Animalismo cinese


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Da un comunicato OIPA:

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L’OIPA ha ricevuto aggiornamento dagli animalisti cinesi in merito ad una importante missione di salvataggio di gatti. Nel pomeriggio del 18 dicembre, un gruppo di attivisti cinesi aveva ricevuto un messaggio riguardante un camion colmo di gatti rubati ed immediatamente è stata organizzata la missione di salvataggio. Due automobili con a bordo 10 soccorritori ed un giornalista di Beijing si sono incontrati con altri attivisti provenienti dalla città  di Wuxi (vicino a Shanghai), hanno intercettato e fermato il camion nei pressi della città  e hanno chiamato immediatamente la Polizia.

Con l’aiuto dei Poliziotti il camion è stato portato alla stazione di Polizia. Il camion stava trasportando 30 casse contenenti circa 600 gatti, accompagnati da 3 ladri di gatti e 2 autisti. La Polizia ha deciso, vista la tarda ora, che la decisione sarebbe stata comunicata la mattina seguente. Gli attivisti di Shanghai e Wuxi hanno quindi trascorso l’intera notte vicino al camion, con una temperatura che è andata sotto zero. Alcuni gatti erano già  morti per la mancanza di cibo ed acqua e la sofferenza patita durante il trasporto.

In mattinata è poi giunta la decisione della Polizia: certificati di quarantena e di proprietà  vengono dichiarati legali e riconosciuta la proprietà  dei gatti ai “rapitori”. A nulla sono valse le proteste degli animalisti i quali sostenevano che i documenti in questione erano falsificati ed i gatti indossavano ancora collarini, segno che erano stati portati via da abitazioni private.
Gli attivisti arrabbiati per la decisione della Polizia hanno dato il via ad un presidio pacifico con cartelli che dicevano “Ridateci i nostri gatti!”. In contemporanea altri attivisti sono giunti da Shanghai per dare sostegno al presidio. Successivamente hanno chiamato l’Ufficio per l’Agricoltura che ha contribuito a convincere la Polizia a riesaminare il caso. Finalmente in serata dopo lunghi ed estenuanti negoziati, tutti i 600 gatti sono stato rilasciati ed affidati al gruppo animalista cinese “Wuxi Cat Rescuer Group”.

Il duro lavoro ha ripagato con il regalo più bello: 600 gatti salvati da una morte atroce per soddisfare il mercato delle pellicce e della carne.
In Cina, il movimento animalista è in continua crescita, coinvolge persone di tutte le età  e riesce a portare soccorso agli animali ed a contrastare il commercio di pellicce di cani/gatti basandosi sulle poche leggi al momento in vigore in Cina.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/p9o7a

2 Commenti

  1. Davide ha scritto:

    Ciao,
    quando abitavo in Cina per lavoro, tutti i giorni si leggevano di queste notizie, nei giornali per occidentali. I loro mercati sono ricchi di animali rubati nei giardini anche nelle grosse città . Molti furti e molte retate, spinte a volte anche dal governo, oltre che dalle associazioni animaliste. Esistono due grosse realtà  molto diverse, chi adora il proprio animale quasi all’inverosimile e chi invece ne fa solo merce di scambio. Forse come da noi…….

    25 gennaio, 2010
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  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Sicuramente la strada è lunga (come peraltro anche nel nostro paese a giudicare da cosa accade in numerosissimi canili lager italiani), ma quanto sta avvenendo è da ritenersi un importante passo avanti

    29 gennaio, 2010
    Rispondi

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