"La felicità non è trovare prodotti vegani nei supermercati, bensì non trovare supermercati"

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Dizionario animalista: lettera A

Pubblicato da Cereal Killer il 1 marzo, 2012 10:21 AM

Tratto da www.humanemyth.org
Traduzione a cura di Black Sheep
Un ringraziamento ad Augusto

Abolition =Abolizione

Con riferimento a varie cause di giustizia sociale, il termine richiede la totale eliminazione, contro la riforma, di alcune forme di oppressione, schiavitù ed abusi. Ad esempio, prima della guerra civile americana, v’erano alcuni che richiedevano l’abolizione della schiavitù umana e molti altri che ne richiedevano la riforma, per l’instaurarsi di una più gentile “schiavitù cristiana”. Nel contesto della difesa animale, c’è una distinzione simile tra coloro che apertamente richiedono la fine dello sfruttamento animale da parte dell’uomo e coloro che cercano di fissare degli standard e promuovere leggi capaci di codificare un più “gentile” approccio all’uso ed all’uccisione degli animali per il profitto. Così come nel caso della schiavitù umana, alcuni di coloro che sostengono quest’ultima tesi, credono che ciò sia il massimo traguardo ottenibile in un prevedibile futuro mentre altri sostengono ciò poiché credono che gli esseri umani abbiano il diritto all’utilizzo degli animali poichè adatti a ciò, ammesso che il tutto sia eseguito in accordo con gli standard socialmente accettati.

Donald Watson, che fu il co-fondatore del movimento vegano in Inghilterra negli anni 40, credeva che l’uso degli animali “da fattoria” fosse, per sua natura, ingiusto. Con riferimento ad una visita effettuata presso la fattoria dello zio, egli osservò che “la scena idilliaca era nient’altro che un braccio della morte, dove i giorni di ciascuna creatura erano contati dal momento in cui essi non risultavano più utili agli esseri umani”. Aggiunse, inoltre, che “si può vedere abbastanza chiaramente come la civiltà odierna sia fondata sullo sfruttamento animale, così come le civiltà del passato erano fondate sullo sfruttamento degli schiavi”. Continua a leggere »

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Neo carnismo

Pubblicato da Cereal Killer il 15 febbraio, 2012 09:34 PM

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Neocarnism

A belief system characteristic of former animal rights advocates who collaborate with various segments of the animal-using industry and participate in development, certification, endorsement, or promotion of alternative “humane” animal products, sometimes called “happy meat.” Practitioners of neocarnism claim these activities do not create a conflict of interest for animal advocates, even for those who believe using and killing animals is morally wrong. They refuse to consume the same animal products they recommend to the public, citing personal ethical objections. Similarly, they promote animal husbandry practices and procedures that they themselves would likely refuse to carry out on animals for reasons of compassion and ethics. The thought behind neocarnism is largely derived from philosopher Peter Singer’s Utilitarianism. For background on the origins of this term, see the 2007 essay The Project for the New American Carnivore: From Lyman to Niman in 10 Short Years.

Neo-carnismo

Il sistema di credenze caratteristico degli ex sostenitori per i diritti animali che credono che la collaborazione con vari segmenti dell’industria che usa animali non crea un conflitto di interessi per i sostenitori degli animali, anche per coloro che credono che osare e uccidere animali sia moralmente sbagliato. Coloro che praticano il neo-carnismo partecipano apertamente allo sviluppo, certificazione, approvazione, o promozione dei prodotti animali “umani ” alternativi chiamati “carne felice”. Essi rifiutano di consumare gli stessi prodotti animali che raccomandano al pubblico, citando obblighi morali personali. Similmente, promuovono pratiche zootecniche che loro stessi rifiuterebbero di applicare sugli animali per ragioni di compassione ed etica. Il pensiero alla base del neo-carnismo è largamente derivato dal l’utilitarismo del filosofo Peter Singer. Per maggiori dettagli , vedi “il progetto per il nuovo carnivoro americano: da Lyman a Niman in 10 brevi anni“.

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