Ca e Veganzetta alla Festa di Madre Terra a Fermo


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Da Troglodita Tribe:

Oggi 23 ottobre 2011 si terrà  la Festa della Madre Terra.
Si tratta di una buona occasione per intervenire con materiale vegan e antispecista.
Saremo alla festa con la nostra postazione Campagne per gli Animali.

La festa si tiene a Fermo, in piazza del Popolo dalle ore 10 in poi.

Venite, siete i benvenuti, e se riuscite portate cibo vegan da offrire.

Potrete trovare anche l’Animal Agenda 2012.

Vi aspettiamo!

http://www.laprimaweb.it/2011/10/20/a-fermo-la-festa-della-madre-terra/

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/HV9v6

Un commento

  1. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Da Troglodita Tribe:

    Domenica 23 ottobre 2011 si è svolta a Fermo la festa Madre Terra alla quale abbiamo partecipato con le Animal agende, le veganzette, i libri sull’antispecismo, i nostri libelli creativi sulla questione animale, un nuovo fumetto antispecista, i video sul veganismo e i volantini contro la caccia, la pesca, le pellicce…

    La giornata molto fredda ha un po’ scoraggiato l’affluenza, e la gente era comunque più interessata ai tanti stand che offrivano cibo (purtroppo anche animale) piuttosto che a quell’unico che chiedeva una piccola riflessione sulla sofferenza, le mutilazioni e le torture causate proprio da quello stesso cibo.

    In ogni caso abbiamo incontrato nuove persone vegan, tanti vegetariani che ci hanno incoraggiato a continuare con il nostro lavoro e un buon numero di persone impressionate dai concetti che abbiamo mostrato ed esposto.

    Come sta avvenendo sempre più spesso, le persone, poste di fronte alle argomentazioni vegan ed antispeciste, ci danno ragione affermando di essere perfettamente d’accordo. Il problema è che “non riescono” a diventare vegan. Alcuni sostengano che è troppo difficile per una questione di gusto o di praticità , altri che devono aspettare il “momento giusto”.

    Tutto questo ci fa comprendere quanto il pregiudizio e il condizionamento specista sia ben piantato nell’immaginario di tutte queste persone. Secondo loro,infatti, la questione animale ha solo un soggetto: l’essere umano che deve diventare così buono ed evoluto dal rispettare ogni essere senziente. Ma per arrivare a questo “altissimo livello di consapevolezza” occorre fare i conti con le questioni pratiche e, soprattutto, occorre rispettare i lunghi tempi che ciascun umano ha bisogno per questa evoluzione.

    Come si nota, le vittime, gli animali imprigionati, torturati, mutilati e uccisi per queste loro presunte “scelte personali” che forse un giorno, quando “qualcosa scatterà ” riusciranno a cambiare, sono completamente cancellati. Semplicemente non esistono più. Non esistono i loro tempi, la loro vita, la loro sofferenza e l’impellente urgenza affinché si smetta con tutte le pratiche che la determinano. Esistono solo i tempi del carnefice, esiste solo il suo diritto a prendersela comoda, esiste solo il rispetto dei suoi tempi.

    E quando si espongono queste ovvietà , quando si dice che diventare vegan non significa raggiungere il nirvana o diventare dei santi, ma semplicemente smettere di causare morte e sofferenza, ecco che si viene tacciati di estremismo, ecco che il “nostro atteggiamento aggressivo” diventa controproducente perché allontana anziché avvicinare, “non riuscendo a convincere”.

    Ma noi, insieme a migliaia e migliaia (in continua aumento) di altri attivisti, non siamo sulla strada per convincere, convertire o vendere qualcosa. In realtà  la nostra presenza serve ad amplificare le urla di cinquanta miliardi di animali che ogni anno vengono trucidati per l’alimentazione umana. àˆ chiaro che queste urla danno fastidio, scatenano sensi di colpa, è chiaro che, facendo ribollire quel minimo di naturale empatia ancora presente, creino reazioni negative. Abituati ad una società  specista che confina accuratamente queste urla all’interno di spesse mura, si deve accusare di aggressività  chiunque osi portarle fuori. Ma non temete, nessuno ha intenzione di smettere, quelle urla continueranno ad essere raccontate, mostrate, rappresentate. Stiamo arrivando al punto in cui, come dice una famosa frase, i macelli avranno mura di vetro e tutti potranno vedere, sentire percepire direttamente le conseguenze della violenza specista.

    Sulla via del ritorno, abbiamo incrociato un camion che trasportava due mucche (ovviamente non andavano a fare una gita di piacere), per loro non c’era più tempo…

    24 ottobre, 2011
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