1969 a Woodstock…


Tempo di lettura stimato:
1 minuto

1969Woodstock
A Bethel, una cittadina rurale nello stato di New York, dal 15 agosto al 18 agosto del 1969, all’apice del periodo della diffusione della cultura hippie, si svolse il festival di Woodstock. Il festival rappresentava non solo un evento musicale, ma una sorta di celebrazione hippie della convivenza pacifica.
Tra le varie manifestazioni, dimostrazioni estemporanee, proteste e testimonianze, ci fu anche chi volle intervenire a favore delle vittime animali della nostra società. La persona sollevata dalla folla nella fotografia scattata il 18 agosto 1969 dal fotografo, regge un cartello che recita “Ama i tuoi amici animali non mangiarli“.
Di seguito un’altra fotografia della stessa persona scattata dal fotografo Baron Wolman.

love-animal-friends

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/IkLs5

13 Commenti

  1. Paola Re ha scritto:

    Delle migliaia di foto che circolano su Woodstock questa mi è proprio nuova: è stupenda… con quel teschio molto esplicito… Complimenti al nostro eroe solo e coraggioso. Immagino tra quella folla le mangiate di animali che si sono consumate, altro che pacifismo e nonviolenza… Senza andare a Woodstock, possiamo guardare CHI si mangia durante la marcia Perugia-Assisi… dimenticandosi di colui che quella marcia l’ha inventata. Povero Aldo Capitini che del vegetarismo ha fatto proprio la sua bandiera pacifista! E pure politica.

    9 novembre, 2014
    Rispondi
  2. wilma ha scritto:

    il movimento giovanile di quegli anni è comunque stato qualcosa di formidabile e difficilmente ripetibile che in quell’epoca ha rotto totalmente gli schemi , propagandosi velocemente e incredibilmente a macchia d’olio senza l’ausilio di internet.
    Non c’era coerenza al suo interno, ma solo la voglia di cambiare, forse per questo è stato facile risucchiarlo ed il “rientro” è stato totale se non addirittura in perdita.
    Spero che il movimento antispecista riesca ad essere più coerente e che la sua affermazione possa quindi essere più definitiva.

    9 novembre, 2014
    Rispondi
  3. Paola Re ha scritto:

    Ho inviato il link con questa foto a un amico esperto di musica, che ha scritto anche su Woodstock, per sapere se la conoscesse. Mi ha risposto che è una delle tante foto che si sospetta siano state “taroccate”, cioè che sul manifesto sia stato scritto un testo diverso da quello presente in origine, visto che compare solo nelle raccolte degli ultimi due anni e solo in siti che la vendono come poster. Non ne ha trovata traccia in altri siti. Il sospetto è che, siccome c’è una buona attenzione sulla questione animale, e c’è chi ne può farne anche un buon mercato, sia stata fabbricata appositamente. Sono supposizioni e lui sostiene che la risposta definitiva possa arrivare solo dal ritrovamento della foto originale vedendo se è così o se c’è un’altra scritta. Ci sono rimasta malissimo… ma è meglio una brutta verità che una bella bugia… sigh!

    16 novembre, 2014
    Rispondi
  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Cara Paola,
    Grazie per il tuo commento, tu però sottovaluti le capacità di ricerca di Veganzetta :=)
    Fai vedere al tuo amico esperto di musica questo brevissimo spezzone di video, magari si convincerà:

    Video

    16 novembre, 2014
    Rispondi
  5. Paola Re ha scritto:

    Mitica Veganzetta! Sono tre secondi da sballo! Spero che servano a chiarire i dubbi degli esperti di musica, di fotografia e di Woodstock.

    16 novembre, 2014
    Rispondi
  6. Danilo ha scritto:

    Lewis Marvin (1937 – 2005) figlio di una ricchissima famiglia statunitense, cambiò totalmente vita a 18 anni, dopo una battuta di caccia in Sudamerica.
    Sparò ad un piccolo di scimmia e rimase scioccato oltre ogni dire dal dolore manifestato dalla madre e dal tentativo di salvarlo ponendo delle foglie dentro la ferita.
    Queste le parole con cui nel 1992 ricordava quel che gli accadde: “I realized the power of this animal’s love and that she loved her baby as much as my mother loved me”.
    Di lì a poco maturò la decisione di diventare “strict vegetarian” e di diffondere l’amore per gli animali.
    Iniziò acquistando nel 1957 con l’eredità del padre circa 140 ettari (un monte intero) nel Topanga Canyon nella California del Sud dove prese ad ospitare animali di ogni specie in quello che chiamerà Moonfire Ranch.
    Nel 1966 partecipò alla trasmissione televisiva The Joe Pyne Show dove venne deriso dal pubblico e provocato ad arte dal presentatore (nemico giurato degli hippies) che lo definì “killer of tomatoes” (killer di pomodori).
    Il 1 marzo 1969 era insieme ai Doors (conosciuti nel suo ranch) al famigerato concerto di Miami: sono note da tempo le foto di Jim Morrison con il suo agnello e per di più con in testa il caratteristico copricapo di Marvin con il teschio )giè esibito al The Joe Pyne Show).
    Nell’agosto del 1969 è al festival di Woodstock insieme alla pecora Dolly e per tutta la durata del festival si spostò di qua e di là esibendo a turno due cartelli:
    ‘Love your animal friends don’t eat them’
    (Ama i tuoi amici animali non mangiarli) e
    ‘Killing animals creates killing of men’
    (L’uccisione di animali genera l’uccisione di uomini).
    Lewis Marvin è morto nel 2005 nel rifugio per scimmie che aveva creato a Panama lasciando la moglie Barbara Wayne e tre figli (Lewis, Max e Henze) al Moonfire Ranch (che dalle foto pare uno dei luoghi più belli del mondo con la sua vista panoramica a 360 gradi sull’Oceano Pacifico).
    R.I.P.

    14 aprile, 2017
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie Danilo per queste preziose informazioni che ci hanno finalmente fatto scoprire l’identità dell’Umano ritratto nelle foto a Woodstock. Il sito web del Moonfire Rach oggi pare più quello di un resort di lusso (http://www.moonfireranch.com/), hai notizie sul rifugio di Panama di cui parli? Sarebbe interessante capire cosa rimane del lavoro di Marvin.

      14 aprile, 2017
      Rispondi
      • Danilo ha scritto:

        Ciao, son risalito all’identità di Lewis Marvin perché nel secondo cartello utilizzato a Woodstock ‘Killing animals creates killing of men’ in fondo aveva scritto ‘moonfire’ e da qui con un poco di pazienza (e grazie ai motori di ricerca) non è stato difficile trovare il resto (e cercando cercando ho trovato anche questo articolo di veganzetta). Si, oggi il Moonfire Ranch non è un vero e proprio santuario per animali. L’attività principale della famiglia di Lewis Marvin è ben altra ovvero concederlo (a caro prezzo si intende) come location per servizi fotografici, videoclip, ecc. Nulla ho trovato per adesso sull’attività di Lewis a Panama. Ma continuo a cercare!

        14 aprile, 2017
        Rispondi
  7. Paola Re ha scritto:

    Danilo, sei meglio di un agente della CIA!
    Bravissimo!
    Che storia stupenda ci hai raccontato…

    14 aprile, 2017
    Rispondi
    • Danilo ha scritto:

      Ciao Paola, ogni tanto bisogna anche trovare il tempo per soddisfare la curiosità!Poi magare dispiace constatare che la tv continua a mal trattare i vegani oggi come allora, nel 1966. Nel video Youtube “Lewis Marvin of Moonfire on The Joe Pyne Show 1966″ il presentatore si rivolge così al malcapitato Lewis Marvin:”Do you know that there is now scientific proof that when you cut a tomato it screams?….You are a killer of tomatoes!” Se voleva fargli perdere la pazienza ci riuscì …

      14 aprile, 2017
      Rispondi
  8. Paola Re ha scritto:

    I presentatori dementi sono sempre sulla cresta dell’onda.
    Se lì c’era un tomatoes killer, su Veganzetta c’è cereal killer.
    Siamo una tribù di killer.
    Comunque sei un vero detective.

    15 aprile, 2017
    Rispondi
  9. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Un altro tassello si aggiunge al racconto. La seconda fotografia (quella in bianco e nero) pubblicata è stata scattata dal fotografo Baron Wolman

    27 febbraio, 2018
    Rispondi
  10. Paola Re ha scritto:

    E vivente! Bisogna intervistarlo su Veganzetta…

    27 febbraio, 2018
    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *