzione di combustibile tramite attività  estrattiva petrolifera; il fatto che il biocarburante sia meno inquinante di quello derivante da petrolio fossile, contribuisce a far pensare che tale strage di esseri senzienti schiavi del sistema possa addirittura essere spacciata come benefica per l’ambiente e per il Pianeta. L’unica soluzione che il sistema economico vigente ha saputo trovare per cercare di frenare il disastro ecologico in atto, è aumentare lo sfruttamento dei più forti sui più deboli, aggiungere un ulteriore gradino alla piramide della sofferenza all’apice della quale siede, sempre più distante dagli sfruttati, la specie umana. La risorsa rinnovabile di cui parlano la ConocoPhillips e la Tyson Foods altro non è che una schiavitù animale perpetrabile all’infinito, il quotidiano rinnovarsi di ingiustizie, sevizie, sofferenze ed uccisioni di esseri che nulla possono contro lo strapotere dei propri aguzzini. Se tutto ciò può essere considerato una risorsa rinnovabile, allora crediamo che questo sia il vero scandalo della vicenda e non l’ideazione dell’animaldiesel che può essere visto come una mera ricaduta pratica di una filosofia umana basata sulla violenza e sulla prevaricazione, una sorta di ritorno ciclico al passato, dove alcuni Animali nella cultura occidentale erano sfruttati come mezzo di locomozione (in molti casi lo sono ancora), mezzi di locomozione senzienti soppiantati dalle macchine che però ora reclamano il loro corpo come combustibile. Il cerchio si chiude. Se il progetto andrà  in porto, dipenderà  solo dalla valutazione dei risvolti economici, e a noi consumatori non sarà  concessa nemmeno la possibilità  di scegliere tra un carburante che sfrutta il pianeta, ed un altro creato dai cadaveri di Animali inermi; forse la negazione di tali terribili opzioni non è del tutto un male, una volta ancora potremo esercitare l’unico diritto che ancora ci rimane: il consumo critico, il boicottaggio, il rifiuto di prendere parte ad un’immensa carneficina, abbandonando l’automobile e riscoprendo il piacere di andare in bicicletta o a piedi.

Adriano Fragano

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/7k8mf

4 Commenti

  1. luciano bottos ha scritto:

    tutto ciò è pazzesco e sicuramente se questa schifezza va in porto il numero si animali uccisi aumenterà  in modo considerevole.
    secondo me l’arma di contrasto è la protesta ben coordinata (almeno tra le associazioni animaliste, ovviamente…) con petizioni ecc. magari puntando sul fatto che in fondo non è proprio così economica questa scelta visto che l’allevamento animale ha costi molto alti.
    un cordiale saluto
    luciano

    25 luglio, 2007
    Rispondi
  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Caro Luciano,

    Tutto ciò oltre ad essere pazzesco è terribilmente reale.

    Personalmente non solo credo che questo orribile progetto vada in porto, ma che possa rappresentare un precedente per molti altri progetti simili. La questione è sempre la stessa: se il concetto generalmente accettato è che gli Animali possono e devono essere sfruttati, tutto è lecito e possibile.
    Indubbiamente il numero di Animali uccisi – come giustamente dici tu – aumenterà , sul fatto che sia antieconomico avrei i miei dubbi visto che si tratta di “scarti”, ossia di pezzi di cadaveri di esseri senzienti che andrebbero distrutti senza produrre capitale, in tal modo invece ne produrrebbero. Ciò su cui bisognerebbe spingere è l’idea che noi letteralmente viviamo a spese di altri Animali come insensati parassiti, che non solo sfruttano, uccidono e distruggono le loro vittime (in biologia vengono chiamate “ospiti”), ma attentano anche all’esistenza stessa del pianeta che abitano

    Adriano

    25 luglio, 2007
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  3. Andrea ha scritto:

    hai pienamente ragione, Adriano,
    il problema è che queste parole le capiamo solo in pochi,
    purtroppo viviamo in un mondo crudele dove gli interessi economici, e immediati,
    vengono prima di quelli etici, necessari e quanto mai attuali,
    prima del rispetto per la vita..

    sinceramente penso che questo continuo e sconsiderato sfruttamento di terre, risorse naturali, animali non umani, umani,
    in continuo aumento..
    porterà  a un inevitabile collasso, un drammatico crash..
    che sia una questione karmica o una semplice Reazione ad Azioni incoscienti..

    2 agosto, 2007
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  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Non sono catastrofista di natura, ma temo che in questo caso le previsioni millenaristiche di molti scienziati siano fondate, quindi paradossalmente si potrebbe anche essere positivi se ci si limitasse a pensare al possibile successo del veganismo: infatti credo fermamente che se attualmente abbiamo ancora una possibilità  di scelta, nell’immediato futuro saremo costretti a prendere seri e pesanti provvedimenti, uno di essi sarà  ovviamente il cambio radicale del nostro stile di vita per abbracciare stili sostitutivi come quello vegano-antispecista.

    Il risultato però lascerebbe molto amaro in bocca: ancora una volta l’essere umano agirebbe solo ed esclusivamente per interessi personali.

    Adriano

    2 agosto, 2007
    Rispondi

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