Categoria: Antispecismo




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Anche se l’antropocentrismo di cui siamo contemporaneamente artefici e vittime spesso ci impedisce di rendercene conto, gli Animali abitano (e sovente da protagonisti) molte delle nostre produzioni letterarie. E del resto questa constatazione non dovrebbe stupirci, considerato il ruolo che gli altri Animali hanno avuto e tuttora hanno nella nostra evoluzione biologica e culturale; parafrasando il filosofo morale James Rachels, la nostra mente è animale nel senso che essa è letteralmente creata dagli Animali, sia per motivi evoluzionistici, sia perché l’interazione con loro, al contempo a noi uguali e differenti, ha contribuito e contribuisce in maniera determinante alla sua formazione.

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Il grattacielo

“Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così:
Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati.

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v2_superare.jpgPiù volte ci è capitato di affrontare il discorso relativo all’identità  dell’animalismo in Italia, e più volte siamo stati costretti a constatare che l’animalismo nel nostro paese nonostante i molti anni di lavoro, di attività  e iniziative, non è riuscito ad elevarsi in alcun modo a movimento. I motivi sono numerosi ed in alcuni casi complessi, la ragione di fondo, però, è in estrema sintesi soltanto una: la mancanza assoluta di principi fondanti condivisi. Sebbene infatti l’animalismo come fenomeno sociale sia presente in Italia sin dalla fine degli anni ’70, nonostante le numerose sigle, gruppi, associazioni, collettivi nati, estinti o tutt’ora presenti nel tentativo di perseguire in vario modo la difesa degli interessi degli Animali (ci limitiamo a dare questa descrizione molto sommaria e generica degli scopi a causa dell’eterogeneità  della “galassia” animalista in oggetto), l’estrema diversità  di posizioni, ovvero la diversità  degli scopi finali, delle metodologie, delle strategie, non ha permesso sino ad oggi la trasformazione di un fenomeno sociale in un soggetto sociale coeso e forte. Per contro, la storia dell’animalismo italiano è costellata di screzi, lotte intestine, diatribe e veti incrociati che ne hanno in gran parte neutralizzato la diffusione sul territorio e l’efficacia dell’azione.

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v2_immaginare.jpgUno dei motivi che ci ha spinti a dare il via all’avventura della Veganzetta è il soddisfacimento di alcuni bisogni che sentivamo come attivisti per i diritti animali di fare chiarezza, di fornire degli spunti di riflessione e degli stimoli per una crescita comune. Immaginare l’antispecismo è uno dei compiti più ardui, ma anche esaltanti, che si possano ad oggi affrontare, ed è nostro dovere tentare di redigere un testo che sommariamente, e non esaustivamente, provi a spiegarlo.

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