Mese: luglio 2014




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1024px Britches monkey 3 1 - Tutto questo dolore

Fonte: http://annamariamanzoni.blogspot.it/2013/06/contro-la-vivisezione.html

“La barbarie più inumana”, “La più grave questione dell’umanità”: così definisce la vivisezione, nella seconda metà del 1800, Richard  Wagner nella sua “Lettera aperta al signor Ernst von Weber”. Oltre un secolo e mezzo più tardi le stesse definizioni conservano tutto il loro senso e la loro pregnanza; da allora le cose sono cambiate solo dal punto di vista formale, in sintonia con lo spirito della civiltà occidentale che, in merito ai delitti contro gli animali, e non solo, ha messo in atto una enorme azione di occultamento e di allontanamento dalla vista e dalle coscienze, rimuovendo tutto quanto può turbare la sensibilità umana, metro e misura del lecito e dell’illecito.  Lontani sono infatti i tempi in cui la vivisezione veniva addirittura praticata alla luce del sole: si  era nella Londra della seconda metà dl 1600 e la Royal Society poteva agire, forte degli enunciati di Cartesio  che,  identificando l’essenza degli  animali nel loro essere macchine e automi,  avevano  dato licenza di infliggere loro i peggiori tormenti.

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veganzetta monster A4 - Dal n° 8 / 2013: Frammenti di un discorso animalista
Illustrazione di Konstantin Vohwinkel per Veganzetta

Frammenti di un discorso animalista
Prospettive per lo svelamento di un paradigma anti-antropocentrico

Come scrive Carlo Ginzburg a conclusione di un testo che tutti, “prima di morire”, dovrebbero leggere, “la firasa, cioè la capacità di passare in maniera immediata dal noto all’ignoto sulla base di indizi, secondo il vocabolario dei sufi, è l’organo del sapere indiziario, intuizione bassa, radicata nei sensi. Lega strettamente l’animale uomo alle altre specie animali.Secondo l’autore, l’Animale medico, paleontologo, geologo, giurista, storico, astronomo, procede in queste discipline indiziarie, solo marginalmente contaminate dal paradigma scientifico galileiano (a eccezione dell’astronomia e della medicina scientifica accademica meccanicistica-riduzionistica contemporanea), seguendo un metodo che non sarebbe improprio definire divinatorio, semeiotico, o, in termini epistemologici attuali, congetturale, non diversamente, quindi, dagli altri Animali, Zecche e Tafani compresi.Infatti, nelle loro attività quotidiane, Gufi e Cinghiali interpretano segni, tracce, impronte, registrazioni, suoni, rumori, odori, così come i medici galenici e ippocratici o taoisti agopunturisti e olisti interpretano i sintomi dei pazienti (come dice Ippocrate, non ci sono malattie, ma singoli malati che vanno curati secondo terapie caratterizzate da una prospettiva altamente individualizzante e non sistematica).

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foto articolo trasatti - Dal n° 8 / 2013: A sproposito di Animali: appunti per uno sciocchezzaio avverbiale

A Pippo, il Coniglio che in 9 anni di convivenza, mi ha insegnato quasi tutto quel che sento e so a proposito degli altri Animali, in memoriam.

Nelle pieghe della lingua è possibile individuare modi di dire, espressioni, strutture che segnalano e rimandano all’ideologico quotidiano che sostiene e perpetua il sistema di potere, le gerarchie, l’inerzia dello status quo, i binari prestabiliti del pensiero, i cul de sac.

Wittgenstein paragonava la lingua a una città con i suoi edifici, le sue strade, le sue rovine. 

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Marco di Vegan come Koala, un affezionato distributore di Veganzetta, scrive da Pisa: Passa davanti al Koala una nonna con nipotino e dice “Se non fai il bravo ti faccio…

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