Cagliari: processo contro due attiviste antispeciste


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Il 9 marzo 2016 presso il Tribunale di Cagliari si è svolta la quarta udienza di un processo che ha preso il via da una triste vicenda accaduta nella città sarda e che vede imputate due attiviste antipeciste cagliaritane già facenti parte del Collettivo antispecista Oche Barrose.
Non sappiamo come tale processo si concluderà e quali saranno le conseguenze, è utile però segnalare che le due imputate hanno deciso di cogliere l’occasione per prendere pubblicamente posizione contro una pratica crudele nei confronti degli Animali e di propagandare l’idea antispecista.
Ma partiamo dal principio.
Tutto nasce dal fatto che per le vie del centro storico di Cagliari la ditta Carrozze service S.r.l. fornisce un “servizio” ai turisti mediante l’utilizzo di una carrozza di grandi dimensioni – tanto che può trasportare fino a 22 persone umane – trainata da due Cavalli. La carrozza compie un giro turistico del centro cittadino, che notoriamente non è in piano, con conseguente grande sforzo dei Cavalli che sono costretti a un lavoro fisico considerevole rimanendo esposti nel periodo estivo al sole cocente.
Nell’estate del 2010 in occasione dell’attracco di una nave da crociera, la carrozza in questione si ferma sotto le finestre della casa di Livia Medda, una delle due imputate nel processo; Livia resasi conto dello stato di sofferenza dei Cavalli, decide che è indispensabile fare qualcosa per aiutarli: provvede con Daniela Mereu (l’altra attivista antispecista imputata nel processo) all’organizzazione di una campagna mediante la stampa e distribuzione di volantini e il coinvolgimento di altre persone antispeciste, per informare cittadini e turisti ai quali viene consegnato un testo in italiano, spagnolo, francese e inglese nel tentativo di sensibilizzarli sul problema.
Durante uno dei volantinaggi (che si protraggono per anni) le due attiviste vengono aggredite verbalmente e pesantemente offese da una donna della famiglia che gestisce il “servizio”, la stessa che provvederà a inoltrare una denuncia nei loro confronti per diffamazione sulla base di presunte frasi ingiuriose pubblicate sui volantini.
La ditta si difende affermando che i Cavalli utilizzati sono stati salvati dal macello e che la carrozza è munita di un motorino elettrico ausiliario messo in funzione durante il tragitto cittadino, pertanto – a suo avviso – gli Animali non sono sfruttati o maltrattati. Intanto i Cavalli nel tempo sono cambiati e non è dato sapere che fine abbiano fatto quelli vecchi.
Passano due anni e comincia il processo a carico delle due attiviste cagliaritane, vengono ascoltati i testimoni dell’accusa e le udienze si susseguono arrivando, come già affermato in precedenza, alla quarta nel marzo 2016, la prossima è fissata per l’11 maggio e dovrebbe essere quella dell’arringa finale degli avvocati.
Le attiviste nel frattempo non si perdono d’animo e palesano una chiara intenzione: utilizzare le fasi processuali per sollevare la questione animale e stimolare un dibattito nella società civile. Infatti al tal proposito affermano:

Vorremmo che questo processo fosse un’occasione per discutere di come eliminare la piaga dello sfruttamento animale, partendo da qui, da questa carrozza. Perché se anche si dovesse uscire indenni dal processo per diffamazione NON CI SARA’ NESSUNA VITTORIA finché questi schiavi continueranno a trascinarsi per la città e qualcuno continuerà a prosperare sul loro sfruttamento.
Parliamone.
Cogliamo l’occasione.
Progettiamo nuove forme di disturbo.

Si tratta di una linea di azione che nello specifico non prevede il rilascio di dichiarazioni in aula, ma l’impiego dell’interesse mediatico sulla vicenda per veicolare informazioni e concetti liberazionisti e antispecisti: in estrema sintesi usare una vicenda processuale in favore della propaganda di un ideale.
Per tale motivo Veganzetta esprime la sua solidarietà alle due attiviste e si augura che anche altre realtà, associazioni e sigle antispeciste facciamo altrettanto; perché queste “forme di disturbo” al concetto imperante di dominio nei confronti degli Animali, sono sempre più necessarie e urgenti e chi le pone in atto ha bisogno e diritto di sentire la vicinanza e la solidarietà di coloro che lottano per la liberazione animale, solidarietà che purtroppo pare essere merce rara ai giorni nostri e che invece è un atto non solo doveroso, ma necessario. Una buona occasione potrebbe essere il nuovo presidio solidale che verrà organizzato davanti a Tribunale di Cagliari in occasione dell’udienza dell’11 maggio.

Per contatti diretti con le due attiviste: olgasaid@yahoo.it

Nella fotografia d’archivio: un Cavallo collassato a causa della fatica.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/dkJhX

4 Commenti

  1. Paola Re ha scritto:

    Questa pratica delle carrozze in città è una vergogna. A Firenze la scorsa Estate i fiaccherai conducevano i cavalli a 40°, violando persino il regolamento comunale. A Roma questa storia dei cavalli è all’ordine del giorno. A Vicenza sono “in funzione” per i turisti. Sapevo di Livia e Daniela. Hanno ragione a dire che non basta uscire indenni dal processo. Finché ci saranno questi schiavi in giro per Cagliari, non potremo dirci felici.
    Coraggio!

    27 aprile, 2016
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  2. Rob Benatti ha scritto:

    E’ proprio di ieri la notizia uscita sul Messaggero di 38 indagati per i maltrattamenti dei cavalli delle cosiddette “botticelle” romane. E oggi il Corriere della Sera riporta che la scuderia di Villa Borghese voluta da Alemanno e costata al comune di Roma 1.350.000 Euro sarebbe abusiva. Solidarietà a Livia e Daniela, per il loro coraggio. La compassione e l’attivismo del Collettivo Antispecista Oche Barrose dimostrano ancora una volta l’arretratezza italiana per quanto riguarda i diritti degli animali. E dimostrano, tra l’altro, che il monitoraggio dei diritti animali non può essere giudicato tramite la giustizia penale, ma deve essere assolutamente depenalizzato, perché le due attiviste si sono fatte carico di un atto di cultura civile. Questa viene prima del profitto.

    28 aprile, 2016
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  3. liliana pricop ha scritto:

    Ragazze voi siete meravigliose e vi auguro tutto il bene e bello del mondo…noi vi sosteniamo sempre anche se da lontano.

    3 maggio, 2016
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