Categoria: Femminismo antispecista



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Azione in favore di Non una di meno a Treviso con copertura di una scritta contro lo sfruttamento animale

Si riceve e si pubblica volentieri questa lettera firmata, che evidenzia, tramite un episodio accaduto e documentato, come sia ancora lontano il riconoscimento della lotta di liberazione animale da parte dei movimenti per i diritti civili umani.

«Ci ribelliamo alla violenza di chi tratta i nostri corpi e quelli di tutte le specie viventi e della terra come terreno fertile di profitto e sfruttamento».

Questa frase pubblicata sul sito web del movimento Non una di meno ci introduce alla lotta contro lo sfruttamento dei corpi (nello specifico femminili) nella nostra società. In un sistema capitalistico neoliberista, ciò che può essere identificato con la struttura istituzionalizzata che usa i i corpi come terreno fertile per lo sfruttamento e il profitto può essere degnamente rappresentato dall’industria, e l’industria che per eccellenza basa la propria produzione su tale sfruttamento è ovviamente l’industria della carne.

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troia
Dall’enciclopedia della lingua italiana Treccani online: www.treccani.it/vocabolario/troia

Vocabolario online

tròia s. f. [lat. mediev. troia, forse voce espressiva che imita il grugnito del maiale]. –
1. La femmina del maiale, spec. con riferimento a quella destinata alla riproduzione; è sinon. pop. di scrofa (ma sentito in genere come volg.)
2. fig., spreg. Puttana, soprattutto come insulto.
Dim. troiétta e troiettina; accr. troióna e anche troióne m.; pegg. troiàccia (tutti quasi esclusivam. in senso fig.).

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Che siano le donne molto più degli uomini a preoccuparsi delle sofferenze degli altri Animali non è solo un luogo comune, perché vi sono molte argomentazioni a supporto di questa asserzione.
Si può cominciare dal fatto che il 70% delle persone vegetariane (quelle vegane sono conteggiate nel numero) secondo stime generalmente accreditate per quanto inevitabilmente imprecise, sarebbero donne: bisogna considerare che si tratta di una scelta fatta sulla base di considerazioni di tipo etico, volta ad astenersi da qualsivoglia violenza anche indiretta contro gli Animali; chi infatti si muove sulla scorta di motivazioni ecologiche o salutiste arriva al più ad una riduzione del consumo di carne, non alla sua abolizione, tanto meno all’eliminazione di tutti i prodotti di origine animale, che abbisogna di motivazioni ben più forti.

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pride
Il recente film “Pride”, uscito pochi mesi fa con la regia dell’ìnglese Matthew Warchus, riporta all’attenzione collettiva uno stralcio di storia contemporanea: tra il 1984 e il 1985, in piena era thatcheriana, la protesta contro il progressivo smantellamento di miniere di carbone fu portata avanti in Inghilterra con un durissimo sciopero di minatori, protrattosi per 51 settimane e infine conclusosi con la ripresa del lavoro, stabilita dall’ala sindacale maggioritaria e morbida: di fatto con una sconfitta rispetto agli obiettivi, ma nonostante questo accompagnata da una risonanza e una solidarietà, in grado di catalizzare un’opinione pubblica sensibile, ben oltre i confini nazionali.

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