Caccia alle Balene: stop del Giappone?


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caccia-balene.jpgDi seguito la notizia riportata dal sito web de la Repubblica.

Attenderemo gli sviluppi prima di fornire un nostro parere sulla questione che riteniamo per nulla risolta.

Buona lettura.

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Caccia alle Balene. Stop del Giappone

Fonte: La Repubblica.it – 16 febbraio 2011

TOKYO – Il Giappone ha per ora sospeso il programma annuale di caccia alle balene nelle acque dell’ Antartico a causa delle azioni di protesta degli ambientalisti, al punto che la flotta potrebbe anche ritornare a casa. “La nave Nisshin Maru ha sospeso le operazioni a partire dal 10 febbraio per motivi di sicurezza e stiamo studiando la situazione, non escludendo la possibilità  di fermare la missione prematuramente”, ha annunciato Tatsuya Nakaoku, un funzionario dell’Agenzia della pesca nipponica.
“Garantire la sicurezza è una priorità  e per il momento le navi hanno sospeso la caccia a fini scientifici. Ora stiamo valutando cosa fare”, ha aggiunto il funzionario, secondo cui il rientro anticipato della flotta “è un’opzione”.
I tentativi da parte degli attivisti di Sea Shepherd, in particolare, sono diventati sempre più insistenti e hanno causato parecchio disappunto in Giappone, uno dei tre Paesi al mondo dove la caccia ai cetacei è ufficialmente permessa per la sua “importante tradizione culturale”. La stessa Sea Shepherd, impegnata contro la mattanza dei cetacei, in un comunicato datato 11 febbraio e redatto dal capitano Alex Cornelissen aveva testimoniato come “le navi giapponesi si muovessero in maniera irrazionale, consumando grandi quantità  di carburante”. Che le navi nipponiche fossero in confusione e forse già  a conoscenza della decisione di fermare la caccia non ci è dato saperlo ma il dubbio è concesso.
Intanto dalla Sea Shepherd fanno sapere che “questa dello stop è la notizia che aspettavamo da anni” aggiungendo come ” tutto sia stato possibile grazie alle nostre navi e ai nostri uomini che hanno sfidato la marina giapponese da soli, senza l’aiuto di nessuno”.
Una critica anche alle altre associazioni ambientaliste “con budget enormemente più grassi – si legge nel comunicato – con contatti politici nelle stanze del potere, con un’immagine pubblica piena di colori e promesse, non c’erano. Semplicemente non si sono fatte vedere”.

Il Sol Levante ha introdotto il concetto di “caccia ai fini scientifici” per aggirare la moratoria internazionale del 1986, sostenendo di aver diritto a valutare l’impatto delle balene sull’industria della pesca. La flotta nell’Antartico, composta da un equipaggio di 180 persone su quattro navi, ha lasciato il Giappone lo scorso anno con il proposito di catturare 850 balenottere entro fine marzo.
Nello stesso periodo del 2010, tuttavia, il target raggiunto era di appena 506 unità , a causa di difficoltà  nelle attività  anche per gli scontri diplomatici nati con Australia e Nuova Zelanda. Canberra, in particolare, ha alzato il livello dello scontro con la presentazione della denuncia contro il Giappone al tribunale mondiale dell’Aia per fermare la caccia nell’ Antartico. Un attivista neozelandese di Sea Shepherd, inoltre, è stato condannato al carcere con la sospensione di due anni della pena per un’azione di disturbo e ‘l’assalto’ contro una delle baleniere.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/b9gt0

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