"Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa: sono soltanto animali" Theodor Adorno

Omaggio ad una vittima della scienza

Pubblicato da Cereal Killer il 3 novembre, 2007 05:49 PM

-< –@

laika1.jpg

Si chiamava Kudrjavka (Ricciolina), era nata presumibilmente a Mosca tre anni prima di essere “arruolata” a forza in un programma spaziale sovietico che l’avrebbe resa famosa in tutto il mondo. La ribattezzarono Laika (Colei che abbaia), o Muttnik (da mutt che in inglese significa bastardino e dal nome della capsula Sputnik). Non era di nobili natali, era anzi una reietta che viveva vagando per le strade della metropoli russa, nessuno si preoccupò di capirla, di conoscerla, il 3 novembre 1957, esattamente 50 anni fa, però divenne il primo cosmonauta della Terra. Per farlo venne sottoposta a torture indicibili, alle quali non seppe sottrarsi, non seppe ribellarsi, pervasa com’era da una fiducia incrollabile nei confronti di chi la stava usando per fini “scientifici”. C’è chi dice che morì al rientro nell’atmosfera terrestre, chi dopo pochi giorni dal lancio, la verità  pare sia invece che Kudrjavka morì pochi minuti dopo il lancio per un guasto della navicella spaziale che passò alla storia con il nome di Sputnik. Kudrjavka era un Cane, a pochi importa come sia morta, ma per noi la sua storia è fondamentale.

Oggi vogliamo ricordare la sua tragedia personale, il suo dramma, nell’intento di non dimenticarla, e soprattutto di non dimenticare la crudeltà , il cinismo e la stupidità  umana.

Ciao Kudrjavka.

laika2.jpg

“Quante cagnette si chiamano Laika, abbaiano in ogni luogo della Terra, ruotano attorno ai semicerchi ombrosi delle catene, legate attorno ai tronchi di alberi malati, le cortecce come epidermidi squamate, corrono i cani felici verso i filmini dei giorni di festa, seduti sui sedili posteriori allo stridere di gomme ruotano la testa. (…)”
Preghiera Laika – Giorgio Falco
http://www.ilprimoamore.com/testo_290.html

laika3.jpg

Links consigliati:
La storia di Laika
Laika non visse nello spazio la cagnetta morì dopo il lancio
Un fumetto dedicato a Laika

LAIKA3

Laika 50 anni dopo: un giallo nel cosmo

Il 3 novembre 1957 l’Urss lanciò in orbita la famosa cagnetta, destinata a passare alla storia come “primo essere vivente nello spazio”. Ma almeno altri sette cani l’avevano preceduta, sia pure solo con lanci sub-orbitali. E recenti rivelazioni dicono che forse l’animale, quando uscì dall’atmosfera, era già  morto. Ecco la storia vera (o probabile) di un esperimento crudele che suscitò proteste ma segnò la storia del ‘900, inaugurando la fase più intensa della gara spaziale fra Mosca e Washington.

E’ passata alla storia col nome di Laika: era una cagnetta meticcia, pelo pezzato, età  circa tre anni, che il 3 novembre 1957 fu lanciata dal poligono sovietico di Baikonur (ora in Kazakistan). Laika era a bordo della capsula spaziale Sputnik 2, che compì 2.570 orbite intorno alla Terra e bruciò poi al rientro nell’atmosfera, mesi dopo. “Il primo essere vivente è nello spazio” annunciò la Pravda. Tutti i giornali del mondo seguirono a ruota, senza rendersi conto che mentre andavano in edicola l’”essere vivente” era probabilmente già  morto.

Accadde esattamente 50 anni fa. Fu un esperimento crudele, ma forse inevitabile, che segnò la storia del ’900, scrivendo un capitolo della guerra fredda e gettando le basi dell’avventura umana nel cosmo. Fu Laika a inaugurare, o almeno ad accelerare, la corsa spaziale, che nel 1961 portò in orbita Jurij Gagarin, primo cosmonauta della storia. E fu per rincorrere Gagarin, simbolo del vantaggio tecnologico dell’Urss, che l’America reagì col programma Apollo, facendo sbarcare il primo uomo sulla Luna, Neil Armstrong, nel 1969.
Così Laika è diventata un mito: a lei sono stati dedicati francobolli, monumenti, anche sigarette e cioccolatini. Ma come tutti i miti ha poco di vero. A partire dal nome: infatti l’accalappiacani che raccolse la cagnetta per le vie di Mosca la chiamò Kudrjavka (“Ricciolina”). Il nomignolo Laika (“Colei che abbaia”), più simpatico e più pronunciabile per i non-russi, fu inventato a posteriori per motivi di marketing: motivi speculari a quelli che portarono poi gli americani a chiamare spregiativamente la cagnetta Muttnik (“Bastarda dello Sputnik”).
Ma di falso, nella storia di Laika, c’è ben più che il nome: anche il titolo di “primo essere vivente nello spazio” è una pura convenzione, che non corrisponde a verità . Infatti negli Anni ’50 e ’60 l’Urss preparò per gli esperimenti spaziali una vasta “équipe” di animali, arrivando a lanciare da Baikonur una cinquantina di roditori e quasi 60 cani. Di questi ultimi, almeno sette finirono nello spazio diversi anni prima di Laika: l’unica differenza è che i precursori di “Ricciolina” si limitarono a voli sub-orbitali, poco spettacolari.

Dunque, al di là  del mito, Laika non fu affatto il primo cane a conoscere l’assenza di gravità : al massimo fu il primo a orbitare intorno alla Terra. Ma oggi anche questo primato vacilla, perché recenti rivelazioni hanno incrinato la ricostruzione tradizionale della storia dello Sputnik 2. In dubbio non è di certo il fatto che il lancio sia avvenuto, ma la durata della sopravvivenza di Laika: infatti la cagnetta potrebbe essere deceduta nella fase di lancio; dunque nello spazio potrebbe essere giunto non un essere vivente, ma un cane già  morto.
Per capire i termini del problema occorre fare un passo indietro. Che Laika fosse condannata, era certo già  prima della partenza, perché lo Sputnik 2, privo di scudo termico, non poteva rientrare nell’atmosfera senza bruciare. Inoltre le batterie di bordo, che permettevano la vita dell’animale, erano programmate per durare soltanto sei giorni. Perciò, per evitare alla cagnetta un’atroce agonia, era prevista la somministrazione, entro una settimana, di una pasta avvelenata, che in teoria avrebbe soppresso l’ex-Ricciolina “senza farla soffrire”.

E’ naturale chiedersi perché Mosca lanciò Laika in queste condizioni, visto che la morte della cagnetta avrebbe attutito l’effetto propagandistico dell’operazione. L’Urss aveva in cantiere due satelliti più sofisticati dello Sputnik 2: bastava aspettare. Ma era alle porte il quarantesimo anniversario della rivoluzione di ottobre e, in clima di guerra fredda, il Cremlino volle celebrarlo dimostrando al mondo la superiorità  sull’America in campo spaziale: a costo di lanciare un satellite approssimativo, privo di scudo termico e dotato di veleno.
Comunque quella pasta mortale non servì: il Cremlino ammise subito che Laika era sopravvissuta nello spazio “solo quattro giorni”. La morte fu attribuita alle escursioni termiche troppo forti; ma la tesi non convinceva, perché l’interno dello Sputnik 2 doveva avere una temperatura costante (16 gradi), regolata da un termostato. Tuttavia questa ricostruzione non trovò contraddittori seri fino al 2002, quando durante un convegno a Huston uno studioso russo diede una nuova versione: Laika sarebbe sopravvissuta solo 5-7 ore.
La fonte era più che autorevole: si trattava di Dimitri Malashenkov, dell’Istituto per i problemi biologici di Mosca, un prestigioso ente di cui un tempo era direttore Oleg Gazenko, già  responsabile del “piano animali spaziali” dell’Urss. Secondo Malashenokov le cause della morte di Laika furono due: ci fu davvero un difetto del termostato, che determinò il surriscaldamento dell’abitacolo; ma la causa principale del decesso fu lo stress. In altre parole: Laika, sola e chiusa in una celletta, sarebbe morta di umanissima paura.
Ma forse non andò neppure così: infatti pochi mesi fa da Mosca è trapelata una terza versione (ufficiosa) che accorcia ulteriormente la vita di Laika. Secondo questa tesi, la cagnetta sarebbe deceduta subito dopo il lancio per un guasto all’impianto di ossigenazione. Se la verità  fosse questa, la storia dell’esplorazione spaziale andrebbe completamente riscritta: come si diceva, infatti, l’ex-Ricciolina sarebbe morta prima di entrare in orbita. E quindi il primato tradizionalmente attribuito alla cagnetta andrebbe girato ad altri animali.

Ma girato a chi? A un’Arca di Noè. Esclusa Laika, infatti, i primi animali lanciati intorno alla Terra furono 44, tutti in contemporanea: due cagnette. due topi e 40 ratti. L’eterogeneo equipaggio era a bordo dello Sputnik 5, partito da Baikonur il 19 agosto 1960 e rientrato a terra dopo un giorno con tutti i suoi animali sani e salvi. Le due cagnette si chiamavano Belka (“Scoiattolo”) e Strelka (“Freccetta”). La seconda somigliava in modo impressionante a Laika, vittima innocente di una guerra fredda combattuta anche a suon di azzardi spaziali.

Lo scienziato che la lanciò oggi è diventato animalista

Il “caso Laika” non rappresentò una svolta solo per le scienze spaziali, ma anche per quella che oggi chiameremmo cultura animalista. Per la prima volta, infatti, ampi settori dell’opinione pubblica mondiale si chiesero se è giusto infliggere a un animale sofferenze o morte certa senza una reale e urgente necessità , solo per raggiungere obiettivi scientifici, spesso più presunti che reali. Nel 1957 varie manifestazioni di protesta per la morte della cagnetta-cosmonauta furono organizzate davanti alle ambasciate sovietiche.

La “bestia nera” degli animalisti era soprattutto Oleg Gazenko, lo scienziato che coordinava l’addestramento dei cani destinati agli Sputnik. Il “metodo Gazenko”, che precedeva la partenza, era un’autentica tortura: per abituare gli animali agli angusti abitacoli dei satelliti, un mese prima del lancio li si chiudeva in gabbie strettissime, imbottite alla meno peggio, che di fatto impedivano ogni movimento; e per allenarli al rumore e all’accelerazione dei razzi vettori li si sottoponeva a trattamenti in centrifughe simili a quelle di una lavatrice.
Gazenko vive ancora: oggi ha 90 anni. Nel 1998, dopo il crollo dell’Urss, fu insignito del Premio Demidov, un riconoscimento che fin dall’epoca zarista decora i più importanti scienziati russi. Ma nel frattempo ha fatto autocritica: “Gli esperimenti su animali – ha dichiarato recentemente – è fonte di dolore per tutti noi. Noi trattiamo loro come bambini che non possono parlare. Più passa il tempo e più questo mi dispiace: non lo farei più”. E su Laika: “Dalla missione non ricavammo abbastanza per giustificare la morte di quel cane”.

E sui razzi americani fu strage di scimmie

L’Unione Sovietica non è stata a sola a usare animali per esperimenti spaziali. Anzi, a cominciare furono gli Stati Uniti, addirittura negli Anni ’40, ma collezionarono una serie di insuccessi. A quell’epoca l’America non aveva ancora elaborato una vera tecnologia spaziale propria: i razzi che venivano lanciati erano semplici derivati delle V2 tedesche, che compivano parabole sub-orbitali a un’altezza variante fra i 30 e i 100 km, quindi (nell’ipotesi massima) ai limiti superiori della stratosfera, ma non nel cosmo strettamente inteso.

La differenza principale tra Urss e Usa è che nel primo caso si “privilegiarono” i cani, nell’altro le scimmie e in particolare i macachi. Il primo dei 32 primati coinvolti nell’operazione, battezzato Albert, fu lanciato nel 1948: raggiunse i 63 km di altezza e morì per soffocamento. Nei tre anni successivi seguirono altre cinque scimmie, tutte chiamate come la prima con l’aggiunta di un numero. Nessuna ebbe sorte felice: una (Albert 3) morì per lo scoppio del razzo in partenza, altre tre (Albert 2, 4 e 5) si schiantarono al suolo al rientro.
Il primo macaco americano che tornò vivo a terra fu Albert 6, nel 1951. Ma l’entusiasmo degli scienziati fu di breve durata, perché la scimmietta morì due ore dopo, probabilmente per lo stress. Miglior sorte ebbe una coppia di primati di un’altra specie: Patricia e Mike, due scimmie filippine lanciate nel 1952 e tornate salve alla base. Ma in quel caso l’”impresa” era stata un gioco facile: il razzo era salito solo a 26 km, cioè a una quota poi toccata anche da certi aerei, vedi il Lockeed SR-71, alias Blackbird. Il cosmo era molto più in alto.

Dino Buzzati, “Corriere dell’Informazione”, 16-17 novembre 1957

Almanacco: “Oggi accadde”. 1957. La cagnetta Laika è lanciata nello spazio. Dino Buzzati scrive…

—————————-

Ci affidiamo a questo articolo, d’annata, di Dino Buzzati. Qui, lo scrittore risponde a un letterato che immaginava una Laika tutta contenta di.. “fare la pipì su una stella”.

Illustre signor De Madariaga,
abbiamo letto, col piacere che può dare l’ingegnoso ed elegante scherzo di un gran signore della cultura europea qual è lei, l’elzeviro pubblicato martedì scorso dal ‘Corriere della Sera’, nel quale s’immagina un dialogo fra la cagnetta Laika chiusa nel satellite in volo e un’oscura cagnetta britannica… Laika non trova crudele che gli uomini l’abbiano scaraventata in cielo con lo sputnik, anzi se ne compiace altamente e si sente presa nella parte di pioniere…

Ebbene, illustre De Madariaga, con tutta la considerazione che lei merita, ho il sospetto che lei stavolta si sia lasciato un po’ prendere la mano dalla letteratura…
Immaginare, come fa lei, che il tremendo compito assegnatole inorgoglisse ed esaltasse Laika, è sinonimo di assurdo.

Laika felice di esplorare gli spazi per prima? Laika ebbra di velocità ? Laika soddisfatta di “non fare nessuno sforzo per respirare”? Laika compiaciuta del perfetto battito cardiaco?..
Ma nessuno venne, nessuna mano le accarezzò le gola, i suoi lamenti non furono percepiti dai perfetti apparecchi degli osservatori sovietici. Dio solamente li udì, povera bestiola. Altro che cupidigia della scienza!

Del resto… le è sfuggita, proprio alla chiusura dell’articolo, una svista sintomatica. Niente di grave, intendiamoci. Un infortunio zoologico di minuscola rilevanza.

Là  dove la “sua” Laika dice: “Pensa, una cane che per anni si è contentato di alzare la zampa posteriore contro un lampione a gas ora può far lo stesso contro una vera stella!”

L’immagine è brillante e patetica… Ma purtroppo è sbagliata. Mai, in vita sua, la cagnetta Laika alzò una zampa contro lampioni, muri o prati. Occorre forse aggiungere il perché?

Dino Buzzati, “Corriere dell’Informazione”, 16-17 novembre 1957

Blogger PostFacebookLinkedInGoogle GmailYahoo MailWordPressPrintEmailE altro!

Vota questo articolo
1 Stella2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (6 voti, media: 5,00 su un massimo voto di 5)
Loading ... Loading ...

10.060 persone hanno letto questo articolo

Pubblicato in Antispecismo | Commenti (17)

17 Commenti a “Omaggio ad una vittima della scienza”

  1. danielacondemiil 03 nov 2007 alle 19:04

    Bello.

  2. Ninail 03 nov 2007 alle 19:18

    Addio piccolina, ora sei davvero una stella! (…)

  3. stefanoveril 04 nov 2007 alle 07:51

    sicuramente il rumore e l’accelerazione potrebbero avergli provocato una morte quasi istantanea,
    un motivo in più per chiedersi
    a che cosa cavolo servivano…
    esperimenti su esperimenti…
    inutilmente pagati profumatamente da noi…
    e vite torturate e spezzate,
    pioniere o no.
    Stefanover / Cinisello

  4. Patriziail 05 nov 2007 alle 03:10

    In nome della scienza , dell’arte, del guadagno facile, l’animale umano ha sacrificato e continua a sacrificare un numero impensabile di animali .Credo che sia arrivato il momento di vergognarci profondamente di essere nati uomini e che questa vergogna ci porti a ripensare e ricostruire totalmente il nostro rapporto con e verso gli altri abitanti di questo nostro e LORO pianeta!

  5. Ninail 05 nov 2007 alle 11:52

    Facciamo schifo!!

  6. antonellail 05 nov 2007 alle 17:28

    non ho parole per quello che successe alla povera cagnetta, per televisione hanno detto che è morta per la paura e per il gran caldo che faceva nell’astronave. Tanto a chi importava di lei! Avete sentito la storia del cagnetto morto di fame e di sete …bella questa mostra d’arte. Da vergognarsi di essere uomini!

  7. fightbackil 05 nov 2007 alle 18:43

    Laika non è stato,purtoppo, l’ultimo animale usato per la scienza, l’uomo si è sempre servito degli animali non umani come esseri da sacrificare.Con le varie scuse gli scienziati hanno torturato,umiliato,milioni di fratelli facendo credere alla società  di lavorare al fine di poter creare un mondo migliore.E’ di pochi giorni fà  la creazione di un super topo capace di correre per 5 ore senza mai bere e mangiare!I giornali e la televisione raccontano le gesta di questo topo senza mai interrogarsi sull’utilità  di tale scoperta.Lo stesso scienziato dice” che mai farebbe questo esperimento su di un uomo perchè non sarebbe eticamente accettabile nemmeno provarci” Allora perchè farlo? Quale è il vero scopo di questi lavori?Sono già  500 i super topi quindi il lavoro si pensa possa andare avanti per molti anni.Hanno trovato solo un piccolo difetto in questi topi geneticamente modificati;sono molto aggressivi!!!!A chi potrebbe interessare un soggetto così?

  8. luisail 05 nov 2007 alle 21:10

    è da quando son bambina che la storia di laika mi fa piangere….

  9. Cereal Killeril 06 nov 2007 alle 00:06

    Care amiche e cari amici,

    Prima di tutto visto che si parla del super-topo vi segnalo l’articolo: http://www.veganzetta.org/?p=169
    Dal titolo “nasce una nuova super-vittima”.

    Vorrei poi dire che la storia di Laika perseguita sin da bambino anche me. La cosa più terrificante che ho sempre pensato ogni qual volta si parlava di lei è l’immensa solitudine che deve aver provato prima di morire. Ritengo che l’Umano sia capace di incredibili atti di crudeltà , atti spesso per nulla seguiti da un reale pentimento. E’ di questi giorni la notizia della morte di uno dei piloti dell’Enola Gay, il bombardiere americano che sgancio il primo ordigno atomico della storia dell’umanità  contro il Giappone, su Hiroshima. Quest’uomo, Paul Tibbets, il 6 agosto 1945 sgancio dall’aereo che pilotava e che portava il nome di sua madre, Little Boy, una bomba di 4,5 tonnellate che esplose prima di toccare il suolo e che complessivamente uccise 221.843 persone… Tibbets parlando della “missione” affermò: “Sono orgoglioso di essere partito dal niente, aver pianificato l’intera operazione
    ed essere riuscito ad eseguire il lavoro perfettamente. La notte dormo bene”.
    La nostra storia è costellata da personaggi simili, ed anche peggio…

  10. BARBARAil 06 nov 2007 alle 13:48

    La conquista della luna è sempre stato un sogno dell’uomo….
    Ci hanno mandato un cane….per paura….
    L’UOMO NON HA NEPPURE IL CORAGGIO DEI PROPRI SOGNI!!!…
    Abbiate pietà  di noi, fratelli non umani….
    quella pietà  che noi non riusciamo ad avere……

  11. stefanoveril 07 nov 2007 alle 21:16

    grande barbara…

  12. Nino34il 04 ott 2008 alle 00:46

    Kudrjavka è stata un Eroina!!!
    Cmq certi esperimenti su animali hanno debellato malattie mortali per uomini ed Animali (e potrebbe debellare anche l’aids) quindi evitate per favore questo perbenismo Pseudo-ecologista, poi magari ammazzate zanzare o mosche solo perchè vi ronzano attorno!!!

  13. Cereal Killeril 04 ott 2008 alle 15:39

    Caro Nino34,

    Kudrjavka più che un’eroina è stata una vittima e non ha certo scelto lei di finire in quel modo.

    Certi esperimenti sugli Animali hanno debellato malattie mortali ovviamente, come moltissimi altri hanno contribuito a creare armi chimiche, batteriologiche e altre patologie che hanno causato morti sia tra gli Animali sia tra gli Umani, potremmo pertanto dire che non si può usare questo metro di misura che è chiaramente antropocentrista.
    Anche se la vivisezione fosse utile alla nostra specie, non avremmo lo stesso il diritto di utilizzarla.
    Evita di formulare giudizi su persone che non conosci che seguono una filosofia di vita, che è del tutto evidente ti è poco chiara visto che ci definisci pseudo-ecologisti, contraddistinta da coerenza e logica. Noi non mangiamo, indossiamo, usiamo, acquistiamo, sfruttiamo o ammazziamo Animali, ivi comprese Zanzare e/o Mosche. Al massimo una Zanzara potrebbe privarci di una stilla di sangue, noi con il nostro comportamento le togliamo la vita, a voler essere buoni si potrebbe parlare come minimo di un eccesso di legittima difesa.
    Ti invitiamo ad approfondire gli aspetti dell’etica antispecista, e ti ringraziamo per il tuo intervento.

  14. Tanja Gagliardiil 29 ott 2008 alle 19:27

    ♥ღ°°â™¥áƒ¦.•*¨*•✿*゚•♪♫♥♪♫♪•¨ï¾Ÿ´âœŽâ€¢…
    † 03/11/1957 *¨â™¥áƒ¦â™¥¨* † 03/11/2008
    Gli eroici «Militi Ignoti» dello spazio..e della scienza bestiale
    Laika…corri felice nei ‘prati’ ☆stellati.☆
    .. nessuno di noi potrà  mai dimenticarti..f.to
    ._/l、
    (゚、 。 ï¼— Sissy..\(°o°)/..waowww
     l、 ~ヽ
     じしf_,)ノ Meowwww.. :__ღ♥ღ_ Kisss.. :))

  15. Francescoil 30 gen 2009 alle 14:57

    Non conoscevo la storia di Laika, se non quando, qualche giorno fa, ho visto un fumetto a lei dedicato. Leggendo la sinopsi del volume, non ho avuto coraggio ne di compralo ne tanto meno disfogliarlo.
    Adesso, sempre qualche giorno fa, sento parlare di Laika nella trasmissione Voyager.
    Non sono ne vegetariano, ne vegano, ho provato a diventare vegetariano, ma sembra quasi un impresa non mangiare carne. In ogni caso, questo non mi vieta di provare pietà , e versare più lacrime per il destino di questa cagnetta e di tutte quelle povere bestiole usate per la scienza e, ancora più, per tutti gli animali torturati e uccisi per le loro pellicce. Altri animali soffrono e hanno sofferto più di Laika, però lei riempie i miei pensieri in questi giorni. Sarà  perchè ho avuto una cagnetta tanto simile a lei, ed oggi ne ho un altra a cui tanto sono affezionato. Come si può, guardandoli negli occhi, non provare una stretta al cuore per quello che si sta per fargli?
    Spero solo una cosa, che a seguire a questa vita ingiusta, ci sia un altra dove potrò rincontrarli tutti e tutte, e avere la possibilità  di carezzare di nuovo i volti cosi dolci e guardarli di nuovo negli occhi. Anche Laika, benché non mi abbia mai conosciuto.

  16. Tanja Gagliardiil 31 gen 2009 alle 20:27

    “protesta canina”..

    ._.•-”-•._.
    _/) c_c_(\__ affan*uloOOoo
    (/(_ O _)\)__ i cani siete
    _(“)~(´´)_ ..voi.!!..

    N.B.

    Perdonalo..è un ‘focoso contestatore barboncino’… abbandonato e legato in autostrada..(VE-TV-Jesolo)..xè cieco..diabetico..
    sdentato..la sua ex ‘padrona’ è stata denunciata..-grazie al micro-cip-..sosteneva di averlo perso..ma le foto fatte in autostrada l’hanno incastrata e il Giudice (..guarda caso sostenitore della mite Laika) L’ha severamente condannata… -a lavorare nel canile municipale x 3 anni-)

    l’ Anarchico..mio cagnetto non si fida degli umani bestiali..5 mesi x conquistare la sua fiducia..ora è padrone assoluto..in casa mia..

    Il suo nome era Rocky…ma forse x dispetto rispondeva con un -ghigno- lo abbiamo
    ‘ribattezzato Ceko’… e scodinzola ad ogni richiamo..

    Secondo voi i Cani hanno o no un Anima x Amare e/o ‘disprezzare’..??..

    ciao Sissy..tu sei una semplice principessa..ma io sono il RE della casa…bawwwww

  17. Cereal Killeril 04 nov 2013 alle 10:59

    Un’interessante iniziativa editoriale che riguarda la tragedia di laika: un fumetto a lei dedicato: http://www.magicpressedizioni.it/laika-di-nick-abadzis-un-capolavoro-da-riscoprire/

RSS Commenti

Il tuo PUNTO DI VISTA è importante, facci sapere come la pensi. COMMENTA questo articolo