Clément, 18 anni: ucciso


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Di seguito il testo pubblicato sulla pagina Facebook del Coordinamento Fermare Green Hill che conntiene un link al dossier “antispecisti di destra?“.
Il testo riporta un gravissimo fatto di sangue accaduto in Francia e che si spera possa divenire perlomeno un motivo di riflessione da parte di chi ad oggi ancora si ostina a considerare l’antispecismo una lotta trasversale e apolitica. Il riduzionismo e il qualunquismo di molte persone è la causa di molti problemi identitari di cui soffre l’antispecismo soprattutto in Italia, ciò dovuto al fatto che non si può mantenere la lotta di liberazione animale reclusa in un ambito squisitamente non umano, bensì considerarla come una lotta sociale, politica e culturale che mira alla liberazione di tutti gli Animali (Umani compresi).
Allo stesso modo l’antispecismo non può in alcun modo essere preso in “”ostaggio” da singoli o gruppi che vogliamo utilizzarlo per fini diversi da quelli relativi alla liberazione animale.
Una seria e ponderata riflessione è sempre più urgente.

clement - Clément, 18 anni: ucciso

Nei giorni scorsi Clément Méric, attivista vegano e antispecista di 18 anni, è stato ucciso da tre nazifascisti che lo hanno assalito per massacrarlo di botte.
In ospedale è stata constata la morte cerebrale.

L’ennesima vita spezzata dallo squadrismo di destra che, sempre indaffaratissimo a ripulirsi la faccia e a mostrarsi accettabile presso l’opinione pubblica, non rinuncia alla violenza, agli agguati, alle coltellate, agli omicidi. 
Episodi come questo ne accadono e ne sono sempre accaduti, in tutta Europa, in tutta Italia.

I media europei hanno dato molto risalto a questo fatto di cronaca, anche se in Italia è stato accennato appena.
Sentiamo la necessità di raccontare questa storia dal nostro punto di vista, perchè, nonstante il fatto sia avvenuto a Parigi, secondo noi è emblematica di qualcosa che sta succedendo nel movimento di liberazione animale in questo momento, in Italia.

Clément aveva 18 anni ed era un attivista antispecista.
Con tutte le caratteristiche proprie di un attivista antispecista: vegano, contrario ad ogni forma di discriminazione e di sopruso, attivo nella difesa dei più deboli, a qualunque specie appartenessero.

Gli amici che ne danno una descrizione dicono qualcosa di emblematico: Clément si era avvicinato dapprima agli animali. Il suo attivismo partiva da lì.

Gli animali gli avevano fatto scoprire cosa volesse dire essere mercificati, coi loro occhi gli avevano raccontato cosa significa essere un semplice numero, nascere col destino già segnato dalla fine che altri hanno deciso per te.

Questo ha ampliato la sua consapevolezza sul mondo e ha fatto nascere in lui l’esigenza di attivarsi per un cambiamento radicale e profondo della società.
Questo ha fatto nascere in lui lo schifo e la repulsione per ogni forma di discriminazione.
Gli animali hanno portato nella sua vita l’amore verso tutti.

L’assassino si chiama Esteban (il cognome non è dato sapere) e ha 20 anni. Ha diversi contatti con gruppi e partiti neonazisti che ora, da tutta Europa, gli stanno dando solidarietà.

Nella sua pagina di supporto, accanto a messaggi che orgogliosamente si rifanno all’ideologia nazifascista (di stampo quindi razzista, omotransfobico e suprmatista), veniamo informati del fatto che questo personaggio ha partecipato alla marcia nazionale contro le pellicce tenutasi a Parigi, ricevendo così la qualifica di “combattente per la causa animale”.

Questo atteggiamento è indicativo: persone e gruppi attivi nel movimento nazifascista stanno, ormai già da qualche anno, tentando di presenziare più eventi possibile che riguardino la lotta per gli animali, in modo da darsi un’immagine “pulita”, tentando di strumentalizzare l’accresciuta consapevolezza sulla questione animale nella nostra società.

In Germania, ad esempio, i neonazisti provano a strumentalizzare la difesa dei bambini maltrattati, in Italia e in Francia provano a strumentalizzare le lotte antispeciste.
Sanno che se pubblicamente sostengono una lotta giusta automaticamente hanno la possibilità di passare come “giusti” spostando l’attenzione dalle loro idee suprematiste e violente.

Sostengono, implicitamente, che chi professa idee suprematiste possa tranquillamente lottare per la liberazione degli animali.
Questo è profondamente contraddittorio, l’antispecismo si basa su un’idea molto semplice: siamo tutti animali; perciò la liberazione animale coincide con la liberazione umana.

Non è possibile struggersi all’idea di animali imprigionati e uccisi per diventare cibo e poi rallegrarsi all’idea di persone massacrate e uccise per la loro appartenenza ad un’altra etnia.
Non si può lottare per gli animali che giacciono prigionieri nei laboratori e poi sperare che al loro posto ci finiscano persone omosessuali, o chi fugge da paesi devastati dal neocolonialismo.
Non ha senso lottare per liberare gli animali e contemporaneamente lottare perchè la nostra posizione di dominio sulle minoranze che compongono la nostra società si rafforzi e sfoci nella violenza verbale e fisica.
È contraddittorio sostenere il rafforzamento dei confini nazionali quando gli animali ci insegnano che suddetti confini non hanno alcun senso, se non quello di formalizzare e standardizzare la necessità di dominio e controllo tipicamente umana.

Chi segue le nostre iniziative da più tempo se ne sarà accorto e se ne ricorderà: diverse volte ci siamo trovati ad allontanare gruppi apertamente ricollegabili alle ideologie nazifasciste, che tentavano di strumentalizzare il nostro attivismo per rendersi presentabili. Diverse volte abbiamo avuto a che fare con persone ambigue che, con svastiche e fiamme tricolori tatuate addosso, cercavano di farsi passare per antispecisti.

Il problema più grosso è rappresentato da chi non li identifica come un problema, da chi si illude che loro stiano contribuendo alla causa animale, da chi non ne vuole prendere apertamente le distanze perché non ha ancora capito quali siano le mire di queste persone.

La storia di Clément ed Esteban si è intrecciata: uno ha imparato dagli animali l’odio per le catene, per i confini, per le gabbie, per i soprusi e per la violenza, per il suprematismo, l’altro ha provato a sfruttare gli animali per far accettare il suo messaggio basato sull’esaltazione di confini, gabbie, soprusi, violenza e suprematismo.

Clément è stato ucciso. Non lasciamo che la sua morte sia stata inutile: non sottraiamoci ad una presa di posizione chiara, forte, inequivocabile.

Per chi volesse approfondire la questione delle infiltrazioni nazifasciste e qualunquiste nel movimento di liberazione animale consigliamo l’opuscolo “Antispecisti di destra?” pubblicato da Veganzetta, liberamente scaricabile in PDF a questo link > http://bit.ly/19ZQxOj

Contro lo specismo – per la liberazione animale
www.fermaregreenhill.net

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/EbrwW

10 Commenti

  1. picciotto delle mandorle ha scritto:

    buongiorno,

    la cosa è grave! come diceva un vecchio saggio, la violenza genera violenza…
    tralasciondo la violenza io leggendo i vostri articoli e i vostri dossier, mi sovviene un dubbio atroce…
    premetto innanzitutto che nn voglio creare polemiche, ma esigo solo una risposta chiara da voi…
    da ciò che scrivete si evince che:
    – se un “antifascista vegano” viene assalito da gruppo “fascista” (magari carnista) come già successo, la vostra solidarietà e sostegno va alla vittima dell’aggressione.
    – se un “fascista vegano” viene assalito da un gruppo “antifascista” (magari carnista) come già successo, la vostra solidarietà e sostegno va agli artefici dell’aggressione.
    ora io chiedo a voi che “insegnate” nei vostri dossier l’etica antispecista, è più importante per un antispecista l’essere vegano o antifascista?
    ripeto ancora che nn ho nessuna intenzione di creare polemiche, mi aspetto solamente una risposta chiara senza giri di parole…
    io sono vegano, ma entrambe le ideologie mi provocano ribrezzo, vorrei capire se posso definirmi, secondo voi, antispecista o se per esserlo devo per forza essere antifascista prima che vegano poichè nn ho ancora capito se è più importante per l’etica antispecista la protezione dei diritti del vivente o le classiche istanze antifasciste.
    (per cortesia nn mi rispondete entrambe le cose, a me serve sapere capire cosa è più importante fra le due cose secondo voi)

    ringraziandovi,
    porgo cordiali saluti.

    16 giugno, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      La riposta su queste questioni è stata data da tempo ed è pubblica, basta leggere questo articolo: /www.veganzetta.org/?p=2066
      Non ci sono due pesi e due misure.
      Non si insegna nulla e questa non è una scuola, ma solo un luogo virtuale di confronto.
      Per tale motivo puoi trovare in questo sito ampia documentazione per potermi confrontare con il pensiero antispecista, alla fine sarai tu a decidere chi e cosa vuoi essere, e non sarà certo la veganzetta a dovertelo dire.
      Il veganismo può essere interpretato in vari modi. Il veganismo etico è una filosofia e una pratica che viene messa in atto anche dagli antispecisti, chi è vegano e antispecista è contro ogni tipo di dominio: Umano-Animale e Umano-Umano. Quindi contro ogni tipo di ideologia politica che proponga il dominio. L’antifascismo è una reazione al fascismo che è una ideologia politica di dominio. Se il fascismo – in tutte le sue sfumatore e accezioni – non esistesse, non esisterebbe nemmeno l’antifascismo. E così l’antisessismo con il sessismo, l’antirazzismo con il razzismo e quindi anche l’antispecismo con lo specismo.

      17 giugno, 2013
      Rispondi
  2. picciotto delle mandorle ha scritto:

    quindi rispondi con giri di parole senza darmi la risposta…
    i due pesi e 1000 misure ci sono eccome…

    grazie comunque…

    17 giugno, 2013
    Rispondi
  3. Simona fazioli ha scritto:

    Niente inutili giri di parole.
    Mi sembra ovvio che il fulcro dell’antispecismo non possa prescindere dall’essere vegano e antifascista.
    Chi vive la propria vita seguendo i dettami dell’antispecismo escludera’ sempre ogni forma di violenza e di sopruso nei confronti di altri esseri a prescindere da sesso, razza e specie.
    E’ un concetto di una semplicita’ elementare.
    Non possono esistere antispecisti di destra.
    La storia e la filosofia ce lo insegnano da sempre.
    Forse dovresti vivere la tua vita senza cercare di darti troppe etichette.

    20 giugno, 2013
    Rispondi
  4. picciotto delle mandorle ha scritto:

    parole parole parole…
    io ho semplicemente posto una domanda, se l’amore e la difesa del vivente viene prima dell’ideologia fascista/antifascista… il mio esempio è chiero, le vostre risposte no.
    nn mi è stata data una risposta chiara, il non rispondere è una possibilità…

    saluti

    22 giugno, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Anche le risposte fornite da più parti sono chiare, forse sei tu che non vuoi capire.

      27 giugno, 2013
      Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie per il link, qualcuna/o può indicare dove poter visionare eventualmente tale video? Sarebbe molto interessante.

      27 giugno, 2013
      Rispondi
  5. picciotto delle mandorle ha scritto:

    io capisco bene che voi girate il discorso…
    ma voi nn volete rispondere se per la vostra etica (e quindi scendere in difesa di una persona piuttosto di un altra) sia più importante, per la persona da difendere, che essa si nutra di cadaveri o se sia contro il fascismo…
    a parer mio ha più importanza l’etica a difesa degli animali che l’ideologia fascista/antifascista (quindi difenderei in entrambi i casi le persone che hanno una nutrizione vegana, tralasciando i discorsi fascismo/antifascismo), x voi invece nn l’ho ancora capito poichè come già detto fate parole e girate il discorso senza rispondere chiaramente…

    27 giugno, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Sono mesi che scrivi e tenti di imporre la tua visione, ti è stato spiegato in lungo e in largo la posizione che Veganzetta e altre persone che scrivono su questo sito hanno. Tu non vuoi capire. Hai una visione diversa, continua a tenerla e fai ciò che credi meglio, ma per cortesia smetti di chiedere che gli altri si allineino con il tuo pensiero, perché questo non può accadere.
      Se vuoi parlare di altro potrai continuare a farlo, ma su questo argomento la questione è chiusa perché non si può continuare a ripetere le stsse cose annoiando chi legge.

      28 giugno, 2013
      Rispondi

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