Mese: Settembre 2011



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Melanie BUJOK
Materialità  corporea, “materiale-corpo”
Pensieri sull’appropriazione del corpo di animali e donne

in Liberazioni. Rivista di critica antispecista, Antologia n.1, 2005-2008: 7-19

Melanie Bujok (1973) è sociologa, vegan e attivista per la liberazione animale. Il presente contributo è apparso originariamente nel volume Befreiung hà¶rt nicht beim Menschen auf! Perspektiven aus der Tierbefreiungsbewegung, a cura dell’ass. Berliner TierrechtsAktion, SeitenHieb Verlag, Reiskrischen 2005.

“La violenza è inerente alla cultura”, riassume Sofsky nel suo Trattato sulla violenza (1996, p. 217), perché la cultura produce e riproduce in primo luogo i poteri e sono questi che essa “mira a limitare”, non “le oscure forze pulsionali”. Si potrebbe – con Freud – giungere alla conclusione che “l’esperimento della cultura” sia fallito e l’uomo debba “uscire di scena” (ibid., p. 225). La realtà  sociale mostra che Sofsky e Freud hanno pienamente ragione – se ogni tentativo di liberazione finisce di nuovo in violenza, in quanto la cultura dell’uomo non è mai stata e mai potrà  essere qualcosa di diverso, non ci sono prospettive rosee per coloro che si propongono di liberare la società  dalla barbarie.

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Con ciò diventerebbe però in generale superfluo dire e scrivere qualsiasi cosa; alla fine lo stesso linguaggio non è altro che l’ordine simbolico, codificato dalla società . Dal momento però che è piuttosto improbabile che tutti traggano le conseguenze pratiche dalle analisi di Sofsky e Freud – la questione dell’uscita di scena – non resta altro che aggrapparsi alla possibilità , per quanto ingenua, che la ragione critica possa fuoriuscire dal vicolo cieco di una società  fondata sulla violenza. Gli ostacoli sono effettivamente enormi.

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