Ca – Comunicato stampa: pensare fa male


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24 maggio 2010

Censurata dai maggiori quotidiani italiani la campagna pubblicitaria “Allevato in Italia” di Campagne per gli animali

Alla richiesta di pubblicazione a pagamento di una campagna pubblicitaria realizzata da Campagne per gli animali e sostenuta dalle numerose donazioni di un apposito gruppo nato sul social network Facebook, i responsabili del gruppo hanno ricevuto un netto rifiuto da parte della redazione del quotidiano La Repubblica, di RCS Il Corriere della Sera e del quotidiano La Stampa. I motivi del rifiuto addotti sono l’impatto visivo della pubblicità  reputato troppo forte.
La campagna dal titolo “Allevato in Italia” riporta in primo piano la fotografia di alcuni pezzi di un bambolotto di plastica assortiti e raccolti in un contenitore avvolto da uno velo di cellophane. La pubblicità  riporta sotto alla fotografia in primo piano una serie di altre piccole foto che ritraggono degli Animali in tipiche situazioni di sfruttamento o uccisione. Il tutto corredato da un breve testo esplicativo.

Come organizzatori del progetto “Allevato in Italia” Riteniamo che tale rifiuto nasca non dalla volontà  di tutelare di chi legge, ma da una visione della comunicazione impregnata di ipocrisia ed antropocentrismo: è meglio evitare che la gente pensi, che si confronti con il dolore altrui. Questo sembrano dirci le due risposte frettolose fornite dai due principali giornali italiani incapaci di pubblicare qualcosa che potrebbe scuotere dal torpore qualche mente o che farebbe di sicuro sentire a disagio chi contribuisce direttamente o indirettamente al massacro quotidiano di milioni di Animali. Meglio una bella pubblicità  di salumi dove si vedono Maiali allegri impazienti di immolarsi per diventare insaccati, piuttosto di un bambolotto di plastica che ricorda un corpo umano smembrato.

Risulta estremamente facile aderire a pubblicità -progresso, ai bei discorsi, alle dichiarazioni di principi e di intenti che spandono buonismo e pietà  in ogni dove, ma quando ci si vede chiamati a un confronto diretto con il dolore altrui, la morte, lo strazio e l’ingiustizia, quando è necessario fare appello a ciò che rimane dell’empatia e del senso di giustizia, per spingersi più in là  della solita elemosina che alleggerisce la coscienza, allora tutto diventa difficile. Tutto diventa troppo forte. Perché pensare fa male.
L’antispecismo continuerà  per la sua strada il tentativo di portare sotto gli occhi di tutti il massacro degli Animali e a proporre una società  umana nuova e diversa, e questo nonostante le censure e le autocensure.
Ogni rifiuto, ogni censura non fa che accrescere la nostra convinzione e determinazione

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/pv585

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