Arthur: la magia di un incontro


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arthur - Arthur: la magia di un incontro

Negli ultimi mesi si sono succedute alcune storie di Cani che con la loro morte sono diventati un simbolo: dall’eroismo di Loukanikos, alla drammatica ingiustizia applicata a Excalibur, al riconoscimento dovuto a Spike, all’orrore subito da Casper.

E’ balzata alle cronache una storia commovente a lieto fine: una delle tante storie con cui gli Animali ci insegnano i valori fondanti dell’esistenza.
Arthur era uno dei tanti Cani randagi vaganti in Ecuador ma l’incontro con una squadra svedese impegnata in una gara di sport estremo in Sudamerica ha cambiato per sempre la sua vita e quella degli atleti. La Peak Performance Adventure Racing Team, composta da quattro atleti, stava consumando un pasto prima di partire per un trekking di 32 km in Ecuador, tappa della gara del circuito mondiale Adventure Racing World Championship. Il leader del gruppo Mikael Lindnord ha notato un Cane randagio che si è avvicinato, molto probabilmente affamato, e gli ha offerto una polpetta. Da allora non si è più staccato da loro. La sua prima conquista è stata avere un nome e sappiamo bene che questa non è una pura formalità. Da randagio è diventato Arthur, mascotte a quattro zampe del gruppo, se non addirittura membro effettivo del team perché con loro ha superato prove durissime. Arthur non li ha abbandonati un momento, nuotando tra le rapide di un fiume, scalando una montagna, camminando immerso nel fango. Prima della partenza per una tappa in kayak, gli organizzatori avevano avvertito la squadra che portarsi dietro Arthur sarebbe stato un rischio per il Cane e la loro sicurezza così sono partiti senza di lui, ma Arthur si è lanciato in acqua cercando di seguirli a nuoto e costringendoli di fatto a prenderlo a bordo. Dopo quell’esperienza Lindnord ha pensato che non avrebbe potuto più lasciarlo. Dopo sei giorni di sforzi hanno portato a termine la gara e il Cane, in pessime condizioni fisiche, è stato portato da un veterinario. Terminata la gara, Lindnord, ha ufficialmente adottato Arthur e lo ha portato a vivere con sé in Svezia. Ma la storia non finisce qui perché Arthur ha fatto capire che ci sono tanti compagni e compagni che aspettano un nome e una famiglia. Il team ha dato vita alla Fondazione Arthur.

Un caso di fortuna come una polpetta generosamente offerta, ha cambiato alcune vite.

Arthur ci ha insegnato la fedeltà, virtù di cui non si può dubitare relativamente al Cane che ne è il simbolo per eccellenza. Si può obiettare che Arthur abbia seguito gli atleti solo per “convenienza”, visto che da loro aveva avuto il cibo. In effetti la fame è una vera piaga del randagismo ma chi conosce i Cani sa bene che spesso si instaura tra Umano e Animale un rapporto speciale, difficile da spiegare razionalmente.

Mikael Lindnord ci ha insegnato che se si incontra un compagno o una compagna dall’altra parte del mondo, non c’è ostacolo che tenga e si fa di tutto per restare insieme.

E’ la magia che nasce da certi incontri: vale per gli Umani e per gli altri Animali.

Paola Re

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/L9QgV

2 Commenti

  1. Danilo Freiles ha scritto:

    “perché con loro HA superato prove durissime”. Poi cancellatemi pure, grazie!

    20 dicembre, 2014
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