"Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa: sono soltanto animali" Theodor Adorno

EligeVeganismo vittima della violenza degli aguzzini di Animali

Pubblicato da Cereal Killer il 13 novembre, 2012 07:12 PM

Riceviamo e pubblichiamo una nota su quanto accaduto a persone attiviste dell’associazione EligeVeganismo in Cile.

Fonte: https://www.facebook.com/notes/eligeveganismo/la-ofensiva-de-agrosuper-contra-los-activistas-por-los-derechos-animales-m%C3%A1xima-/512566845422434
Traduzione a cura di: AnimalEquality

Comunicato di EligeVeganismo

Dopo alcune settimane dalla presentazione all’opinione pubblica dell’investigazione realizzata dalla nostra organizzazione sull’allevamento di maiali Agrosuper www.CerdosEsclavos.org, sono arrivati i primi risultati legati al materiale raccolto. Tuttavia ciò che hanno subito molti attivisti nel periodo successivo, è stato fuori luogo e di cattivo gusto.

Vogliamo far sapere a tutti quanti cosa sono capaci di fare i potenti allevatori dell’America Latina se la realtà di cui sono responsabili viene alla luce. Vi preghiamo di condividere il contenuto di questa nota. Quello che è accaduto non è solo un attacco alla nostra organizzazione, ma all’intero movimento per i diritti animali che proprio in virtù della sua forza, è vittima della violenza di coloro che vedono minacciati i propri interessi e la propria immagine. 

Il 20 di ottobre è partita la persecuzione da parte di Agrosuper: viene emesso un mandato di arresto per 5 attivisti del team investigativo di EligeVeganismo. Inizialmente si parla solo di violazione della proprietà privata ma successivamente compaiono delle brecce nelle reti dell’allevamento e gli attivisti vengono accusati di aver provocato i tagli con delle forbici. Tale accusa è stata poi smentita poiché le autorità hanno perquisito la macchina degli attivisti senza trovare alcuna prova a sostegno di quanto affermato.
I 5 attivisti erano trattenuti presso la stazione di polizia quando alcuni dipendenti dell’Agrosuper si sono presentati con un paio di forbici, alludendo al fatto che rappresentassero una prova.
L’accusa era ridicola, gli attivisti sono passati dalla macchina (che era stata attentamente perquisita) alla stazione di polizia sotto gli occhi delle autorità e lì sono rimasti per ore, fino a quando il pubblico ministero non ha stabilito il rilascio immediato.

L’arresto era ingiustificato, ma poteva essere una misura cautelativa.
Quanto è accaduto successivamente supera di gran lunga ciò che è stato appena descritto.

Durante la preparazione per la Giornata Internazionale per i Diritti Animali, alcuni attivisti sono stati avvicinati, mentre erano in auto, dal personale di sicurezza dell’Agrosuper che richiedeva alcuni dati, pur non avendo alcuna autorizzazione. Gli attivisti collaborano e rispondono.
Nonostante ripetessero che era una procedura di routine e che le persone potevano porre termine al colloquio in qualsiasi momento, le continue telefonate e l’arrivo sul posto di due furgoni hanno spinto gli attivisti ad allontanarsi per non rischiare di incorrere in problemi, di fronte ad una situazione che si stava facendo tesa.

Dopo aver tentato di impedire all’auto degli attivisti di allontanarsi, i mezzi della Agrosuper si sono lanciati all’inseguimento, speronandola e e colpendola ripetutamente, nel tentativo di farla uscire di strada. Fortunatamente nell’incidente non ci sono stati feriti gravi.

Sapendo che la nostra vita era in pericolo, e volendo evitare di peggiorare ulteriormente la situazione abbiamo deciso di fermarci. Gli uomini scesi da una delle macchine che ci inseguiva, si sono avvicinati armati intimandoci di scendere dal veicolo. Durante la discussione che ha avuto luogo ci siamo premurati di informare gli altri attivisti sul luogo in cui ci trovavamo. Dopo alcuni minuti, insulti e minacce, da una delle radio dei furgoni si è sentito un messaggio “Lasciateli andare e ditegli di non tornare più qui”. Uno degli uomini ci ha ripetuto queste parole e poi sono tutti  riusciti a scappare.

Ciò che gli attivisti hanno dovuto affrontare nelle ultime settimane ha fortemente limitato la loro libertà. Le investigazioni che sono state realizzate hanno avuto forti ripercussioni nella società e questo costringe gli allevamenti come la Agrosuper a investire miliardi di dollari in sicurezza – o in semplice bullismo – per evitare che l’opinione pubblica venga informata su quello che accade agli animali. I dipendenti della Agrosuper hanno attaccato i nostri attivisti nel modo più vile, incolpandoli di gesti non in linea con il lavoro e il pensiero di EligeVeganismo, spaventandoli e intimidendoli. La pubblicità degli allevamenti mostra luoghi felici e solo le investigazioni possono portare alla luce una realtà che è ben diversa.

Abbiamo deciso di raccontare ciò che ci è accaduto per due motivi: in primo luogo per riaffermare il nostro impegno e condividere quello che accade agli animali, vittime inermi di questa situazione, sapendo che là fuori c’è una realtà da combattere che è ancora più difficile di quanto pensassimo, mentre noi viviamo nel silenzio. Se la affrontiamo oggi, avremo una speranza: loro non potranno mai difendersi da soli. In secondo luogo per informare la società in generale, e gli attivisti in particolare, sull’operato di chi detiene il potere e opprime gli animali in questo paese, disposto ad investire enormi risorse e, se necessario a dispensare violenza, pur di difendere la propria immagine qualora venga minacciata.

Condividete questa nota. Non lasciate che quello che vi abbiamo raccontato cada nel dimenticatoio perché questo significherebbe che il potere può mettere a tacere le voci che lavorano in difesa degli animali. Siamo in tanti a lottare per la vita e la libertà di milioni di animali, possiamo unirci, collaborare e aiutarci per portare allo scoperto il vero volto dei luoghi di sfruttamento, come è stato fatto per la Agrosuper. Storie come questa e immagini come quelle che vi mostriamo sono cose che nessuno di noi vorrebbe mai vedere.

 

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