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9 - precisazioni sul linguaggio

Cereal Killer il Ago 8th 2007 07:49 pm

Precisazioni sul linguaggio

Nota introduttiva: il testo che è possibile leggere in questo sito internet intende essere una prima introduzione al progetto che stiamo tentando di portare avanti tramite la Veganzetta di reinterpretazione del linguaggio corrente. Tale attività gradualmente permetterà l’introduzione di interventi sempre più radicali a livello linguistico.

Ciò che noi siamo abituati a chiamare allevamento intensivo, non è altro (dal punto di vista degli Animali) che un campo di concentramento, e noi vogliamo chiamarlo per ciò che è in realtà.

PRECISAZIONI SU ALCUNI TERMINI UTILIZZATI:

Umano/i” : non intendiamo utilizzare il sostantivo maschile “uomo” in quanto termine carico di significati filosofici e culturali che volutamente pongono la specie umana al di sopra di altre specie animali.

Animale/i“: utilizziamo tale sostantivo per facilitare la leggibilità del testo. Il termine “Animali” in realtà è da intendersi sostitutivo di “Animali non Umani”, o “altri Animali”, o “Non Umani”, in sintesi tutte le specie animali diverse dalla specie animale umana. Riconosciamo a tale termine una valenza assolutamente positiva della Animalità e utilizziamo la “A” maiuscola per sottolineare la dignità intrinseca e pari a quella umana di ogni Animale diverso dall’Animale Umano. “Cane, Maiale, ecc” : utilizziamo tali sostantivi con l’iniziale maiuscola per conferire pari dignità tra le diverse specie animali, in relazione a quella Umana.

Lager per Animali”: qualsiasi luogo (in particolar modo i macelli e gli allevamenti) in cui gli Animali vengono sfruttati, imprigionati ed uccisi per il soddisfacimento di interessi umani.

Persona vegana etica”: che si astiene per scelta etica da tutte quelle attività e pratiche che possano provocare danno, sfruttamento o morte degli Animali (pertanto anche umani) e che ha una presenza nella società di tipo radicale, attiva e con valenza educativa e di pubblica denuncia.

DEFINIZIONI FONDAMENTALI

Veganismo: La parola “vegan”, una contrazione di “veg(etari)ano”, fu coniata da Donald Watson che, insieme a un gruppo di vegan inglesi, fondò la Vegan Society a Londra nel novembre del 1944.
Il termine genericamente sta per indicare coloro che cercano di escludere tutte le forme di sfruttamento e crudeltà sugli Animali.
La ragione fondamentale per diventare vegani è il rispetto per gli Animali (Veganismo Etico). Chi segue questa visione della vita (il veganismo non è solo uno stile di vita o un regime alimentare) considera gli Animali per quello che sono: non dei semplici oggetti, ma esseri senzienti con un loro valore intrinseco. I vegani, quindi, evitano di consumare prodotti di origine animale come carne, uova, latticini, pelle, lana, prodotti testati o prodotti che ne contengono. Si rifiutano di tenere gli Animali in gabbia, di comprarli, non visitano zoo o acquari, non vanno al circo con Animali, non assistono a palii e feste che utilizzano Animali. Cercano di evitare tutto quello che comporta la sofferenza, lo sfruttamento e/o la morte degli Animali. Ogni anno miliardi di Animali sono massacrati e trasformati in prodotti alimentari e questo comporta per loro una esistenza fatta solo di sofferenze e paura culminata con la loro uccisione. Chi compie la scelta vegan rifiuta di essere causa di tutto ciò.

Liberamente tratto da: Progetto Vivere Vegan

Antispecismo: L’antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che lotta contro lo specismo, l’antropocentrismo e l’ideologia del dominio. Come l’antirazzismo rifiuta la discriminazione arbitraria basata sulla presunta diversità razziale umana, l’antispecismo respinge quella basata sulla specie (specismo) e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifichi moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente.
Gli antispecisti lottano affinché gli interessi degli animali non umani vengano considerati fondamentali tanto quanto quelli degli umani, cercando di destrutturare e ricostruire la società umana in base a criteri ecocentrici che non causino sofferenze inutili, e di per sè quindi evitabili, alle altre specie viventi e al pianeta. L’approccio antispecista ritiene (considerando tutte le dovute differenze e peculiarità):
- che le capacità di sentire (di provare sensazioni come piacere e dolore), di interagire con l’esterno, di manifestare una volontà, di intrattenere rapporti sociali, non siano prerogative esclusive della specie umana;
- che l’esistenza di tali capacità nei non umani comporti un cambiamento essenziale del loro status etico, facendoli divenire “persone non umane”;
- che da ciò debba conseguire una trasformazione profonda dei rapporti tra persone umane e persone non umane, che prefiguri un radicale ripensamento della società umana trasformandola in una reale società libera (umana e non umana).

Fonte: Anarchopedia

Per approfondimenti sull’antispecismo:

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