Categoria: Femminismo antispecista




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DONNE, AMBIENTE E ANIMALI NON-UMANI
Riflessioni bioetiche al femminile

A cura di Carla Faralli, Matteo Andreozzi e Adele Tiengo
Postfazione di Carol J. Adams

Saggi di: C.J. Adams – M. Andreozzi – G. Gaard – M. Kheel – C. Merchant – P.D. Murphy – V. Plumwood – D. Slicer – K.J. Warren

ISBN 978-88-7916-696-6 – pp. 250
€ 29,00

Il testo integrale è disponibile gratuitamente online in formato pdf al seguente indirizzo web: www.ledonline.it/index.php/Relations/pages/view/irene-3-donne-ambiente

Nonostante il termine ‘ecofemminismo’ (dal francese écoféminisme) sia stato coniato solo nel 1974 da Françoise d’Eaubonne, il movimento ecofemminista si propone sin dagli anni ‘60 del secolo scorso di indagare le connessioni esistenti tra il sessismo e altre due forti espressioni del dominio umano: l’abuso delle risorse naturali e la discriminazione degli animali non-umani.

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Annamaria-Ortese

Estratto dell’articolo originale di Elisabetta Rasy

La bestia che parla

Nel 1980 Anna Maria Ortese aveva sessantasei anni e viveva insieme a una sorella malata in un appartamento misero e degradato di una piccola cittadina della Liguria, Rapallo. Le sue condizioni economiche erano cattive e passava i suoi giorni in una condizione di estremo abbandono e solitudine : fu allora che le arrivò da un istituto italiano in Svezia l’invito a un convegno letterario per il quale avrebbe dovuto preparare una relazione sulla sua esperienza di scrittore. 

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Rosa Luxemburg in una delle sue ultime lettere scritte dal carcere di Breslavia in attesa di essere uccisa.

Dicembre 1917, lettera dal carcere

“Oh, Sonjušcka, qui ho trovato un forte dolore. Nel cortile dove passeggio arrivano spesso dei carri dell’esercito stracarichi di sacchi o vecchie casacche e camicie militari, spesso con macchie di sangue…., vengono scaricati qui, distribuite nelle celle, rappezzate, poi ricaricate e spedite all’esercito. Recentemente è arrivato uno di questi carri, tirato da bufali invece che da cavalli. Per la prima volta ho visto questi animali da vicino. Sono di costituzione più robusta e massiccia dei nostri buoi, con teste piatte e corna ricurve basse, il cranio quindi è simile a quello delle nostre pecore, sono completamente neri, con grandi, dolci occhi neri. Provengono dalla Romania, sono trofei di guerra… I soldati che guidavano il carro raccontarono che fu molto faticoso catturare questi animali selvaggi e ancor più difficile – essendo abituati alla libertà – usarli come animali da tiro.

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