Cavalli da…


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Il Cavallo, antenato della macchina da lavoro, da trasporto, da guerra pare che come macchina susciti nostalgia al punto tale da essere richiamato in causa con entusiasmo e consenso. Si legge su La Stampa di un’iniziativa che dice addio al trattore per richiamare il Cavallo a lavorare al suo posto. Nell’azienda vitivinicola biodinamica di Tassarolo “organizzano corsi e feste dedicate al cavallo da lavoro. Utilizzano 5 cavalli sia nei lavori in vigna che nei campi e nel bosco.
Durante una festa la scorsa estate hanno ospitato anche altri cavalli e la dimostrazione di numerosi attrezzi da lavoro, nonché carri e carrozze che hanno sfilato nel borgo di Tassarolo. Sono tra le aziende vinicole pioniere in Italia per l’utilizzo di animali da tiro e hanno denominato il loro progetto Cavallavor, che è diventato anche un marchio di qualità…”
Nell’azienda collabora “una coppia di addestratori impegnati nel progetto Save the Working Horse, cioè nel salvare puledri tra quelli che vengono originariamente importati dalla Francia per la macellazione, e nel domarli per chi li impiega poi per i lavori nei campi o nei boschi. Hanno raccontato di aver già salvato alcune decine di cavalli in pochi anni, e che comprare un puledro non solo fa risparmiare chi voglia poi utilizzarlo nei campi, ma permette anche di avere il tempo di crescerlo addestrandolo fin da più giovane per migliori risultati. Tony e Miky usano un metodo che chiamano Equiaddestramento, che comporta un rapporto di comunicazione con la voce, i gesti e i movimenti, che deve tendere a farsi riconoscere naturalmente come capobranco dall’animale. Durante la festa Tony ha dimostrato diversi “numeri” ed esercizi realizzati con Snoby e con il giovane Cyrus, salvato dalla macellazione poco più di un anno prima.”
E’ apprezzabile che si usi “un rapporto di comunicazione con la voce, i gesti e i movimenti”, perché conosciamo bene il trattamento a base di bastonate e frustate che gli Animali da lavoro in campagna hanno subìto nel corso dei secoli. Nell’azienda in questione “il cavallo è un compagno di lavoro, mentre il trattore non risponde se lo chiami, si tratta cioè di un approccio completamente diverso”. A una prima lettura, il progetto appare lodevole perché salvare gli Animali dal macello è certamente importantissimo. In realtà è bene fare una riflessione. I Cavalli sono sfruttati nell’ippica, nel palio, nel circo, nelle forze armate, nella polizia municipale, in agricoltura: in gran parte dei casi, al termine di queste attività, finiscono al macello. Tuttavia non è sempre così: ci sono progetti che accolgono gli Animali senza pretendere da loro nulla in cambio.

Se un Animale da macello viene risparmiato per diventare da lavoro, il salto di qualità non è dei migliori. Gli viena salvata la vita ma non si è certi che gli venga salvata la dignità, in ogni caso sarà sempre privato della libertà; l’idea di addestrare e domare gli Animali per farli lavorare è molto lontana dall’idea della liberazione animale. Per gli Umani il lavoro è un diritto, per gli Animali una schiavitù. Ciò che deve essere messo in discussione è il fatto che un Animale sia identificato con un “da”: da caccia, da pesca, da circo, da zoo, da palio, da acquario, da laboratorio, da allevamento, da reddito, da cortile, da macello, da tiro, da affezione, da guida, da salvataggio, da droga, da tartufo… e via elencando con i “da”. Forse bisognerebbe riflettere sulla necessità di eliminare ogni “da”, conservandone uno solo: “da” liberare.

Paola Re

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Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/xoWQV

69 Commenti

  1. Avatar Roberto Contestabile ha scritto:

    E’ vero…a questo punto non serve a nulla ripetersi. Le posizioni sono ben definite ed estremamente opposte. Ma credo sia giusto anche così, soprattutto per una sincerità equa e ben bilanciata verso i propri interessi. Sì, perchè fin qui abbiamo parlato di interessi personali e ci siamo dimenticati ingenuamente (o almeno alcuni) dei veri protagonisti di questa triste storia: Gli Animali.
    Gli Animali vivono con noi da sempre, e forse sono nati e si sono evoluti per uno scopo ben preciso a noi oggi ancora ignoto (e per favore non diciamo che sono nati per essere mangiati o per lavorare…l’antropocentrismo è già una realtà ben consolidata, negarlo poi è da criminali!). Per fortuna, forse, non dovremmo saperlo mai. Per fortuna, forse, saranno loro stessi a comunicarcelo…in un linguaggio a noi oggi non totalmente compreso, nonostante i loro grandi sforzi intellettivi gridano: Lasciateci stare, Lasciateci in pace, Lasciateci vivere la nostra beata esistenza senza intervenire laddove la vostra presenza non sia gradita!
    L’uomo e la donna oggi non vivono più nelle caverne…è vero. Ma tutto quello che oggi credono ipoteticamente di possedere, lo devono al Pianeta e ai suoi ospiti. Il prezzo è stato già pagato duramente! Per favore, lasciamo decidere agli Animali cosa sia giusto o sbagliato, e noi, da persone coscienti e responsabili, poniamo fine ad ogni sforzo ipocrita che possa creare solo illusione e false speranze ad una popolazione mondiale già distratta e confusa dai suoi stessi simili sempre più ingordi e malefici.
    Chi ha deciso di abbandonare un gusto alimentare carnista unito ad un lusso spregiudicato, ha una pesante responsabilità da affrontare ogni giorno: la rinuncia. La rinuncia che si traduce in una presa di coscienza assoluta. Chi non ha raggiunto ancora questo obiettivo, ha ancora molta strada da percorrere, non priva di ostacoli ed insidie. La società in cui viviamo è specista, lo è da sempre, e sempre lo sarà senza un sincera “privazione” personale. Una società umana basata su bisogni materiali è difficilmente abbattibile tramite una condivisione ingenua sul benessere apparente degli Animali. Un etica non religiosa, non dogmatica, ma personale nell’essenza umana come individuo…è un arma plausibilmente utile a modificare nel tempo usi ed abitudini mistificatori. Tutto ciò può essere condivisibile, può essere convertibile in un movimento di massa come lo è per esempio il veganismo salutista…ma ci vuole ben altro per abbattere il muro dell’ignoranza psicotica di un consumismo redditizio globale. Qui non si tratta di essere anticapistalista estremo. Si tratta di affrontare la vita quotidiana con delle scelte misurate e ponderate laddove il singolo può fare veramente la differenza in una sincera sostenibilità ambientale. Posso anche non salvare personalmente i Cavalli dal macello, ma con le mie scelte personali ne salvo tantissimi senza far nulla di eclatante, come sfondare per esempio la porta di un mattatoio. Ognuno fa quel che può e nella misura che ritiene opportuno…certo! E’ vero! Ma almeno siamo sinceri con noi stessi, e non prendiamoci in giro con stupide scuse banali e contraddittorie.
    Io personalmente ho un passato da carnista e, nonostante non rimpianga mai la mia scelta vegan, mi piace ricordare con un velo di malinconia la mia infanzia indotta e costruita con un educazione assolutamente amorevole, ma sbagliata nei principi. La colpa non è certo dei mei genitori che per tutta una vita, ed ancora oggi, cercano di sbarcare il lunario. La colpa è di un sistema apparentemente “economico”, non nella sua terminologia che è totalmente errata, ma nella sua ideologia. Un sistema economico solo nel termine che crea spreco e sfruttamento di risorse non è il futuro che noi tutti (spero) ci auguriamo.
    Riflettiamo su questo, e sulle nostre scelte personali, pur piccole, ma infinitamente grandi se rapportate ad un contesto globale specifico.
    Come si può insegnare alle nuove generazioni un autentica cultura antispecista? Il problema di fondo è questo. Non bisogna creare squallidi attriti contropposti che nulla creano di buono e concreto per la causa Animalista, e di conseguenza Umana. Il dibattito è doveroso…ma per favore, anche i contenuti.
    (Nel mio armadio ho un giubbino di vera pelle (costato un occhio della testa) che giace lì da molto tempo…Ogni tanto vado a guardarlo, e per quanto un mio subconscio mi dica che è “bellissimo”…non riesco ad indossarlo! Questo la dice lunga sulla presa di coscienza di alcuni che confondono l’apparire con l’essere!)
    Cari saluti a tutti!

    14 Gennaio, 2015
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Caro Roberto,

      Come sempre grazie per i tuoi contributi alla discussione.

      14 Gennaio, 2015
      Rispondi
    • Avatar Paola Re ha scritto:

      Caro Roberto, il tuo giubbino di vera pelle fa compagnia a due paia di stivali con la suola in cuoio nella mia scarpiera: faticano a logorarsi nonostante abbiano 10-15 anni. Non ho mai mangiato animali ma il problema del vestiario non mi è entrato in testa subito. Non compro indumenti, calzature e accessori animali da una decina d’anni e non mi pare di avere rinunciato a nulla, anzi, ho scoperto altri materiali. Dare una bella botta al mercato dell’orrore non acquistando più nulla di animale è un grande passo avanti. Non mi fa rabbia vedere chi indossa gli animali ma chi continua a comprarli per indossarli. Ci sono tante possibilità per non farlo ma troppo spesso si cede alle lusinghe del mercato. E a queste lusinghe cede anche una parte di coloro che si spacciano per vegan ma ovviamente non lo sono.

      14 Gennaio, 2015
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  2. Avatar wiki chicca ha scritto:

    La verità sui cavalli è questa. I cavalli moderni sono animali grossi, potenti, che necessitano di tantissimo cibo per stare bene. In natura avrebbero bisogno di enormi spazi per vivere e procacciarsi il cibo. Poniamo però di trovarci nelle sconfinate praterie del west. Lì ci sarebbe lo spazio per vivere. Una giumenta partorisce e è già una vittoria se non muore di parto (lo sapete, vero, che ci sono spessimo complicazioni nel parto del cavallo moderno?). Mettiamo che va tutto bene e il puledro nasce. Sin dai primissimi giorni di vita dovrà guardarsi dai suoi simili (che, grandi e grossi, possono assestare in una fuga colpi notevoli), dalla fame, dagli infortuni (un cavallo zoppo, anche solo temporaneamente e lievemente, è un cavallo che non può scappare e che non può tenere il passo del branco quando si sposta) e dai predatori, oltre che dalle malattie. Mettiamo che il puledrino ce la fa e viene svezzato. Dopo poco, raggiungendo la maturità sessuale, verrà preso a mazzate se non addirittura ammazzato dallo stallone. Facilmente verrà allontanato dal branco e – senza la guida della vecchia giumenta capo branco – non saprà magari dove procacciarsi l’acqua o dove migrare in cerca di cibo nelle varie stagioni. Le probabilità di sopravvivere saranno poche. Morirà di fame, di sete, di caldo, di freddo, annegherà o verrà sbaranato o perirà per una caduta o una malattia. Se invece ce la farà, sarà arrivato all’età adulta. E dovrà combattere per accoppiarsi, rischiando sempre la pelle. E dovrà combattere per il cibo e per la sua vita, contro i suoi simili, contro i predatori, contro la carenza di risorse. Uno su mille ce la fa. Si è vero, in america e in australia c’è un boom di mustang, tanto che ne è stato disposto l’abbattimento. Ma questo solo perchè non ci sono piu predatori. E perchè i cavalli vengono dissetati e nutriti dalle associazioni. E non vengono abbattuti perchè sono brutti o antipatici o portano malattie o mangiano le colture. Sono abbattuti perchè muoiono di fame e di sete. Non ci sono risorse sufficienti per tutti. La popolazione si è troppo sviluppata. I governi pensano sia più umano sparare piuttosto che far morire di stenti migliaia di capi. La vita naturale non è facile, non è felice. E’ pericolosa. Pensate che, potendo scegliere, sceglierebbero i pericoli e la morte e le malattie della vita brada oppure scendere a compromessi con l’uomo e avere la certezza di sopravvivere? Vi faccio un esempio. Sapete la differenza tra uno stallone o una matriarca e i gregari del branco? Stalloni e matriarca vivono molto meno dei gregari. Combattono. Lottano con gli altri cavalli e contro i predatori, per la difesa del branco e della prole. Fanno strada attraverso i pericoli, sono sempre davanti. Devono fare da sentinelle e da guerrieri e da condottieri e da guida al branco. Vivono sull’attenti, sono stressati. I gregari rinunciano a un pò di libertà (a decidere dove andare, con chi accoppiarsi ecc) in favore della sicurezza. I cavalli domestici fanno lo stesso. Rinunciano a un pò della loro libertà in favore della protezione e della sicurezza offerta dall’uomo.

    14 Gennaio, 2015
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Wiki chicca, brava ti sei costruita il tuo film.
      Ciò che devono o non devono fare i Cavalli non ci riguarda, prima che li addomesticassimo vivevano liberi e senza alcun bisogno delle nostre attenzioni.
      La tua visione è artificiale e artefatta, qualsiasi Animale nato libero ti dimostrerebbe in pochi secondi cosa pensa se posto di fronte alla scelta di una vita in natura in pericolo, o una vita “confortevole” in una gabbia, seppur dorata, pretendere che gli altri Animali pensino e vedano il mondo come noi è semplicemente e tragicamente ridicolo.
      Come già detto: noi abbiamo rotto l’equilibrio e arrecato enormi danni, noi dobbiamo riparare, ma non con soluzioni di comodo.
      Gli Animali non hanno diritto a sopravvivere, ma a vivere.
      Tutto ciò che le nostre menti partoriscono per giustificare ciò che continuiamo a fare, sono solo bugie meschine e tristi e ciò perché in definitiva noi siamo meschini e tristi.

      14 Gennaio, 2015
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      • Avatar wiki chicca ha scritto:

        si, i cavalli preferiscono la sicurezza alla libertà. questo lo so per certo e lo so grazie a 20 anni e passa in mezzo a loro. inoltre, la libertà di cui parli è un concetto utopistico. il mondo è artefatto. il cavallo è stato addomesticato. non esiste più il cavallo selvaggio, se non in qualche steppa mongola. ma ti dico una cosa. io conosco i cavalli. sai la storia, che i cavalli dormono in piedi? è verissima. in natura dormivano in piedi. in libertà. i cavalli domestici no. dormono sdraiati. questo dovrebbe essere indice di qualcosa. e cioè che il cavallo domestico non è più quello selvaggio. non può fare la famosa scelta, con l’uomo o libero. la scelta l’abbiamo fatta noi per lui. e il cavallo si è adattato. è cambiato. dal punto di vista fisico, comportamentale. non si può tornare indietro, creare un mondo che non c’è più. non si può e basta. i cavalli sportivi non hanno il fisico per sopravvivere solo della poca erba che possono procacciarsi. non hanno i piedi per fuggire in terreni impervi. non hanno le dimensioni per scappare attraverso un bosco. non hanno predatori naturali. non hanno nessun cavallo libero che possa tramandare loro le rotte migratorie per l’acqua e per il cibo. il cavallo selvaggio non esiste più. esiste il cavallo domestico. così come il cane non è più un lupo. E liberarlo nella natura (il cane, come il cavallo) sarebbe solo l’abbandono al proprio destino di un essere sprovvisto delle capacità per sopravvivere, gravemente handicappato. la libertà delle associazioni che riferite voi è una finta libertà. I cavalli sono sfamati e dissetati, protetti, recintati. esattamente come facciamo con gli umani che non sono in grado di provvedere a se stessi da soli, i vecchi, i bambini e gli handicappati. la differenza tra il cavallo delle vostre associazioni e quello di save the working horse, non è la stabulazione, non è la cura, l’alimentazione, la libertà (nessuno dei due è libero). è soltanto quell’oretta al giorno in cui svolgono una attività a favore dell’uomo. ed è inutile dire che si, è una costrizione. si, è addestramento. si, è lavoro. si, è il prezzo che l’uomo richiede al cavallo domestico per il suo mantenimento. in un mondo ideale non esisterebbe. ma il mondo idelae non esiste. esistono persone che fanno sacrifici per qualcosa che amano fare, per un’attività che amano condividere con il cavallo. spendono tanti soldi, tanto tempo, tanto impegno per imparare e per insegnare un’attività al cavallo. è egoismo. ma l’egoismo è naturale. l’uomo è l’essere egoista. è la sua natura.

        14 Gennaio, 2015
        Rispondi
  3. Avatar Paola Re ha scritto:

    Gentile Wiki Chicca, io che non sono mai stata a stretto contatto coi cavalli come lo è stata lei, intendo per libertà, la condizione di un cavallo in un oasi, in un rifugio che lo ha salvato dal macello. Anche il Pony che avevo da piccola era in libertà perché stava nel prato e nella stalla della cascina a suo piacimento, senza corde, catene, briglie e ogni tanto si andava al fiume, senza cavalcarlo. Era come i cani della cascina. Non immagino il cavallo libero come quello delle favole. Secondo me il cavallo è libero quando è libero dallo sfruttamento. Va bene che sia sfamato, dissetato, protetto, come scrive lei, ma non accetto “quell’oretta al giorno in cui svolgono una attività a favore dell’uomo”. La butta lì come se fosse un giochetto: sarà proprio una passeggiatina di un’oretta al giorno questo lavoro dei campi? Devono davvero pagare un “prezzo”, come scrive lei, per essere stati salvati? Che contratto è? Uno dei due contraenti, guarda caso quello a quattro zampe, firma un foglio in bianco. Il vulnus del progetto è proprio qui.

    14 Gennaio, 2015
    Rispondi
    • Avatar wiki chicca ha scritto:

      non è che debbano per forza essere d’accordo. il fatto è che le persone disposte a prendere e mantenere e curare un cavallo (che non è un canarino o un gattino… costa parecchie centinaia di euro al mese solo di cibo, per non parlare del costo del ricovero, delle cure veterinarie e di mascalcia, di assicurazione ecc) per guardarlo brucare e basta sono poche. questo è un fatto. e allora cosa si fa? i compromessi fanno parte della vita. sono un male, forse. ma un male necessario. l’alternativa è il macello o l’abbandono. questa è la realtà, il resto è fantasia. bisogna prendere atto del mondo com’è, non solo proclamare come il mondo dovrebbe essere. e a piccoli passi, una cosa alla volta, bisogna provare a cambiarlo. faccio un esempio. sta bene dire: i polli non dovrebbero essere allevati per essere mangiati. sono d’accordo. ma posto che c’è un sacco di gente che mangia pollo, mentre mando avanti la mia campagna contro il consumo di carne di pollo, comunque potrò gioire e vedere del buono in una legge, per esempio, che imponga agli allevatori di polli di allevare i propri animali a terra, all’aperto, rispettando un tot di mq di spazio vitale pro capite, che preveda solo cibi naturali e che renda obbligatori mezzi di uccisione meno cruenti. insomma, bisogna tenere i piedi per terra. ok che l’ideale sarebbe che non si mangiasse piu carne, ma ogni miglioramento della vita degli animali (che finiscono comunque in tavola nel frattempo) è una cosa buona. nel caso di specie, questi cavalli vengono salvati dal macello. in un mondo ideale passerebbero la vita a brucare e basta, senza dover fare alcuna attività. ma il mondo ideale non esiste, per cui invece di criticare potremmo dire: è un passo importante – se pur un piccolo passo – nella giusta direzione. ringraziamo chi salva questi animali e garantisce loro una vita lunga e sana e speriamo che sempre più persone prendano coscienza che il cavallo è un amico e non un alimento e che merita di vivere accanto all’uomo come un compagno, a prescindere dal lavoro (che sia agricolo, sportivo, ludico) che può svolgere.

      15 Gennaio, 2015
      Rispondi
      • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

        Cara Wiki chicca,

        I compromessi fanno parte della vita, è vero. Ma se si parlasse della tua di vita è sicuro che non saresti disponibile a scendere a compromessi. Siccome si parla della vita di altri, allora siamo tutte/i disponibili a ogni tipo di compromesso. La gente “pazza” che mantiene Cavalli, Mucche, Maiali e altri Animali impegnativi senza chiedere loro nulla in cambio è molta più di quello che tu credi. I piccoli passi servono per compiere brevi tragitti, se vuoi arrivare alla meta devi camminare con convinzione e tenacia e spendere energie. Per un problema così tragico ed enorme servono soluzioni forti, non toppe o rammendi come proponi tu: non si cura una polmonite con una mentina. Gli esempi si sprecano: ci sono associazioni antivivisezioniste che lottano da decenni e non hanno ottenuto quasi nulla, se però una decina di persone irrompe in un allevamento di Cani destinati alla vivisezione e li libera, allora tutto il Paese ne parla, le istituzioni sono costrette a intervenire, la gente si schiera, le cose cominciano a cambiare. Ti risulta? Non si sta parlando di fantascienza, ma di attivismo e di coerenza. I prati, i pascoli, i boschi esistono eccome, manca solo la nostra volontà di darli a chi ha il diritto di abitarli. Lo si può fare a piccoli passi? Improbabile. Mediante le leggi? Impossibile: cambia un Governo e cambiano le leggi, basta un giudice contrario e siamo punto e accapo, basta non applicare una legge per renderla inutile. Non si può chiedere a un sistema che si basa sull’ingiustizia e lo sfruttamento di essere giusto e compassionevole.
        I passi come quelli degli Animali da lavoro, non sono piccoli passi importanti, sono passi falsi che servono a sopire la nostra coscienza, a salvare un numero sparuto di Animali e a far continuare il macello quotidiano di cui siamo responsabili.

        15 Gennaio, 2015
        Rispondi
      • Avatar Paola Re ha scritto:

        Gentile Wiki Chicca, mentre porta avanti la sua campagna contro il consumo della carne, lei gioisce ne vedere che si allevano animali all’aperto e che essi siano uccisi con metodi incruenti Sembrerebbe una buona idea… invece non la è affatto perché con l’applicazione di misure “più umane”, i mangiatori di animali si sentono più sereni nel mangiarli. La carne felice è una delle più efficaci trappole dell’industria zootecnica e lei c’è cascata in pieno.

        15 Gennaio, 2015
        Rispondi
  4. Avatar Save the Working Horse ha scritto:

    “I passi come quelli degli Animali da lavoro, non sono piccoli passi importanti, sono passi falsi che servono a sopire la nostra coscienza, a salvare un numero sparuto di Animali e a far continuare il macello quotidiano di cui siamo responsabili.”

    Questione di punti di vista.
    In Francia nel corso di pochi anni, la percentuale dei cavalli di razze da lavoro, normalmente destinate alla macellazione, che invece vengono sottratte al coltello per essere impiegate in ambiti diversi, è salita. Sono passati da un 10% a oltre il 20% e si stanno avvicinando al 30%.
    Perché? Perché ci sono frotte di persone che li mettono in “oasi” protette e si accontentano di guardali da lontano?
    Ci saranno anche questi, ma la realtà è che ci sono forti sindacati di iniziativa per ciascuna delle 9 razze da tiro francesi, che si danno da fare per mettere in valore i cavalli da loro protetti e per far riscoprire un modo di vita più sano e sostenibile, vissuto al ritmo del passo del cavallo.
    Non a caso, nel giro di pochi anni, i Comuni Francesi che si servono della trazione animale per erogare servizi alla collettività, sono cresciuti, passando da circa 40, poi a 70, per arrivare ad oltre 200 secondo i dati forniti lo scorso anno.
    Cosa fanno questi cavalli? Lavorano in diversi settori: servizio scuolabus per i bimbi delle scuole primarie, raccolta dei rifiuti differenziati, manutenzione aree verdi, consegna della posta, consegna a domicilio di alimenti e medicinali per persone anziane o in mobilità ridotta, servizio trasporto turistico, ecc.
    Ci sono Comuni che investono nell’acquisto dei cavalli e mandano i loro operatori a formarsi in scuole serie, acquistano tutti i finimenti e le vetture ippomobili necessarie allo svolgimento delle mansioni e alloggiano i cavalli in ottime strutture. Altri Comuni, invece, si avvalgono dell’opera di aziende contoterziste che utilizzano i cavalli, per l’espletamento dei srrvizi richiesti.
    Orari e carichi di lavoro sono perfettamente bilanciati, la salute di questi animali è controllata scrupolosamente, finimenti, carrozze e attrezzi sono di moderna costruzione, quindi più leggeri, facili e sicuri da utilizzare.
    Quali sono i vantaggi del reinserire i cavalli in ambito urbano? Tantissimi…basta andare su youtube e guardarsi i video che mostrano i cavalli al lavoro e intervistano sindaci, assessori e popolazione.
    In primis, il risparmio economico: utilizzare il cavallo in determinate situazioni, provoca un abbattimento dei costi notevole. I soldi risparmiati, possono (e in Francia accade) essere reinvestiti in servizi a favore della collettività. Altro punto forte della reintroduzione del cavallo, è il maggior rispetto dell’ambiente: abbattimento dell’inquinamento atmosferico e acustico, rispetto del terreno e del sottobosco, ecc.
    Ma il vantaggio più importante che la presenza del cavallo fa scattare, è più sottile e meno evidente: il fatto che non sia un mezzo meccanico privo di anima a “prendersi cura” di certi lavori, fa risvegliare le coscienze…la percentuale di persone che differenziano i rifiuti è salita, c’è più rispetto e tolleranza sulle strade frequentate dai cavalli lavoratori, e non a caso, la percentuale di consumo di carne equina, si è abbassata.
    Inoltre, annesso al servizio scuolabus in carrozza, nelle scuole i bimbi ricevono gli addetti comunali che li responsabilizzano sul rispetto per gli animali e l’ambiente…grazie a questi cavalli “sfruttati” lavorativamente, le nuove generazioni crescono ben indirizzate sul rispetto ambientale e animale e di sicuro hanno meno voglia di mangiar carne, soprattutto equina, poiché per loro il cavallo è quell’amico che vedono tutte le mattine e che li porta a scuola e al quale portano lo zuccherino la mela…per loro il cavallo è quell’amico che porta via la carta, la plastica e il vetro che loro hanno differenziato con mamma e papà…e gli amici non si mangiano.
    Una volta adulti, molti di questi bambini scelgono la via dell’agricoltura biologica e biodinamica, e di nuovo, sostituendo il trattore con un adeguato numero di cavalli, contribuiscono con il loro lavoro, a limitare l’inquinamento atmosferico e a portare in tavola alimenti più sani, visto che bio o no, il mezzo meccanico inquina.
    Sempre in Francia, il numero di aziende agricole che utilizzano cavalli, asinie muli al posto o insieme al mezzo meccanico, sta salendo, è una realtà. Come sta salendo il numero di contoterzisti a trazione animale…c’è richiesta…il mondo sta cominciando a capire che se continuiamo ad inquinare a questi ritmi siamo destinati alla catastrofe, e non si può pensare di alimentare il mondo con solo una zappa in mano.
    Noi di SWH e Cavallavor, ci auguriamo che anche in Italia pian piano le coscienze si sveglino e si prenda esempio dalla Francia. Questo è il nostro impegno, il nostro “trave”. I cavalli, asini, muli, buoi, hanno aiutato l’uomo ad evolversi e ad arrivare fin dove è arrivato oggi. Ma siamo andati troppo oltre, bisogna ritornare a rispettare l’ambiente, la terra e per farlo abbiamo bisogno che cavalli, asini, muli e buoi tornino al nostro fianco, a lavorare con noi, ma con criteri, attrezzature e metodi moderni, che assicurino una vita sana e serena e rispettosa ad entrambi, una vita, come la definiamo noi, al ritmo del passo del cavallo. Chi segue SWH e Cavallavor, agisce secondo questi criteri.
    A chi non condivide il nostro pensiero, questo e quel che accade in Francia possono sembrare cose piccole, passi falsi di nessuna importanza…mai numeri e i risultati prodotti parlano chiaro, come pure le buone condizioni di vita e di salute degli animali coinvolti.

    15 Gennaio, 2015
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Non si capisce per quale motivo continui a perorare una causa presso una realtà come Veganzetta, che ha abbracciato un ideale (quello antispecista) che non è compatibile con quanto voi fate. Si potrebbe andare avanti all’infinito a suon di commenti, e nulla cambierebbe. Non hai compreso, non vuoi comprendere, le nostre posizioni e la visione antispecista. Se così fosse stato non continueresti a insistere con soluzioni che l’antispecismo in quanto teoria egualitarista e liberazionista NON può accettare.
      Parli di Francia, di uso dei Cavalli, di lavoro degli Animali per la comunità umana etc. Tutte cose che i Cavalli hanno sempre fatto da quando sono stati resi schiavi della nostra specie e nulla è cambiato per loro. Parli di Cavalli visti come amici, avvicinati dai bambini che successivamente s rifiuteranno di mangiarli, quando tutto ciò avviene già da secoli e nulla è cambiato, un esempio? I Conigli: sono amici di giochi, Animali “da compagnia”, Animali usati per la sperimentazione animale e cibo… Gli esempi si possono sprecare. Questo perché il paradigma non cambia: noi continuiamo a vedere gli Animali come esseri inferiori che al massimo possono essere risparmiati da una sorte che altri come noi hanno deciso per loro. Sono Animali e in quanto tali distanti, diversi e inferiori a noi. Noi siamo crudeli con gli Animali, lo siamo in mille forme e a causa della visione che abbiamo di loro e del rapporto che abbiamo deciso di avere con loro. Se non cambia tale rapporto non cambierà la loro sorte. Molti Animali lavorano per noi: migliaia di Cani addestrati per i ciechi umani, per la guardia delle proprietà umane, per la difesa e l’offesa in operazione di polizia e di guerra umane, per il salvataggio etc. Tutti questi Animali fanno il loro lavoro che non si sono scelti poi, se non vengono adottati da qualche Umano particolarmente sensibile, finiscono in canile rinchiusi per il resto della loro vita quando non servono più, o direttamente “soppressi”.
      Ancora una volta si torna a ribadire che ciò che fate serve più a voi che a loro.
      Ai vostri numeri si può ribattere con altrettanti numeri, comunicandovi per esempio che più del 20% dei Cavalli importati dall’Italia e destinati alla macellazione (l’Italia è il primo consumatore di carne di Cavallo d’Europa), provengono dalla Francia, magari molti di loro hanno lavorato in progetti da voi citati.

      Cerchiamo di porre un punto conclusivo a questo dibattito, perché ciò che c’era da dire è stato evidentemente detto, altro non serve.

      15 Gennaio, 2015
      Rispondi
  5. Avatar Sabrina ha scritto:

    Gentile Paola Re,
    non conoscendo la realtà è molto difficile commentare.
    Capisco che commentare in modo denigratorio sia una strategia molto facile per attirare l’attenzione dei lettori.
    Ad ogni modo sarebbe consono alla situazione, fare della buona informazione:
    – Lei ha assistito ai metodi di lavoro e di addestramento delle persone che ha menzionato? Io sì.
    – Lei ha visto come si svolge la giornata tipo di uno di quei cavalli? Io sì.
    – Lei ha visto come è la vita di un cavallo al macello? Io no e non la voglio neanche immaginare.

    Vorrei fare una risposta sintetica quindi non posso elencare le prove e gli esempi di quello che sto per dire, ma ci sono.
    I cavalli salvati dal macello “lavorano” non come si pensa guardando il dipinto di copertina, fanno pochissime ore, con pesi molto leggeri.
    Lo sa che prima di tutto questo lavoro, la base si chiama LAVORO IN LIBERTA’?
    Sembra strano ma il cavallo segue la persona ed esegue semplici esercizi senza essere legato o tirato o spinto!! Vuol dire che c’è comunicazione e l’animale risponde di sua volontà.

    Invito tutti a vedere le prove: sono su Internet…i cavalli che provengono dal macello (spaventati!!) arrivano a sdraiarsi per terra e lasciare che un uomo gli si corichi vicino!!!!!
    Se tutto ciò fosse obbligato il risultato sarebbe ben diverso.

    Non avendo conosciuto realmente la situazione io credo che abbiate diffamato l’opera di queste persone che avete menzionato. Sono persone che credono nel rapporto naturale tra uomo e cavallo. Sapete meglio di me che la credibilità in questi ambiti è difficile da avere e facile da perdere…
    Io sostengo che sia cosa gradita e corretta porgere almeno le scuse per i danni arrecati da un articolo scritto con poche informazioni ai danni di persone che perdono molte ore al giorno, con ovvie reazioni difensive!!

    Nella speranza di vedere pubblicate delle scuse nel pieno rispetto del lavoro altrui e dei principi…che tutto sommato non sono affatto lontani dai vostri.

    15 Gennaio, 2015
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Cara Sabrina,

      Ci sono decine di commenti a questo articolo in cui si spiega la nostra posizione, spunti tu dal nulla e pretendi le scuse?
      Scusa per cosa? Conosci il significato del termine diffamazione? Su questo sito si è espresso un giudizio su una pratica di sfruttamento animale, la diffamazione è ben altra cosa.
      Il termine “lavoro in libertà” è un ossimoro: o un Animale deve fare ciò che gli si dice, o è libero di fare ciò che vuole.
      Inoltre c’è da specificare una questione: Veganzetta è un sito di controinformazione vegana e antispecista che esiste da 8 anni, ha un vasto pubblico che segue gli articoli e non ha certo bisogno di pubblicità. Se ci fosse stata l’intenzione di fare uno “scoop giornalistico” per attirare l’attenzione, di sicuro si sarebbe scelta una notizia più interessante e dirompente.
      Tra l’altro pochi giorni fa è stato anche pubblicato un avviso in cui si chiede di diminuire gli interventi.
      Le tue basse insinuazioni, pertanto, le respingiamo nella speranza che tu possa trovare altri siti virtuali dove esternare le tue perle di saggezza come ad esempio il fatto che secondo te i principi di chi fa lavorare gli Animali per un tornaconto economico non siano affatto lontani dai nostri….

      16 Gennaio, 2015
      Rispondi
    • Avatar Paola Re ha scritto:

      Gentile Sabrina, non ho intenzione di scusarmi per ciò che ho scritto, anzi, visto il dibattito che ne è uscito, credo di avere fatto bene a scrivere perché è servito a me e forse anche a qualche lettore e lettrice per approfondire la conoscenza del progetto. Non è affatto vero che “tutto sommato”, i nostri princìpi sono vicini: i miei affondano le radici altrove. Mi pare che ciò si sia capito: se lei non lo ha capito, forse non ha letto con attenzione, o non ha affatto letto, i commenti..
      Riguardo la diffamazione, mi pare che lei non conosca affatto il termine e confonda la diffamazione, perseguita dall’articolo 595 del Codice Penale, con il diritto di critica che trova fondamento nell’articolo 21 della Costituzione, che sancisce “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”
      Se qualcuno o qualcuna si sente diffamato, ha il diritto di fare una denuncia per diffamazione, consapevole di ciò a cui va incontro.

      16 Gennaio, 2015
      Rispondi
  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Per ora non pare vi siano altri commenti, si ringraziano tutte le persone che hanno contribuito a questo confronto e se vi saranno altri contributi costruttivi saranno ben accetti.

    12 Febbraio, 2015
    Rispondi

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