A scuola da Chris: l’attore che lotta per gli Animali


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chris derose - A scuola da Chris: l’attore che lotta per gli Animali

Fonte La Repubblica.it

Da Tigre contro Tigre, rubrica settimanale del lunedì su Repubblica sera

A scuola da Chris: l’attore che lotta per gli animali

E’ stato in Italia qualche settimana fa, ospite dell’ organizzazione Animal Equality, a conclusione di un giro di incontri in Europa: accompagnato dalla bella moglie nonché indispensabile collaboratrice Cindy Beal, sposata nel 2005 in Uganda al cospetto di una comunità di gorilla di montagna, l’attore-attivista Chris De Rose accetta volentieri di raccontarsi. Per lui, sessantacinque anni e da più di quaranta esponente della più brillante avanguardia animalista, fondatore di LCA-Last chance for animals, informare e proporre una nuova educazione rappresenta forse oggi il tema centrale. “Bisogna rivolgersi soprattutto ai più giovani. Sono loro che erediteranno il pianeta e hanno la possibilità di capire, formarsi ai valori fondamentali,” spiega l’interprete di serie televisive popolarissime soprattutto negli USA, come General Hospital o CHIPs, in passato anche arrestato nel corso di dimostrazioni. “E’ vero infatti che assistiamo a un cambiamento nell’opinione pubblica, a una nuova e crescente sensibilità orientata al rispetto delle altre specie, ma il progresso è lento rispetto a spaventose abitudini esasperate dai grandi sistemi industriali”.

Come invita i bambini all’amore leale verso gli animali?

Li incontro nelle scuole ogni volta che mi invitano. Chiedo loro per prima cosa di immaginare e raccontare ai compagni la paura più grande che abbiano mai provato o immaginato. Poi, chiedo di descrivere il dolore più forte e profondo. I ragazzini allora parlano di punizioni, spaventi, disavventure, malattie, ferite. Infine, li prego di esprimere cosa significhi per loro sentirsi perduti, senza speranza. A quel punto dico loro di moltiplicare questi sentimenti per dieci, cento, mille: è quanto prova un animale sui tavoli della vivisezione, in allevamento, al mattatoio.

Reazioni?

A volte choccate e molto, molto partecipi. Ai bambini, di prassi, la realtà viene negata, assieme alla possibilità di scegliere consapevolmente, in casa, durante gli studi, in seno alla società del consumo. Non certo per proteggerli, ma per farne degli acquirenti violando il loro diritto alla conoscenza. Gli stessi soprusi giovanili sugli animali e più in generale sugli inermi deriva immancabilmente da quanto hanno a loro volta subito. Vessazioni in famiglia, abusi, bullismo. Per un certo periodo trattengono l’insegnamento, si mimetizzano fra gli altri magari ingrassando o cedendo a piccole manie, e dopo aver incubato la violenza sono pronti a restituirla.

Quanto conta il talento di attore nella sua capacità di convincere?

Forse l’esperienza scenica mi aiuta nel comunicare, ma è molto marginale rispetto alla passione, totale e autentica. Credo con tutto me stesso nella battaglia per una diversa considerazione degli animali, perché la nostra società riconosca loro pari diritto alla vita. Ci penso ogni giorno, continuamente, è per me questione prioritaria.

Oltre ai giovani, chi deve ascoltare tali mozioni?

Tutti, in particolare i politici, i legislatori. E’ così importante che comprendano quanto sia prezioso imboccare una via diversa. Non solo più giusta e moderna, ma chiaramente conveniente per la stessa umanità. A latere, sarebbe utile una maggiore solidarietà fra i gruppi animalisti, divisi spesso da correnti e rivalità. E’ una guerra fra poveri che non giova a nessuno. Dobbiamo invece marciare uniti contro le grandi corporazioni e le mentalità retrograde, ingenerose.

L’Oriente sta conquistando in Occidente mercati e spazio. Le nostre crudeltà avvengano a porte chiuse, mentre da Est ci giunge testimonianza di atrocità insolite e disinvolte: macellazione di cani e gatti, orsi a cui si estrae la bile, mattanze di delfini. C’è il rischio che prendano piede anche da noi?

Non deve accadere, nel modo più assoluto. E’ al contrario un’occasione per proporre agli orientali modelli diversi, basati su conquiste non ancora sufficienti, ma significative.

La sua indagine sotto copertura con agli attivisti di LCA e sfociata nel documentario Dealing Dogs (prodotto dalla HBO) ha squarciato un velo sul traffico di randagi e cani privati rapiti e avviati alla vivisezione. Lo sa che anche in Europa cani e gatti spariscono in massa, varcando frontiere senza che le istituzioni si oppongano?

Non mi stupisce affatto. E’ un sistema che va combattuto sia indagando che, al solito, creando cultura. C’è persino chi, per ingenuità, addirittura consegna gli animali ai B-dealer, gente autorizzata dall’USDA-U.S. Department of Agriculture a procurare ai laboratori animali non allevati per la sperimentazione. C’è chi crede alla promessa di buone adozioni, “altrove”. Ci siamo impegnati a lungo per smascherare questi traffici, abbiamo anche collaborato con altre organizzazioni, vedi quella di Brigitte Bardot. Finché i governi, le autorità deputate non prendono provvedimenti, il nostro primo strumento è informare le persone, portare alla luce fatti e aspetti oscuri, inaccettabili. Ciascuno contribuisce a modo proprio, dall’attivismo fino alla stampa responsabile.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/Ri59o

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